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  • La polizia belga e tedesca indagano il Ppe per frode. Nel mirino Mario Voigt della Cdu | 05/04/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Nelle ore in cui Antonio Panzeri e Eva Kaili del gruppo dei socialisti europei entravano nel mirino dei magistrati belgi con la grave accusa di corruzione, avevamo scritto che nessun gruppo politico rappresentato nel Parlamento europeo poteva risultare estraneo da potenziali scandali di varia natura. Così anche il Ppe, la principale formazione al Parlamento europeo entra nelle maglie della giustizia. La polizia belga e tedesca hanno eseguito una perquisizione nella sede del partito a Bruxelles in rue du Commerce. Gli agenti hanno sequestrato alcuni computer nell'ambito di un'indagine per frodi finanziarie che avrebbero coinvolto il personale del Ppe durante la campagna elettorale europea del 2019. Al centro dell'inchiesta c'è la figura di Mario Voig, parlamentare della Cdu (i cristianodemocratici tedeschi), già responsabile della campagna digitale per il leader del Ppe Manfred Weber durante nel 2019. Gli inquirenti si concentrano in particolare sull'aggiudicazione dell'appalto per la campagna digitale a un'azienda della Turingia dove Voigt è leader della Cdu. In un comunicato, il Ppe fa sapere che sta collaborando in piena trasparenza con le autorità, fornendo tutte le informazioni e la documentazione del caso. Le indagini e gli eventuali processi ci diranno se le attività di Mario Voigt risulteranno lecite o illecite. Ma è certo che la politica europea ormai costa molto, e per mantenere ai massimi livelli una leadership c'è bisogno di un ingente quantitativo di denaro. Sarebbe compito della politica cercare le soluzioni migliori perché questi finanziamenti siano trasparenti, senza attendere l'azione giudiziaria che interviene sempre a reato compiuto.
    3 min
  • Oggi la Finlandia entra nella Nato e Mosca rafforza le contromisure | 04/04/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Oggi la Finlandia entra nella Nato. "È una settimana storica. La Finlandia è il 31esimo alleato, alzeremo la bandiera finlandese per la prima volta e sarà una buona giornata per la sicurezza di tutti", ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Il clima è tutt'altro che euforico se si prendono per buone le parole del il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko. "Parte delle misure sono già stata annunciate. Rafforzeremo il nostro potenziale nelle direzioni ovest e nord-ovest. Se forze e mezzi di altri membri della Nato verranno dispiegati sul territorio finlandese, adotteremo passi ulteriori per garantire la sicurezza militare della Russia", ha aggiunto Grushko. A gestire formalmente il delicato passaggio storico da paese non allineato a membro effettivo dell'Alleanza Atlantica saranno i conservatori della Coalizione nazionale che hanno vinto le elezioni politiche in Finlandia e il loro leader, Petteri Orpo che sarà il prossimo premier. Il lungo e travagliato percorso della Finlandia verso la Nato era stato compiuto dalla socialdemocratica Sanna Marin, il cui partito socialdemocratico si è piazzato soltanto terzo alle elezioni, alle spalle del movimento populista dei Finlandesi di Riikka Purra che hanno ottenuto un successo senza precedenti. Da oggi dunque si entra formalmente in un nuovo potenziale clima da guerra fredda e le sorti della guerra tra Russia e Ucraina allontanano sempre più ogni possibilità di pace, con l'aggiunta politica dell'incognita finlandese.
    3 min
  • La fine del regno di Vincenzo De Luca. Schlein manda due commissari del nuovo Pd in Campania | 03/04/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Durante il suo discorso d'insediamento alla guida del Partito Democratico, all'assemblea dello scorso 12 marzo, Elly Schlein aveva promesso la guerra ai cacicchi e ai capibastone. Il primo nome a cui tutti pensavano era quello di Vincenzo De Luca, onnipotente Presidente della Regione Campania e "signore delle tessere" del Pd. L'agibilità politica di De Luca viene oggettivamente ridotta con la decisione della segretaria di inviare in Campania due commissari politici di sua fiducia.
