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  • Tassa sugli extra profitti delle banche. Abi si dice sorpresa e Moody's boccia il provvedimento | 11/08/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La tassa sugli extra profitti voluta dalla premier Giorgia Meloni, annunciata dal ministro Matteo Salvini, poi corretta al ribasso dal ministro Giorgetti, divide la politica, sconcerta l'Abi e incassa il parere negativo di Moody's. Gli istituti di credito hanno condiviso la "sorpresa" per la mossa dell’esecutivo e hanno concordato un atteggiamento di "cautela, fermezza, serietà e senso di responsabilità". La decisione dell'Abi è quindi quella di mantenere un basso profilo per non "precipitare le cose", in attesa di valutare le prossime mosse del governo dopo la pausa estiva. Secondo i calcoli proforma dell’agenzia Moody’s per un gruppo selezionato di banche che rappresentano oltre il 60% del margine di interesse del sistema bancario italiano a fine 2022, ovvero UniCredit, Intesa Sanpaolo, Bper Banca, Banco Bpm e Banca Monte dei Paschi di Siena "la nuova imposta ridurrà sensibilmente il loro reddito netto". L’effetto su ciascuna banca dipenderà da fattori come la diversificazione geografica delle loro entrate. Per Moody's, la nuova tassa bancaria andrebbe ad aggiungersi a una serie di altri vincoli alla redditività delle banche italiane, come la modesta attività di prestito, l’aumento delle spese operative a causa dell’elevata inflazione e un graduale aumento dei costi di finanziamento. Intanto nella relazione tecnica al provvedimento si legge che "dal punto di vista strettamente finanziario, la disposizione determina effetti positivi in termini di entrate prudenzialmente non stimati". L'ottimismo del Mef non è però condiviso sul piano internazionale, perché, come scrive il Financial Times, ’la Robin Hood tax danneggia la reputazione dell’Italia’.
    3 min
  • Il mercato rivede i conti con la tassa extra profitti. Le Borse risalgono | 10/08/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il mercato rivede i conti con la tassa extra profitti annunciata dal Governo e rivendicata da Giorgia Meloni. Secondo il Mef del ministro Giorgetti, l'ammontare massimo dell'imposta addizionale sugli extraprofitti delle banche non potrà superare lo 0,1% del totale attivo. La misura limita notevolmente gli impatti sugli istituti di credito e i titoli bancari recuperano in parte le perdite degli ultimi giorni: vanno in positivo Finecobank, Unicredit, Intesa San Paolo, Banca Mediolanum, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco Bpm, Bper Banca, Banca Generali, Mediobanca. Secondo molti analisti, il ricavato del Governo scenderebbe in modo significativo, e passerebbe dai 4,5-5 mld stimati a circa 2- 2,5 mld, pari all'1,5% della capitalizzazione di mercato complessiva. Per Intermonte, gli effetti della tassazione saranno pari in media all'8% dell'eps 2023, pari all'1,4% della capitalizzazione di mercato. Per Equita, la precisazione del Mef cambia in maniera sostanziale la stima degli impatti sul settore. Nelle ore di poco successive all'annuncio dell'esecutivo, il mercato aveva penalizzato il settore anche a causa dei numerosi e non chiariti elementi di incertezza legati al provvedimento e alla mossa totalmente inattesa e non condivisa con il sistema bancario. La notizia del tetto dello 0,1% del totale attivo e il chiarimenti del Mef sono considerati positivi per il settore anche perché definiscono i contorni di una tassazione one-off che, nella sua formulazione attuale, è prevista avere impatti molto più limitati.
    3 min
  • Meloni apre il confronto con le opposizioni sul salario minimo. "Dialogo, non sceneggiate", dice Schlein | 09/08/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La premier Giorgia Meloni avvia una nuova stagione politica, e su alcuni temi come il salario minimo apre un confronto con l'opposizione. Una telefonata tra Giorgia Meloni e Elly Schlein ha sbloccato l'impasse e tutte le forze di minoranza sono state convocate per venerdì a Palazzo Chigi per discutere della paga base da 9 euro l’ora, come da proposta di legge che porta le firme di Conte, Calenda, Magi, Fratoianni e Bonelli, non di Renzi. Si apre un dialogo che era infatti precluso dal rinvio della discussione sul salario minimo a settembre. Per la segretaria del Pd Schlein ora ci vuole un dialogo serio e costruttivo, non una sceneggiata, e per giungere a questo obiettivo intende costringere la maggioranza a compiere una marcia indietro sul salario minimo, considerato fino a pochi giorni fa come inutile, dannoso, misura “da Unione sovietica” come definito da Antonio Tajani di Forza Italia. Il leader del M5s Conte insiste perché il fronte comune regga nel futuro e non intende accettare misure parziali. Al vertice con il Governo l'opposizione andrà unita, almeno sulla carta. Ma non c'è solo il salario minimo da discutere. I democratici chiederanno a Meloni anche conto delle affermazioni di Marcello De Angelis sulla strage alla stazione di Bologna, dei ristori per l’Emilia Romagna alluvionata, e di molto altro ancora. Si tenta un dialogo, anche in vista dell'avvio del pacchetto sulle riforme costituzionali in inverno, vero banco di prova dei rapporti tra maggioranza e opposizione.
