Il Corsivo

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  • Verso le riaperture nel moderato ottimismo di Draghi | 16/04/2021 | Il corsivo
    Il 26 aprile l'Italia si mostrerà con i colori rossi, arancio e gialli rafforzati, e molte delle attività di ristorazione, spettacolo, educazione, benessere, precluse nei mesi dei lockdown, saranno riaperte pur con limitazioni. E' certamente una buona notizia. Il Governo di Mario Draghi scommette sul calo dell'indice Rt, scivolato allo 0,85 rispetto allo 0,92 di una settimana fa, soprattutto sull'accelerazione del piano vaccinale con l'arrivo di milioni di dosi. Draghi cede alle pressioni dei cosiddetti "aperturisti" presenti nella maggioranza che sostiene il suo Governo, e perfino il rigorista Speranza guarda al futuro con maggiore fiducia, senza però abbassare la guardia: mascherine, distanziamenti, prevenzione. Dunque il Paese riapre, ma non è un liberi tutti. I clamorosi errori del passato, con le discoteche aperte e milioni di italiani senza mascherine, ci ricordano che la
    resistenza contro il Covid è di lunga durata e basta niente, una disattenzione o un pur comprensibile rilassamento, per riportare l'orologio indietro, al punto di novembre. L'esempio negativo della Sardegna è esemplare. Finita in zona bianca, unica in un Paese quasi tutto rosso, la Regione guidata da Solinas, quella che limitava con severità gli ingressi, ha poi abbandonato il rigore, e alla fine è tornata implacabilmente rossa.
    Certo, man mano che milioni di italiani si vaccineranno, più forte sarà la protezione generale, ma l'attenzione dovrà rimanere un dato costante dei nostri comportamenti.
    3 min
  • A Benigni il premio della Biennale alla carriera | 16/04/2021 | Il corsivo
    Un artista senza precedenti e senza eguali. Così il direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Alberto Barbera detta le motivazioni che lo hanno indotto ad assegnare il Leone alla Carriera a Roberto Benigni. Barbera ha ragione perché fin dalle sue apparizioni televisive all'Altra Domenica di Renzo Arbore nei panni di un improbabile critico cinematografico, e poi nei primi film surreali ambientati nella provincia toscana, Benigni ha travolto il mondo dello spettacolo con una forza innovatrice e poco rispettosa di tradizioni consolidate. Sui set cinematografici e negli studi televisivi, si è imposto grazie ad una sorprendente dose di improvvisazione dove non esistono copioni prestabiliti e tutto può cambiare: prende in braccio Berlinguer sul palco sacrale della festa dell'Unità, salta addosso a Raffaella Carrà, non le manda a dire a Papi e Re, irride la classe politica della prima Repubblica, prende parte ad alcune battaglie civili.
    Esuberanza, irruenza, ma anche generosità e gioiosità appassionata, sono i tratti più importanti di un attore comico che riesce a rendere leggero persino le leggi razziali del fascismo e i campi di concentramento nazisti come nel film "La vita è bella", fino alla divulgazione della 'Divina Commedia' dantesca". Un Leone alla carriera meritato.
    2 min
  • Patrick Zaki cittadino italiano | 15/04/2021 | Il corsivo
    E' una buona notizia il via libera dall'Aula del Senato alla cittadinanza italiana a Patrick Zaki, lo studente agli arresti dal 7 febbraio del 2020 in Egitto.
    Oggi sarà più difficile per i suoi carcerieri giustificare la detenzione illegale di un innocente.
    L'ordine del giorno è stato approvato con 208 sì, nessun contrario e 33 astenuti. In pratica quasi l'unanimità del Parlamento ha riconosciuto Zaki come un cittadino italiano. Forse Zaki riuscirà a salvarsi da un sistema giudiziario di uno stato che non salvaguarda i diritti umani. Era andata meno bene a Giulio Regeni. E oggi sappiamo che tre nuove testimonianze accusano i quattro appartenenti ai servizi segreti egiziani di essere gli autori del sequestro, delle torture, dell'omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano trovato privo di vita in Egitto nel febbraio del 2016. I nuovi atti depositati dalla Procura di Roma in vista dell'udienza preliminare, fissata per il 29 aprile, rappresentano una vera e propria requisitoria contro il generale Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.
