Il Corsivo

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Il Corsivo episodes

  • La nuova era della Germania socialdemocratica | 28/09/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Anche se limitata a pochi voti di scarto, la tornata elettorale tedesca segna la fine della Cdu di Angela Merkel, una stabilità politica durata ben 16 anni, e avvia una nuova era socialdemocratica.
    Ci vorranno settimane di trattative serrate, ma il timone del cuore centrale del Vecchio Continente lo prenderà certamente Olaf Scholz, l'uomo che ha ricostruito pazientemente i pezzi di un partito lacerato e diviso, incapace di creare un'alternativa politica credibile al potere dei conservatori. Invece Scholz ha vinto le elezioni parlamentari con il 25,7% dei voti.
    Per la Cdu si tratta di una disfatta, 24,1%, il peggior dato della sua storia politica. Nella sostanza il voto per il rinnovo del Bundestag non ha avuto vincitori netti ma solo un perdente, la Cdu-Csu della cancelliera uscente.
    E per la prima volta i partiti che formeranno la coalizione di governo saranno più di due, con ogni probabilità i socialdemocratici, i liberali e i verdi. Il sogno di Scholz di mettere in campo una coalizione di sinistra è naufragato per lo scarso risultato della Linke che è arrivata al 5% e al lieve ridimensionamento dei verdi. Armin Laschet ammette la dura sconfitta mentre Olaf Scholz rilancia la richiesta di ottenere subito la sua cancelleria. "Cdu e Csu non hanno soltanto perduto molti voti, ma hanno anche avuto il messaggio dagli elettori che adesso non potranno più stare al governo, ma dovranno andare all'opposizione", ha detto Olaf Scholz a Berlino.
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    2 min
  • La deriva della protesta no green pass | 27/09/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    C'è preoccupazione al Viminale e tra i funzionari degli apparati dello Stato per la deriva violenta di una parte del movimento schierato contro il green pass. In particolare il segnale che giunge dalla manifestazione non autorizzata di Milano di sabato scorso non è dei migliori.
    Nel corteo di Milano, senza mascherina e distanziamento, si sarebbero saldati, attraverso slogan antisistema, gruppi della destra radicale, ultras del calcio, pezzi della sinistra radicale e gente comune. I manifestanti al grido "libertà, libertà", hanno sfondato il cordone delle forze dell'ordine mentre si teneva un comizio di Giorgia Meloni e le manovre sono sembrate organizzate.
    Non solo nelle piazze, ma anche sui canali social tipo Telegram si sono unite le frange più estreme del movimento con gruppi di camionisti che stanno organizzando blocchi autostradali come quello previsto stanotte in varie parti d'Italia. Vari movimenti, più o meno dichiaratamente politici, hanno coalizzato il loro dissenso contro le restrizioni.
    Da una parte c'è il legittimo diritto di esprimere un pensiero critico attraverso la protesta. Dall'altra però c'è l'uso della violenza e la creazione di un forte clima conflittuale e divisivo di cui il nostro Paese non ha bisogno.
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    2 min
  • Trattativa Stato-mafia, una storia infinita | 25/09/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    È una storia infinita l'accertamento giudiziario sulla trattativa Stato-Mafia. Di sicuro c'è che un tribunale aveva accertato che pezzi dello Stato e della politica si erano seduti sul tavolo delle trattative con i boss di Cosa Nostra ed erano scesi ai patti. E di certo c'è che un secondo tribunale, quello d'appello, ha ribaltato la sentenza di primo grado assolvendo i principali imputati della trattativa, l'ex senatore di Forza Italia Dell'Utri, l'ex generale del Ros dei carabinieri Mori, e gli ufficiali Subranni e De Donno.
    Le sentenze non si commentano e chi applica questa pratica è sovente schierato sul piano politico, o peggio ancora in malafede. Fa bene dunque Anna Maria Palma, procuratore generale facente funzioni di Palermo, a rimanere cauta sull'ipotesi di promuovere il ricorso in Cassazione. Lo farà, come giusto che sia, solo dopo aver letto le motivazioni della sentenza.
    Non è però un paese normale quello che attende decine di anni per stabilire una verità sul piano giuridico sulle ormai tante, troppe vicende oscure che riguardano gli anni delle stragi e del terrorismo. Una verità di cui il Paese avrebbe bisogno per compiere un passo in avanti.
