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  • Musk interviene nel nostro dibattito politico. "Dovete andarvene" dice ai magistrati | 13/11/2024 | Il Corsivo
    Musk interviene nel nostro dibattito politico. "Dovete andarvene" dice ai magistrati.
    Musk è una delle persone più ricche del mondo, e da pochi mesi è pure uno dei principali finanziatori e consulenti del neo presidente americano Donald Trump. Le nomine del Governo, le direzioni di politica interna ed estera, gran parte delle scelte di Trump sono suggerite e orientate da Musk. Ora si rivolge direttamente ai nostri magistrati: "dovete andarvene". Musk si riferisce alle decisioni dei tribunali di Catania, Bologna, Roma, di rinviare alla Corte di Giustizia europea il giudizio finale sull'accordo tra Italia e Albania sui migranti.
    Le reazioni alle dichiarazioni di Musk.
    'Musk ha ragione, io ho fermato gli sbarchi e ora rischio sei anni di carcere. Visto dall'estero tutto questo sembra ancora più incredibile', ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini. Le opposizioni chiedono alla premier Meloni di condannare il giudizio sui magistrati italiani e di difendere la Costituzione. Risponde il segretario generale dell'Associazione nazionale magistrati Salvatore Casciaro: "L'auspicio è che ci sia maggior rispetto istituzionale per la magistratura e per la giurisdizione. Si deve recuperare maggior equilibrio anche nella comunicazione".
    Un atto di ingerenza politica mai avvenuto.
    L'intervento a gamba tesa di Musk condiziona il dibattito dei partiti italiani, la normale contrapposizione tra maggioranza e opposizione, perfino il delicato equilibrio tra poteri legislativo e giudiziario nel nostro Paese e in Europa. Resta un atto di ingerenza grave che non trova riscontro nella storia dei rapporti tra Stati Uniti e Italia dal dopoguerra ad oggi.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    2 min
  • Addio a Licia, moglie di Pino Pinelli, l'anarchico morto innocente nei giorni di piazza Fontana | 12/11/2024 | Il Corsivo
    Addio a Licia, moglie di Pino Pinelli, l'anarchico morto innocente nei giorni di piazza Fontana.
    Licia Pinelli, moglie di Pino Pinelli, è partita per il suo ultimo viaggio. La schiena dritta, la dignità, la forza di chi aveva certamente ragione. È stata una vita in salita quella di Licia. Lei contro gli apparati dello Stato, lei contro le menzogne, lei, e poi Claudia e Silvia , poi migliaia di persone, un'intera città, Milano, un Paese pronto a chiedere verità e giustizia sulla morte dell'anarchico Pinelli, volato giù innocente dalla finestra del quarto piano della Questura di Milano, la notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969, mentre erano in corso le inchieste sulla strage della Banca Nazionale dell'Agricoltura di piazza Fontana, le cui responsabilità sono da attribuire a Ordine Nuovo, alla destra eversiva.
    Licia chiedeva una verità sulla morte di suo marito Pino.
    Licia non voleva che emergesse una verità qualsiasi. L'unica verità è quella di un uomo che venne chiamato dal commissario Luigi Calabresi per un interrogatorio di routine. Pinelli non era formalmente indagato per l'attentato. In quelle ore era stato arrestato l'anarchico Pietro Valpreda. Si seppe in tempi più recenti che, nei locali della Questura, giunsero da Roma tredici funzionari zelanti dell'Ufficio Affari Riservati del Viminale, guidati da Federico Umberto D'Amato e Silvano Russomanno che diressero nei fatti i gravissimi depistaggi degli apparati sull'eccidio. Sta di fatto che Pino Pinelli entrò vivo nella Questura di Milano il 15 dicembre, e ne uscì morto il 16 dicembre 1969, fatto volare dal quarto piano dell'edificio, innocente, estraneo alla bomba di piazza Fontana e a tutte le altre bombe collocate a Milano e Roma.
    Buon viaggio cara Licia. Le tue figlie Claudia e Silvia proseguiranno a mantenere viva la memoria.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • Trump sceglie la sua squadra. In politica estera contatti con Mosca e Israele | 11/11/2024 | Il Corsivo
    Trump sceglie la sua squadra. In politica estera contatti con Mosca e Israele.