    In pratica i servizi egiziani sapevano della morte di Regeni già il 2 febbraio del 2016, il giorno prima del ritrovamento "ufficiale" del corpo, e per deviare l'attenzione da loro "inscenarono una rapina finita male".
    2 min
  • L'acqua contaminata di Fukushima | 14/04/2021 | Il corsivo
    E' uno scempio per l'ambiente la decisione del governo giapponese di rilasciare nell'Oceano Pacifico 1,25 milioni di tonnellate di acqua contaminata fino ad oggi impiegata per raffreddare i reattori danneggiati dall'incidente nucleare di Fukushima. Diverse alternative ce ne sarebbero state, ma il premier Yoshihide Suga non le ha neppure vagliate. E non ha neppure ascoltato la vibrante protesta di pezzi consistenti della società civile giapponese, del suo elettorato, dei rappresentanti dell'industria della pesca e dell'agricoltura locale, nemmeno le voci discordi che arrivano dalla Corea del Sud e dalla Cina. Suga ha riunito d'urgenza i membri dell'esecutivo, incluso il ministro dell'Industria Hiroshi Kajiyama, e ha formalizzato questa decisione a dir poco irresponsabile che giunge a 10 anni dalla catastrofe alla centrale nucleare del marzo 2011.
    Tokyo rilascerà l'acqua radioattiva dopo averla diluita a livelli non dannosi per l'uomo, ma la diluizione non cambierà il totale di radioattività dispersa. Una attività messa in campo senza autorizzazione da parte di altri Paesi, soprattutto dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).
    Il premier giapponese ha ignorato sia i rischi legati all'esposizione alle radiazioni che l'evidenza della sufficiente disponibilità di stoccaggio dell'acqua contaminata nel sito nucleare e nei distretti circostanti. Invece di usare la migliore tecnologia esistente per minimizzare i rischi di esposizione a radiazioni immagazzinando l'acqua a lungo termine e trattandola adeguatamente per ridurre la contaminazione, Suga ha scelto l'opzione più economica, scaricando l'acqua nell'Oceano Pacifico.
    3 min
  • La protesta degli aperturisti | 13/04/2021 | Il corsivo
    Alla fine quella che doveva essere la protesta degli aperturisti a Roma si è trasformata in un corteo non autorizzato della Questura dove i gruppi della destra radicale hanno preso il sopravvento. Noi che abbiamo assistito dai nostri monitor la diretta social abbiamo visto blindati e idranti schierati in varie strade, transenne attorno a Montecitorio.
    I gruppi di manifestanti si sono radunati in piazza San Silvestro intonando cori "Libertà, libertà", sventolando bandiere italiane, in molti esibendo saluti romani e urlando slogan contro il premier Mario Draghi. Nella piazza si sono concentrati imprenditori, venditori ambulanti, ristoratori, ma anche numerosi militanti di Casapound e Forza Nuova che hanno dato vita ad un sit in a parte. A quel punto il fronte dei manifestanti si è separato e sono iniziati i primi tafferugli.
    La polizia ha cercato di contenere l'impatto del corteo che intendeva marciare su Montecitorio. Centinaia di agenti in tenuta antisommossa hanno creato uno sbarramento per tutta la durata del corteo. Alcuni manifestanti hanno lanciato fumogeni e petardi contro le forze dell'ordine che hanno sparato lacrimogeni. Lo stato di tensione nel centro della Capitale è proseguito per tutto il pomeriggio con 50 persone identificate. La civile protesta di sostenitori delle aperture è diventata una vera e propria prova di forza della destra radicale con una città sprofondata in un clima da anni Settanta.
