Geronimo

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By RSI - Radiotelevisione svizzeraSociety & Culture
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Geronimo episodes

  • Il lupo tra storia e leggenda

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    Il lupo, animale selvatico spesso associato alla figura del diavolo, è nel contempo simbolo di peccato, ferocia, spietatezza, cupidigia e di forza, lealtà, fedeltà, testimoniate dal ruolo della lupa nella fondazione di Roma o del lupo di Gubbio addomesticato da Francesco D’Assisi. Il grande predatore è tornato al centro dell’interesse a partire dagli anni Novanta dopo la ricomparsa nel Vallese di esemplari provenienti dall’Italia dove la specie non si è mai estinta. Il dibattito, mai sopito, si è riacceso nelle scorse settimane dopo l’abbattimento di un lupo nel Vallese, il primo esemplare dopo l’entrata in vigore in Svizzera di una nuova ordinanza sulla caccia che consente ai cantoni di intervenire più rapidamente per contenere le popolazioni di lupi e rafforzare la protezione delle greggi. Il lupo non dà tregua e la sua presenza divide l’opinione pubblica tra fautori di misure di contenimento più severe e promotori della tutela dell’animale selvatico. Alla sua storia millenaria la rivista “Archivio storico ticinese” ha dedicato l’ultimo numero che presenta alcune storie dell’animale dal Medioevo ad oggi. Ne parliamo con uno degli autori, lo storico Riccardo Rao professore di storia medievale all’Università di Bergamo, autore del volume Il tempo dei lupi. Storia e luoghi di un animale edito da Utet, e con il curatore, il medievista e docente liceale Andrea Martignoni.

    Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)

    Rao, Riccardo. Il tempo dei lupi : storia e luoghi di un animale favoloso. UTET, 2018

    Grillo, Paolo. L'immaginario del lupo nelle montagne lariane dei secoli X-XII: un sondaggio antroponomastico. In: Archivio storico ticinese. N. 169 (2021), p. 8-16

    Porret, Michel. La follia del licantropo: i lupi mannari odiano gli esseri umani. In: Archivio storico ticinese. N. 169 (2021), p. 17-29

    Brandli, Fabrice. L'eliminazione dei lupi a Ginevra nel XVIII sec. : "la più lunga, difficile, penosa e infruttuosa di tutte le caccie". In: Archivio storico ticinese. N. 169 (2021), p. 30-43

    Bernasconi, Andrea. Lupus, non in fabula: le scorribande della fiera da Busto Arsizio a Monte Morone nel 1801. In: Archivio storico ticinese. N. 169 (2021), p. 44-57

    Roth, Simon. Foreste che odorano di lupo: storia e attualità della presenza del lupo in Vallese. In: Archivio storico ticinese. N. 169 (2021), p. 58-71

    Favaron, Massimo. La presenza storica, l'assenza e il ritorno del lupo nell'area del Parco Nazionale dello Stelvio. In: Archivio storico ticinese. N. 169 (2021), p. 72-87

    Meriggi, Alberto – Torretta, Elisa. Lupi e ricolonizzazione dell'arco alpino : evoluzione della presenza e dell'ecologia del lupo nell'Appennino nord-occidentale. In: Archivio storico ticinese. N. 169 (2021), p. 88-101

    Talarico, Rosario. Se va così bisogna morire di fame: me, Gio. Anastasia. In: Archivio storico ticinese. N. 169 (2021), p. 138-148

    Ortalli, Gherardo. Lupi, genti, culture : uomo e ambiente nel medioevo. Einaudi, 1997

    Comincini, Mario, et al. L'uomo e la "bestia antropofaga" : storia del lupo nell'Italia settentrionale dal XV al XIX secolo. Unicopli, 2002

    Pastoureau, Michel. Il lupo : una storia culturale. Ponte alle Grazie, 2018

    Vari saggi sui lupi in Sbt

    Prima emissione 27 dicembre 2021

    25 min
  • Di luce propria

    "Di luce propria" (Mondadori) è il suo ultimo romanzo. Che ha presentato agli Eventi Letterari Monte Verità in occasione della sua uscita in lingua tedesca (“Das Flirren der Dinge”, Diogenes, traduzione di Maja Pflug). Una vicenda ambientata nell’Italia febbrile di metà Ottocento, che Raffaella Romagnolo ha tradotto in un romanzo civile e intimo capace di accogliere il tumulto della realtà restituendone la luce. È la scrittrice piemontese, l’ospite di questa puntata di “Geronimo libri”.

