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3 settembre, Pechino. Una giornata fitta di simboli e diplomazia. Dalla parata militare in Piazza Tiananmen per l’80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, alla commemorazione dei caduti con le famiglie dei veterani sovietici, fino agli incontri bilaterali tra Vladimir Putin e Kim Jong-un. Sullo sfondo, il presidente cinese Xi Jinping che ha accolto i leader stranieri e il presidente americano Donald Trump che, dal suo social, ha commentato con ironia pungente queste manovre di alleanze.
Parate militari, gasdotti e nuove alleanze: la Cina rilancia la sua idea di governance globale, Mosca cerca legittimazione e la Corea del Nord si unisce al fronte. Ma il silenzio sull’Ucraina rivela le fragilità di un blocco che non può sostituire l’Occidente.
A Tianjin, al vertice SCO, Putin e Modi ribadiscono l’asse russo-indiano e il progetto di un ordine multipolare alternativo all’Occidente. Ucraina, energia, sicurezza e crescita economica al centro della Dichiarazione di Tianjin.
Xi, Putin e Modi insieme in Cina. Tra summit, parata militare e riscrittura della storia, Pechino cerca di ridefinire gli equilibri mondiali.
Mario Draghi al Meeting di Rimini mette l’Europa davanti al bivio: non basta più il peso economico, servono coraggio politico e unità per affrontare Cina, USA e nuove sfide globali.
Un messaggio chiaro: «Trasformate lo scetticismo in azione».
Vertice cruciale a Washington: Zelensky incontra Trump con il sostegno diretto di vari leader europei. Sul tavolo non c’è solo la pace in Ucraina, ma la coesione stessa della NATO.
Il summit tra Donald Trump e Vladimir Putin ad Anchorage, in Alaska, ha mostrato sorrisi, tappeto rosso e dichiarazioni di amicizia, ma nessun accordo sulla guerra in Ucraina. Putin ha parlato di “progresso”, Trump di “un buon passo avanti”, ma la tregua resta lontana.
Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha raccontato la sua lunga conversazione con Trump e ha annunciato un incontro a Washington: “Pronti a lavorare per la pace in un formato trilaterale con USA e Russia”.
In questo episodio analizziamo immagini, retroscena e conseguenze politiche di un incontro che potrebbe cambiare gli equilibri internazionali.
Impegno al 5% del PIL per la difesa, nuova centralità industriale, pieno sostegno all’Ucraina. L’Alleanza guarda al futuro con un patto storico tra Europa e Stati Uniti, mentre l’Italia di Giorgia Meloni prova a ritagliarsi un ruolo da protagonista.
Stati Uniti in guerra con l’Iran: domenica notte raid su Fordow, Natanz ed Esfahan. Trump esulta e avverte Teheran: “Pronti a colpire ancora”. Cresce il rischio di un’escalation globale.
Vertice G7 in Canada, Meloni incontra Trump, Carney, Guterres, Merz e Starmer: tanti i nodi, poche le certezze. Ma l’Italia — tra energia, difesa e Medio Oriente — si gioca un ruolo più grande di quanto sembri.
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