    2 min
  • Conte e Grillo si prendono il M5s | 12/04/2021 | Il corsivo
    La resa dei conti all'interno del M5s è questione di ore e al centro della discussione c'è la piattaforma Russeau e il futuro del soggetto politico ideato da Grillo e Casaleggio padre.
    I dissapori tra la nuova dirigenza (Crimi in primis con buona parte dei parlamentari), e Davide Casaleggio che vanta un credito notevole dal partito. Di certo il M5s ha cambiato pelle più volte, e l'ultima mutazione lo porta non solo a sostenere il Governo Draghi, ma anche a divenire un partito europeista.
    Ci ha pensato Conte a mettere in riga deputati e senatori.
    "Movimento o partito? - ha detto Conte- a noi le classificazioni non importano ma dobbiamo strutturarci bene a partire dai territori". L'ex premier ha posto al centro del suo intervento introduttivo il tema del futuro del Partito: bisogna aggiornarsi sia a livello nazionale che internazionale‐, per poi spiegare che il centro di formazione che ha in mente servirà anche per "mettere in rete le esperienze amministrative". Conte propone un indirizzo email al quale inviare proposte sulle linee guida del Movimento 5 stelle@ proseguire il dialogo sulla rifondazione del Movimento anche dopo l'assemblea.
    Pezzi del partito se ne sono andati, ma potrebbero tornare grazie alla mediazione di Conte.
    2 min
  • In morte di un reale d'Inghilterra | 09/04/2021 | Il corsivo
    Solo un inglese può comprendere fino in in fondo il significato della morte di un reale. Il principe Filippo d'Edimburgo è stato un uomo dal temperamento sobrio, uno defilato che si metteva sempre un passo indietro alla figura rappresentativa della sua consorte, la regina Elisabetta II. Filippo era figlio del principe Andrea di Grecia e Danimarca e della principessa Alice di Battenberg, membro sia della casa reale greca e danese. Abbandonò i suoi titoli reali per diventare suddito britannico e acquisire il titolo di Duca di Edimburgo. Poteva ambire ad una carriera sfolgorante, ma ha sacrificato le ambizioni personali per restare accanto alla sua amata offrendole l'intero palcoscenico, le luci della ribalta nazionale e internazionale. In tanti anni di matrimonio, la coppia non ha mai accumulato scandali di letto, sussurri maliziosi dei periodici inglesi tali da far sbriciolare la reale granitica coppia. Il duca di Edimburgo rimane però celebre per una serie di gaffe che sono sempre parse ai più involontarie, o forse semplicemente
    frutto del registro sopra le righe di un senso dell'umorismo più da caserma che da casa reale.
    Dallo scambio di battute con l'attrice Cate Blanchett nel 2018 alla polemica sugli effetti dei danni derivanti dall’acqua gettata sul fuoco dopo gli incendi in seguito all'incidente
    di un aereo della Pan Am a Lockerbie, in Scozia, alla quantità di provocazioni sessiste. Ci lascia le sue ultime parole che offrono il quadro preciso di Filippo: “non riesco a immaginare niente di peggio che vivere fino a 100 anni, sto già cadendo a pezzi”.
    3 min
  • L'affaire Erdogan-Von der Leyen | 09/04/2021 | Il corsivo
    Il trattamento riservato martedì scorso dal Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nella sua visita in Turchia ha rischiato un incidente diplomatico dalle conseguenze imprevedibili. Come riferito anche da Giornale Radio, la von der Leyen è stata fatta sedere in un divano, a distanza da dove invece stavano il presidente turco Erdogan e Charle Michel. La Turchia difende la scelta di non aver trattato alla pari, con sedie ravvicinate, Ursula von der Leyen con il Presidente Erdogan e Charles Michel. E fonti governative di Ankara rilevano che "è stato seguito il protocollo standard, la presidente della Commissione europea non è stata trattata in modo diverso, né la delegazione Ue ha chiesto una diversa disposizione Risponde il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer: "Analizzeremo l'accaduto perché non accada più". La massima rappresentante europea è stata nei fatti estromessa dalla comunicazione visiva dell'incontro. Un trattamento di forma e sostanza, non dissimile da quello che Erdogan riserva alle donne turche, e più in generale ai diritti civili di chiunque si opponga all'assolutismo di Erdogan, diventato ormai un tiranno non più amato dal suo popolo.
