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  • Il Nobel per la pace va al buon giornalismo d'inchiesta | 08-09/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Il buon giornalismo d'inchiesta, quello che non guarda in faccia a nessuno, ritrova una seconda vita in tutto il mondo. I Panama Papers hanno scoperto il " vaso di Pandora" dei conti offshore degli uomini di potere grazie al meticoloso lavoro di centinaia di colleghi rappresentativi delle principali testate internazionali. Il Washington Post punta sul giornalismo investigativo e rilancia un giornale che versava in cattive acque economiche.
    Ed è così che anche l'Accademia di Svezia si è adeguata e ha assegnato il Premio Nobel per la Pace a Maria Ressa e Dmitry Muratov, entrambi impegnati nella tutela della libertà di espressione. È un premio di alto valore simbolico e politico e segna anche una svolta nella storia del Nobel per la Pace.
    Maria Ressa è co-fondatrice di Rappler, sito di giornalismo investigativo. Nelle motivazioni del Premio è scritto che la collega "usa la libertà di espressione per esporre l'abuso di potere, l'uso della violenza e il crescente autoritarismo" nelle Filippine.
    Dmitry Muratov, direttore di Novaya Gazeta, si è rifiutato di abbandonare la politica seguita dal periodico russo, difendendo l'indipendenza e i diritti dei giornalisti. L'Accademia svedese ha premiato la loro coraggiosa battaglia nelle Filippine e in Russia, perché la libertà di espressione è "pre-requisito per la democrazia", e la base anche del nostro traballante mestiere.
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    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    2 min
  • Il Nobel alla letteratura va a Gurnah e il suo destino di rifugiato | 08/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    È una storia che attraversa la grande Storia quella del neo Premio Nobel per la Letteratura 2021 Abdulrazak Gurnah.
    Le motivazioni riguardano la sua intransigente e profonda analisi degli effetti del colonialismo e del suo destino del rifugiato nel golfo tra culture e continenti. Si, perché i suoi racconti di romanziere di successo si ispirano neanche troppo velatamente alla sua vicenda personale e avventurosa. Gurnah è nato nel 1948 e cresciuto sull'isola di Zanzibar, nell'Oceano Indiano. Lui apparteneva al gruppo etnico che venne sterminato sotto il regime del presidente Adeid Karume. Non appena terminate le scuole è stato costretto a lasciare la sua famiglia e a fuggire dal paese, allora la neonata Repubblica di Tanzania. Poi il lungo cammino verso l'emancipazione, fino a ricoprire il titolo di professore di letteratura inglese e postcoloniale presso l'Università del Kent a Canterbury, dove si è dedicato principalmente a scrittori come Wole Soyinka, Ngũgĩ wa Thiong'o e Salman Rushdie.
    Solo nel 1984 gli è stato possibile tornare a Zanzibar dove ha potuto rivedere suo padre poco prima della morte. La poesia araba e persiana, in particolare le Mille e una notte, sono state per Gurnah una fonte antica e significativa, così come le sure del Corano. Ma la tradizione della lingua inglese, da Shakespeare a V. S. Naipaul, ha segnato il suo lavoro.
    Un Nobel meritato e di grande significato simbolico.
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    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • La crisi della sinistra, a sinistra del Pd | 07/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    C'è vita a sinistra del Pd?
    Se dovessimo attenerci ai dati che emergono dalle recenti elezioni amministrative, nelle piccole e grandi città, direi non proprio. La crisi non inizia certamente dal voto locale e parte dagli insuccessi avvenuti dopo il 2014, quando alle elezioni europee la lista Tsipras superò la fatidica soglia dello sbarramento del 4%. Ma a quel tempo gran parte delle varie anime della sinistra tentavano una strada unitaria. Poi giunsero i momenti grami con la lista guidata da Ingroia, il progetto di Potere al Popolo naufragato nella scissione con Rifondazione, fino all'ultima sconfitta incassata alle amministrative.
