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  • Al G20 di Bali la pace è lontana tra Russia e Ucraina | 16/11/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il G20 di Bali in Indonesia non risolve la controversia politica, militare ed economica tra Russia e Ucraina. Anzi le distanze si allargano fino a far sgombrare il campo da ogni ricerca di una via diplomatica al conflitto. Il leader ucraino Zelensky pone dieci condizioni per avviare una trattativa con Mosca: sicurezza nucleare, sicurezza alimentare, sicurezza energetica, rilascio di tutti i prigionieri e i deportati, attuazione della Carta delle Nazioni Unite e ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina e dell’ordine mondiale, ritiro delle truppe russe e cessazione delle ostilità, giustizia, necessità di proteggere immediatamente l’ambiente, prevenzione dell’escalation, conferma della fine della guerra.
    Secondo il ministro degli Esteri russo Lavrov, la proposta di Zelensky è irricevibile. "La Russia vuole vedere fatti concreti, e non parole sull’influenza esercitata dall’Occidente su Zelensky perché accetti di negoziare. I Paesi occidentali hanno cercato in ogni modo di politicizzare la dichiarazione finale del vertice del G20" , sostiene Lavrov. Nella dichiarazione finale del G20 di Bali, infatti, i leader mondiali deplorano in maniera ferma l’invasione russa dell’Ucraina e Mosca si trova isolata e sempre più sola nello scenario mondiale. Anche l'idea del Presidente francese Macron di indurre la Cina ad intercedere su Putin per sedersi intorno al tavolo delle trattative non porta risultati concreti.
    L'Italia non ha un ruolo attivo nel tentativo di pacificazione tra Russia e Ucraina e il G20 di Bali serve a Giorgia Meloni per calibrare meglio i rapporti internazionali del suo Governo tramite i colloqui con Joe Biden, il leader turco Erdogan, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il Presidente cinese Xi Jinping e quello indiano Modi. Chi si attendeva svolte diplomatiche del conflitto rimane fortemente deluso.
    3 min
  • Biden e Xi si accordano: no ad armi nucleari in Ucraina | 15/11/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Una cosa è ormai certa. Stati Uniti e Cina concordano sul non utilizzo di armi nucleari nella guerra tra Russia e Ucraina. E Joe Biden assicura che non si aprirà una guerra fredda con Pechino. Biden e Xi Jinping si sono incontrati al vertice del G20 di Bali, in Indonesia.
    “Come leader delle principali economie del mondo, dobbiamo gestire la competizione tra i nostri due Paesi. E trovare un modo di lavorare insieme per evitare che la rivalità tra le due potenze sfoci in conflitto. Niente può sostituire i colloqui faccia a faccia”, ha rilevato Biden. “Mi impegno a tenere aperte le linee di comunicazione in modo che i due Paesi possano lavorare insieme su questioni globali urgenti”, ha risposto Xi Jinping.
    Ma al di là dei volti sorridenti, delle foto diplomatiche e delle procedure formali, tra Stati Uniti e Cina permangono le distanze di sempre. Ad esempio il capo della Casa Bianca ha posto il problema dei diritti umani in Tibet, Xinjiang e Hong Kong e il leader cinese Xi ha ribadito che la questione è la prima linea rossa che non deve essere oltrepassata, perché risolvere la questione Taiwan è un affare interno della Cina. Del resto anche a Bali, come nelle dichiarazioni ufficiali delle scorse settimane, si evince che non c’è nessun tentativo imminente di Pechino di invadere l’isola, e sul piano geopolitico la Cina non intende cambiare l'ordine internazionale esistente o di interferire negli affari interni degli Stati Uniti e non ha intenzione di sfidare o sostituire gli Stati Uniti. Diciamo che la situazione dovrebbe restare congelata per un po' di tempo. Cina e Stati Uniti non intendono mettere in discussione il reciproco ruolo politico ed economico spartizione del mondo, e rimangono entrambi su una linea di attesa delle mosse dell'avversario.
    Una pace a tempo determinato, calcolata sugli interessi, sugli affari e sugli sviluppi militari e diplomatici della guerra tra Russia e Ucraina.