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    2 min
  • Un nuovo patto per il Paese | 24/09/2021 | Il Corsivo
    Il premier Mario Draghi attende l'assemblea generale di Confindustria per lanciare il nuovo patto per il Paese. E alla fine incassa un triplice risultato: prendersi la scena nazionale, garantire ai mercati una solidità del sistema Paese e allontanare la tentazione dei partiti che lo sostengono di mettere in discussione la coesione intorno al Governo. Draghi lancia un Patto per l'Italia come avvenne nel Dopoguerra per il rilancio economico, sociale e produttivo del Paese. E lo fa snocciolando dati e previsioni ottimistiche sulla ripresa italiana, con una crescita intorno al 6% per quest'anno - a fronte del 4,5% ipotizzato in primavera. Ma come e quando sarà avviato il dialogo per siglare il Patto? Mettendo da parte ciò che divide e lavorare insieme sui tanti dossier rimasti ancora aperti perché, come dice Draghi, "l'Italia vive un periodo di forte ripresa, perfino migliore di quello che avevamo immaginato solo qualche mese fa". Draghi accontenta tutti, in primis il padrone di casa Carlo Bonomi che lo invita a proseguire "senza che i partiti attentino alla coesione del Governo pensando alle prossime amministrative con veti e manovre in vista della scelta da fare per il Quirinale". E c'è un fondo di verità. Nelle ultime settimane, la crisi interna alla
    Lega ha fatto pensare ad un riposizionamento di Salvini più di lotta e un po' meno di Governo, come si è visto nelle aule parlamentari, dove sul green pass il partito è spaccato. Il messaggio lanciato da Bonomi pare essere stato recepito dal destinatario Salvini che ha mandato a dire che lui non filtra con i vax.
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    2 min
  • Le mani delle mafie sulle istituzioni secondo il rapporto della Dia | 23/09/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Solo martedì, il Presidente del Consiglio Mario Draghi aveva messo in guardia sulla possibilità di infiltrazioni mafiose su alcune parti del Recovery. E ieri giunge puntuale l'allarme mafie della Direzione investigativa antimafia nella sua relazione semestrale al Parlamento. Con la ‘Covid Economy’ è cresciuta la “capacità imprenditoriale” delle mafie. Secondo la Dia, potrebbero rivolgere le proprie attenzioni operative verso i fondi comunitari che giungeranno a breve grazie alle iniziative del governo per assicurare un tempestivo sostegno economico in favore delle categorie più colpite dalle restrizioni rese necessarie dalla emergenza sanitaria”.
    Ma l'emergenza criminalità è di più vasta portata ci mandano a dire gli investigatori. “L’esistenza di una multiforme varietà di sodalizi stranieri e di collegamenti con organizzazioni criminali all’estero soprattutto per il narcotraffico, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e del lavoro irregolare, documenta come la criminalità transnazionale rappresenti una minaccia reale a fronte della quale appaiono necessari un approccio globale e una più ampia visione del fenomeno”, scrive la Dia. L'attenzione deve essere dunque massima, specie perché la posta in gioco per il nostro Paese è alta: economica, strutturale e di immagine.
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    2 min
  • La resa dei conti nella Lega: lotta o Governo? | 22/09/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Nella Lega va in scena la resa dei conti e gli stracci volano in pubblico. L'oggetto del contendere, almeno apparente sembra l'utilizzo del green pass, ma le divergenze riguardano la gestione politica della permanenza del partito nel Governo Draghi. Si avvicinano le elezioni amministrative e, secondo i sondaggi, Fratelli d'Italia è il primo partito. Quindi è in atto un riposizionamento tra la Lega di lotta e l'opposizione voluta da Salvini con la forte spinta della base, e la Lega di Governo di Giorgetti.
    Prima o poi lo scontro emergerà in tutta la sua drammaticità, ma intanto Francesca Donato, europarlamentare no vax tra le più fedeli al segretario Salvini, se ne va dal partito, e dice. "La linea critica nei confronti dei provvedimenti dell'esecutivo, certificazione verde in primis, pur condivisa da larga parte della base è diventata minoritaria: prevale la posizione dei ministri, con Giorgetti, e dei governatori". Salvini si dice tranquillo e smentisce che ci sia una fazione che prevale sull'altra, ma poco dopo l'addio della Donato, il Governatore del Friuli Fedriga manda a dire che nella Lega non c'è spazio per una posizione no vax.
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    2 min
  • La vittoria dei lavoratori della Gkn di Firenze | 21/09/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Vi ricordate la storia dei 422 dipendenti licenziati dalla Gkn di Campi Bisenzio (Firenze), via email?
