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Il Corsivo episodes

  • Da Borghi a Fioroni, Marcucci, Chinnici. Ecco i transfughi dal Pd di Elly Schlein | 28/04/2023 || Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La sterzata a sinistra del Partito Democratico, guidato dalla nuova segretaria Elly Schlein, crea divisioni. L'ultimo a sbattere la porta di via del Nazareno è Enrico Borghi, passato a Italia Viva di Matteo Renzi. Borghi è stato molto vicino all'ex segretario Enrico Letta, già responsabile sicurezza della sua segreteria, una casella poi cancellata da Elly Schlein, membro del Copasir. Borghi aveva lamentato più volte pubblicamente le scelte della neo segretaria. Il capogruppo al Senato Francesco Boccia si dice amareggiato sul piano personale e deluso sul piano politico: ha chiesto a Borghi di lasciare il Copasir, "perché in un organismo come quello non si sta a titolo personale ma in rappresentanza di un partito". Ma il malessere è più ampio del solo Enrico Borghi. Giuseppe Fioroni è stato il primo a lasciare il partito, seguito da Andrea Marcucci. Caterina Chinnici passa a Forza Italia e tra gli europarlamentari dem c'è fermento: si rilevano i malesseri di Pina Picierno, vice di Stefano Bonaccini durante la campagna congressuale e poi esclusa dalla segreteria, dell'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, da sempre un iper garantista sui temi della giustizia. Verso l'uscita viene dato anche il senatore Carlo Cottarelli. Va in fibrillazione il mondo cattolico del Pd con le reazioni contrarie alla linea di Elly Schlein di Guido Bodrato e Pierluigi Castagnetti. E' inevitabile. Un cambio di linea politica può provocare fuoriuscite prevedibili e impreviste, ma lo scontro resta tutto interno al partito. A quei meccanismi il popolo delle primarie che ha votato Elly Schlein rimane estraneo.
    3 min
  • Xi chiama Zelensky: prove tecniche di un piano di pace | 27/04/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il Presidente cinese Xi Jinping chiama il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky e nei fatti avvia il primo vero tentativo di ipotizzare un piano di pace nella guerra tra Russia e Ucraina. "Credo che questa chiamata, così come la nomina dell'ambasciatore dell'Ucraina in Cina, darà un potente impulso allo sviluppo delle nostre relazioni bilaterali", ha scritto Zelensky. "Il dialogo e la negoziazione sono l'unica via d'uscita praticabile. Non ci sono vincitori in una guerra nucleare", ha evidenziato Xi. "Tutte le parti interessate dovrebbero rimanere calme e sobrie, concentrarsi veramente sul futuro e sul destino di se stesse e di tutta l'umanità, e gestire e controllare congiuntamente la crisi", ha ricordato il presidente cinese che intende prendersi la scena diplomatica internazionale, dopo i numerosi fallimenti incassati da Macron, Erdogan e altri. Non possiamo sapere oggi se questa telefonata porterà a qualcosa di concreto. E' certo però che la Cina ha tutto l'interesse di aiutare Russia e Ucraina a trovare una intesa, se non un vero piano di pace, quantomeno un primo cessate il fuoco. Sta all'Ucraina e Zelensky decidere se vorranno sedersi al tavolo dei negoziati per la pace, come consiglia in queste ore il portavoce del Consiglio per la sicurezza americana, John Kirby, oppure dispiegare l'assalto finale alle postazioni russe, con esiti imprevedibili vista la discrepanza delle forze in campo sul terreno militare.
    3 min
  • La lezione di Mattarella su Resistenza e Costituzione | 26/04/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sceglie il Parco della Resistenza di Cuneo, culla degli azionisti di "Giustizia e libertà", per tracciare lo spartiacque tra fascismo e democrazia. La sua è una vera e propria lezione sul solco del celebre discorso di Piero Calamandrei a Milano, nel 1955. "Se volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione", ricorda Mattarella, nei giorni in cui anche la festa della Liberazione diviene motivo di divisione politica, culturale. Una lezione di Storia destinata agli smemorati. Si domanda Mattarella: "Chiediamoci dove e come saremmo se fascismo e nazional-socialismo fossero prevalsi allora. La Resistenza fu anzitutto rivolta morale di patrioti contro il fascismo per il riscatto nazionale. Un moto di popolo che coinvolse la vecchia generazione degli antifascisti".