    28 min
  • Filosofia del cibo

    “Avere buon gusto” ha per noi un significato traslato, metaforico, che rimanda a un’esperienza estetica visiva, in cui il gusto come senso non è tenuto in nessun conto. Del resto per molto tempo la filosofia ha tenuto in minimo conto ciò che si riferisce al cibo, cibo per la pancia s’intende, perché al “cibo per la mente” – altra metafora che eleva ciò che viene percepito come troppo basso - viene accostata la conoscenza stessa. È come se il cibo, in quanto legato al corpo e in quanto legato a un volgare piacere, non potesse essere correlato a un’esperienza propriamente estetica. Uno dei filosofi che in Italia ha maggiormente approfondito il concetto di esperienza gustativa come esperienza estetica è Nicola Perullo. A questo tema Perullo ha dedicato vari saggi: uno dei suoi primi, uscito una quindicina di anni fa, viene ora ripubblicato in una nuova edizione, completamente rinnovata, rielaborata e ampliata: “L’altro gusto. Per un’estetica dell’esperienza gustativa” (Edizioni ETS).
    Ne parleremo in questa puntata.

    Proposta RSI:
    Se ti appassiona il mondo culinario il magazine RSI FOOD ha un'ampia offerta di contenuti per tutti gli amanti del cibo, della cucina consapevole, attenta all'ambiente, al futuro del nostro territorio e alla salute.

    23 min
  • Devozione e politica nell’età contemporanea

    Le manifestazioni religiose legate alla devozione popolare costituiscono uno degli indicatori più significativi della contemporaneità, spie illuminanti dei mutamenti cui è soggetta. Recentemente si è osservato un ritorno all’uso politico dei culti ad opera di diversi leader populisti, da Bolsonaro a Orbán, da Le Pen a Salvini, che collegano l'ostentazione di simboli religiosi depositati da secoli nella memoria cristiana al successo di una risposta nazional-identitaria alla crisi della globalizzazione. In un mondo percepito come sospeso tra secolarizzazione e fondamentalismo religioso, anche la Chiesa rilancia la pietà popolare. Il libro dello storico Daniele Menozzi "Il potere delle devozioni. Pietà popolare e uso politico dei culti in epoca contemporanea" pubblicato da Carocci ripercorre la connotazione politica delle forme di pietà più diffuse tra metà Ottocento e metà Novecento. Ne parliamo con l’autore, professore emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa e con il biblista Piero Stefani, docente alla Facoltà di teologia di Lugano.

    28 min
  • I milanesi si innamorano il sabato

    Il commissario Giovanni Armani è la nuova creatura letteraria di Gino Vignali, metà del duo comico milanese Gino & Michele, che dopo aver scritto la storia della cultura popolare italiana dell'ultimo mezzo secolo – dalle collaborazioni con Enzo Jannacci e Gabriele Salvatores alla fondazione di Zelig, il curriculum è impressionante – si è dato al giallo nell'ultimo lustro, sfornando un romanzo all'anno e costruendo una serie che presto potrebbe avere una seconda vita televisiva. Un poliziesco pieno di ironia, che ha l'obbiettivo dichiarato di divertire il lettore, senza per questo rinunciare alla tensione e ai colpi di scena. In uscita per l'editore Solferino, ha un titolo che echeggia Giorgio Scerbanenco: "I milanesi si innamorano il sabato".

    24 min
  • Vedo cose meravigliose

    La tomba del giovane faraone Tutankhamon è forse la più importante scoperta archeologica del XX secolo. Cent’anni fa, il 26 novembre del 1922, l’archeologo Howard Carter entrò nell’unica tomba di un faraone giunta intatta sino a noi e vi trovò un imponente corredo funebre di migliaia di pezzi, tutto quello che poteva servire al faraone nella sua nuova vita divina, a cominciare dalla celebre maschera, divenuta un’icona della civiltà egiziana. Per questo, dal nostro punto di vista, la tomba di Tutankhamon è una macchina del tempo che ci consente di ricostruire la vita quotidiana nell’antico Egitto.

