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“Quando in una famiglia nasce uno scrittore, quella famiglia è finita, si dice.” Il celebre adagio viene completamente ribaltato da Veronica Raimo. L’autrice romana, con il suo "Niente di vero", pubblicato da Einaudi, tratteggia, con piglio divertito e mai lamentoso, una memoir di formazione sentimentale e alla vita. La mamma Francesca con le sue emicranie e ansie di abbandono, il papà, ossessionato dai batteri, intento a cospargere alcool sui figli e il fratello, Christian, scrittore anche lui impegnato in politica, sono i protagonisti della quotidianità di Smilzi, Oca e Verika. Veronica Raimo ha conosciuto diversi appellativi e ha conosciuto diverse vite perché Niente di vero, fin dal titolo, si posizione su quel fertilissimo confine tra realtà, memoria e ricordi. Uno dei terreni più congeniali per chi ha fatto della scrittura il proprio mestiere. Le pagine corrono veloci e ci si diverte, parecchio, leggendo degli amici immaginari che spuntano dalle righe dei libri preferiti, della noia densa di un’infanzia trascorsa chiusi in un appartamento, dei tentativi di fuga e delle prime relazioni amorose. Alcuni critici hanno menzionato Lessico famigliare della Ginzburg. Può essere, anche se la contemporaneità del tono e l’asciuttezza della scrittura rimandano a molte scrittrici irlandesi che raccontano le loro derive private senza vittimismo.
Senza fare del trauma l’unica chiave possibile di accesso ad una vita, Veronica Raimo aveva spiazzato critica e lettori anche con il suo precedente romanzo, Miden, pubblicato da Mondadori. Una coppia vede sfaldarsi il suo legame dopo un’accusa di stupro nei confronti dell’uomo. Siamo in una società nella quale amore e benevolenza sono le cifre comportamentali preferite. Tutto però viene meno nel momento in cui una giovane dice di aver subito degli abusi, lo stupratore è immediatamente ritenuto colpevole, la presunzione di innocenza che fine ha fatto? Veronica Raimo riflette su di sé a la società facendo emergere che non siamo soltanto quello che subiamo o quello che facciamo. Gli uomini e le donne sono un ricchissimo mosaico di emozioni, non detti, intenzioni, pensieri e inciampi.
Prima emissione mercoledì 16 febbraio 2022
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Raimo, Veronica. Niente di vero. Einaudi, 2022
Raimo, Veronica. Miden : romanzo. Mondadori, 2018
Fitzgerald, Francis Scott Key. Di qua dal paradiso / trad. e postf. di Veronica Raimo. Minimum fax, 2020
Ginzburg, Natalia. Lessico famigliare. Einaudi, 1963
Turnaturi, Gabriella. Vergogna : metamorfosi di un'emozione. Feltrinelli, 2012
Vari testi sulla vergogna in Sbt
Altri testi e traduzioni di Veronica Raimo in Sbt
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Sono innumerevoli i pensatori, da Hegel a Nietzsche, da Heidegger a Popper, che nelle loro opere hanno considerato la Grecia terra di origine della filosofia e, ancora oggi, per caratterizzare l’identità dell’Occidente, si è soliti chiamare in causa oltre alla filosofia e alla democrazia greche, il diritto romano, il Cristianesimo, la Rivoluzione scientifica e così via. Una visione messa in dubbio dal filosofo Giuseppe Cambiano, già professore di Storia antica alla Scuola Normale Superiore di Pisa che nel suo ultimo libro “Filosofia greca e identità dell’Occidente. Le avventure di una tradizione”, pubblicato dalla casa editrice Il Mulino, dimostra come l’idea secondo cui il “logos” ellenico fosse un’esclusiva dell’Occidente sia in realtà una costruzione storica, “l’invenzione di una tradizione”. L’identità europea è infatti l’esito di una vicenda complessa, è una identità plurima e in continuo movimento, tutt’altro che monolitica e uniforme.
Prima emissione martedì 26 aprile 2022
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Svolte teologiche e trasformazioni culturali hanno calato definitivamente il sipario sulle immagini dolorose associate all’Aldilà. Eppure, sino alle soglie della contemporaneità. l’inferno aveva efficacemente assolto la sua funzione generatrice di angosce. Dall’Oltretomba pagano e luogo di pena per le anime dei peccatori secondo la concezione cristiana, al Medioevo quando l’inferno inizia ad apparire come luogo di supplizi e di dannazione eterna, al Rinascimento in cui le immagini dell’Aldilà iniziano a trascendere l’ambito strettamente religioso per orientare la società dei vivi, sino alla Controriforma che diede il colpo di grazia alle rappresentazioni visuali dell’Inferno non conformi alla Scrittura, alla tradizione e al decoro della Chiesa. Un percorso affascinante ricostruito dallo storico Andrea Gamberini, professore ordinario di storia medievale all'Università degli Studi di Milano nel suo ultimo libro “Inferni medievali. Dipingere il mondo dei morti per orientare la società dei vivi” pubblicato da Viella.