    3 min
  • I democratici americani mantengono il controllo del Senato dopo il Midterm | 14/11/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Per i democratici, le elezioni di Midterm non sono state una passeggiata, ma alla fine l'amministrazione di Joe Biden mantiene il controllo del Senato. Il cappotto dei repubblicani non c'è stato grazie alla cruciale vittoria di Catherine Cortez Masto in Nevada, con la quale Joe Biden incassa un importante successo. "Abbiamo la maggioranza in Senato e ora ci concentriamo sulla Georgia", ha commentato Joe Biden. "Non sono sorpreso dall'affluenza alle urne, ne sono molto contento perché ritengo che rifletta la qualità dei nostri candidati. Questa è una vittoria e una rivincita per il partito", ha detto Biden. Il risultato del Nevada, dove il partito del presidente ha vinto anche la corsa a segretario di stato con Cisco Aguilar, è una doccia fredda per i repubblicani in queste elezioni di midterm, alle quali si sono affacciati ottimisti prevedendo un'onda lunga che non c'è stata.
    I democratici hanno mantenuto il controllo del Senato e alla Camera sono in corsa per perdere molti meno seggi delle attese. I candidati del Maga nelle liste repubblicane, appoggiati e finanziati da Donald Trump, sono il motivo essenziale di questa sconfitta del Grand Old Party.
    I repubblicani americani, la cui base è in buona parte costituita da moderati che non amano Trump, non hanno votato esponenti di quella destra radicale, organizzatrice dell'assalto al Capitol Hill. Il successo democratico potrebbe spingere Biden a ripensare a una sua eventuale candidatura al 2024. Fare un passo indietro gli consentirebbe infatti di lasciare avendo fatto la storia e all'apice del successo. Per Biden potrebbe essere una tentazione ma bisognerà attendere, come ha detto lo stesso presidente, gli inizi del prossimo anno per conoscere la sua decisione.
    3 min
  • Il Pd si riorganizza. Elly Schlein aderisce al percorso costituente del partito | 12/11/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il Pd si sta riorganizzando dopo la dura batosta elettorale dello scorso 25 settembre.
    Così al percorso costituente del nuovo partito si aggiunge quella di Elly Schlein, già a capo della lista Coraggiosa accanto a Bonaccini, ex vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, già europarlamentare. Fin dalle ore successive alle ultime elezioni, e nei giorni in cui il Pd ha avviato il cammino perso il congresso, da più parti si era levata la richiesta di una scelta di campo da parte della Schlein, ma ora c'è l'annuncio di una sua candidatura alla guida del partito.
    Lei conferma, ma dice di non voler compiere il passo da sola. "Ci sono, ma serve un percorso collettivo. Di sicuro non resto a guardare. C'è già una nuova classe dirigente che aspetta una opportunità. Forse è proprio questa. Ascolterò le tante reti che ci sono in questa società. Non è oggi il momento di avanzare corse solitarie, ma è il momento di costruire una visione collettiva insieme. Diamoci un appuntamento. Riconciliamoci con i mondi fuori che non si sono sentiti accolti", manda a dire Elly Schlein. Cosa vuol dire? La sua candidatura offrirebbe al Pd la possibilità di parlare al suo elettorato, più che agli organi dirigenti e alle tante anime di un partito sconfitto, lacerato, diviso in troppe anime. Schlein intende mettere insieme una rete di movimenti che riconcili il Pd con tutta la società fuori che si è allontanata dai partiti della sinistra, in primis a quanti il 25 settembre si sono astenuti o hanno preferito il M5s. La sensazione è che quella della Schlein sia una candidatura di sinistra, di bandiera che potrebbe venire stritolata dal potere delle correnti e dei vari comitati d'affari che determinano le scelte politiche. Riuscirà a costruire un nuovo percorso politico del Pd?
    3 min
  • Scontro tra Francia e Italia sui migranti | 11/11/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Sugli sbarchi dei migranti l'Italia si trova sempre più isolata in Europa. Prima la Commissione europea ha ricordato al nostro Governo che l'accoglienza nei porti è un dovere e riguarda l'attuazione delle leggi internazionali. Poi la Francia ha deciso di accogliere la Ocean Viking "in via del tutto eccezionale" nel porto di Tolone ma nel contempo ha annunciato di non essere più disposta a prendere dall'Italia i circa 3.500 migranti che avrebbero dovuto essere distribuiti secondo il piano di ricollocamenti attualmente in vigore in Europa.