    La prima settimana di Donald Trump è corsa via come se lui fosse già insediato alla Casa Bianca. Joe Biden gli ha chiesto una transizione pacifica da qui al 20 gennaio e Trump si è messo subito al lavoro sulla squadra di Governo. Il nuovo gabinetto sarà dunque formato da lealisti, in parte scelti fuori del Congresso. La selezione dei ministri è nelle mani del figlio maggiore del tycoon Don Jr. ed Elon Musk: resteranno a Mar-a-Lago fino a mercoledì, quando Trump andrà a Washington per essere ricevuto alla Casa Bianca da Biden. Tra i nomi che circolano ci sono il senatore del Missouri Eric Schmitt come Procuratore Generale, il senatore della Florida Marco Rubio, già a capo della commissione intelligence e relazioni estere, che dovrebbe essere nominato segretario di Stato, e l’ex direttore dell’intelligence Rick Grenell, che potrebbe diventare il nuovo consigliere per la Sicurezza nazionale.
    Susan Summerall Wiles, co-presidente della campagna, sarà capo di gabinetto, prima donna a rivestire il ruolo.
    Cremlino e Israele soddisfatti per le prime mosse di Trump.
    Trump non è solo impegnato a formare una squadra, ma si sta già muovendo sullo scacchiere internazionale. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov sottolinea che “la volontà del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di arrivare ad un accordo che porti alla pace in Ucraina indica che i segnali sono positivi". Sull'altro fronte, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu annuncia di aver parlato almeno tre volte con Donald Trump. " Sono state conversazioni belle e molto importanti. Colloqui volti a rafforzare ulteriormente la forte alleanza tra Israele e Stati Uniti", ha spiegato Netanyahu. E' ancora troppo presto per definire i primi passi di Trump per tentare di fermare i conflitti tra Russia e Ucraina e in Medio Oriente. Nella realtà dura dello scontro militare ed economico in atto si capirà se le promesse elettorali del tycoon si tramuteranno in spiragli di pace oppure resteranno mera demagogia per ingannare gli elettori.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • Omicidio Vassallo, arrestato il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo | 08/11/2024 | Il Corsivo
    Omicidio Vassallo, arrestato il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo.
    Angelo Vassallo era il sindaco di Pollica-Acciaroli, un piccolo comune del Cilento, in provincia di Salerno. Amava il mare Angelo e faceva il pescatore. Lui era uno di quelli che non si faceva intimidire dai boss, che non utilizzava il voto di scambio con la criminalità organizzata, perché le schede che lo avevano eletto erano linde. Il 5 settembre 2010 i killer lo avevano seguito e ucciso, dopo averlo minacciato per diversi giorni.
    Gli arresti per l'omicidio Vassallo
    L'inchiesta della Procura di Salerno, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dall’aggiunto Luigi Alberto Cannavale, sull'omicidio del «sindaco pescatore» è arrivata a una svolta.. Sono stati arrestati il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, in passato in servizio a Salerno; l'ex carabiniere Lazzaro Cioffi, condannato per traffico di droga; Romolo Ridosso, ritenuto legato a un clan omonimo che opera a Scafati; e Giuseppe Cipriano, titolare di una sala cinematografica sempre a Scafati.
    Il movente dell'assassinio.
    Il sindaco pescatore fu ucciso perché aveva scoperto che nel comune cilentano, soprattutto d'estate, si era sviluppato un consistente spaccio di droga - in particolare cocaina - che aveva la sua base proprio nella zona della movida. La roba veniva rifornita da Romolo Ridosso e anche alcune persone del posto facevano parte della rete di pusher. La pressione di Vassallo sulle forze di polizia e sulle istituzioni, per debellare questo giro di droga, era diventata elevata. Così il 5 settembre, una domenica sera, Vassallo fu ucciso con nove colpi di pistola mentre stava rientrando a casa. Ad Angelo sono state dedicate strade, parchi, piazze, targhe, scuole, sono stati dipinti murales. La sua è una memoria viva passata di generazione in generazione. A 14 anni la giustizia sembra aver fatto il suo corso.
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    3 min
  • Germania nel caos. il ministro Lindner propone elezioni anticipate a inizio 2025. Scholz lo licenzia | 07/11/2024 | Il Corsivo
    Germania nel caos. il ministro Lindner propone elezioni anticipate a inizio 2025. Scholz lo licenzia.
