Con salde radici sui colli del Chianti, Fusi è da più di 50 anni un nome di rilievo internazionale nel mondo dell’olio. L’amore per il proprio territorio e la voglia di eccellere hanno trasformato la passione per la viticoltura, già coltivata per il piacere dei propri ospiti e amici, in un ambizioso progetto teso all’eccellenza assoluta. Nel 2024, dopo aver ampliato i propri ettari vitati nel Chianti, Chianti Classico e Maremma Toscana, la famiglia ha dato vita alle Tenute Fusi.
Mario Fusi (padre dell’attuale fondatore delle TENUTE FUSI Fabrizio Fusi) iniziò da giovanissimo a sognare un futuro tra queste colline. Nel 1946 con cavallo e calesse andava in giro a barattare aringhe, pasta, acciughe in cambio di buon olio e grano che poi rivendeva ai commercianti della zona. Riuscì con i fratelli a realizzare un’attività commerciale.Oggi il tema fondante per l’azienda è la SOSTENIBILITÀ, che significa gestione dei vigneti con metodi biologici, tutela delle tradizioni culturali territoriali. I vigneti sono certificati biologici, coltivati senza l’utilizzo di agenti chimici di sintesi, utilizzando metodi antichi e naturali. L’uso esclusivo della tecnica del sovescio ha lo scopo di migliorare il contenuto di sostanza organica del suolo in modo naturale, arricchendo la biodiversità dell’agroecosistema.Essenze come Favino, Veccia comune, Lupinella, Trifogli, Avena, Orzo, Facelia, Senape, Pannonica, Lupino, Pisello, Rafano vengono seminate in file alterne e tagliate dopo che sono andate a seme. Trinciate e incorporate nel terreno, si trasformano in humus ed elementi nutritivi per i vitigni. Particolare attenzione alla lotta biologica con uso di feromoni sessuali nei confronti dei fitofagi, parassiti della vite e ulivo, per limitare al massimo l’utilizzo di insetticidi di sintesi.Le aziende che conoscete nella nostra serata sono due. La prima è Cantina Fusi Firenze 1946, nel Chianti Fiorentino, a Tavarnelle Val di Pesa, dove si trovano vigneti storici di famiglia: Sangiovese, Canaiolo, Vermentino e Colorino, fino a pochi anni fa adibiti alla creazione di una collezione privata.La seconda è Torre Prumiano a San Donato, nel cuore del Chianti Classico Fiorentino, 152 Ha di proprietà, di cui 33 di vigneti su un terreno calcareo e argilloso (Sangiovese, Canaiolo e Colorino e gli internazionali Merlot e Cabernet Sauvignon), 4 Ha di Olivi, 98 Ha boschivi e 17 Ha di Seminativo. La Torre, il borgo di Prumiano ed i terreni che li circondano vennero acquisiti nell’800 dalla Casata Corsini, terre di storici vigneti legati a questa antica denominazione.La Torre del Chito è un luogo mitico per chi è nato da queste parti e ha rabbrividito ascoltando la leggenda. Torre Medievale Fiorentina, con funzioni di sorveglianza, dalla metà del ‘700 venne abitata da coloni. Tra di loro il Chito, uomo sprezzante verso Dio e gli uomini. Ucciso per legittima difesa con un archibugio da un ombrellaio di passaggio, fu seppellito poco distante. Si dice che il suo fantasma continuò ad abitare la torre e terrorizzare gli abitanti dei dintorni finché sulla tomba non fu piantata una croce di legno.Scopriamo insieme quali sono i loro reami ultraterreni!