Prima emissione lunedì 9 maggio 2022
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La storia vera e dimenticata di Maria Caira, una giovane donna italiana che con la famiglia alla fine dell’Ottocento emigra a piedi dalla Ciociaria a Parigi. E nella città bohémien in fermento che pullula di artisti e intellettuali del tempo provenienti da ogni dove la bella ragazza posa da modella per pittori come lo statunitense James Abbott McNeill Whistler e scultori come Frederick William MacMonnies. Intelligente e audace, da pochi mesi a Parigi, tenta un’impresa impavida per una donna di quei tempi: fonda un’accademia di pittura per sole donne al numero 49 di Boulevard Montparnasse in cui tra gli altri insegnerà Paul Gauguin. A raccontarci la storia di “Madame Vitti” uscita per Sellerio, sarà Domenico Dodaro, autore del romanzo insieme a Marco Consentino.
Prima emissione mercoledì 27 luglio 2022
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Non abbiamo una definizione scientifica di coscienza, che cosa sia la coscienza resta un enigma. Ma un punto parrebbe certo: “qualunque cosa sia la coscienza per noi esseri umani, lo deve essere anche per gli animali”. A queste conclusioni giunge Angelo Tartabini, nel suo saggio "La coscienza negli animali"(Mimesis). Se una diversità si vuole trovare, la troviamo a livello quantitativo: è ovvio che il cervello di una lucertola è meno complesso di quello di una scimmia antropomorfa, la quale a sua volta ha un cervello (leggermente) meno complesso di quello di noi animali umani. Ma si tratta di differenze quantitative, non qualitative. Non è che la coscienza umana abbia certe qualità e quella animale altre: le proprietà sono le stesse. Uno scimpanzé, ad esempio, prova empatia, manifesta emozioni, legami affettivi, ha il senso del distacco e della morte, ha una teoria della mente, per cui riesce a fare inferenze e a “leggere” le intenzioni degli altri, sa pianificare ed elaborare strategie. Angelo Tartabini, già professore ordinario di Psicologia generale al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, in passato ha svolto ricerche sul campo osservando le scimmie, e molti sono i suoi volumi ad esse dedicati. In questo recente "La coscienza negli animali", Tartabini pone, come recita il sottotitolo, “uomini, scimmie e altri animali a confronto”. Ne parleremo in questa puntata.
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Tartabini, Angelo. La coscienza negli animali : uomini, scimmie e altri animali a confronto / pref. di Edoardo Boncinelli. Mimesis, 2020
Tartabini, Angelo. Una scimmia in tutti noi. B. Mondadori, 2001
Hume, David. Trattato sulla natura umana. Bompiani, 2001
Kant, Immanuel. Lezioni di etica. Laterza, 1971
Altri testi di Angelo Tartabini in Sbt
Prima emissione 29 marzo 2022
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Verso la fine del Seicento Ippolita Orelli, una monaca del monastero benedettino di Santa Maria Assunta di Claro, abbandona di tanto in tanto “l’arcolaio e la canochia”, come lei stessa dice, e impugna carta e penna per annotare gli eventi da lei vissuti in convento o appresi dalle monache più anziane in una cronaca, un manoscritto di una novantina di pagine, in cui racconta le origini del monastero, descrive il paesaggio che lo circonda, eventi quali la peste e la carestia e la vita quotidiana di una comunità religiosa femminile in un periodo di grandi tensioni religiose e politiche. Un documento storico prezioso, finora inedito, trascritto e pubblicato recentemente nel volume di Miriam Nicoli, storica e ricercatrice all’Università di Berna e Franca Cleis, ricercatrice della scrittura femminile, "La Gran regina del cielo e le benedettine di Claro", pubblicato dall’editore Dadò. Ne parliamo con le autrici e con Tatiana Crivelli, ordinaria di letteratura italiana all’Università di Zurigo che ha prefato il volume.
