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  • La Resistenza e il cemento che tiene insieme l'Italia | Il Corsivo
    «La Resistenza è il cemento che tiene insieme l'Italia», dice il Capo dello Stato Sergio Mattarella.
    «Senza il coraggio dei partigiani, oggi non avremmo le libertà e diritti di cui godiamo», sostiene il Presidente del Consiglio Mario Draghi durante la visita al Museo di via Tasso a Roma, il luogo di tortura nazifascista da cui vennero prelevati i martiri delle Fosse Ardeatine.
    Nel 76esimo anniversario della Liberazione le massime Istituzioni dello Stato hanno spiegato a tutti che la libertà viene da lontano, dai giorni in cui una parte del popolo italiano si sollevò contro la dittatura fascista e l'occupazione nazista. E che in quei giorni persero la vita decine di migliaia di persone che combattevano per la democrazia.
    Ma, come ci ricorda il premier Draghi, non tutti gli italiani erano brava gente. Non lo furono certa gente quei fascisti, responsabili di un numero ancora imprecisato di stragi efferate contro civili inermi e non belligeranti a Sant'Anna di Stazzema, Marzabotto, Benedicta, e in centinaia di borghi italiani.
    Proprio alla pari dei tedeschi. A parte pochissimi, nel dopoguerra non pagarono alcuna pena per i loro crimini. I loro nomi sono apparsi accanto ai carnefici tedeschi, tra i 697 fascicoli ritrovati nel 1994 in un armadio nascosto nella sede della magistratura militare a Palazzo cesi, in via degli Acquasparta, a Roma.
    Quella mancata giustizia dimostra come il fascismo nel nostro Paese non se ne sia mai andato, e i valori della Resistenza, scritti nella nostra Costituzione, restano il faro della nostra pur fragile democrazia.
    2 min
  • La Resistenza e il cemento che tiene insieme l'Italia | Il Corsivo
    «La Resistenza è il cemento che tiene insieme l'Italia», dice il Capo dello Stato Sergio Mattarella.
    «Senza il coraggio dei partigiani, oggi non avremmo le libertà e diritti di cui godiamo», sostiene il Presidente del Consiglio Mario Draghi durante la visita al Museo di via Tasso a Roma, il luogo di tortura nazifascista da cui vennero prelevati i martiri delle Fosse Ardeatine.
    Nel 76esimo anniversario della Liberazione le massime Istituzioni dello Stato hanno spiegato a tutti che la libertà viene da lontano, dai giorni in cui una parte del popolo italiano si sollevò contro la dittatura fascista e l'occupazione nazista. E che in quei giorni persero la vita decine di migliaia di persone che combattevano per la democrazia.
    Ma, come ci ricorda il premier Draghi, non tutti gli italiani erano brava gente. Non lo furono certa gente quei fascisti, responsabili di un numero ancora imprecisato di stragi efferate contro civili inermi e non belligeranti a Sant'Anna di Stazzema, Marzabotto, Benedicta, e in centinaia di borghi italiani.
    Proprio alla pari dei tedeschi. A parte pochissimi, nel dopoguerra non pagarono alcuna pena per i loro crimini. I loro nomi sono apparsi accanto ai carnefici tedeschi, tra i 697 fascicoli ritrovati nel 1994 in un armadio nascosto nella sede della magistratura militare a Palazzo cesi, in via degli Acquasparta, a Roma.
    Quella mancata giustizia dimostra come il fascismo nel nostro Paese non se ne sia mai andato, e i valori della Resistenza, scritti nella nostra Costituzione, restano il faro della nostra pur fragile democrazia.
    2 min
  • Italia/Russia. Caso Biot, un affare di Stati | 27/04/2021 | Il corsivo
    Quella del funzionario del ministero della Difesa Biot è una storia di spie che tocca i punti vitali dei segreti di Stato, al punto che ieri i rapporti tra Italia e Russia, già tesi da settimane hanno raggiunto il più alto grado frizione.
    E' accaduto che l'ambasciatore italiano a Mosca Pasquale Terracciano è stato i invitato al ministero degli Esteri russo, dove gli è stata consegnata una nota relativa alla dichiarazione di persona non grata dell'assistente dell'addetto per la difesa e addetto alla Marina e all'Esercito dell'ambasciata della Repubblica Italiana nella Federazione Russa C. Pacifici. "Consideriamo la decisione infondata e ingiusta perché in ritorsione ad una legittima misura presa dalle Autorità italiane a difesa della propria sicurezza", scrive la Farnesina.
    I russi fanno spallucce e parlano di una decisione in risposta alle misure ostili e infondate delle autorità italiane nei confronti dell'ufficio dell'addetto alla Difesa presso l'ambasciata russa a Roma. La detenzione di Biot è stata confermata dal gip il 23 aprile. Il militare è sotto inchiesta della procura militare per rivelazione di segreti militari a scopo di spionaggio, procacciamento di notizie segrete, esecuzione di fotografie a scopo di spionaggio, procacciamento e rivelazione di notizie di carattere riservato.
