Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

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Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto episodes

  • Ep. 264: Processo a No Man’s Sky

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    No Man's Sky è stato uno sbaglio.
    O almeno così lo pensava chi nell'ottobre 2016 aveva hackerato il profilo Linkedin di Sean Murray per postare proprio questa frase, finita poi anche sull'account Twitter ufficiale del gioco. Perché innegabilmente 10 anni fa No Man's Sky non era quello che è oggi, e aveva anzi tutti i connotati di una truffa. Però laddove oggi un lancio del genere si traduce in Concord, Hello Games è riuscita a tenere duro.
    Non chiamatelo Redemption Arc. Chiamatela una pagina di storia del medium contemporaneo. E oggi siam qui per raccontartela.
    1 hr 13 min
  • DLC #96: Come giocherai da vecchio?

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    Qualcuno si pone una domanda diversa e si chiede "se" giocherà ancora ai giochini, più che come.
    Io so di essere ossessivo compulsivo. Negli ultimi anni, per dire, mi ero convinto di essere ormai troppo imborghesito per smanettare, poi però ci son ricascato quando una mattina non sapendo che cazzo fare mi son detto "ma sai che c'è? Mi moddo PS Vita". L'ho usata pochissimo dopo averla moddata, ma il punto per me non era darle una nuova... Beh, vita, ma riuscire a godere di nuovo dell'installare abusivamente homebrew e altre inutility su un hardware blindato.
    Con i videogiochi per me è lo stesso. Prima o poi ci sarà sempre il gioco che mi ossessiona fino ai titoli di coda, a cui penso quando sono fuori casa rosicando per aver mollato la partita a metà, di cui poi mi viene voglia di parlare anche ad anni dall'averlo finito. È successo con Beast of Reincarnation, quest'anno. Prima ancora con Pragmata, e prima ancora con un Code Vein 2 a cui non avrei mai dato due lire. Mi è successo con Clair Oscur e mi è successo con diversa roba, il fatto che succeda meno di frequente non vuol dire necessariamente che sto smettendo di giocare, vuol dire semplicemente che c'è meno roba che titilla le mie ossessioni e le mie compulsioni. Ma non ho dubbi arriverà.
    Per qualcun altro, è una questione di non farsi prendere a calci nelle palle. E si spiega così l'esplosione del fenomeno cozy.
    Indovina di chi si parla, con ospite Briefcade — quello delle scatoline fiche da nerdacci?
    1 hr 13 min
  • Ep. 263: Osaka Bin Laden — qualcosa sulla rinascita di Capcom

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    Oh, ma 'sta Capcom resuscitata secondo le scritture?
    Anni fa si parlava di questo ritorno del Sol Levante. Ma erano sostanzialmente solo remake e sequel, sequel e remake. Non ci credevo, ma era evidentemente la base per riuscire a tornare rilevanti nel panorama del game dev, complice anche la crisi del Tripla-A tradizionale a trazione occidentale che ormai si traduce in spendere 400 milioni per cacare Wolverine.
    Capcom, con quel budget, ti tira fuori Pragmata, un Onimusha dopo 20 anni, Resident Evil 9 e forse ci avanza pure qualcosa.
    Che cazzo gli vuoi dire, a questo punto? Negli ultimi 5 anni l'unico gioco che hanno scazzato è Monster Hunter Wilds, che comunque se risolvesse i suoi cazzi tecnici sarebbe un gran bel giocare. Per il resto Capcom sta davvero dispensando lezioni a tutti.
    Cosa vuoi di più dalla vita, un nuovo Mega Man? Sta arrivando anche quello.
    1 hr 2 min
  • Linee di confine: una monografia di Ace Combat

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    Anno 2003, deserto di San Salvacion.
    Un lampo squarcia il cielo in due, e il tuono che lo segue porta paura e morte.
    Stonehenge, il frutto delle fatiche congiunte della comunità internazionale del continente Useano — e che doveva portare la salvezza all'umanità — è diventata una terrificante arma di distruzione, caduta nelle mani della Repubblica Federale dell'Erusea.