    Il ministro dell'Interno francese Darmanin ha denunciato la "scelta incomprensibile" dell'Italia di non accogliere l'Ocean Viking dopo aver annunciato che la Francia aprirà alla nave il porto di Tolone con i suoi 234 migranti a bordo. "La Francia deplora molto profondamente che l'Italia abbia fatto la scelta di non considerarsi come uno Stato europeo responsabile", ha detto il ministro francese dell'Interno francese.
    Sul caso della Ocean Vicking è intervenuta ancora la Commissione europea. "Abbiamo chiesto lo sbarco immediato dalla Ocean Viking perché sappiamo che la situazione ha raggiunto un livello critico e chiaramente c'è l'obbligo legale al salvataggio. La priorità della Commissione è che le persone siano tratte in salvataggio e messe al sicuro", ha detto un portavoce della Commissione Europea.
    La posizione dell'esecutivo a guida Giorgia Meloni trova consensi in Francia solo dalla capogruppo del Rassemblement National all'Assemblea Nazionale, Marine Le Pen, legata alla leader di Fratelli d'Italia da una amicizia solida e da una pratica politica comune in tema di immigrazione, e in Europa da Ungheria, Polonia, Olanda, Belgio. Germania e Francia si smarcano dall'Italia, così come gran parte del cuore dell'Europa, ma non offrono, al momento soluzioni alternative all'azione dei singoli Stati.
    Manca una politica europea sull'immigrazione e in questo vuoto pneumatico sguazzano i popilismi.
    3 min
  • Il nuovo patto di stabilità europeo | 10/11/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La Commissione Ue ha adottato la comunicazione di orientamento per la riforma della governance economica Ue. Secondo la nuova linea, sostenibilità del debito e crescita andranno di pari passo. La spesa primaria netta (ovvero senza tener conto delle spese per interessi sul debito), sarà utilizzata come indicatore per definire i percorsi di aggiustamento fiscale e per la sorveglianza dei conti pubblici. Il nuovo sistema prevede che la Commissione e gli Stati concordano un percorso di aggiustamento dei conti in 4 anni (estendibili a 7) indicando riforme prioritarie e investimenti. Il piano di rientro dovrà essere approvato dal Consiglio e la sua applicazione sarà monitorato periodicamente.
    "Questo Patto di stabilità e crescita intelligente produrrà risultati, grazie a maggiori responsabilità e meccanismi di applicazione più forti", evidenzia la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Vuol dire che un Paese fortemente indebitato come l'Italia, con 2758 miliardi di euro sul groppone, e una crescita assai modesta potrebbe andare incontro a difficoltà notevoli nel futuro senza una adeguata attenzione ai conti pubblici. Ciò che chiede l'Europa, nelle parole del Commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni, è che ci sia una tendenza di riduzione del debito. La maxi spesa per le pensioni e quella per gli interessi sul debito restringono lo spazio d'azione del governo a guida Giorgia Meloni. Il sentiero è stretto e l'Ufficio parlamentare di bilancio avverte sulla necessità di fare "particolare attenzione" al monitoraggio dei conti pubblici perché i soldi previsti nella manovra contro il caro bollette copriranno solo i primi tre-quattro mesi dell'anno e il Pnrr non può essere rimodulato. L'Italia rischierebbe un forte richiamo europe in caso contrario e sarebbe solo l'inizio di un percorso in salita.
    3 min
  • Il fallimento annunciato di Cop27 | 09/11/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Appena partita, la Cop27, la conferenza sul clima in corso a Sharm el Sheikh in Egitto, è già un fallimento annunciato. Le distanze tra i Paesi più ricchi e più poveri del mondo rimangono incolmabili e l'accordo, a meno di sorprese, sembra non possa trovare fondamenta solide per essere siglato. "I poveri chiedono giustizia, i ricchi promettono ma solo a parole. E in mezzo c'è il Pianeta, l'umanità, quella che senza un patto per il clima rischia il sucidio collettivo", ha detto il segretario generale dell'Onu António Guterres. E ha ragione da vendere.