    Cosa ci sia dentro di così tanto delicato nei documenti sottratti da Biot e consegnati ai russi non è dato conoscere. Di certo qualcosa di così importante tanto da azzerare i rapporti tra due Stati.
    2 min
  • La Resistenza e il cemento che tiene insieme l'Italia | 26/04/2021 | Il corsivo
    "La Resistenza è il cemento che tiene insieme l'Italia", dice il Capo dello Stato Sergio Mattarella. "Senza il coraggio dei partigiani, oggi non avremmo le libertà e diritti di cui godiamo", sostiene il Presidente del Consiglio Mario Draghi durante la visita al Museo di via Tasso a Roma, il luogo di tortura nazifascista da
    cui vennero prelevati i martiri delle Fosse Ardeatine.
    Nel 76esimo anniversario della Liberazione le massime Istituzioni dello Stato hanno spiegato a tutti che la libertà viene da lontano, dai giorni in
    cui una parte del popolo italiano si sollevò contro la dittatura fascista e l'occupazione nazista. E che in quei giorni persero la vita decine di migliaia di persone che combattevano per la democrazia. Ma, come ci ricorda il premier Draghi, non tutti gli italiani erano brava gente. Non lo furono certa mente quei fascisti, responsabili di un numero ancora imprecisato di stragi efferate contro civili inermi e non belligeranti a Sant'Anna di Stazzema, Marzabotto, Benedicta, e in centinaia di borghi italiani. Proprio
    alla pari dei tedeschi. A parte pochissimi, nel dopoguerra non pagarono alcuna pena per i loro crimini. I loro nomi sono apparsi accanto ai carnefici tedeschi, tra i 697 fascicoli
    ritrovati nel 1994 in un armadio nascosto nella sede della magistratura militare a Palazzo cesi, in via degli Acquasparta, a Roma. Quella mancata giustizia dimostra come il fascismo nel nostro Paese non se ne sia mai andato, e i valori della Resistenza, scritti nella nostra Costituzione, restano il faro della nostra pur fragile democrazia.
    2 min
  • 100 morti nel Mar libico, le stragi dimenticate | Il Corsivo
    100 migranti sono annegati al largo della Libia. Quanti ne saranno morti in questo ultimo anno?
    La pandemia e la sua diffusione globale hanno di fatto nascosto queste stragi dimenticate, relegate spesso nella triste contabilità della cronaca quotidiana. Ma se migranti continuano a morire in mare qualcosa certamente non funziona sul piano degli accordi internazionali con la Libia che continua ad essere lo snodo più importante nel traffico di esseri umani.
    I soccorritori delle Ong che sono intervenuti in queste ore hanno raccontato scene orribili: il mare era molto mosso, le onde toccavano i sei metri, una barca con migranti a bordo non è stata mai rintracciata e quelli della Sos Mediterranee nuotavano tra i cadaveri galleggianti, tra cui donne e bambini.
    E mentre i migranti morivano, dalle autorità libiche non giungeva alcun supporto, neppure il coordinamento delle operazioni tra le navi che stavano cercando le imbarcazioni.
    Gli stati europei, tra cui l'Italia, si sono rifiutati di agire per salvare la vita di oltre 100 persone. È questa l'Europa che vogliamo?
    2 min
  • 100 morti nel Mar libico, le stragi dimenticate | Il Corsivo
    100 migranti sono annegati al largo della Libia. Quanti ne saranno morti in questo ultimo anno?
    La pandemia e la sua diffusione globale hanno di fatto nascosto queste stragi dimenticate, relegate spesso nella triste contabilità della cronaca quotidiana. Ma se migranti continuano a morire in mare qualcosa certamente non funziona sul piano degli accordi internazionali con la Libia che continua ad essere lo snodo più importante nel traffico di esseri umani.
    I soccorritori delle Ong che sono intervenuti in queste ore hanno raccontato scene orribili: il mare era molto mosso, le onde toccavano i sei metri, una barca con migranti a bordo non è stata mai rintracciata e quelli della Sos Mediterranee nuotavano tra i cadaveri galleggianti, tra cui donne e bambini.
    E mentre i migranti morivano, dalle autorità libiche non giungeva alcun supporto, neppure il coordinamento delle operazioni tra le navi che stavano cercando le imbarcazioni.
    Gli stati europei, tra cui l'Italia, si sono rifiutati di agire per salvare la vita di oltre 100 persone. È questa l'Europa che vogliamo?
    2 min
  • I leader mondiali riscoprono la difesa del clima del Pianeta | Il Corsivo
    Scelgono la giornata della terra per rilanciare la difesa del clima del Pianeta.
    Dopo lunghi anni di accordi mai rispettati, ora i leader mondiali scoprono l'ambientalismo. "Dobbiamo agire adesso, è un imperativo morale ed economico e sono sicuro che possiamo farlo", dice il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
    "Siamo sull'orlo dell'abisso, dobbiamo essere sicuri che il prossimo passo sia nella direzione decisiva e giusta", sostiene il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres.
    E per Mario Draghi la sfida sul clima deve essere vinta "insieme".