    L'ex segretaria della Cgil, la senatrice Susanna Camusso, si reca a Caserta dove è emerso lo scandalo tesseramenti e dal 2020 manca un segretario eletto: iscrizioni giunte da ambienti di destra, boom di tessere sproporzionati rispetto ai voti per il Pd nelle ultime politiche, solo a Sessa Aurunca, 1053 richieste di iscrizioni, su 1200 voti. Il senatore Antonio Misiani, già viceministro all'Economia e Finanze nel Conte II, commissaria anche il Partito democratico regionale della Campania. Con questa prima mossa, avvia l'operazione di pulizie di primavera e invoca rigore, etica e trasparenza. Alle primarie De Luca ha sostenuto con forza Stefano Bonaccini, così come un altro big del partito campano, il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero. Dopo le primarie il governatore ha evitato dichiarazioni sul successo di Schlein. Solo una battuta sarcastica, nel suo stile: «Vedo un periodo di grande effervescenza e di grande allegria davanti a noi». La popolarità di Schlein vola nei sondaggi, ma resta in salita la sua sfida contro i comitati di affari annidati nel partito che determinano le candidature, il tesseramento e ogni scelta politica.
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  • Parlamento europeo contro Governo italiano sui figli delle coppie omogenitoriali | 31/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Diventa sempre più europeo il dibattito innescato dallo stop, richiesto dal governo al Comune di Milano, di registrare sui certificati di nascita i nomi dei genitori non biologici nati da coppie omogenitoriali. L'Euro camera ha approvato l’emendamento al testo della Risoluzione sullo Stato di diritto che “condanna le istruzioni date dal governo italiano alla municipalità di Milano di sospendere la registrazione delle adozioni delle coppie omogenitoriali”. L’emendamento è stato presentato dal gruppo di Renew europe e supportato da Sinistra, Verdi e Socialisti. Scrivono gli estensori del documento. "Il Parlamento Europeo ritiene che questa decisione porterà inevitabilmente alla discriminazione non solo delle coppie dello stesso sesso, ma anche e soprattutto dei loro figli; ritiene che tale azione costituisca una violazione diretta dei diritti dei minori, quali elencati nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989; invita il Governo italiano a revocare immediatamente la sua decisione”. Ma i sindaci delle principali città italiane proseguono con la loro battaglia: i primi cittadini di Roma, Roberto Gualtieri, e poi Beppe Sala di Milano, Gaetano Manfredi di Napoli, Matteo Lepore di Bologna, Dario Nardella di Firenze e Antonio Decaro di Bari. Soprattutto ai sindaci non è andata giù il no a un incontro da parte della ministra della Famiglia Eugenia Roccella. La verità è che sui temi dei diritti civili spesso il Parlamento europeo si trova in posizioni antitetiche a quelle di alcuni legislatori italiani che ragionano più per ideologia che per Bene comune.
    3 min
  • Nordio contro Fdl sul reato di tortura: nessuna abrogazione | 30/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il ministro Guardasigilli Carlo Nordio sconfessa la volontà di Fratelli d'Italia, primo partito del Paese e guida del Governo, sulla possibile abrogazione del reato di tortura. "Il governo non ha nessuna intenzione di abrogare il reato di tortura", annuncia Nordio in seguito alla presentazione di una proposta di legge firmata da numerosi esponenti del partito di Giorgia Meloni: prima firmataria Imma Vietti, e poi nell'ordine i deputati Amich, Cangiano, Cerreto, Chiesa, Ciaburro, Isaia, La Porta, Longi, Maiorino, Michelotti, Tremaglia. Il 613 bis del codice penale era stato approvato nel 2017 dopo un estenuante dibattito in Parlamento, per uniformare il codice italiano a quelli di tutti gli altri paesi europei. Assieme al reato di tortura, Fdl vorrebbe abolire il 613 ter, l'istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura, ciò che sovente accade nelle nostre carceri, come documentato da centinaia di inchieste, processi, risultanze parlamentari. Fdl non è solo però in questa battaglia: l'abrogazione dei due reati viene chiesta da anni a gran voce dalle forze di polizia, in particolare quelle penitenziarie. Ha ragione Nordio. Alla Camera, rispondendo ad una interrogazione parlamentare ha detto che "un ulteriore rilievo critico è rappresentato dall'inopportunità di fondere in un'unica fattispecie il reato di tortura e di trattamenti inumani e degradanti, che da sempre sono considerati sul piano internazionale figure distinte e meritevoli di considerazione differenziata". Questa appare una scelta non ragionevole e non imposta dai vincoli internazionali.