    La sua visita a Cuneo diventa la festa di una città e quella di tutto il Paese quando Mattarella entra nella casa-museo di Duccio Galimberti, dove il capo partigiano pronunciò il primo discorso della Resistenza italiana, il 26 luglio 1943. "Fece un discorso straordinario per lucidità e visione del momento. E fu coerente, salendo in montagna", ricorda il Capo dello Stato. Gli si può dare solo ragione.
    3 min
  • 25 aprile, la Resistenza e la pacificazione impossibile | 25/04/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il 25 aprile 1945 Milano veniva liberata dai partigiani e dagli antifascisti. In quelle ore le insurrezioni di popolo di Torino e Genova cacciavano i nazifascisti. 78 anni dopo, l'Italia è ancora divisa. Il Presidente del Senato La Russa, seconda carica dello Stato, parla dell'attentato di via Rasella come un atto compiuto dai resistenti contro una sedicente banda musicale di semi pensionati, di una Costituzione non antifascista. La premier Meloni descrive come generici italiani le 335 vittime antifasciste della strage delle Fosse Ardeatine. Il ministro dell'Agricoltura Lollobrigida si scaglia contro una presunta sostituzione etnica degli italiani. Il ministro dell'Istruzione Valditara chiede le dimissioni della dirigente scolastica di Firenze colpevole di aver criticato il pestaggio nei confronti di un ragazzo di sinistra da parte di coetanei di destra davanti ad un liceo. In tanti chiedono una pacificazione nazionale. Gianfranco Fini, ex delfino di Giorgio Almirante, esponente di punta del Msi, si rivolge a Meloni chiedendole di essere antifascista, e si assume la paternità della svolta di Fiuggi con la nascita di Alleanza Nazionale. L'ex Presidente della Camera Luciano Violante, ex Pci/Pds/Ds e ora del Pd parla ripetutamente di pacificazione. La stessa cosa la chiedono storici, giornalisti, esponenti politici, intellettuali di destra e di sinistra. Personalmente continuerò, un po’ cocciuto, a pensare che non si possa idealmente paragonare chi, come i fascisti, lavorava per riempire i treni verso i campi di sterminio di Auschwitz con chi rischiava la vita per fermare quegli stessi treni. Continuerò a pensare che il 25 aprile deve rimanere una data divisiva, perché separa il fascismo dalla democrazia, le barbarie della dittatura nazifascista e la libertà, anche se condizionata dagli equilibri geopolitici del Patto di Yalta.
    3 min
  • Di Maio nel Golfo Persico: il percorso di un giovanotto fortunato | 24/04/2023 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Se ne era discusso parecchio nei mesi scorsi, poi l’idea di conferire a Luigi Di Maio l’incarico di Inviato Speciale dell’Unione Europea per il Golfo Persico era sembrata perder consistenza, per via delle critiche – spesso feroci e spietate – alle quali la candidatura era stata esposta. Invece, quando ormai non ne parlava più quasi nessuno, è giunta improvvisamente, da parte dell’Alto Rappresentante per la politica estera di Bruxelles, Joseph Borrell, una lettera - indirizzata al Comitato politico e di sicurezza dei 27 Paesi membri – nella quale il nome dell’ex ministro degli Esteri del governo Draghi veniva indicato come il più idoneo a ricoprire la prestigiosa carica. Il mandato scatterà dal prossimo giugno ed avrà termine alla fine del febbraio 2025.
    Si sa che la candidatura Di Maio, fin dalla sua prima presentazione, ha sempre potuto contare sull’autorevolissimo sostegno di Mario Draghi, tuttavia, considerata anche la svolta politica impressa dalle elezioni del 25 settembre scorso, era parso che le sue possibilità di concretizzarsi fossero destinate a ridursi notevolmente, essendo, tra l’altro, l’uomo di Pomigliano ormai inviso a tutte le forze politiche nazionali, compresi i suoi vecchi amici pentastellati. In realtà però, a ben vedere, l’esecutivo Meloni al di là di qualche commento sarcastico non si è mai spinto, ma soprattutto si è sempre astenuto dall’opporsi ufficialmente alle intenzioni manifestate dai vertici della politica estera comunitaria: d’altra parte, non si tratta di una scelta di competenza di Palazzo Chigi e, quindi, l’attuale responsabile della Farnesina, Antonio Tajani, ha in passato potuto liquidare sbrigativamente il problema, dichiarando che avrebbe dovuto essere Borrell ad assumersi ogni responsabilità in merito... anche se quella legata alla figura di Luigi Di Maio non era certamente una proposta avanzata dal Governo italiano.