    Dietro questo importante anniversario, che sarà celebrato con l’inaugurazione del Grande Museo Egizio di Giza, vicino alle piramidi, se ne intravede un altro. Duecento anni fa, nel 1822, uno studioso di Grenoble, Jean-Francois Champollion, riuscì per la prima volta a tradurre i geroglifici scolpiti sulla Stele di Rosetta, grazie al confronto tra diverse versioni dello stesso testo.

    La tomba di Tutankhamon e la Stele di Rosetta rivivono nel racconto del prof. Antonio Loprieno.

    23 min
  • In riva all’Aare (“Alice” a Soletta)

    In questa puntata si fa ritorno alle Giornate letterarie di Soletta, la cui 44esima edizione si è svolta dal 27 al 29 maggio. Con una puntata speciale in diretta, aperta al pubblico, Alice ha seguito la maggiore manifestazione nazionale di letteratura dalle rive dell’Aare. L’occasione di riascoltare in Geronimo libri le voci di Claudia Durastanti, Laura Di Corcia, Fabiano Alborghetti, Vanni Bianconi e del Premio svizzero di letteratura 2022 Yari Bernasconi.

    26 min
  • Avventurarsi

    “L’avventura è veder sorgere qualcosa di sconosciuto ogni giorno, nello stesso volto”, così Alberto Giacometti diceva in un’intervista del 1962, ed è una frase profonda, perché ci rimanda a quell’impermanenza, a quell’eterno fluire, mutare, che è la vita. Il nostro volto non è mai lo stesso, perché l’Io non è qualcosa di rigido e fisso a cui ancorarci, arroccandoci dentro il castello di un’identità forte e autoriferita: occorre uscire da sé, andare verso l’Altro e verso l’Altrove. Occorre avere il coraggio di mettersi in gioco su strade nuove, lontane dalle nostre sicurezze. Il senso della vita può essere trovato proprio in questo muoversi, in questo andare oltre noi stessi, verso le cose nuove che verranno: ad-ventura, appunto. "La vita fuori di sé. Una filosofia dell’avventura", è il titolo di un saggio di Pietro Del Soldà, appena uscito da Marsilio, che ci parla, dialogando con i grandi pensatori antichi e moderni, proprio di questo.

    23 min
  • Nazionalismi e conflitti dopo la fine della guerra fredda

    Dietro all’aggressione militare della Russia di Putin contro l’Ucraina si nasconde un nazionalismo nuovo di tipo neo imperiale. Ma i nazionalismi non sono un fenomeno della contemporaneità: esistono dall’affermazione degli Stati nazionali e hanno avuto un ruolo diverso nelle epoche storiche differenti. Nell’Ottocento il nazionalismo è coinciso in gran parte con il patriottismo e con la lotta per l’indipendenza e l’unità nazionale di alcuni popoli (Grecia, Germania, Italia). Nella prima metà del Novecento è stato alla base delle due guerre mondiali. Dopo o la fine della guerra fredda, che per quarant’anni aveva congelato tutti gli altri conflitti, e con il crollo del blocco sovietico nell’89, nei paesi ex comunisti si sviluppano forme di nazionalismo fortemente identitario. Interrogarsi sulle tipologie di nazionalismi che sono oggi presenti, può permettere di comprendere la tipicità dei conflitti di questo secolo e di quelli a noi più vicini. Ne parliamo con lo storico Marcello Flores, tra i curatori della "Storia della Shoah" e di "Diritti umani. Cultura dei diritti e dignità della persona nell’epoca della globalizzazione", entrambi editi da UTET. I suoi ultimi libri sono: "Il genocidio e Cattiva memoria. Perché è difficile fare i conti con la storia" (Il Mulino); "Il vento della rivoluzione. La nascita del Partito comunista italiano" (con Giovanni Gozzini, (Laterza).

    22 min
  • Tutto ciò che siamo stati

    Una donna torna a Napoli dopo anni di assenza, ritrova il suo quartiere e la sua famiglia, ma è costretta a fare i conti con un passato che pensava di essersi lasciata alle spalle. Olimpia De Girolamo, autrice napoletana ormai ticinese d'adozione, agitatrice culturale e fondatrice del teatro Agorà di Magliaso, racconta il suo esordio in forma di romanzo “Tutto ciò che siamo stati” (Gabriele Capelli Editore): un racconto immerso nella realtà di Napoli e capace di restituire al lettore i colori più vividi della città partenopea, senza stereotipi, come può fare solo chi ci ha vissuto.

    25 min

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