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  • Clima. Cop 26, l'ultima chance, poi il disastro | 02/11/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    "Stiamo ancora andando verso il disastro climatico. I giovani lo sanno. Ogni Paese lo vede". Con questo spirito scettico il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres affronta i lavori di Cop26 di Glasgow. L'ultima chance per risolvere la questione scottante delle emissioni. Guterres sa che i piccoli stati insulari in via di sviluppo - e altri vulnerabili - stanno vivendo il fallimento come una possibilità, una condanna a morte.
    Del resto è un'illusione pensare che la lotta al cambiamento climatico sia stata vinta, perché gli ultimi rapporti sul clima hanno mostrato la previsione di un aumento di 2,7 gradi del Pianeta. "Basta brutalizzare la biodiversità. Basta ucciderci con il carbonio. Basta trattare la natura come fosse un bagno. Basta bruciare, perforare e scavare più a fondo. Stiamo scavando le nostre stesse tombe", ha detto Guterres.
    E noi su Giornale Radio, nel nostro piccolo, lo diciamo da tempo. Non si può più voltare lo sguardo, pensare che tanto qualcuno penserà a risolvere i problemi. La crisi climatica è qui adesso, non dietro l'angolo di un domani senza data.
    Dopo l'Accordo di Parigi del 2015 il mondo ha fatto troppi "bla bla bla" sul fronte della lotta al cambiamento climatico. E ora, come ha detto ieri Boris Johnson, è il momento di agire, cioè fermare il surriscaldamento della Terra sotto il tetto di 1,5 gradi.
    Il futuro ora è dei ragazzi che a Glasgow stanno chiedendo ai leader mondiali una svolta, un cambiamento.
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    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • Il G20 di Roma non aiuta Cop26 di Glasgow | 01/11/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    L'accordo sul clima raggiunto al G20 di Roma smorza le speranze di un reale cambiamento, di una vera inversione di tendenza nella risoluzione della crisi. I grandi del mondo siglano un patto sul tetto massimo di 1,5 gradi per il riscaldamento globale, ma solo a metà secolo.
    Il documento finale è nei fatti un compromesso con India, Cina e Indonesia che avevano messo paletti a loro dire irrinunciabili. I Paesi del G20 termineranno entro l'anno i finanziamenti a nuove centrali a carbone, mettono in campo il fondo per il clima da 100 miliardi per il sostegno ai Paesi in via di sviluppo, dicono di voler intraprendere ulteriori azioni sul clima "in questo decennio", ma come si può ben capire si tratta di un impegno alquanto generico.
    Non c'è la volontà e anche i lavori di Cop26 che si sono aperti in queste ore a Glasgow partono in salita. Il vertice rappresenterebbe "l'ultima migliore chance" disponibile per mantenere fermo l'obiettivo del contenimento del surriscaldamento della Terra sotto la soglia di 1,5 gradi, ma anche a Glasgow si riproporranno le differenti, anzi opposte visioni, e il target appare al momento quasi impossibile da raggiungere nei tempi auspicati. Infatti alcuni dei principali interlocutori mancheranno all'appello.
    Non ci sarà il presidente cinese Xi Jinping. Parteciperà da remoto. Non ci sarà nemmeno Vladimir Putin, trattenuto in Russia dalla nuova ondata di contagi Covid. Pure lui farà sentire la propria voce solo in video collegamento. Insomma chi a Glasgow si attendeva dal G20 romano una svolta è andato deluso e su Cop26 grava l'ombra del fallimento.
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    3 min
  • G20, il vertice delle "tre p": persone, pianeta, prosperità | 30/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Sul piano dei contenuti il G20 di Roma viene annunciato come il vertice delle "tre P": persone, pianeta e prosperità.
    Al centro del primo ambito, gli effetti che la pandemia da Covid-19 ha avuto sugli equilibri economici e sociali del mondo. L'obiettivo è quello di ridurre le disuguaglianze globali rese ancora più evidenti dalla la crisi sanitaria, cercando vie per tutelare le fasce di popolazione più vulnerabili. Diventa quindi focale al G20 di Roma il tema dei vaccini contro il coronavirus, con Paesi che hanno ormai raggiunto alte soglie di popolazione già immunizzata e vaste aree del mondo dove invece solo poche fasce sono state vaccinate.
