Nel 2022 Activision aveva citato in giudizio la società EngineOwning, proprietaria di un omonimo sito per la vendita di cheat, ovvero di trucchi, bot e qualsiasi altro strumento digitale per barare nei videogiochi. Per Activision si tratta di un sito che colpisce direttamente l’integrità del proprio gioco e la sicurezza dei suoi utenti. Ma non solo: perché EngineOwning offre abbonamenti a servizi di cheating per aimbot, ovvero per mirare in modo automatico agli avversari, permette di vedere oltre i muri rovinando l’esperienza di gioco altrui, e lo fa per numerosi giochi tra cui Titanfall 2, Counter-Strike e i vari Battlefield e Call of Duty. Lo scorso 28 maggio è arrivato il verdetto: l’azienda di cheat dovrà pagare 14,5 milioni di dollari ad Activision.