    Detto questo, io sono Richard Sintoni. E oggi vorrei raccontarvi di come un videogioco preso in prestito e mai restituito mi abbia fatto innamorare di Ace Combat.

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    1 hr 2 min
  • Ep. 262: All’Aniimo de li mortacci tua

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    Alteri ha sbloccato una nuova dipendenza.
    Dopo quella dalle carte del TCG di Dragon Ball e quella dalle minorenni, in rigoroso ordine di quelle che gli stanno rovinando la vita, c'è Aniimo. Il nuovo giochino monster collector free to play che l'uomo che rompe sempre il cazzo perché "descrivere i videogiochi usando altri videogiochi è una merda" ha definito "Genshin Impact coi Pokémon". La coerenza non è di casa, da queste parti.
    L'ignoranza, per tua fortuna, sì.
    E pensa che siamo comunque "quelli bravi" in questo settore di disadattati...
    59 min
  • Ep. 261: La top 10 delle stronzate fatte dai CEO dei videogiochi

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    La top 10 delle stronzate fatte dai CEO dei videogiochi.
    "Faranno due lavori pur di comprarla". Ken Kutaragi ha davvero detto questa minchiata, quando è stato svelato il prezzo di lancio di PS3. La cosa stronza è che due generazioni prima PlayStation aveva vinto tutto dicendo semplicemente "299" per presentare la sua prima console, in culo a SEGA.
    PS3 alla fine l'abbiamo comprata quando è arrivata pure lei a 299. Ma i veri minchioni siamo noi che oggi facciamo due o anche tre lavori per comprarci PS5.
    Oggi quasi non ci facciamo pare per l'Always Online. Don Mattrick invece è stato messo in croce quando è venuto fuori che la sua Xbox One senza connessione Internet potevi dartela nel culo. A una certa se ne è anche uscito con "se vuoi giocare offline puoi comprarti un'Xbox 360".
    Microsoft da Xbox One deve ancora riprendersi. Mattrick, nel frattempo, è andato a prendere un sacco di soldi come CEO di Zynga. Tu invece domani c'hai la sveglia alle 6. Benvenuto nel capitalismo.
    Wii U fu il disastro economico di Nintendo. Tanto che a fronte delle 13 milioni e mezzo di unità vendute Iwata si falciò lo stipendio per due anni.
    Non dello stesso avviso Reggie Fils-Aimé, convinto che i videogiocatori avrebbero rivalutato il valore del GamePad una volta messe le loro mani sopra.
    Si, peccato che quelle mani preferirono tenerle in tasca.
    Se vuoi approfondire, c'è il podcast. Altrimenti ti basta aspettare.
    Che di questi tempi è più facile sentire un CEO sparare una cagata che azzeccare un GaaS.
    1 hr 3 min
  • Ep. 260: Ceci n’est pas un clone – i cloni nei videogiochi

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    A parlare di videogiochi usando come metro esclusivamente altri videogiochi, succede che diventi il redattore medio di Everyeye. No, quello adesso è un prompt di ChatGPT in effetti. Intendo il redattore medio di Everyeye quando ci scriveva gente che poi non a caso è stata sostituita dall'IA, perché l'IA basta e avanza per dirti che in quel roguelike deckbuilder che stai giocando adesso le meccaniche sono paro paro quelle di Slay the Spire.
    Poi però esce roba che se la riduci a semplice clone non la inquadri manco per sbaglio.
    Ghost of Tsushima deve tantissimo a The Witcher 3, ma è il suo clone meno clone, quello con la voce più chiara, e infatti è piaciuto perfino ad Alteri. Palworld avrà pure fregato l'idea dei mostrilli a Pokémon e te lo sarai scaricato per quella storia delle pecore con gli AK-47, ma poi pad alla mano è tutta un'altra cosa.
    E potrei andare avanti all'infinito, ma facciamo che ti senti il podcast.
    59 min
  • Il nuovo Metacritic che recensisce le recensioni (anche del pubblico) – Checkpoint