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  • Dal 1 aprile in vigore il nuovo decreto bollette. Oneri azzerati per il gas, restano per la luce | 29/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    C'è tutto, ma anche il suo contrario, nel nuovo decreto sulle bollette in vigore dal 1 aprile e varato dal Cdm. Si va dall’Iva ridotta sul gas al rinnovo del bonus sociale, ma anche norme sulla sanità, con il payback, misure per il contrasto alla violenza contro medici e infermieri, e sul fisco con la modifica dei termini per le definizione agevolata delle controversie tributarie. Il Governo prova a dare una risposta alle tante domande sul caro energetico del secondo semestre del 2023. Arrivano nuovi aiuti sulle bollette, ma stavolta, grazie alla discesa drastica del prezzo del gas, l'esecutivo se la cava con cinque miliardi di euro rispetto al maxi stanziamento di oltre 20 miliardi previsto nell’ultima legge di bilancio. Gli oneri generali di sistema sul gas vengono azzerati per i tre mesi aprile-giugno, mentre si riduce il contributo introdotto a favore dei consumatori fino a 5.000 metri cubi. Ma, c'è un ma. Nel decreto non si fa cenno agli oneri sull’elettricità, finora eliminati. Dal prossimo aggiornamento tariffario potrebbero quindi tornare in vigore. E nel futuro, quando tornerà il freddo? La vera novità arriverà però dal primo ottobre quando, ai clienti domestici residenti diversi da quelli titolari di bonus sociale, è riconosciuto un contributo, erogato in quota fissa e differenziato in base alle zone climatiche stabilite. Le imprese restano con l'amaro in bocca. Viene confermato il credito d'imposta che scatta però solo al superamento di una certa soglia di prezzo del gas (70 euro per megawattora), mentre con quotazioni inferiori si scende al 20% per energivori e gasivori (rispetto al 45% attuale), e al 10% per gli altri.