    In Germania va in crisi la coalizione semaforo che appoggia il cancelliere Olaf Scholz. Alla riunione del comitato di coalizione presso la Cancelleria a Berlino, l'autorevole ministro delle Finanze Christian Lindner non ha proposto una soluzione alle enormi difficoltà di bilancio: l’unico suggerimento è stato quello di indire nuove elezioni ad inizio 2025. Scholz ha rifiutato la proposta del voto anticipato e ha licenziato Christian Lindner. Poco prima il presidente della Cdu e leader dell’opposizione, Friedrich Merz aveva definito “molto probabile” la fine dell’attuale coalizione del governo tedesco formata da Spd, Verdi e Spd. al contempo era intervenuto anche Lars Feld: per il consigliere capo di Lindner la coalizione di governo con Spd e Verdi crollerebbe se non fossero state accettate le linee guida per le misure di politica economica e finanziaria.
    Le misure proposte da Linder.
    La fine dell’alleanza è stata determinata da un documento con le nuove proposte di Lindner. ‘Svolta economica e giustizia generazionale’, il titolo di un elenco di misure in 17 pagine maturato nel clima teso della guerra consumata a suon di vertici e iniziative contrapposte che hanno messo sotto gli occhi di tutti lo sgretolamento della squadra del cancelliere nei giorni scorsi. Lindner ha proposto, fra l’altro, il taglio di due punti delle tasse sulle società, una sostanziale retromarcia sulle politiche climatiche che stanno a cuore agli ecologisti, tagli sui benefit legati al reddito di cittadinanza e l’eliminazione del sussidio per i Laender dell’Est. La crisi politica esplode fra le guerre che dividono l’elettorato, la crisi economica e l’incubo di un’America ostile guidata da Donald Trump, che è appena tornato ad attaccare la Germania e i Paesi europei accusandoli di “derubare” gli Stati Uniti.
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    3 min
  • Trump in vantaggio su Harris tra i grandi elettori | 06/11/2024 | Il Corsivo
    Trump vince le elezioni americane. È in vantaggio su Harris tra i grandi elettori e nel voto popolare
    Donald Trump si è aggiudicato le elezioni americane. E' in vantaggio su Kamala Harris tra i grandi elettori e nel voto popolare. Questo stanno raccontando le elezioni americane. La battaglia tra i due candidati negli stati in bilico c'è stata, ma la cartina degli Stati Uniti è principalmente tinta del rosso dei repubblicani di Trump. "Abbiamo fatto la storia", sul palco di West Palm Beach con la sua famiglia e il vice J.D. Vance, Donald Trump ha dichiarato la vittoria e ha promesso di portare una nuova "età dell'oro" negli Stati Uniti. "Mettiamo le divisioni del passato alle spalle, stiamo uniti", dice Donald Trump nel suo discorso. Trump promette che fermerà le guerre e ricorda che durante il suo primo mandato non ci sono state guerre, ma piuttosto "una sconfitta dell'Isis in tempi record".
    L'America vira verso destra
    Il popolo americano vira verso destra, ma il Paese resta spaccato. Stando ai dati diffusi da CNN tra gli elettori di Trump l'economia rimane il tema più importante, seguito da immigrazione, democrazia, aborto e politica estera, Diverso è il parere generale, secondo cui a democrazia è il tema che sta più a cuore al 35% degli statunitensi che si sono recati alle urne. Seguono nell'ordine l'economia, che è la questione principale per il 31% degli elettori, poi l'aborto, l'immigrazione e la politica estera. Trump sta vincendo quindi sul malessere del ceto medio sempre più impoverito sul piano economico e sulla percezione di una incapacità dei democratici a risolvere il nodo dei flussi migratori. Dunque per la Harris è stata una strada in salita, perché sempre secondo CNN la maggioranza degli elettori si sono detti insoddisfatti della direzione del Paese, nello specifico ha disapprovato l'operato del presidente Joe Biden. Se stiamo a questi dati, gli americani hanno scelto Trump perché lo hanno ritenuto più credibile rispetto alla Harris, la cui candidatura è arrivata in extremis dopo il sostanziale fallimento di Biden. E il fallimento del presidente è stato visto anche in buona misura dalla sua vicepresidente Harris.
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    3 min
  • L'America divisa tra democrazia e barbarie | 05/11/2024 | Il Corsivo
    L'America divisa tra democrazia e barbarie.
