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  • Chi ha colpito Nord Stream? il giallo della guerra tra Russia e Ucraina | 11/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Chi ha colpito North Stream? Il giallo della guerra tra Russia e Ucraina non ha ancora svelato un colpevole preciso, ma la ricerca della verità ha compiuto passi importanti negli ultimi giorni. Fonti americane hanno fatto trapelare al New York Times che l'attacco sarebbe stato compiuto da "un gruppo pro-ucraino". “Per quanto riguarda il Nord Stream, non abbiamo nulla a che fare con esso”, manda a dire il presidente ucraino Volodymyr Zelensky secondo cui tali notizie dei media fanno “il gioco della Russia” e sembrano rallentare la fornitura di assistenza all’Ucraina.
    Gli risponde Mosca. "Per noi è chiaro che Washington è responsabile per questo atto terroristico senza precedenti", dice il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov. Sta di fatto che le rivelazioni del New York Times raccontano l'esistenza di un'entità che si muove nell'ombra della guerra tra Russia e Ucraina e mette a segno attentati clamorosi come quello contro il Nord Stream. Le notizie confermate dall'intelligence statunitense indicano chiaramente che questa struttura vuole colpire la Russia e sostenere l'Ucraina.
    Cinque mesi di indagini non hanno ancora individuato prove sui responsabili. I sospetti americani puntano su un gruppo di subacquei professionisti, essenzialmente sabotatori privati, che, con informazioni, mezzi e finanziamenti consistenti, hanno interrotto le forniture energetiche russe verso l'Europa centrale. La soluzione di questo mistero potrebbe rappresentare la vera svolta per comprendere fini in fondo le cause e gli effetti del conflitto, ormai arenato nelle sabbie dell'inerzia militare e diplomatica.
    3 min
  • Il Governo sfida le proteste di Cutro e varie le misure contro gli scafisti | 10/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il Governo riunisce i suoi ministri a Cutro, in Calabria, proprio nel luogo della strage del naufragio dello scorso 26 febbraio che ha provocato 72 vittime accertate. L'immagine di Cutro è quella di un piccolo puntino della Calabria catapultato nel centro della Storia italiana e stravolto in un vero e proprio stato d'assedio. Le vie del centro sono chiuse. L'accesso è vietato in prossimità del palazzo comunale, ed è protetto da un ingente schieramento di forze di poliziaa, mentre a pochi passi dalla piazza alcune centinaia di persone inscenano un sit in di protesta e lanciano pupazzi di peluche contro l'auto di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani. Vengono coperte le scritte contro il ministro Matteo Piantedosi. Perfino le serrande degli esercizi pubblici vengono abbassate in ottemperanza ad un'apposita ordinanza del sindaco che però rilevato l'assenza di una rappresentanza della sua amministrazione nella riunione del Governo. "Avrebbe avuto un valore significativo". Giorgia Meloni non si reca al palazzetto dello sport di Crotone che ospita le bare dei naufraghi. La Germania si è detta "pronta a redistribuire i superstiti". Parigi apre ai cambiamenti delle regole di Dublino, ma chiede all'Italia maggiore impegno. Intanto, le opposizioni alla Camera abbandonano la commissione Affari costituzionali dove si discuteva la proposta di legge della Lega che vorrebbe ripristinare tutti i decreti sicurezza di Salvini. Perché una prova di forza di queste dimensioni? Non era meglio varare le misure contro gli scafisti senza far crescere una tensione sociale già alta?
    3 min
  • A Cutro, il Governo riunisce il cdm e vara nuove norme contro gli scafisti | 09/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Quasi al termine di una settimana in cui l'opposizione chiede la testa dei ministri dell'Interno Matteo Piantedosi e dei Trasporti Matteo Salvini sui mancati soccorsi alla nave di migranti schiantata sulle spiagge calabresi, il Governo prova a dare risposte con una riunione lampo del consiglio dei ministri in programma a Cutro, luogo della strage. Il governo si accinge a dare il via libera a un nuovo decreto. Si delinea così un nuovo intervento da parte del governo Meloni sul tema, dopo il decreto flussi e la stretta promossa contro le navi delle Ong. Nel Cdm non ci sarà spazio per giri di vite o strette sui permessi di soggiorno. Le misure andranno nella direzione di un innalzamento delle pene per gli scafisti, rafforzamento dei corridoi umanitari e potenziamento dei flussi regolari. Nonostante il pressing della Lega, a Cutro non entreranno le norme contenute nei decreti Salvini del 2018. Si tratta dunque di un braccio di ferro all'interno della maggioranza che vede prevalere la linea di Fratelli d’Italia: rafforzare gli strumenti per favorire l’immigrazione legale e semplificare gli aspetti procedurali, intensificare i corridoi umanitari, e contrastare le reti criminali degli scafisti. Ma a Cutro i ministri si potrebbero trovare di fronte ai familiari delle vittime. "Il governo italiano gioca con i morti", scrive in un cartello una donna afgana che nel naufragio di Steccato di Cutro ha perso la figlia ed il genero. Alcuni parenti delle vittime hanno protestato pacificamente contro la decisione del Governo di trasferire al cimitero musulmano di Bologna le salme dei loro cari. Sarà difficile per il Governo non tenere conto delle proteste di chi chiede verità e giustizia sulla strage di Cutro.