    Tutti d'accordo? Non proprio. Permangono distanze tra Stati Uniti, Cina, Russia ed capi europei, le stesse che ci hanno accompagnato fino ad oggi, cioè intese prossime alla ratifica che si sono arenati a causa di visioni differenti sul rapporto tra uomo e ambiente, sulla reale traduzione delle parole in fatti: i Paesi del G20 sono responsabili del 75% delle emissioni globali.
    La volontà ci sarebbe. La presidenza italiana del G20 propone un incontro ministeriale anche per favorire il vertice di Glasgow del Cop26, che si terrà a novembre 2021.
    Non sarà facile convincere tutti, specie Unire in un unico obiettivo Stati Uniti e Cina, i più grandi inquinatori del mondo.
    2 min
  • I leader mondiali riscoprono la difesa del clima del Pianeta | Il Corsivo
    Scelgono la giornata della terra per rilanciare la difesa del clima del Pianeta.
    Dopo lunghi anni di accordi mai rispettati, ora i leader mondiali scoprono l'ambientalismo. "Dobbiamo agire adesso, è un imperativo morale ed economico e sono sicuro che possiamo farlo", dice il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
    "Siamo sull'orlo dell'abisso, dobbiamo essere sicuri che il prossimo passo sia nella direzione decisiva e giusta", sostiene il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres.
    E per Mario Draghi la sfida sul clima deve essere vinta "insieme".
    Tutti d'accordo? Non proprio. Permangono distanze tra Stati Uniti, Cina, Russia ed capi europei, le stesse che ci hanno accompagnato fino ad oggi, cioè intese prossime alla ratifica che si sono arenati a causa di visioni differenti sul rapporto tra uomo e ambiente, sulla reale traduzione delle parole in fatti: i Paesi del G20 sono responsabili del 75% delle emissioni globali.
    La volontà ci sarebbe. La presidenza italiana del G20 propone un incontro ministeriale anche per favorire il vertice di Glasgow del Cop26, che si terrà a novembre 2021.
    Non sarà facile convincere tutti, specie Unire in un unico obiettivo Stati Uniti e Cina, i più grandi inquinatori del mondo.
    2 min
  • I leader mondiali riscoprono la difesa del clima del Pianeta | 23/04/2021 | Il corsivo
    Scelgono la giornata della terra per rilanciare la difesa del clima del Pianeta. Dopo lunghi anni di accordi mai rispettati, ora i leader mondiali scoprono l'ambientalismo.
    "Dobbiamo agire adesso, è un imperativo morale ed economico e sono sicuro che possiamo farlo", dice il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden. "Siamo sull'orlo dell'abisso, dobbiamo essere sicuri che il prossimo passo sia nella direzione decisiva e giusta", sostiene il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres. E per Mario Draghi la sfida sul clima deve essere vinta "insieme".
    Tutti d'accordo? Non proprio. Permangono distanze tra Stati Uniti, Cina, Russia ed capi europei, le stesse che ci hanno accompagnato fino ad oggi, cioè intese prossime alla ratifica che si sono arenati a causa di visioni differenti sul rapporto tra uomo e ambiente, sulla reale traduzione delle parole in fatti: i Paesi del G20 sono responsabili del 75% delle emissioni globali. La volontà ci sarebbe. La presidenza italiana del G20 propone un incontro ministeriale anche per favorire il vertice di Glasgow del Cop26, che si terrà a novembre 2021. Non sarà facile convincere tutti, specie Unire in un unico obiettivo Stati Uniti e Cina, i più grandi inquinatori del mondo.
    2 min
  • Sentenza Floyd, l'America volta pagina | Il Corsivo
    Un passo avanti contro il razzismo sistemico che è una macchia per l'anima del nostro Paese. Così si esprime il Presidente Joe Biden nelle ore successive la sentenza di condanna contro Dereck Chauvin, accusato con prove schiaccianti dell'uccisione dell'afroamericano George Floyd a Minneapolis, durante un normale accertamento di polizia trasformato nella morte in diretta, ripresa da cittadini e dalle telecamere dei negozi. Ha ragione Biden.
    Per la prima volta il mondo ha potuto assistere dal vivo all'esecuzione di un uomo indifeso da parte di un agente che invece doveva assicurare la sicurezza dei cittadini. Floyd era innocente, ma quanti altri come lui sono morti nelle strade d'America, uccisi da abusi di potere? Tanti, tantissimi, molti di più dei meri numeri delle statistiche. Ora il Dipartimento di Giustizia americano si appresta ad annunciare un'indagine sulle pratiche usate dalla polizia di Minneapolis dopo il verdetto della giuria su Derek Chauvin per la morte di George Floyd. Cioè un'indagine sul cosiddetto "spirito di corpo" che fa quadrato sui reati commessi da suoi appartenenti. Vale per gli Stati uniti e vale per le polizie di gran parte dell'universo. Si tratta di un meccanismo di copertura e di difesa omertoso. Su questo Biden dovrà confrontarsi, magari mettendo in campo una delle grandi riforme mai applicate: l'applicazione degli articoli della Costituzione americana, quelli relativi al rispetto dei diritti umani.
    2 min

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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