    L'America sceglie il suo futuro tra la difesa dei valori della democrazia e dei diritti dei suoi cittadini e le barbarie del suprematismo. Kamala Harris non è uguale a Donald Trump come qualche rosso-bruno nostrano vorrebbe farci credere. La candidata democratica in politica estera proseguirà il cammino indicato da Joe Biden, finanziando Israele e l'Ucraina, ma terrà la barra dritta su molte conquiste progressiste: i diritti dei più deboli, delle donne che abortiscono, dei neri che vivono ai margini della società, delle minoranze di genere, del sostegno alle politiche sanitarie estese a larghe parti della popolazione più povere, le condizioni dei lavoratori. Donald Trump invece stasera annuncerà la sua vittoria a prescindere, e su quella dichiarazione monterà una campagna mediatica e un azione legale. Parlerà di brogli fregandosene del risultato. Lo spettro del tentato golpe del 6 gennaio 2021 con l'assalto di gruppi neonazisti al Capitol Hill non può essere dimenticato dal popolo americano. L'America di Trump è un paese rancoroso e isolato sul piano internazionale. L'America di Harris è un luogo più accogliente che si rivolge al mondo con altri occhi, quelli di una donna. La differenza sta tutta qui: democrazia o barbarie.
    Allarme per il rischio rivolte in tre Stati.
    È allarme sicurezza in tre Stati (Washington, Nevada e Oregon), che hanno allertato la Guardia nazionale per prevenire e, nel caso, reprimere eventuali rivolte. Intorno alla Casa Bianca e a Capitol Hill sono state innalzate barriere di difesa e i gruppi di estrema destra si stanno mobilitando per presidiare i seggi. I messaggi hanno mobilitato gruppi per "l'integrità elettorale" in decine di stati, compresi i battleground, Pennsylvania, Georgia, Wisconsin, North Carolina e Michigan. In New Hampshire, un canale dà istruzioni per contestare il voto anticipato. Stessa cosa in Georgia, mentre in New Mexico si esorta a monitorare, anche con telecamere, i seggi, presentare denunce ed essere pronti, come dicono i militanti trumpiani, "a combattere come all'inferno". Intanto, la metà degli americani è già andata alle urne e nei sondaggi è testa a testa tra Trump ed Harris. Il resto riguarderà uno strettissimo numero di elettori che decideranno verso quale direzione girerà il Paese.
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  • Partita aperta tra Harris e Trump. La strategia di Trump: dichiararsi vincitore comunque | 04/11/2024 | Il Corsivo
    Partita aperta tra Harris e Trump. La strategia di Trump: dichiararsi vincitore comunque.
    A Donald Trump, il segreto dell'eterna salvezza in politica glielo aveva rivelato il suo vecchio avvocato Roy Cohn, quando era ancora un giovane manager immobiliare rampante con il sogno di prendersi New York, e poi l'America: non ammettere mai una sconfitta, dichiarati sempre vincitore. Il gioco sporco non gli riuscì alle elezioni del 2000, poi trasformato in un incubo con l'assalto dei suprematisti bianchi, razzisti e nazisti, del 6 gennaio 2021 con l'assalto al Capitol Hill, di cui Trump resta responsabile sul piano dell'ideazione e della gestione successiva anche in sede processuale. Anche alle presidenziali di domani, Trump ripropone lo stesso schema: dichiararsi vincitore per poi avviare l'ennesima battaglia legale. Nella sostanza, il miliardario punta a intestarsi il primo posto la sera del 5 novembre e poi denunciare brogli. E gli effetti già ci sono. Nello Stato di Washington è mobilitata la Guardia nazionale per il rischio di violenze e scontri. Non siamo all’insurrezione e le forze dell’ordine ritengono improbabile la replica dell’assalto al Congresso avvenuto il 6 gennaio del 2020, però la tensione è alta e quindi Inslee non vuole correre rischi.
    I sondaggi sono per Harris in Iowa e per Trump in Pennsylvania.
    Un sondaggio in Iowa indica un vantaggio di tre punti della candidata democratica Kamala Harris sul repubblicano Donald Trump: una sorpresa in uno Stato che era dato come repubblicano. Intanto Trump raggiunge Harris in Pennsylvania, uno degli Stati in bilico. A poche ore dall'Election Day, circa 75 milioni di americani hanno già votato, in anticipo nei seggi o per posta. Nelle elezioni di quattro anni fa, che si svolsero nel pieno della pandemia di Covid, il 70% dei voti furono espressi prima dell'Election Day. Molti Stati hanno già raggiunto il 50% dei voti espressi quattro anni fa, in Georgia si è raggiunto l'80%. Ma la partita è aperta e la sorte degli Stati Uniti la decideranno gli elettori degli stati in bilico e la capacità dei candidati di aggregare quella fetta della popolazione che non si sente rappresentata dalla politica: quelli come i pacifisti che ritengono la Harris troppo blanda in politica estera in sintonia con l'azione di Biden, quelli come gli estremisti di destra che spingono Trump verso avventure antidemocratiche e golpiste.