    Ad agevolare le cose per quel giovanotto che Draghi era solito definire “my young friend”, ci si è messa senz’altro anche la fortuna, poiché la vicinanza alla ONG di Antonio Panzeri (coinvolta nel Qatargate) dell’altro candidato più accreditato - e cioè l’ex commissario europeo Dimitris Avramopoulos - ha indiscutibilmente ridimensionato le quotazioni del politico greco, aprendo di fatto una strada tutta in discesa per l’ambizioso giovanotto campano.
    D’altronde, come spesso si dice, “la fortuna aiuta gli audaci”: e chi può dire che il percorso di un ragazzo che, nel giro di neanche dieci anni, passa dalla vendita di bibite allo stadio San Paolo alla vice presidenza del Consiglio ed ora anche a rappresentare l’Europa con la grande finanza petrolifera, non sia stato guidato - oltreché dalla buona sorte - anche da una notevolissima ( e magari avventuristica) dose di audacia?
    3 min
  • Come arricchirsi sull’ingenuità degli altri | 22/04/2023 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Nei confronti di una donna di 67 anni, che è solita presentarsi sulle piattaforme social e sulle TV (anche nazionali) come cartomante e sensitiva, il Tribunale di Busto Arsizio ha emesso un decreto di sequestro preventivo di beni pari a circa 900 mila euro: importo che corrisponde ad una serie di mancati versamenti contributivi. Secondo le indagini della Guardia di Finanza, la maga avrebbe raggirato numerose persone - cinquanta delle quali le avrebbero fatto guadagnare oltre 2 milioni di euro – non ponendosi scrupoli neanche dinanzi ai casi più drammatici. Le indagini sono state avviate dalla denuncia di un impiegato, rivoltosi a lei per gravi problemi familiari ed al quale la sedicente sensitiva aveva preannunciato un grave pericolo con conseguenze addirittura mortali, a meno che l’incauto uomo non le avesse versato 31mila euro in cambio di un rito anti malocchio che richiedeva l’uso di ossa umane provenienti da 7 cimiteri diversi...Dalle stesse indagini sono anche emersi svariati pagamenti avvenuti su carte prepagate intestate a figli e nipoti, ai quali la disonesta signora aveva pure intestato otto immobili, un terreno, 20 conti correnti e un’auto.
    Stando ai dati forniti dal Codacons, ogni anno 13 milioni di Italiani si rivolgono a maghi e cartomanti per un giro di affari che supera ormai gli otto miliardi (tutti, tra l’altro, ovviamente in nero).
    La psicologia tende ad inquadrare il fenomeno del ricorso all’occulto, spiegando che quando si verificano eventi imprevisti che mettono alla prova le nostre capacità di reagire in modo razionale e costruttivo, non tutti siamo in grado di adattarci autonomamente alle nuove e sgradite situazioni. Pertanto, anziché fare affidamento principalmente sulle nostre risorse mentali, finiamo talvolta per abbandonarci alla “tutela” di figure esterne dalle quali ci sentiamo sostanzialmente sollevati dal compito, spesso non facile, di dover essere noi stessi a trovare le vie di uscita dai problemi che ci affliggono. In altre parole, l’occulto sembra avere l’effetto rassicurante di affrancarci dalle nostre responsabilità. Certo, i maghi, i guru ed i santoni sono sempre esistiti, ma forse oggi, rispetto al passato, per realizzare i loro disegni trovano un forte sostegno anche nel clima generale di precarietà in cui stiamo ormai vivendo da diversi anni. Può, quindi, essere questo il contesto psico – emozionale nel quale si creano le condizioni più favorevoli per il proliferare di quei rimedi ingannevoli che presentano dei costi elevati non soltanto in termini economici, ma anche – e soprattutto – in quelli attinenti all’equilibrio mentale.