    Sul piano dei rapporti tra Europa e Turchia la missione serviva a ravvivare le relazioni dopo mesi di tensioni, innescate innanzitutto dalle navi turche che cercano petrolio e gas nelle acque riconosciute a livello internazionale come appartenenti a Grecia e Cipro. Ci sarebbero stati tante cose da discutere, come il tema dei migranti e dei diritti umani. La sedia mancata alla von der Leyen pare essere stata una inequivocabile risposta di Erdogan.
    2 min
  • Chi soffia sul fuoco della protesta? | 08/04/2021 | Il corsivo
    Chi soffia sul fuoco delle proteste contro i lockdown?
    Abbiamo visto persone messe in ginocchio dalle chiusure dovute alla pandemia da Covid 19 incatenarsi davanti a Montecitorio e poi tentare di sfondare le transenne, scontrandosi con la polizia. Baristi, ristoratori, titolari di negozi di abbigliamento e scarpe, di salumerie, agenti di viaggio, fioristi, panificatori e venditori ambulanti. Abbiamo visto al loro fianco partitini come Italexit del fuoriuscito dal M5s e ancor prima dalla lega, Gianluigi Paragone, insieme con Vittorio Sgarbi e gruppi della destra radicale romana, già protagonisti di numerosi tafferugli analoghi nella Capitale.
    Abbiamo anche visto persone ammassate e senza mascherina intente a ingaggiare colluttazioni con agenti delle forze dell'ordine.
    E le stesse scene le abbiamo viste nel centro di Milano e sulla Roma-Napoli. ma abbiamo visto anche la pacifica protesta degli ambulanti di generi non alimentari di Torino, di Pistoia, di Caserta.
    L'indicazione, condivisa dalla ministra Lamorgese e dalla polizia, e' quella di consentire il dissenso che è legittimo, ma perseguendo chi ricorre alla violenza. Nella sostanza bisogna isolare chi soffia sopra il fuoco della protesta, cioè separare chi scende in piazza per motivi reali e chi specula sulla situazione complicata sul piano economico e sociale.
    2 min
  • La mancanza di politiche per il lavoro | 07/04/2021 | Il corsivo
    Gli ultimi dati sull'occupazione diffusi ieri dall'Istat scattano una fotografia sfuocata e devastata della situazione lavorativa in Italia. L'occupazione a febbraio 2021 non cresce rispetto al mese precedente e nel raffronto tra 2020 e 2021 crolla vertiginosamente con un calo di 950 mila occupati.
    Il dato coincide esattamente con l'inizio della pandemia da Covid 19 nel nostro Paese, con lunghi mesi di lockdown totale lo scorso anno e parziale quest'anno. Crescono i disoccupati e gli inattivi, anche quelle persone che non cercano nemmeno più un impiego. Secondo gli ultimi dati diffusi da Euro -zone economic outlook è difficile fare previsioni, perché il quadro macroeconomico resta ancora caratterizzato da una elevata incertezza che accompagna l'evoluzione della pandemia, la velocità della campagna di vaccinazione, i tempi di realizzazione del programma Next Generation Eu. Il recupero dei ritmi produttivi è previsto solo a partire dal secondo trimestre 2021.Che fare allora? Magari approfittare dei 191,5 miliardi previsti dal Recovery italiano per avviare finalmente ciò che manca davvero: un piano sul lavoro, un pensiero politico di lungo respiro, un nuovo modello di sviluppo economico e sostenibile che possa ridare fiducia alle imprese, ai lavoratori al sistema Paese.
    2 min

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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