    Cop27, come del resto la precedente Cop26 di Glasgow, rimane appesa ai veti incrociati e alla mancanza di volontà politica. C'è chi come il presidente del Pakistan, devastato dalle alluvioni, chiede aiuti finanziari per perdite e danni. C'è il presidente colombiano che parla di "rischio di estinzione dell'umanità" e quello del Kenya che ammette di vivere in un incubo. Poi ci sono i capi europei che tendono la mano al Sud del Pianeta, ma solo con le dichiarazioni di facciata, senza la traduzione delle parole in fatti. "L'Italia farà la sua parte", dice il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma qui, di transizioni ecologiche non vi sono tracce. Anzi la contraddizione è fin troppo evidente. Meloni non può dirsi impegnata nella lotta alla crisi climatica se poi in uno dei suoi primi provvedimenti aumenta le trivellazioni per estrarre più gas fossile. I leader promettono la decarbonizzazione e la finanza climatica, gli Stati più colpiti da alluvioni e eventi meteo estremi, da fame e siccità, chiedono di non pagare loro il conto, ma di essere risarciti e sostenuti, anche tecnologicamente. E in mezzo non c'è nulla, non si intravede una possibile mediazione. Il patto storico tra ricchi e poveri, tanto auspicato dall'Onu, rimane un sogno difficile da realizzare.
    3 min
  • L'America torna al voto con le elezioni di Midterm | 08/11/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Gli americani tornano oggi al voto con le elezioni di Midterm e rinnovano 435 deputati e 35 senatori su 100. Tutto accade a due anni dalla vittoria del democratico Joe Biden, le contestazioni del repubblicano Donald Trump e l'assalto al Capitol Hill da parte di gruppi della destra radicale appoggiati e finanziati dallo stesso Trump. L'appuntamento elettorale entra di prepotenza in una situazione geopolitica completamente trasformata.
    Nel 2020 gli americani dovevano gestire la crisi pandemica e una situazione economica pesante. Solo due anni dopo le sfide dell'amministrazione Biden riguardano la guerra tra Russia e Ucraina e la crisi energetica globale. Oltre al Midterm, in cinque stati gli elettori sono chiamati a votare anche per referendum sull'aborto: in Michigan, California e Vermont per garantire il diritto della libertà riproduttiva, in Kentucky e Montana invece per limitare l'accesso all'interruzione di gravidanza.
    Negli ultimi trent'anni l'esito del Midterm ha spesso punito l'inquilino della Casa Bianca: nel 1994 è toccato a Bill Clinton, nel 2010 a Barack Obama, ed entrambi hanno vinto due anni dopo il loro secondo mandato. Per Joe Biden però la situazione si presenta più complessa: una pesante sconfitta per i democratici darebbe più forza a chi nel partito crede che nel 2024 si dovrebbe puntare su un candidato nuovo. Donald Trump vede le elezioni come un trampolino per la sua nuova eventuale salita alla Casa Bianca.
    La vittoria dell'esercito di candidati trumpiani, convinti che l'elezione di Biden non sia stata legittima, rischia di diventare un grave problema per la democrazia nel 2024. Perché molti di questi candidati avranno ruoli, di governatore o segretario di Stato, che permetteranno loro di controllare, e influenzare, i sistemi elettorali degli stati nelle prossime elezioni. La vittoria repubblicana alla Camera potrebbe portare al Congresso molti esponenti del Maga, il movimento di estrema destra ispirato ai principi di Trump di America First, e drastiche conseguenze anche per l'impegno degli Usa al fianco dell'Ucraina.
    3 min
  • Biden chiede a Zelensky un'apertura diplomatica | 07/11/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La diplomazia americana chiede a Volodymyr Zelensky e agli altri leader ucraini a segnalare pubblicamente un’apertura a negoziare con la Russia e a non dichiarare più che si rifiutano di partecipare ai colloqui di pace con il presidente Vladimir Putin al potere.