    3 min
  • Israele in rivolta costringe Netanyahu a posticipare la riforma giudiziaria | 28/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    In Israele, la protesta costringe il presidente Benjamin Netanyahu a posticipare la controversa riforma del sistema giudiziario fino alla prossima sessione della Knesset, dopo la Pasqua ebraica, in nome della "responsabilità nazionale" e per evitare "una guerra civile", lasciando comunque la legge sul tavolo, invitando al dialogo l'opposizione per "gli aggiustamenti" necessari. In queste settimane l'onda d'urto dei movimenti di piazza è stata impressionante. Solo ieri, si sono fermati i lavoratori portuali, ospedalieri, gli studenti universitari, sono rimasti chiusi i centri commerciali. Perfino Histadrùt, il maggiore sindacato israeliano, ha dato indicazione di scioperare a tutti i dipendenti governativi, incluse le missioni diplomatiche israeliane nel mondo. La Knesset, il parlamento israeliano, si era trasformato ormai da giorni in un fortino assediato dai manifestanti. La destra aveva chiesto la linea dura (nessun arretramento sulla riforma da parte del Governo), ma Netanyahu è stato travolto dalla piazza. Ma cosa è accaduto davvero in Israele? Come sostiene lo scrittore David Grossman "per salvare se stesso Netanyahu voleva portare Israele sull’orlo della dittatura". E' proprio così. Il progetto legislativo del ministro della Giustizia Yariv Levin, del presidente del Comitato per la Costituzione, il Diritto e la Giustizia Simcha Rothman e di Benjamin Netanyahu, è fuori da ogni logica costituzionale. Non si tratta di modifiche al sistema esistente, ma un'alterazione totale del Dna del Paese, la revoca dello Stato di diritto in Israele: la magistratura sarebbe subordinata alla Knesset e al governo e i nuovi giudici sarebbero nominati dai politici. La verità è che Netanyahu è coinvolto in un procedimento legale, essendo stato accusato di corruzione, frode e abuso di potere. Ha dimostrato di essere disposto e capace di fare tutto ciò che è in suo potere per alterare l'intero sistema giudiziario per evitare di finire in prigione, ma al momento ha vinto la mobilitazione di una moltitudine di persone, fino a poche settimane fa definite anti patriottiche, che sono riuscite ad evitare nuove barbarie istituzionali attraverso una riforma giudiziaria dai contorni costituzionali preoccupanti.
    3 min
  • Inizia la resa dei conti nel nuovo Pd di Elly Schlein | 27/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Dopo le primarie e la scelta di lasciare la presidenza a Stefano Bonaccini, la nuova segretaria Elly Schlein inizia da oggi la stagione della resa dei conti all'interno del Partito Democratico, contro le imposizioni delle correnti. Alla riunione dei deputati e dei senatori Dem convocata per oggi, Elly Schlein ripropone i nomi dei suoi fedelissimi Chiara Braga e Francesco Boccia come capigruppo di Camera e Senato, in sostituzione di Debora Serracchiani e Simona Malpezzi. Bonaccini aveva detto ai suoi di attendere una “proposta” dalla segretaria in vista del voto dei capigruppo. E solo dopo l’elezione dei capigruppo, viene assicurato, si penserà alla composizione della segreteria. Ma sta nelle cose della politica la sostituzione di vertici nominati da altri segretari. Serracchiani e Malpezzi sono stati voluti da Enrico Letta dopo una trattativa con le correnti maggiormente rappresentate al Nazareno. Il ruolo dei capogruppo parlamentari è fondamentale per garantire una linea di opposizione chiara, senza sbandamenti, e il tandem Braga/Boccia è quello che assicura alla Schlein una possibile convergenza in Parlamento con il M5s di Giuseppe Conte, con le componenti più a sinistra interne ed esterne al Pd come gli ex di Articolo 1, Sinistra, Verdi. Bonaccini consiglia alla Schlein maggiore prudenza, perché la scelta dei ruoli apicali dei gruppi parlamentari è sempre materia delicata, ma il nuovo corso è segnato. Unità e collaborazione, auspicate da Bonaccini, saranno difficili da applicare da una leadership al top della sua popolarità e uscita dalle primarie e dalla successiva assemblea con un mandato preciso: eliminare i capibastone e il peso delle correnti. Elly Schlein e la nuova segreteria riuscirà nell'impresa?