    3 min
  • La Commissione Ue boccia il rinnovo automatico delle concessioni balneari | 21/04/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Dall'Europa arriva l'ennesimo richiamo sulla questione delle concessioni balneari. Scrive la Corte di Giustizia europea: "Le concessioni di occupazione delle spiagge italiane non possono essere rinnovate automaticamente ma devono essere oggetto di una procedura di selezione imparziale e trasparente". La Corte di Giustizia dell'Unione europea si è pronunciata sul ricorso dell'Autorità garante della concorrenza contro il Comune di Ginosa, un piccolo comune della costa tarantina per il quale sarebbero le norme nazionali ad avere la meglio su quelle europee. "I giudici nazionali e le autorità amministrative sono tenuti ad applicare le norme pertinenti di diritto dell'Unione, disapplicando le disposizioni di diritto nazionale non conformi alle stesse", affermano invece i giudici di Lussemburgo.
    Sullo sfondo pende la minaccia del "parere motivato" da parte di Bruxelles contro le decisioni del Governo guidato da Giorgia Meloni che porterebbe, senza iniziative concrete nel giro di due mesi, alle sanzioni. 
    Nella sostanza l'Europa ci dice che per assegnare le concessioni balneare bisogna applicare buone pratiche di etica e trasparenza, non rinnovi e automatismi che creano poteri precostituiti. Ora la palla passa all'esecutivo che dovrà accettare o rigettare quelle gare "trasparenti e non discriminatorie" previste dell'Ue.
    2 min
  • La questione dell’orsa | 20/04/2023 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    La cattura dell’orsa Jj4 (che ha causato la morte di Andrea Papi) ha scatenato un acceso dibattito tra quanti si schierano a favore della soppressione dell’animale e quanti, invece, (noi compresi) propongono soluzioni alternative, come quella di mantenerlo in vita, magari confinandolo nel centro di custodia di Casteller.
    Premesso che è, ovviamente, indispensabile garantire la sicurezza di chiunque intenda fare una passeggiata distensiva nel bosco, non ci pare affatto ragionevole eseguire una condanna a morte – che, francamente, ci sa tanto di rappresaglia – nei confronti di un animale che, come è normale che fosse in una determinata circostanza da lui vissuta come un rischio, si è semplicemente comportato da animale. La stessa presenza dei cuccioli accanto alla madre al momento della cattura, obbliga a ricordare quali siano le reazioni di tutte le femmine viventi (comprese quelle umane) quando vedono minacciate le proprie cucciolate. E, probabilmente, l’avvicinarsi del povero Andrea è stata interpretata dall’orsa come un pericolo da contrastare ad ogni costo.
    Attualmente, nel Trentino, si stima vivano una cinquantina di orsi: in base a quale criterio l’uomo pretende di individuarne gli esemplari più “cattivi” e, quindi, meritevoli di condanna? Davvero, c’è qualcuno che crede che le altre femmine presenti su quel territorio, al posto di Jj4, si sarebbero comportate diversamente, perché caratterialmente più miti? Pertanto, logica vorrebbe che o si decide di far sparire completamente gli orsi, i lupi o i cinghiali dai boschi italiani oppure l’orsa “assassina” deve - magari meglio monitorata - poter continuare a vivere.
    La pretesa di imporre regole umane a chi, per natura, non è in grado di recepirle, riflette essenzialmente il pregiudizio in base al quale l’uomo sia l’indiscusso signore del Pianeta e, di conseguenza, ogni sua scelta sia sempre e comunque legittima: compresa quella di arrogarsi il diritto di decidere quali individui, tra le altre specie animali, possano sopravvivere ed essere allevati e quali, invece, siano da eliminare perché considerati inutili o nocivi.
    Pertanto, chi, in linea di principio, auspica benevolmente il ritorno degli orsi in quelle Valli che appartenevano a loro ben prima che arrivassimo noi, deve però poi, in concreto, sforzarsi anche di capire che non stiamo parlando di cani per non vedenti che sanno persino fermarsi dinanzi al rosso di un semaforo, ma di soggetti nomadi e selvatici ai quali non può essere imposto il rispetto di alcun segnale di stop o di divieto di caccia...
    3 min
  • Venticinque anni per reati d’opinione | 19/04/2023 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Nel corso dell’ultima udienza del processo conclusosi con la sua condanna a 25 anni di carcere, il dissidente russo Vladimir Kara – Murza ha rifiutato di esprimere un proprio “pentimento” opportunistico che gli avrebbe, quasi certamente, consentito di ottenere una riduzione della pena. Invece, l’imputato di “tradimento, diffusione di informazioni consapevolmente false sulle azioni delle forze armate russe e collaborazione con un’organizzazione indesiderabile in Russia”, ha scelto di affrontare a testa alta la sua sorte, ribadendo, punto per punto, i suoi convincimenti politici e dicendosi orgoglioso di ogni sua presa di posizione pubblica.