    3 min
  • Fuga del turismo in Italia: prezzi troppo alti. Il nuovo trend si chiama Albania | 08/08/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il Governo e gli imprenditori puntano sulla ripresa del turismo, ma l'estate 2023 si preannuncia avara in termini di fatturati. Si registrano infatti diffusi cali, anche tra il 20% e il 30%, della domanda degli italiani verso le destinazioni nazionali. Si preferiscono mete consolidate come Spagna, Tunisia ed Egitto (Sharm El Sheikh), oppure nuovi approdi come Albania e Montenegro. Mentre per i lunghi viaggi è tornato in auge il Far East come il Giappone, sull’onda dello yen low cost e dei super sconti delle compagnie aeree del Golfo. L’andamento a due velocità rischia di avere un impatto sull’andamento del Pil. Secondo Federturismo, nonostante la crescita degli arrivi dall’estero (+4%), non sarà un’estate da tutto esaurito. Il caldo ha spinto la montagna (+2%), ma l’emergenza ambiente ha avuto un impatto consistente. L’aumento dell’inflazione ha eroso il potere d’acquisto dei turisti e ha costretto le aziende a rivedere i loro prezzi al rialzo. Le città d’arte italiane rimangono popolari, le destinazioni meno tradizionali stanno registrando un calo significativo delle visite, fino al 20-30%. Per Confcommercio occorre riflettere sulla frenata che si sta manifestando nella domanda, dopo che il consuntivo dei primi cinque mesi 2023 ha fatto segnare un aumento complessivo del 15% delle presenze turistiche. Secondo stime delle associazioni dei consumatori, più di un italiano su 10 rinuncerà a viaggi e vacanze causa caro-prezzi. L’Italia comunque resta in cima alle intenzioni di viaggio internazionali. Il ritorno degli americani dopo l’emergenza Covid ha tonificato aree ad alta vocazione enoturistica come il Piemonte che rileva incrementi anche del 50%, ma lo stesso settore non decolla in Toscana. Serve un riordino del turismo in Italia. I finanziamenti sono ancora limitati (solo 34 milioni per il rilancio degli alberghi dei piccoli centri), ci sono forti ritardi per ritardi per le Olimpiadi di Milano e Cortina 2026, per il Giubileo di Roma. Il mancato rilancio del turismo pesa sulla competitività dell’offerta italiana.
    3 min
  • Il caso del portavoce della Regione Lazio De Angelis divide la politica | 07/08/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il caso del portavoce della Regione Lazio Marcello De Angelis e delle sue dichiarazioni sui social sulla strage di Bologna divide la politica. Per De Angelis, già militante della destra radicale romana, i tre condannati in via definitiva, i neofascisti Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini, sarebbero del tutto estranei all'organizzazione ed esecuzione dell'eccidio alla stazione. L'opposizione chiede a gran voce le sue dimissioni, ma De Angelis fa spallucce, non si dice disposto a nessuna rettifica e conferma il suo giudizio. Per il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il suo portavoce ha espresso un parere personale e che valuterà se licenziarlo oppure lascialo al suo posto. De Angelis rincara la dose. “Se dovrò pagare per questo e andare sul rogo come Giordano Bruno per aver violato il dogma, ne sono orgoglioso. So per certo che con la strage di Bologna non c’entrano nulla. Non è un’opinione: io lo so con assoluta certezza. E in realtà lo sanno tutti: giornalisti, magistrati e “cariche istituzionali. E se io dico la verità, loro, ahimè, mentono”, dice De Angelis. Il portavoce della Regione Lazio nega dunque l'esistenza di 6 milioni di carte, stipate in faldoni, composte da migliaia di testimonianze, perizie, che dimostrano con assoluta certezza che quello contro Fioravanti, Mambro e Ciavardini non è un teorema, bensì il risultato di un lungo iter giudiziario che ha coinvolto decine di giudici diversi. Non solo. Le inchieste e i processi sono proseguiti con le condanne dei neofascisti Gilberto Cavallini e Paolo Bellini, del Venerabile della loggia P2 Licio Gelli, del capo dell'Ufficio Affari riservati del ministero dell'Interno Federico Umberto D'Amato, del giornalista Mario Tedeschi, del faccendiere Francesco Pazienza, dei vertici del Sismi Giuseppe Belmonte e Pietro Musumeci del Sismi. Quello di Marcello De Angelis è un tentativo goffo di negare la Storia della strage alla stazione di Bologna la cui matrice, come hanno detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e perfino il Presidente del senato Ignazio La Russa, è fascista.