    Aveva destato scalpore il modo con cui l'azienda aveva risolto il rapporto di lavoro. Ebbene, il Tribunale del Lavoro di Firenze ha revocato l'apertura dei licenziamenti collettivi per la Gkn, una industria delle componentistica auto controllata dal fondo britannico Melrose. Nella sostanza i giudici hanno dato ragione ai sindacati, che avevano impugnato il procedimento avviato verso i 422 lavoratori. Per il Tribunale la Gkn ha violato l'articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, mettendo in atto comportamenti anti sindacali. I lavoratori erano stati informati di aver perso il posto con un semplice messaggio di posta elettronica, nemmeno certificata. E il giudice ritiene che è configurabile una evidente violazione dei diritti del sindacato, messo davanti al fatto compiuto e privato della facoltà di intervenire sull'iter di formazione della decisione da parte dei vertici della multinazionale di lasciare a casa i dipendenti. Per il giudice, nel comunicare i licenziamenti collettivi con una email, il 9 luglio scorso, la Gkn è venuta meno al "democratico e costruttivo confronto che dovrebbe caratterizzare le posizioni delle parti". Solo sabato scorso, in 40 mila erano scesi in piazza in solidarietà con i lavoratori. La crisi è roba dura per tutti, ma i diritti non possono essere calpestati, ci manda no a dire i giudici.
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    2 min
  • Un bell’esempio | 20/09/2021 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Il pugile triestino Michele Broili, 28 anni, l’altra sera è salito sul quadrato, nella sua Città, per il titolo italiano dei pesi Superpiuma, ma bisogna subito dire che l'aspetto sportivo dell’evento è passato decisamente in secondo piano, non appena chi seguiva il match in TV ha cominciato a notare il torace di Broili, completamente ricoperto di tatuaggi riferiti al periodo nazista, compreso il famoso “totenkopf”, che distingueva gli addetti alla custodia dei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Nell'ambiente pugilistico le idee politiche estremiste di Broili sono conosciute, ma, a prescindere da quello che può avere in testa questo signore, viene da chiedersi come sia possibile che il Coni consenta ad uno sportivo di qualunque disciplina di presentarsi ad una competizione ufficiale, ostentando sul proprio corpo la presenza di simboli legati ad un passato così tragicamente nefasto. E dire che tutto questo è avvenuto proprio a Trieste, nella città cioè della sciagurata Risiera di San Sabba.
    Poche ore dopo la fine dell’incontro, è, tuttavia, arrivata una nota della Federazione Pugilistica Italiana che ha preso le distanze dalla manifestazione ed ha anche annunciato possibili provvedimenti nei confronti di Michele Broili. I tatuaggi inneggianti al nazismo – scrive la Federazione – costituiscono un comportamento inaccettabile e condannato dalla Federazione stessa, la quale è costantemente schierata contro ogni forma di discriminazione o di condotta illecita.
    Sulla questione ha voluto dire la sua anche l’allenatore del pugile triestino – tale Denis Conte - il quale ha difeso il suo pupillo a spada tratta, sostenendo che né il CONI, né la Federazione Pugilistica Italiana possono discriminare gli atleti per il proprio”credo” e che, comunque, non esiste alcun regolamento che impedisca a dei professionisti di mettere in mostra i loro tatuaggi.
    Nella sua palestra - sostiene Denis Conte - ci si occupa di sport e non di politica e, ad ogni modo, Michele rappresenta un esempio di correttezza: un esempio per tutti i 40 giovani che la frequentano. Non c’è che dire : proprio un bell’esempio...
    Ascolta "Il Corsivo": Ferruccio Bovio in Redazione e Roberto Frangipane in Studio, ogni giorno su www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra app
    3 min
  • Nuove sensibilità | 18/09/2021 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Si tiene oggi, 18 settembre, una manifestazione nazionale per richiamare l'attenzione del nostro Paese verso un’adeguata e corretta tutela legislativa degli animali, da realizzarsi, attraverso l'omologazione europea del nostro Codice Civile. Oggetto dell’iniziativa è il riconoscimento degli animali quali esseri senzienti, con particolare riferimento allo status degli animali d’affezione, da intendersi, a tutti gli effetti, come membri integranti delle famiglie e, quindi, soggetti di diritto. Su questo tema, l’associazione culturale “Task Force Animalista” ha, pertanto, organizzato l’evento nazionale che, da nord a sud, si svolgerà in 14 città di 9 regioni diverse, chiedendo la riforma legislativa della tutela animale, dal Codice Civile a quello Penale, coinvolgendo anche l’articolo 9 della Costituzione.
    La proposta di modifica del suddetto articolo 9, di iniziativa del senatore Gian Luca Perilli, prevede che sia aggiunto un comma che recita “la Repubblica tutela l’ambiente e l’eco sistema, protegge le biodiversità e gli animali, promuovendo lo sviluppo sostenibile anche nell’interesse delle future generazioni”.