    Il pensiero critico della sinistra è in crisi in buona parte d'Europa, tranne che in Portogallo e Spagna. Alle recenti politiche, la Linke, la sinistra tedesca presieduta da Susanne Hennig-Wellsow e Janine Wissler, ha racimolato il 4,9 %, un crollo rispetto al 9,2% raggiunto quattro anni fa. In Francia, per le presidenziali 2022, Jean-Luc Melenchon di La France Insoumise se la dovrà giocare contro la sindaca socialista di Parigi Anne Hidalgo, l’ex socialista Arnaud Montebourg, il comunista Fabien Roussel e il candidato delle primarie ambientaliste.
    Anche in Italia le perenni divisioni e la mancanza di un progetto comune portano le formazioni a sinistra del Pd ai minimi storici, tanto che il segretario di Rifondazione Maurizio Acerbo riassume bene la situazione: "Per la sinistra che sta all'opposizione del governo Draghi e alternativa ai poli esistenti il risultato è pessimo, in alcuni casi disastroso. Da anni insistiamo sulla necessità che vi sia un soggetto o almeno uno spazio unitario. Ci si risponde con scelte identitarie che non accettano neanche di fare coalizione intorno a una candidatura a sindaca/o".
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una delegittimazione reciproca e una marginalizzazione dallo stesso confronto pubblico.
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    3 min
  • Verso i ballottaggi. Roma è la sfida decisiva | 06/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Delineati i sindaci vincenti al primo turno: sei, tra capoluoghi di regione e di provincia al voto, vanno al centrosinistra, e tre al centrodestra. Ora si guarda ai ballottaggi.
    I candidati del centrodestra sono in vantaggio in cinque Comuni, mentre quelli del centrosinistra sono avanti in quattro. Ma l'unica vera sfida nazionale resta quella che si gioca a Roma. Il candidato del centrodestra Enrico Michetti parte in vantaggio sull'ex ministro Dem Roberto Gualtieri.
    Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia punta tutto sulla Capitale e sprona gli alleati , tra cui Matteo Salvini, a lavorare per portare a casa un risultato positivo. Ma Gualtieri ha due armi in più di Michetti. Al di là delle indicazioni di voto formali dei vari leader, una parte dell'elettorato del M5s e di Calenda potrebbe decidere o di astenersi al secondo turno oppure convogliare le preferenze su Gualtieri.
    Tutto si deciderà nelle periferie, e molto meno nelle zone ricche del centro di Roma. Comunque vada il test della Capitale è certamente di peso nazionale, e si vedrà sul campo la consistenza della tenuta della coalizione del centrodestra e l'alleanza tra Pd e M5s.
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    2 min
  • Le amministrative 2021 vanno al centrosinistra e nella Lega inizia la resa dei conti | 05/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Milano, Napoli, Bologna vanno al centrosinistra già al primo turno e Enrico Letta conquista il seggio di Siena.
    Nei ballottaggi tra due settimane, specie quelli di Torino e Roma, i due schieramenti si batteranno quasi alla pari, ma nel capoluogo piemontese Stefano Lo Russo del centrosinistra è decisamente avanti e nella Capitale una parte del voto del M5s sconfitto potrebbe convogliare su Roberto Gualtieri.
    Al centro destra restano la Calabria e Trieste. Era chiaro fin da subito che la tornata elettorale inevitabilmente avrebbe avuto riflessi importanti sul quadro politico nazionale.
    Il leader della Lega Matteo Salvini ammette la debacle affermando che la coalizione ha scelto troppo tardi i candidati. E nel Carroccio potrebbe iniziare quella resa dei conti che alcuni esponenti come Giorgetti pensano da tempo.
    E nelle prossime ore il centrodestra dovrà misurare i rapporti di forza all'interno dell'alleanza, tra la Lega, FdI e Forza Italia, con una prevalenza di Giorgia Meloni, Il Pd può vantare un maggiore peso elettorale nell'ambito della sua alleanza con il M5s, battuto praticamente ovunque, e potrebbe avviare a breve una coalizione ancora più larga del centrosinistra.