    Altro tema centrale per il G20 è quello della crisi ambientale. Il summit si pone come ulteriore appuntamento di fondamentale importanza nel percorso verso la Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che inizia domenica 31 ottobre a Glasgow.
    Terzo grande ambito di lavoro del G20 è quello della “prosperità”, ossia come risolvere la crisi economica che - trainata dagli effetti della pandemia - ha colpito molti Paesi del mondo.
    Per giungere a questo G20, la presidenza italiana di Mario Draghi ha svolto una lunga road map. Si sono svolti 175 eventi, 62 riunioni dei gruppi di lavoro, 60 riunioni del finance track, 20 riunioni ministeriali, 8 engagement group e due riunioni dei leader su Afghanistan e salute. Per Draghi può essere l'occasione di mettere al centro la diplomazia italiana nel mondo, un ruolo che manca da troppi anni.
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    3 min
  • Una manovra economica di transizione e compromesso | 29/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Quella varata dal Governo di Mario Draghi è una manovra di transizione e compromesso. Non c'è un piano di rilancio del Paese, ma una visione attendista che sposta il grosso delle risorse verso l'esecuzione del Pnrr.
    Comunque vengono confermati i saldi previsti dal Documento programmatico di bilancio, con misure in deficit per 23,4 miliardi di euro, pari all'1,245% del Pil.
    Sul nodo pensioni Fraghi sceglie il compromesso con la Lega. Ci sarà la quota 102 (64 anni con 38 anni di contributi), ma soltanto per il 2022, allo stesso tempo viene istituito un fondo per traghettare i lavoratori penalizzati dai nuovi requisiti.
    La stretta sul reddito di cittadinanza tende ad accontentare Lega, Italia Viva, Forza Italia, ma anche il M5s: Ci saranno più controlli per limitare la concessione del RdC per chi non ne ha diritto e una progressiva riduzione dell'assegno a partire dal secondo rifiuto di una proposta di lavoro.
    Sul taglio delle tasse però manca l'intesa e così in manovra per ora nero su bianco ci sarà solo il fondo da 8 miliardi. A chi destinarli (Irpef, cuneo o contributi) sarà una scelta che dovrà compiere il Parlamento. Il resto sono proroghe come per il superbonus.
    Alla sanità arriveranno altri 4 miliardi tra Fondo sanitario, per i vaccini e farmaci anti-virus. Altri 400 milioni andranno alla ricerca. Un pò poco per un Governo che doveva avviare il Paese verso la ripresa totale.
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    2 min
  • Bloccato l'iter della legge contro l'omofobia del ddl Zan | 28/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Un Paese che non difende i diritti fondamentali dell'individuo è un luogo dove la democrazia è in pericolo. Ieri il Senato ha approvato la proposta della Lega e di Fratelli d'Italia sulla cosiddetta 'tagliola' che in sostanza decreta lo stop della legge contro l'omofobia del ddl Zan.
    Al centrosinistra sono mancati sedici voti e ci sono state due astensioni. Il via libera alla legge era già stata approvata dalla Camera, ma al Senato, dove i numeri restano più risicati per i promotori, l'iter del provvedimento si è arenato. Sotto il profilo delle nuove alleanze, il voto sul ddl Zan determina il passaggio di Italia Viva oggettivamente nell'area del centrodestra, come sottolineato da Ignazio La Russa di fratelli d'Italia, non a torto. Indipendemente da come la si pensi sul piano politico, quella andata in scena ieri a Palazzo Madama è una brutta pagina per la storia dei diritti del Paese.
    La cronaca di questi mesi, è purtroppo piena di episodi di violenza ai danni di persone Lgbt, picchiati perché camminavano mano nella mano, si baciavano, portavano una borsa arcobaleno. E i diritti delle persone, in un paese che si dice democratico, non si possono recidere per legge.