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  • Navalny condannato a 19 anni. Per Putin l'opposizione va in galera o al confino | 05/08/2023 | Il Corsivo
    Fa impressione l'accanimento del sistema repressivo russo contro il capo dell'opposizione Alexey Navalny, condannato a 19 anni in una colonia a regime speciale dove sta già scontando altri 11 anni di carcere per presunta frode fiscale. Navalny questa volta è accusato di aver creato una comunità estremista e di avervi partecipato, nonché di aver finanziato attività estremiste, organizzato una comunità estremista, bandi pubblici per attività estremiste e coinvolgimento di minori in attività pericolose per loro.
    Estremismo, ma rispetto a cosa e a chi? La discrezionalità del giudizio degli apparati giudiziari in Russia dimostra quale sia il grado di libertà di espressione politica, misurato intorno allo zero. Navalny è il maggior oppositore di Putin. Ha organizzato un corposo movimento di protesta politica e anticorruzione nelle piazze e sui social, che si è reso visibile anche sul piano culturale e sociale, ma per il regime quella rivolta pacifica, non violenta, finisce in galera oppure all'esilio. Non esiste altra soluzione. Ora l'Unione Europea chiede il rilascio immediato e incondizionato di Navalny. "Questo verdetto è politicamente motivato e dimostra la continua strumentalizzazione del sistema legale russo", dice l’Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza dell’Ue, Josep Borrell. Navalny resta imprigionato, con il rischio di essere dimenticato, anche per l'inerzia di azioni diplomatiche concrete da parte della comunità internazionale, per l'assenza di politica. Le possibilità che Navalny venga sepolto nel carcere speciale e la sua voce affievolita dal silenzio generale, sono molto alte.
    3 min
  • Il caso dei dossier riservati delle banche dati antimafia | 04/08/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Dove può portare il caso denunciato dal ministro della Difesa Guido Crosetto dei dossier riservati delle banche dati antimafia su cui indaga la procura della Repubblica di Perugia? Se ci fosse una forte volontà politica la vicenda potrebbe arrivare lontano. Il sistema funzionava più o meno così. Un finanziere in servizio all'Ufficio Sos” (Segnalazioni di operazioni finanziarie sospette) della Direzione nazionale antimafia intende approfondire la posizione di un personaggio per verificare eventuali transazioni anomale sui suoi conti correnti. Così interroga le banche dati della Dna e quelle collegate dell’Agenzia delle entrate, con dati sensibili che includono anche la dichiarazione dei redditi. il finanziere effettua le sue ricerche non dal computer della Dna, ma da un terminale della Finanza, dove sono accessibili tutte le 135mila Sos e non solo quelle di potenziale interesse per i magistrati antimafia. E qui nascono i dubbi? Con quali criteri viene eseguita questa ricerca? Chi sceglie i personaggi da controllare? Il procuratore capo Raffaele Cantone indaga la presunta attività di dossieraggio condotta dal 2019 da Pasquale Striano, luogotenente della Guardia di Finanza in forza al nucleo di Polizia valutaria di Roma, ma distaccato alla Dna. Il finanziere non lavorava solo sui dati personali di Guido Crosetto, ma anche di altri nomi come Matteo Renzi, Francesco Totti, Rocco Casalino e Antonio Capuano, il facilitatore di Matteo Salvini che intratteneva rapporti con l’ambasciata russa. Chi avrebbe poi utilizzato questi dossier? A quali fini?