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    Thomas Mahler ha deciso che le recensioni hanno rotto il cazzo.
    Non solo quelle dei sitini di giochini che non si aggiornano una volta pubblicate. Cioè, tranne su EveryEye. Ma anche quelle degli utenti perché la gente gioca troppo poco, non scrive un'altra recensione quando escono gli update che fixano le cose che gli stavano sui coglioni, osano lamentarsi di cose che non c'entrano col gioco tipo quel vezzo di Mahler di essere un cripto-fascista pure piuttosto antipatico e insomma, bisognava fare qualcosa.
    O meglio, chiedere a Claude Code di fare qualcosa.
    Cosa, beh, ti ascolti il podcast e lo scopri
    58 min
  • Ep. 259: Wolowoke — il woke nei videogiochi è stato folle?

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    Il woke è stata una follia?
    Qualche giorno fa è stata attribuita ad Alexandria Ocasio-Cortez la frase "Woke 1.0 was crazy".
    Come sempre la cosa è stata riportata a cazzo di cane, deformandola per poter dire che anche i comunisti si sono pentiti del woke.
    Ma AOC quella frase l'ha attribuita a un consigliere comunale di New York. E ha aggiunto che quelle discussioni sono state "molto produttive".
    E ha fottutamente ragione.
    Alcune battaglie e alcuni slogan ci sono tornati in culo. Qualcuno avrà anche votato Trump o Meloni per questo, deluso dalla "sinistra" (implicando i due Partiti Democratici siano sinistra).
    Ma era un passaggio necessario per mettere sul tavolo certi temi.
    Senza Ultima Generazione a bloccare le autostrade oggi non parleremo così di crisi crimatica. E forse Pokémon Pokopia non avrebbe venduto 5 milioni di copie.
    Senza i "token" di Netflix, oggi sarebbe più difficile avere protagoniste donne, personaggi queer, diversità reale nell'intrattenimento.
    E i videogiochi? Il woke lo abbiamo inventato noi a dirla tutta.
    Era già woke Final Fantasy 7 nel mostrarti una famiglia interraziale con un solo genitore, o facendo travestire il protagonista da donna.
    Era woke Yoko Taro che raccontava le prostitute in Drakengard, era Woke Toby Gard che pur di opporsi alla sessualizzazione a favore di marketing della sua Lara Croft s'è dato da Core Design.
    I giochi che hai sempre amato sono sempre stati woke.
    La vera follia sarebbe negarlo.
    Soprattutto dopo 5 anni di governi no-woke che ci hanno fatto passare dalle schwa alle svastiche.
    54 min
  • La polemichetta su God of Wolverine e Sony sempre più a caso – Checkpoint

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    Il giochino di Wolverine non farà schifo per colpa del woke. Farà schifo perché è di Insomniac.
    È uscito un nuovo gameplay di Wolverine e la gente s'è risentita perché sembra God of War. E non il God of War bello del 2018, quello epoca PS2 che funzionava perché c'avevi 14 anni. Ed è invecchiato di merda a livello di design – perché era mediocre già all'epoca, ma non divaghiamo.
    La colpa di questo secondo Internet è di Insomniac, che sull'onda del woke ha assunto diverse donne. Alcune coi capelli colorati o addirittura con la nerchia.
    Il punto in realtà è che Insomniac ha sempre fatto giochi iper-derivativi senza inventarsi un cazzo.
    Buona parte dei difetti che si stanno imputando a Wolverine da un trailer c'erano già nel loro primo Spider-Man.
    Lì non te ne sei accorto perché beh, era Spider-Man, basta mettere una New York Open World e fa tutto lui. È anzi quasi un miracolo che con Miles Morales e Spider-Man 2 Insomniac sia riuscita a tirare fuori due cose veramente interessanti tagliando il superfluo (e copiando la tuta alare di Just Cause 3, vedi che non si inventano mai un cazzo?).
    Prima di dare la colpa alle femmine, pensa ai giochini di Insomniac.
    Perché qua il problema non è il genere. Né quello videoludico, né quello dello sviluppatore. Il problema è di design.
    E se non c'arrivi Wolverine fa per te, perchè sei rimasto ai God of War per PS2.
    59 min

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