Prima emissione 6 dicembre 2021
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Nicoli, Miriam; Cleis, Franca. La gran Regina del Cielo e le benedettine di Claro : genealogia femminile di un Sacro Monte in area alpina nel manoscritto di suor Ippolita Orelli (1697) / pref. di Tatiana Crivelli. A. Dadò, 2021
Cavadini-Bielander, Patricia. Il monastero benedettino di S. Maria Assunta sopra Claro. Società di storia dell'arte in Svizzera, 2007
Niccoli, Ottavia. Madonne di montagna : note su apparizioni e santuari nelle valli alpine. In Cultura d'élite e cultura popolare : nell'arco alpino fra Cinque e Seicento / a cura di Ottavio Besomi, Carlo Caruso. Birkhäuser, 1995
I monasteri femminili come centri di cultura fra Rinascimento e Barocco / a cura di Gianna Pomata, Gabriella Zarri. - Roma : Edizioni di Storia e Letteratura, 2017
Gentile, Guido. Sacri Monti. Einaudi, 2019
Insana, Jolanda. La clausura. Crocetti, 1987
Ostinelli, Paolo. Il peso dell'imposizione, le opportunità del nuovo : comunità e strutture ecclesiastiche nelle Valli ambrosiane di fronte all'opera rinnovatrice di Carlo Borromeo. In Archivio storico ticinese. N. 144 (dic. 2008), p. 147-158
Planzi, Lorenzo. I Sacri Monti di Orselina e Brissago. Laboratori di vicende locali e universali. In: Bollettino della Società storica locarnese, Società storica locarnese, vol. 20/2016, pp. 56-74
Bonacina, Martino. Tractatus de clausura. Pacifici Pontij, & Io. Baptistam Piccaleum socios, 1626
Altri saggi sui Sacri monti e sul Monastero di Santa Maria Assunta a Claro Sbt
Vari testi di Miriam Nicoli, Franca Cleis e Tatiana Crivelli in Sbt
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La bellezza si esprime anche con le essenze vegetali. Potremmo, anzi, dire che la bellezza scaturisce da lì, dalle piante, dalle erbe, dai fiori. Quella natura che con ostinata violenza profaniamo deliberatamente, senza coscienza. Quella natura che ha ispirato la letteratura più alta. Chi ci restituisce questo incanto è Angela Borghesi, che in “Fior da fiore” (Quodlibet) illustra il rapporto diretto e vivo con il mondo vegetale che da sempre intrattiene la letteratura, attraverso sessanta ritratti di essenze vitali còlte in altrettanti capolavori provenienti da tutto il mondo.
Prima emissione mercoledì 13 aprile 2022
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Nella trasmissione di oggi parliamo dei numeri che da sempre hanno un ruolo centrale nella riflessione filosofica: dall’antica Grecia, all’Islam, ai matematici europei del Medioevo e del Rinascimento, durante la rivoluzione scientifica, fino agli inizi del XX secolo e all’idea moderna di numero. Lo spunto per parlarne è offerto della nuova collana della casa editrice Il Mulino "Storie di numeri". Il primo libro si intitola "Uno. Il battito invisibile" e per il suo autore Giulio Busi, esperto di mistica ebraica, professore di Giudaistica alla Freie Universität di Berlino, il primo numero è stupore, incompletezza, mistero. Attraverso vecchie storie bibliche, sogni di mistici, saggezza indiana, inquietudini dei filosofi greci, poesia del Novecento, ma anche attraverso l'amore, la musica, l'arte, questo libro passo dopo passo va in cerca del più astratto e universale dei numeri: l’Uno.
Prima emissione martedì 08 febbraio 2022
Libri e CD presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Busi, Giulio. Uno : il battito invisibile. Il Mulino, 2021
Busi, Giulio. Qabbalah visiva. Einaudi, 2005
Bhagavadgītā : il canto del beato. Lindau, 2018
Rilke, Rainer Maria. Elegie duinesi. Beit, 2013
Cage, John. Silenzio. Il Saggiatore, 2019
Bottazzini, Umberto. Istanti fatali : quando i numeri hanno spiegato il mondo. Laterza, 2019
Elliott, Andrew. È grande questo numero? Per capire quando un numero ci deve spaventare o entusiasmare. R. Cortina, 2021
Corry, Leo. Breve storia dei numeri. Hoepli, 2020
Dantzig, Tobias. Numero : storia dell'idea che ha rivoluzionato il mondo. Il Saggiatore, 2018
Cresci, Luciano. I numeri celebri. Bollati Boringhieri, 2017
Cohen, Leonard. It’s torn. In: Thanks for the dance [CD]. Columbia, 2019
Altri testi di Giulio Busi e di Umberto Bottazzini in Sbt
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La Svizzera ebbe una politica coloniale? La risposta di solito è negativa, considerando fattori quali la tradizione di neutralità o la mancanza di sbocchi sul mare. E in effetti tra Ottocento e Novecento la Confederazione non controllò mai direttamente territori in Africa, come le principali potenze europee. Tuttavia la Svizzera partecipò indirettamente − ma efficacemente − all’imperialismo europeo, attraverso le sue società geografiche o il sostegno a iniziative economiche. In questa inedita prospettiva Fabio Rossinelli ha riconsiderato il ruolo e le responsabilità svizzere nella grande spartizione dell’Africa.
Di particolare interesse è la vicenda del Congo, proprietà privata del re del Belgio Leopoldo II. Qui il coinvolgimento svizzero fu più evidente, proprio quando l’opinione pubblica si scandalizzava per lo sfruttamento di questo Paese e l’inumano trattamento riservato alla sua popolazione. Le denunce non riuscirono però a mettere veramente in discussione la narrazione prevalente del colonialismo, considerato una tappa necessaria nel percorso verso il “progresso” e la “civiltà”, come spiega Mario Coglitore.
Prima emissione lunedì 02 maggio 2022
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Geronimo è un programma che propone approfondimenti secondo questa declinazione: il lunedì la storia, il martedì la filosofia e il mercoledì la narrativa. È aperto alle novità (nuove pubblicazioni,…