    La notizia giunge da fonti qualificate dell'amministrazione Biden riprese dal Washington Post. La richiesta dei funzionari americani non mira a spingere l’Ucraina al tavolo dei negoziati, bensì intende garantire che il governo di Kiev mantenga il sostegno di Paesi che non vogliono che la guerra continui ancora a lungo. Per risolvere il conflitto, il presidente ucraino chiede in questi giorni una “pace giusta”: rispetto della Carta Onu, ripristino dell’integrità territoriale, condanna dei colpevoli e il risarcimento dei danni causati dalla Russia. La trama diplomatica è ancora tutta da mettere in campo. Sul conflitto, continua a incombere intanto la minaccia del nucleare, sulla quale sabato è intervenuto nuovamente Olaf Scholz dopo essere rientrato dal suo viaggio a Pechino. “Non è consentito, è inaccettabile usare armi nucleari”, ha detto il cancelliere tedesco, invitando “la Russia a dichiarare chiaramente che non lo farà”.
    Segnali di una pace vera sono purtroppo ancora lontani e i grandi mediatori, Stati Uniti e Cina, si cimentano solo in dichiarazioni non ancora suffragate da atti concreti.
    2 min
  • Morir d’amore (e di inganno) | 05/11/2022 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Si chiamava Daniele e si è ucciso a 24 anni dopo aver capito che la sua storia d’amore iniziata su Facebok era, purtroppo, un beffardo raggiro e che la splendida ragazza con la quale aveva progettato di costruire un futuro comune, in realtà era un uomo di 64 anni che – spinto da chissà quali deviazioni mentali – si era preso gioco di lui, manipolandolo ed approfittando cinicamente dei suoi sentimenti. Il dramma è avvenuto a Forlì dove i genitori hanno trovato il proprio figlio impiccato nella soffitta della loro abitazione con uno straziante messaggio di addio.
    L’uomo incontrato sul web si firmava Irene ed aveva attirato le attenzioni della sua sventurata vittima, postando le fotografie di una donna bellissima (ma inesistente), che aveva cominciato ad illudere il ragazzo promettendogli matrimonio, figli e felicità per sempre. Sono circa ottomila i messaggi d’amore che il povero Daniele ed il suo aguzzino si sono scambiati, restando, una volta, a contatto virtuale addirittura per diciassette ore consecutive. Poi, improvvisamente, un giorno la bella fiaba si conclude, ma non ha certamente un lieto fine: il giovane si imbatte, infatti, su un altro sito internet, in immagini della sua promessa sposa Irene ed incomincia a chiederle spiegazioni. A quel punto, il 64enne, messo in difficoltà dalle domande del ragazzo, decide di scaricarlo in modo cinico e sbrigativo. Daniele comprende allora che per lui non ci sarà più un “e vissero felici e contenti” e prende così la sua disperata decisione.
    Ma, in questa vicenda, c’è anche un altro aspetto sconcertante ed è quello legato alle conseguenze penali per l’autore del tragico inganno, al quale la Procura della Repubblica ha contestato soltanto il reato di “sostituzione di persona”. Non essendoci, infatti, stata alcuna estorsione di denaro, la Procura stessa si è, appunto, limitata a chiedere per il 64enne un decreto penale di condanna per sostituzione di persona, con una sanzione pecuniaria di 825 euro. Ovviamente, la famiglia di Daniele ha presentato opposizione.
    Intanto, l’uomo nega di avere avuto particolari responsabilità, sostenendo che “se quel ragazzo era uno squilibrato” non era certo colpa sua...e poi “era uno scherzo” e non pensava proprio che potesse finire così….e, comunque, è stanco perché “gli stanno rovinando la vita”.
    Non sapremo mai cosa sia passato per la testa di Daniele negli ultimi minuti della sua esistenza, ma non possiamo fare a meno di chiederci come sia stato possibile che un ragazzo di ventiquattro anni abbia rinunciato alla sua vita reale, solo perché si è sentito tradito da quella virtuale.
    Evidentemente, giunto ad un certo punto di questa sua incredibile storia, ha finito per smarrire – come del resto capitato anche ad altri - il confine fra la realtà effettiva e quella – apparentemente molto più lieta - che stava, invece, vivendo dietro allo schermo di un computer.
    3 min

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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