    3 min
  • Fassino, lo stipendio d'oro e la busta paga mostrata alla Camera dei Deputati | 03/08/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Nel bel mezzo della discussione sulla sospensione del reddito di cittadinanza, con le manifestazioni di protesta degli esclusi in varie piazze italiane, della volata de prezzi e del caro vita, non è una bella immagine quella di Piero Fassino che, per la prima volta nell'aula della Camera dei Deputati, agita con orgoglio la sua busta paga. "4718 euro al mese netti sono una buona indennità ma non sono uno stipendio d’oro“, dice l'esponente del Partito Democratico, sventolando il cedolino, prima di esprimere il suo voto contrario all’ordine del giorno che impegna il collegio dei questori a mantenere per tutti i beneficiari, deputati ed ex deputati, la vigente normativa di calcolo su base contributiva per il calcolo delle indennità di fine mandato spettanti. Insomma, e deputati esigono un aumento di stipendio e lo vogliono subito: chiedono almeno mille euro in più tra indennità e diaria come ricevono i senatori. Ma le cose non sono così come descritte da Piero Fassino. Alla Camera, l'indennità è pari a 5 mila euro se non si hanno altri introiti lavorativi, alla quale si deve aggiungere la voce “diaria” pari a 3.500 euro non tassati, più mille euro al mese circa di spese di viaggio e cento euro di spese telefoniche. Al Senato invece a queste voci se ne aggiunge un’altra di circa 1.500 euro per rimborsi vari e l’indennità netta è superiore di circa 500 euro. La segretaria del Pd Elly Schlein prende le distanze da Fassino che rimane il solo a difendere una classe politica che si aumenta lo stipendio, dimostrando la distanza siderale che la separa dal suo elettorato.
    3 min
  • Strage di Bologna, 43 anni dopo. La matrice dell'attentato divide la classe politica | 02/08/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Passano 43 anni e la verità giudiziaria per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti, oltre 200 feriti), diventa sempre più chiara. Le aule dei Tribunali hanno accertato le responsabilità di membri di organizzazioni neofasciste come i Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari), nella ideazione dell'attentato, e il ruolo della loggia massonica P2, dell'Ufficio affari Riservati del Ministero dell'Interno, dei vertici del Sismi (il servizio segreto militare di allora). Condannati in via definitiva Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini, Licio Gelli, Francesco Pazienza, Giuseppe Belmonte, Pietro Musumeci, e in primo grado Gilberto Cavallini, Paolo Bellini. Dunque una strage fascista. La matrice dell'attentato però divide ancora la classe politica. Nel 43/o anniversario, e dopo le accuse del presidente dell'associazione dei parenti, Paolo Bolognesi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio sembra gettare acqua sul fuoco: "La strage alla stazione di Bologna è una ferita aperta per tutto il Paese e solo una verità senza zone d'ombra può portare ad un'autentica giustizia. In sede giudiziaria è stata accertata la matrice neofascista della strage ". A Nordio Bolognesi rimproverava un suo intervento, dei mesi scorsi, sul tema dei giudici popolari over 65, un cavillo che ha minacciato il processo di appello a Gilberto Cavallini. Ma alla Camera si discuterà la mozione di Andrea De Maria, del Pd, "dove si sottolinea il valore delle motivazioni della sentenza del processo di primo grado cosiddetto 'ai mandanti'". Viene confermata la proposta di Fratelli d'Italia di una commissione d'inchiesta bicamerale sugli anni di piombo, mentre al Senato il presidente Ignazio La Russa ricorderà in Aula l'anniversario. La divisione resta.
    3 min
  • L'economia italiana non cresce. Cala il Pil nel secondo trimestre. Mef: nulla cambia | 01/08/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    L'economia italiana non cresce e il miracolo auspicato dall'esecutivo guidato da Giorgia Meloni rimane un obiettivo ancora tutto da raggiungere, non qualcosa di ormai acquisito. Nel secondo trimestre del 2023 il Pil è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,6% in termini tendenziali. La stima dell'Istat è inferiore alle previsioni degli economisti. "Alla discontinuità dell’andamento congiunturale nel secondo trimestre fa fronte l’evoluzione positiva del Pil in termini tendenziali in misura dello 0,6%, che rappresenta la decima crescita trimestrale consecutiva", sostiene l'Istat. Per il Mef nulla cambia, secondo cui il dato negativo sul Pil italiano nel secondo trimestre non influisce sulla previsione annua formulata nel Def: questo obiettivo di crescita è ancora pienamente alla portata e si continuerà a perseguirlo con politiche economiche prudenti e responsabili. Alla luce dei dati del secondo trimestre, la crescita acquisita del Pil per il 2023 (ovvero la variazione che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno) è pari allo 0,8%. Le previsioni erano ben superiori ai numeri definiti dall'Istat, e vanno in controtendenza rispetto a ciò che viene rilevato da Eurostat: migliora infatti l’economia nell’area euro, aumenta dello 0,3% e rimane stabile nell’Ue, rispetto al trimestre precedente. Vuol dire che l'Italia è più vulnerabile rispetto agli altri Paesi europei al rialzo dei tassi di interesse, a causa della sua quota di mutui a tasso variabile e a seguito della fine degli incentivi fiscali che avevano alimentato l’edilizia. Con ogni probabilità, nella seconda metà del 2023 l'Italia subirà un calo della produzione più marcato rispetto agli altri grandi dell’eurozona.
    3 min

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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