    3 min
  • Fosse Ardeatine, la memoria divisiva | 25/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La memoria di un Paese, con i suoi pezzi di Storia non ancora chiariti, e anche tutti i suoi orrori, dovrebbe rappresentare l'applicazione dei valori scritti nella nostra Costituzione, dunque il nostro vivere civile. Il 24 marzo 1944, alle Fosse Ardeatine, sono stati massacrati dai nazisti, 335 italiani innocenti come affermato dalla premier Giorgia Meloni, oppure 335 antifascisti come sottolineano le opposizioni? La verità resta impigliata nella Storia. È il marzo 1944. Da oltre sei mesi Roma è occupata dai nazisti. Hanno già arrestato 1.259 cittadini ebrei, trasferiti dal ghetto romano ai campi di sterminio in Germania e Polonia (16 ottobre 1943, solo in diciassette torneranno vivi). Il 23 marzo 1944, i Gap romani, effettuano un attentato in via Rasella contro il battaglione Bozen. «Un legittimo atto di guerra, non una strage», sosterranno alcune sentenze della Corte di Cassazione nel 1957, 1999, 2007, 2009, dopo polemiche, interminabili inchieste e processi in sede civile, penale e militare. La reazione tedesca è caotica. I boia incaricati dell’operazione sono il comandante della Gestapo a Roma Herbert Kappler, il colonnello delle SS Eugen Dollmann, i capitani Erich Priebke e Karl-Theodor Schütz, il maggiore delle SS Karl Hass, il questore Pietro Caruso, il responsabile del Reparto speciale di polizia Pietro Koch. Trecentotrentacinque persone, italiani e antifascisti. Il 24 marzo 1944 i condannati a morte vengono fatti salire sugli autocarri. Non conoscono la loro destinazione finale: le Cave Ardeatine. Scendono dai veicoli, sono trasferiti a gruppi dentro le gallerie di tufo e uccisi uno a uno con un colpo di pistola alla nuca. Dopo il massacro, i nazisti minano le cave e le fanno saltare, tentando di eliminare le prove della loro barbarie. Le vittime sono italiani, antifascisti, uccisi dai nazisti e da italiani fascisti. E questo, a 79 anni da quei fatti, dovrebbe appartenere ad una memoria collettiva, non ancora condivisa.
    3 min
  • Con Elly Schlein il Pd recupera 1 milione 800 mila voti | 24/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Colpiscono i dati diffusi dall'Istituto Demopolis diretto da Pietro Vento sul sistema dei partiti. Di certo c'è Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia e alla guida del Governo di centrodestra, e di Elly Schlein del Partito Democratico, rappresentano con maggior forza il bisogno dell'elettorato di puntare su due leadership femminili dalla spiccata personalità. Se si tornasse oggi alle urne, Fratelli d'Italia si confermerebbe con il 30% primo partito nel Paese. Cresce, tornando a superare la soglia del 20%, il Partito democratico, che stacca di oltre 5 punti il Movimento 5 Stelle, in calo al 15%. In leggera flessione sono le altre forze politiche: la Lega di Salvini all'8,5%, Azione al 7,3%, Forza Italia al 6,6% e Sinistra-Verdi al 3%. i partiti della maggioranza che sostiene il governo Meloni otterrebbero nel complesso il 46%. Cresce al 47%, anche se resta totalmente frammentato, il peso complessivo delle 3 opposizioni parlamentari: 24,7% per il Centrosinistra trainato dal Pd, 15% per i 5 Stelle, 7,3% per Il Terzo Polo di Calenda. Ma il dato più sorprendente riguarda Elly Schlein. Due mesi fa, gli elettori del Pd si erano ridotti a circa 4 milioni. Oggi, con un'affluenza tornata a crescere al 66%, il Partito democratico potrebbe contare su quasi 6 milioni di elettori: una crescita di 1 milione e 800 mila voti in circa 50 giorni. Su 100 nuovi elettori che oggi sceglierebbero il Pd, 70 - nel gennaio scorso - erano decisi ad astenersi: è la parte più consistente, costituita da 1 milione 250 mila elettori. 16 su 100 in gennaio votavano il Movimento 5 Stelle, 5 Sinistra-Verdi, 9 optavano per altre liste. La politica ci ha sempre abituato a personaggi che si guadagnano la scena in modo rapido. Non sappiamo dunque quanto potrà proseguire l'effetto Schlein, ma da quello che si vede un Pd che sale corrisponde alla discesa dei suoi alleati. La tendenza non sembra avvenire nella maggioranza che sostiene Giorgia Meloni.
    3 min

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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