    Il 42enne giornalista e storico, già rimasto vittima di due tentativi di avvelenamento, dovrà, pertanto, scontare una condanna esemplare per aver affermato, senza timore, cose che ormai non sorprendono più nessuno: e che cioè nel regime putiniano i diritti umani sono impunemente violati e che l’armata inviata da Mosca si sta, purtroppo, rendendo protagonista di innumerevoli crimini di guerra in Ucraina.
    L’entità di una pena di addirittura 25 anni di reclusione per semplici reati d’opinione rivela, indubbiamente, l’intenzione, da parte del Cremlino, di voler imporre una svolta decisamente drastica alla sua politica repressiva: basti pensare che, perfino nella Unione Sovietica di Brezhnev, per i dissidenti erano previsti periodi di detenzione che non andavano mai oltre i 15 anni...Pertanto, per ritrovare condanne analoghe a quella inflitta adesso a Kara – Murza, dobbiamo riandare parecchio indietro nel tempo, per arrivare fino al periodo staliniano.
    Dopo aver ascoltato la lettura della severissima sentenza emessa nei suoi confronti dal Tribunale di Mosca, il condannato ha gridato “la Russia sarà libera, ditelo a tutti”. Si, diciamolo anche all’Italia che, in questo momento, sta brillando per l’assenza di iniziative solidali in favore della dissidenza russa. E diciamolo anche ai pacifisti di casa nostra, sempre così pronti a manifestare contro l’Europa e la Nato e mai disposti, invece, a spendere neanche una parola a sostegno di altri pacifisti - autentici e lontani - che, dovendo affrontare ben più serie difficoltà, si oppongono al potere di Vladimir Putin.
    3 min
  • Oltre Calenda e Renzi | 18/04/2023 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Serpeggia la delusione tra quanti – militanti o elettori – avevano creduto nella prospettiva politica del Terzo Polo, indicata, pochi mesi fa, da Carlo Calenda e da Matteo Renzi. Certamente, considerati i caratteri tutt’altro che facili dei due protagonisti, fin dall’inizio non ci voleva molta perspicacia per prevedere che la crescita del nuovo partito non sarebbe sicuramente stata tra le meno contrastate... tuttavia, chi è realmente interessato ad una ben organizzata presenza liberaldemocratica nel nostro Paese, è sicuramente rimasto amareggiato dinanzi ad una rottura che sembra avere una natura personalistica (o forse economica), ma certamente non politica. A prescindere da qualsiasi (e probabilmente) impossibile giudizio su quale delle due “prime donne” abbia contribuito maggiormente al fallimento dell’ambizioso progetto, resta comunque il fatto che, al momento, gli oltre due milioni di elettori che il 25 settembre avevano votato per la nuova formazione politica, possono oggi sentirsi beatamente presi in giro da una gestione delle cose che si è rivelata perlomeno irriguardosa nei loro confronti. Ecco perché a Roma – soprattutto tra i parlamentari del gruppo, spaventati dall’idea di aver puntato sul cavallo sbagliato – comincia a circolare l’idea di congelare (almeno per qualche tempo) le due personalità più ingombranti, per dare, invece, spazio ad una leadership alternativa che sia meno divisiva e che, a questo punto, potrebbe anche assumere le sembianze femminili della Gelmini, della Carfagna o della Bonetti. In fondo, a livello di lavori di Camera e Senato, sia i renziani di Italia Viva, che i calendiani di Azione hanno sempre lavorato in piena armonia...Una morte precoce ed inspiegabile del Terzo Polo lascerebbe, quindi, orfana quella componente non trascurabile dell’elettorato italiano che considera ancora indispensabile la presenza di un partito che rappresenti adeguatamente quei programmi e quegli obbiettivi che, politicamente, caratterizzano da sempre i movimenti liberaldemocratici.
    Pertanto, ai due bambini capricciosi, ci verrebbe da consigliare di fare pure tutte le liti che vogliono, evitando però di rompere il giocattolo perché non appartiene soltanto a loro.
    3 min

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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