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  • 60 milioni di americani hanno già votato alle presidenziali. Ultimi giorni di campagna elettorale | 1/11/2024 | Il Corsivo
    60 milioni di americani hanno già votato alle presidenziali.
    Almeno 60 milioni di elettori hanno già votato a cinque giorni dalle presidenziali americane. Si tratta di circa il 38% dei circa 158 milioni di voti espressi nel 2020. 10 Stati hanno già superato il 50% dei voti totali di quattro anni fa: a guidare la corsa è la Georgia, dove i voti effettuati sono già oltre due terzi del 2020. Come nasce questa corsa al voto? Certamente dalla polarizzazione dei due schieramenti, dalla radicalità soprattutto del repubblicano Donald Trump: la sua campagna elettorale si è inasprita a dismisura e l'ex presidente chiama a raccolta i militanti, di conseguenza il suo elettorato.
    Ultimi giorni di campagna elettorale.
    Dopo il sostegno di Taylor Swift, Bruce Springsteen e Eminem, la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris è in cerca di endorsement e ha ricevuto l'appoggio di alcuni big del rap e dell'hip hop. A Milwaukeen, Wisconsin, sul palco salgono la rapper Cardi B., che farà un discorso ai sostenitori, GloRilla, Flo Milli, MC Lyte, The Isley Brothers e Dj Gemini Gilly. La Harris guarda all'elettorato giovanile, ai neri, alle donne. Donald Trump incassa il sostegno di Victor Orban ed è a caccia dei voti del latinos, tra Nevada e Arizona, due dei setti stati in bilico. L'ex presidente si reca in New Mexico, nonostante sia uno stato considerato saldamente dem: ma è l'occasione per parlare di immigrazione in uno stato al confine col Messico. A pochi giorni dal 5 novembre la battaglia è ancora aperta e incerta, rendendo difficile elaborare flussi possibili e previsioni.
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  • In Spagna già esplodono le polemiche politiche dopo l’alluvione | 31/10/2024 | Il Corsivo
    In Spagna già esplodono le polemiche politiche dopo l’alluvione.
    C'è una responsabilità politica per la pessima gestione dell'alluvione in Spagna? Forse sì. Comunque lo stabiliranno le inchieste, ma mentre si fa la conta dei morti, dei dispersi degli sfollati, la sinistra catalana critica la sinistra di Madrid. Dice Gabriel Rufián, portavoce al Congresso di Esquerra (la sinistra repubblicana di Catalogna). "Ci sono governi che privatizzano, che smantellano i servizi di emergenza e poi ci sono grandi imprese che obbligano i dipendenti a lavorare nel mezzo di una allerta rossa per pioggia. Quello che è successo era sicuramente inevitabile, ma c’è gente che è morta perché andava a lavorare, perché mancano le unità di soccorso degne di questo nome e ben equipaggiate”.
    Le responsabilità.
    Le responsabilità vanno ricercate nella Comunidad Valenciana, la comunità autonoma amministrata da Carlos Mazón, del Partido Popular (centrodestra), sospettata di aver emesso l'allerta rossa per piogge in ritardo di diverse ore, almeno otto, rispetto alla comunicazione lanciata di Aemet, agenzia statale di meteorologia. Infatti l'allerta c'era già da qualche giorno, ma la Regione non ha messo in atto le dovute misure eccezionali né misure preventive. Il messaggio che la protezione civile della Regione di Valencia invia sui telefoni è arrivata tardissimo quando era già tutto allagato e le persone erano già bloccate. Sull’amministrazione di Mazón ricadrebbe anche la responsabilità di aver soppresso la Unidad Valenciana de Emergencias, l’organismo voluto dal predecessore Ximo Puig per coordinare gli aiuti in caso di disastri naturali. Ma la cosa peggiore l'hanno fatta i dirigenti di alcune imprese della zona che hanno mantenuto l'attività lavorativa nelle zone colpite nonostante il rischio fosse già pubblico. In Spagna manca una cultura della Protezione civile che in Italia funziona in un modo o nell'altro almeno dal 1976, dai tempi del terremoto in Friuli con Zamberletti. Ma la manutenzione del territorio in Spagna come in Italia costa soldi, implica una formazione adeguata, soprattutto tempo. La Spagna comprenderà la lezione da questo evento tragico?
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