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    2 min
  • G20 a Roma. Si preannuncia una battaglia fuori dalla zona rossa | 27/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    C'è grande preoccupazione negli apparati dello Stato, (Polizia, Carabinieri, Servi e Viminale), per ciò che potrebbe accadere 30 e 31 ottobre in occasione della riunione del G20, prevista a Roma.
    Sul blog "Round Robin" è stato postato un vero e proprio proclama di guerra contro i leader mondiali: "Niente sarà più come prima, per voi". Il documento è siglato con la A cerchiata. Sarebbe opera di gruppi anarcoinsurrezionalisti che annunciano scontri di piazza.
    Attorno alla Nuvola di Fuksas, in zona Eur, che ospiterà il vertice, sarà creata un'area di massima sicurezza larga 10 chilometri attiva dal giovedì e operativa sabato 30 e domenica 31 ottobre. All'interno, in una zona più piccola saranno previsti varchi d’accesso presidiati per garantire l'ingresso solo delle autorità del vertice e agli addetti ai lavori accreditati. Tutta la zona sarà presidiata da tiratori scelti, cinofili, artificieri con costanti bonifiche anche del sottosuolo. Per il momento il dispositivo prevede oltre 2.000 uomini e donne in divisa in campo tra polizia, carabinieri, finanza e polizia locale. Per liberare risorse, da giorni tutti i presidi fissi sono stati affidati all'Esercito che per quei giorni impiegherà complessivamente 500 uomini.
    C'è anche un piccolo piano B già in cantiere: 300 uomini tra reparto mobile polizia e battaglione mobile carabinieri saranno fermi nelle rispettive caserme, pronti ad intervenire se il clima si scaldasse troppo. Ferie e permessi sono stati sospesi per praticamente tutto il comparto di sicurezza di Roma. Il clima è incandescente e temo non ci saranno da dare buone notizie nel week end.
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    3 min
  • Lo scontro sulle pensioni | 26/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    L'Italia si sta riprendendo faticosamente dall'emergenza Covid e tornano puntuali i temi di scontro politico di sempre. Con quota 100 il Governo Conte in versione gialloverde e giallorosso aveva superato la legge Fornero, nella norma che prevede l'uscita di anzianità 62 anni e 38 anni di contributi. Ma il Presidente del Consiglio Mario Draghi non intende proseguire con nessuna forma di Quota 100 e già la misura è in scadenza il 31 dicembre 2021.
    Quindi che fare? Il governo ha fissato i suoi paletti con il Documento programmatico di bilancio (Dpb) inviato a Bruxelles: per ciascun capitolo della manovra sono state definite le grandi cifre e Draghi non ha alcuna intenzione di stravolgere l'impianto. L'esecutivo ha respinto la proposta di Matteo Salvini di applicare Quota 102 per due anni, perché creerebbe uno scalone. Si starebbe lavorando su un meccanismo con età fissa di uscita a 64 anni fino al 2024 e contributi crescenti. L'idea potrebbe essere più gradita al Pd ma non convince ancora i leghisti, che però dicono di voler trattare e lanciano le loro contro-proposte. I sindacati hanno già bocciato l'idea di Draghi.
    Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ribadisce il suo no alle quote sulle pensioni e chiede un intervento sui lavori usuranti. La sensazione è che sul piano politico tutti utilizzino la tattica per portare qualcosa a casa in Senato sulla manovra 2022, come da tradizione italiana.
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    2 min
  • L'appello di Papa Francesco in sostegno ai rifugiati libici | 25/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Non è la prima volta che Papa Francesco va in soccorso ai rifugiati libici sottoposti ad una violenza disumana. Il suo appello, troppo spesso rimasto inascoltato, giunge nelle ore in cui dai barconi improvvisati dai trafficanti di esseri umani e carichi di migranti, giungono alert per le condizioni di navigazione divenute impossibili.
    Alarm phone ha rilanciato le richieste di aiuto di 128 persone. Prima un gommone semiaffondato con 60 migranti e dove entrava acqua, una barca con 68 persone, tra cui molti bimbi, "in fuga dalla Libia", in zona Sar di Malta.