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    2 min
  • Il rogo del Ponte di ferro a Roma | 04/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Il Ponte di ferro, andato in fiamme nella notte tra sabato e domenica è un pezzo di Roma, uno di quei luoghi dove veramente è passata la grande Storia del Paese.
    Era stato commissionato dal governo pontificio per congiungere la linea ferroviaria di Civitavecchia alla stazione centrale Termini ed è stato costruito tra il 1862 e il 1863. Nel tempo è stato modificato, è stato testimone di un eccidio nazifascista ed è lì che Totò, nel film “La banda degli onesti”, sta per gettare una valigia contenente materiale per stampare banconote, prima di cambiare idea.
    Le immagini del rogo che lo avvolge e fa crollare numerose parti esterne hanno fatto il giro del mondo. La struttura portante pare tenere, ma comunque andrà rifatto ex novo, e ci vorranno mesi, se non anni, prima di rimetterlo in piedi. Il rogo, divampato – questa la prima ipotesi – da alcune baracche che si trovano sotto il ponte, è stato spento intorno all'una di notte e si è propagato attraverso cavi elettrici e tubature. Il danno è ingentissimo, anche in termini di viabilità. Ci saranno pesanti ripercussioni sul traffico della Capitale: la struttura infatti collega i due quartieri Marconi e Ostiense. Interdette anche le banchine del fiume Tevere e la pista ciclabile nel tratto in prossimità della struttura. Un ragionamento però va fatto sul piano urbanistico, con l'espansione improvvisa e spesso senza regole dei grandi agglomerati urbani come Roma che non è più la città di 160 anni fa, ma custodisce tesori architettonici di valore inestimabile.
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    3 min
  • Un voto amministrativo senza le questioni locali | 02/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    È terminata una delle peggiori campagne elettorali amministrative di sempre, dove il dibattito politico è stato influenzato da questioni nazionali, mentre i problemi locali sono stati occultati. Ed è paradossale perché si tratta di test elettorali importanti.
    Il 3 e 4 ottobre vanno al voto 1.348 comuni, di cui 1.157 appartenenti a regioni a statuto ordinario e 191 a regioni a statuto speciale. Negli stessi giorni gli elettori residenti in Calabria dovranno anche esprimersi per il rinnovo della carica del presidente di Regione e del consiglio regionale.
    Il turno di ballottaggio delle comunali è fissato per il 17 e 18 ottobre. E si andrà avanti il 19 e 20 settembre con le elezioni nel comune di Ayas in Valle d'Aosta, il 10 ottobre in 8 comuni del Trentino-Alto Adige ed il 10 e 11 ottobre in 98 comuni della Sardegna e 43 comuni della Sicilia. Si voterà con sistemi elettorali differenti, e questo renderà già difficile l'analisi e la proiezione nazionale.
    Eppure i tanti problemi locali, l'ossatura centrale di queste votazioni, sono spariti dall'agenda delle amministrative per fare posto ai comizi dei leader nazionali, alle divergenze dentro gli schieramenti, alle polemiche riguardanti il Governo nazionale e chi sta dentro e fuori. La vera sfida invece sul buon Governo locale, sull'amministrazione dei beni comuni da parte è dei futuri sindaci è purtroppo venuta a mancare.
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    2 min
  • Per Mimmo Lucano una sentenza esemplare | 01/10/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Per l'ex sindaco di Riace giunge una sentenza esemplare. Tredici anni e 2 mesi di reclusione. Neanche fosse un criminale seriale.
    La pesante condanna inflitta dal Tribunale di Locri è, nei fatti, un atto di accusa nei confronti di un modello di solidarietà che Lucano aveva messo in campo negli anni, le cui politiche di accoglienza dei migranti lo avevano reso famoso in tutto il mondo.