    Il nostro Codice Civile, per quanto concerne que-sti temi, è rimasto fermo al 1942 e non riconosce agli animali alcun tipo di emozione o sentimento, non considerandoli, in sostanza, esseri viventi e senzienti quali indubbiamente sono, ma trattandoli tutti indistintamente come “beni mobili”, “cose”, “oggetti” a totale ed insindacabile disposizione dell’essere umano.
    Al Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea di Lisbona che, all’articolo 13, riconosce agli animali una loro soggettività, hanno, in realtà, aderito molti Paesi europei. Ma l’Italia etica e realmente civile è ancora in attesa che venga approvata la riforma e quindi l’omologazione al trattato europeo, da parte di chi, fino ad oggi, ha dato scarsa importanza alla questione ignorando, per gli interessi più svariati, le esigenze di tante crea-ture indifese. Randagismo, canili lager, allevamenti intensivi, bracconaggio, vivisezione, maltrattamenti impuniti, spese veterinarie e farmaceu-tiche impossibili da sostenere per molte famiglie, colonie feline abbandonate, accattonaggio con animali e traffico di cucciolate costituiscono, infatti, la miriade di fenomeni dei quali, ogni giorno, tutti i media nazionali si vedono costretti a darci notizia. Il tutto mentre fondi stanziati per la prevenzione, la cura e la sterilizzazione degli animali sul territorio nazionale, rimangono spesso inutilizzati nelle casse di molti Comuni e Regioni.
    La “Task Force Animalista”, Associazione Culturale nata per curare la parte legislativa della tutela degli animali e dell’ambiente, invita, pertanto, la Nazione intera ad unirsi, in presenza, in tutte le città Italiane che hanno aderito alla richiesta di sensibilizzazione per la Riforma del Codice Civile in chiave animalista.
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    3 min
  • Il male oscuro che circola tra i banchi | 17/09/2021 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Lunedì 13 settembre, il primo giorno di scuola in presenza, dopo un anno e mezzo di lontananza dalle aule e dai banchi, a Milano due quindicenni si sono tolti la vita e una ragazzina di 12 anni ha cercato di farlo, senza fortunatamente riuscirci. Almeno per ora. Le sue condizioni restano, infatti, gravissime ed è ricoverata in rianimazione.
    Tutti e tre si sono gettati dalla finestra di casa e questa comune modalità scelta per farla finita, ha indotto la Procura di Milano ad aprire un’indagine a carico di ignoti con l’ipotesi di istigazione al suicidio. Non sarebbe, infatti, la prima volta che, per seguire qualche folle comandamento, ricevuto su qualche chat malata, un giovanissimo finisce per compiere qualche gesto insano che gli costa la vita.
    Però, in questi ultimi tre casi, prevale, anche tra gli esperti della materia, l’impressione che le motivazioni che possono avere provocato decisioni così estreme vadano ricercate altrove.
    Molti studi sulla pandemia e sulla fase di ritorno a una diversa normalità – rispetto almeno a quella che conoscevamo prima - hanno, infatti, evidenziato che alcuni ragazzi patiscono un altissimo livello di stress, capace di accrescere in loro l’intensità dei problemi emotivi, riuscendo, talvolta, ad indurli persino verso pulsioni suicide.
    Le fasi esistenziali più a rischio sono quelle dei cambiamenti più significativi, quali, appunto, possono essere l’abbandono di un gruppo di amici, oppure quelli legati al passaggio da un tipo di studio ad un altro, come, ad esempio, dalle medie alle superiori. La fine della didattica a distanza ed il ritorno a scuola possono, quindi, comportare per i giovani grande incertezza e tante aspettative che, se deluse, rischiano di andare a incidere su fragilità psichiche magari già anche pregresse. Forse per taluni il lockdown non è mai finito e adesso diventa difficile rendersene conto. E se è pur vero che ogni caso fa parte per se stesso, basta, comunque, leggere alcuni dati, comunicati da diverse strutture ospedaliere, per comprendere che siamo, indubbiamente, in presenza di uno stato di profonda sofferenza dei da parte dei giovani. Uno stato caratterizzato da disagi già esistenti e poi, successivamente, amplificati dalla pandemia. L’anno in corso era iniziato con l’allarme suicidi tra i giovani, lanciato dall’ospedale Bambino Gesù di Roma, dove, dopo la prima ondata Covid, era stato registrato un aumento dei ricoveri del 30 % nel reparto di neuropsichiatria. Nel 2011 la stessa struttura pediatrica aveva annoverato 12 ricoveri per attività autolesionistica, mentre nel 2020 il numero è salito addirittura a 300, quindi quasi uno al giorno….
    Cerchiamo, pertanto, di dare il dovuto rilievo a queste emergenze che, per certi aspetti, sembrano costituire l’altra faccia della pandemia.
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    3 min

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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