    Il quarto salvataggio in poche ore è avvenuto a bordo della 'Geo Barents' di Medici senza frontiere. Soccorse 95 persone. E 105 migranti da cinque giorni sono sulla 'Aita Mari', tra Malta e la Sicilia e chiedono un porto sicuro.
    "Tanti di questi uomini e donne e bambini sono sottoposti a una violenza disumana", dice Francesco. Il papa ha ragione. La comunità internazionale dovrebbe ora mantenere le promesse e cercare soluzioni comuni concrete e durevoli per la gestione dei flussi migratori in Libia e in tutto il Mediterraneo.
    Perché in Libia non ci sono dei luoghi di accoglienza, ma lager dove la tortura e la sopraffazione sono prassi quotidiani. Ora bisognerebbe garantire condizioni di vita degne, alternative alla detenzione, percorsi regolari di migrazione e accesso alle procedure di asilo.
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    3 min
  • Il Pd è il primo partito ma i suoi alleati sono in crisi | 23/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Sono momenti favorevoli al Partito Democratico. La sostanziale vittoria del centrosinistra alle ultime elezioni amministrative galvanizza i vertici del Nazareno. I Dem sono avvantaggiati dalla forte crisi politica in cui versa il centrodestra alle prese con un tentativo di unità. Poi ci sono i sondaggi. Il Partito democratico al 19,5% dei consensi, seguito da Fratelli d’Italia che resta davanti alla Lega, ancora in calo dello 0,9% come il Movimento 5 stelle. Così l'analisi dei numeri secondo Alessandra Ghisleri di Euromedia Research.
    Rispetto alla precedente rilevazione del 14 settembre, realizzata quindi prima della tornata di elezioni amministrative, Pd e Fdi restano stabili (entrambi segnano un +0,1%), mentre pagano i due partiti guidati da Matteo Salvini e Giuseppe Conte. E sta proprio qui il problema.
    Il Pd sembra aver fatto il pieno dei voti, prendendendo gran parte dell'elettorato che gli aveva voltato lo sguardo a Roma e Torino e piazzando sindaci in buona parte delle grandi e piccole città al voto. I suoi alleati restano in una situazione precaria. In forte crisi il M5s che alle amministrative è stato il vero grande sconfitto, demolita ogni sinistra a sinistra del Pd. Il progetto di un nuovo Ulivo che ha in mente Enrico Letta non potrà che partire da questa constatazione; il sogno di un partito a vocazione maggioritario è naufragato da un bel pezzo e servono vecchi e nuovi compagni di viaggio, possibilmente in buona salute. Non sarà facile per Letta rimanere a galla.
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  • L'implosione di Forza Italia e le accuse di Maria Stella Gelmini | 22/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Maria Stella Gelmini denuncia: i ministri di Forza Italia sono esclusi dai tavoli con Silvio Berlusconi, e il leader non è correttamente informato su quello che succede nel partito e nel governo.
    Sono accuse pesanti perché la Gelmini non è un esponente qualsiasi di Forza Italia. E del resto può essere plausibile il richiamo della Gelmini, perché in questi mesi Berlusconi ha avuto seri problemi di salute post Covid e più volte è entrato e uscito dagli ospedali, tanto che un paio di volte era dato pure in fin di vita dai rumors di ambienti vicini al partito.
    Ora Berlusconi è tornato. Ieri si è recato a Bruxelles per il pre-vertice del Ppe, si è fatto scattare una foto sull'aereo insieme al fido Antonio Tajani, non ha escluso di voler concorrere alla corsa per il Quirinale, e ha riconfermato la sua fiducia a Mario Draghi, ma come Presidente del Consiglio, molto meno che da Presidente della Repubblica.
    Ma al di là delle dichiarazioni ufficiali è innegabile che Forza Italia non naviga in buone acque, così come l'intera coalizione di centrodestra che si presenta come una sommatoria di leadership più che una vera alleanza che aspira a riprendersi il Governo alle prossime, ancora lontane, elezioni nazionali. Forse un ricompattamento di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia, potrebbe avvenire proprio sul nome del successore di Sergio Mattarella, cioè Silvio Berlusconi.
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