    Lucano era stato arrestato sottoposto ai domiciliari il 2 ottobre 2018 nell'ambito di un'inchiesta della Guardia di Finanza in merito a presunte irregolarità nella gestione dei migranti. Il Pm che sostiene le accuse aveva chiesto 7 anni e 11 mesi di carcere.
    I reati contestati dalla Procura di Locri erano di associazione per delinquere, abuso d'ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d'asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Le indagini erano state avviate in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell'Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l'accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico. Ma Lucano è in lista in tre circoscrizioni per le regionali calabresi a fianco del sindaco di Napoli uscente Luigi De Magistris. Già in molti sottolineano gli effetti di una giustizia a orologeria che forse avrebbe bisogno di una riforma strutturale.
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    2 min
  • Draghi promette pene severe per le morti sul lavoro | 30/09/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Il Presidente del Consiglio Mario Draghi promette pene severissime contro chi non si adegua alle regole e alle norme sulla sicurezza nei posti di lavoro. Rilancia una collaborazione all'interno dell'azienda per individuare precocemente le debolezze in tema di sicurezza lavoro. E lo fa dopo l'aumento di casi di morti da Nord al Sud, avvenuti con una frequenza preoccupante.
    Sono operai, addetti alle pulizie, lavoratori dei cantieri. Spesso non sono assunti direttamente dall'azienda principale, ma in tante società e cooperative del sistema degli appalti. Solo ieri, sull'autostrada A14 Bologna-Taranto, ha perso la vita un addetto di una ditta esterna, investito da un mezzo pesante durante la fase di installazione di un cantiere.Un muratore è morto mentre stava ristrutturando una palazzina a Mesagne (Brindisi). Un altro operaio è precipitato da un'impalcatura in un cantiere a Roma, nel ricco quartiere dell'Eur. I sindacati dicono che le morti bianche sono una violazione dei diritti umani. E hanno ragione. Perché le leggi sulla prevenzione degli incidenti ci sono, e prevedono regole ferree, e investimenti sulla sicurezza che non devono essere visti come costi, bensì come salvaguardia dei datori di lavoro e dei loro dipendenti. E prevedono anche pene severissime. Ma queste leggi non sempre vengono applicate.
    Ci si augura che il Patto per l'Italia chiesto dal Presidente della Confindustria Carlo Bonomi possa avere al centro anche una seria discussione con le parti sociali in tema di prevenzione nei luoghi di lavoro. Sarebbe un buon segnale di cambiamento del Paese.
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    2 min
  • L'atto d'accusa di Greta ai politici | 29/09/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La scena si svolge a Milano dove è in corso il PreCop 26, dedicato ai giovani. E' la riunione dei ministri dell'Ambiente in vista della conferenza annuale dell'Onu in programma a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre. Quattrocento ragazzi, due per ciascuno dei 197 paesi dell'Onu, discutono con esperti su tutti gli aspetti della crisi climatica.
    Da una parte Greta Thumberg, dall'altra il ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani. La foto li ritrae con lei seduta e lui inginocchiato. "Molte, troppe parole dei leader mondiali", dice Greta. E Cingolani sembra convincerla che questa volta non sarà così, che la politica si impegnerà al cambiamento. "Solo bla bla bla", rincara la dose Greta. Del resto ha ragione Greta che del movimento "Fridays for future" è la figura chiave per milioni di giovanissimi. Le emissioni continuano ad aumentare. Possiamo invertire questa tendenza, ma serviranno soluzioni drastiche.
    E dato che non abbiamo soluzioni tecnologiche, vuol dire che dovremo cambiare noi. "Non possiamo più permettere al potere di decidere cosa sia la speranza", dice Greta in un bagno di folla e un'attenzione mediatica senza precedenti.
    Greta ci manda a dire che la speranza non è un qualcosa di passivo, non è un bla bla bla. La speranza vuol dire la verità, vuol dire agire. E la speranza viene sempre dal un popolo che vuole un cambiamento. I ragazzi vogliono una giustizia climatica, e la vogliano ora. Prima che sia tardi.
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