    3 min
  • L'effetto Elly Schlein spinge in alto il Pd che supera nei sondaggi il M5s | 08/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Era inevitabile che la nuova leadership di Elly Schlein portasse uno sconquasso nell'elettorato del centrosinistra, al punto che, a due settimana dalla sua vittoria contro Stefano Bonaccini alla primarie, il Partito Democratico supera nei sondaggi il M5s: più specificamente il Pd guadagna 2,6 punti percentuali, mentre il Movimento 5 Stelle scende di 1,3 punti, secondo l'ultimo sondaggio realizzato da Swg I dem si attestano così al 19%, mentre il M5S di Giuseppe Conte scivola al 15,7% a fronte del 17% rilevato la settimana scorsa. Stazionario Fratelli d'Italia, che non sembra risentire delle polemiche conseguenti alla tragedia di Cutro e rimane al 30,7%. Guadagna uno 0,1% la Lega portandosi all'8,8%, L’effetto Schlein sembra portare benefici anche al Terzo Polo (Azione e Italia Viva) che fa un balzo di otto decimi di punto arrivando all’8%. Cresce anche Forza Italia (+0,2%), che arriva al 6,6%. Doccia gelata invece per la coppia Angelo Bonelli – Nicola Fratoianni che passano dal 3,8 al 3 per cento. Effetto negativo anche per +Europa che scende al 2,1% (-0,8%). Ma al di là dei sondaggi che saranno verificati dai prossimi risultati elettorali, il Pd sembra aver ritrovato la bussola dell'azione politica, dopo anni di duro declino. Lo dimostrano anche i dati del tesseramento che in poche ore ha registrato un sensibile incremento di nuovi militanti. Ma la strada di Elly Schlein è ancora molto lunga e densa di insidie, a partire dall'assemblea nazionale del 12 marzo quando il Pd dovrà approvare il nuovo organigramma e in generale le proposte della neo segretaria.
    3 min
  • Via il Reddito di cittadinanza, arriva il Mia | 07/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Si chiamerà MIA (Misura Inclusione Attiva), e sostituirà a breve il Reddito di cittadinanza, voluto dal secondo Governo Conte, dal M5s e dallo schieramento del centrosinistra, e fortemente contrastato dal centrodestra e dal terzo Polo.
    Un assegno massimo da 500 euro per le famiglie caratterizzate dall'assenza di "occupabili"; in caso questi ultimi ci siano, bonus da 375 euro. Durata del sostegno tagliata, con un meccanismo a calare, così come i tetti reddituali per accedere. Coinvolgimento delle agenzie per il lavoro private, controlli per evitare i furbetti e conciliazione con i redditi da lavoro per evitare la tentazione del disimpegno. La bozza di riforma, in 12 articoli, prevede che il "vecchio" Rdc possa essere richiesto fino al 31 agosto e comunque erogato fino a fine anno. Poi sarà sostituita dal nuovo provvedimento che di fatto separa le platee tra famiglie con over 60, minori o disabili e quelle senza queste categorie. Anche i minorenni con almeno 16 anni saranno tenuti all'obbligo di partecipazione attiva, formazione e lavoro nel nuovo sussidio contro la povertà se non impegnati in un percorso di studi.
    La Misura di inclusione attiva resterà comunque un provvedimento economico, in un Paese dove continuano a vivere in povertà assoluta 5 milioni e 600 mila persone per un totale di 2.2 milioni di nuclei familiari. Ma la povertà è un fenomeno complesso, non basta la presa in carico dal punto di vista economico, ci vorrebbero anche visioni sociali più ampie che al momento non si intravedono.
    3 min
  • Poco prima della “zona rossa” | 06/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    1) 29 gennaio 2020: L’Organizzazione Mondiale per la Sanità emette un’allerta per “gravi infezioni respiratorie di origini sconosciute” ed invita ad applicare Piani pandemici influenzali
    2) 20 febbraio 2020: uno studio dell’Istituto Superiore della Sanità spiega che ad un indice RT pari a 2 sarebbero corrisposti trentacinquemila ricoveri in terapia intensiva, che avrebbero mandato in crisi il sistema sanitario
    3) 28 febbraio 2020: all’ospedale di Alzano (in provincia di Bergamo) ci sono sei pazienti con ventilazione assistita. Il pronto soccorso viene chiuso, ma poi la Regione lo fa riaprire
    4) Sempre in quel 28 febbraio, Silvio Brusaferro, presidente dell’ISS, chiede che Alzano e Nembro vengano immediatamente dichiarate “zona rossa”. Sarà accontentato solo l’8 marzo.
    In quelle stesse ore, il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, scrive alla Protezione Civile ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, esprimendo il suo parere contrario riguardo ad una eventuale applicazione della zona rossa, poiché il virus clinicamente non provoca problemi o, comunque, si tratta di situazioni che sono facilmente risolvibili. La missiva del Governatore lombardo riconosce però – forse in modo un po’ contraddittorio - che il contagio sembra trasmettersi da ogni paziente ad altre due persone. In sostanza, l’espansione dei contagi è ormai iniziata, ma rimane ancora sottodimensionata nella sua gravità. Ed a questo proposito, sono illuminanti le parole del presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, che, parlando con la Guardia di Finanza, spiegherà come la Regione Lombardia non fosse favorevole all’istituzione di singole zone rosse, ma concordasse, invece, con l’Associazione degli industriali nel cercare di salvaguardare le attività essenziali, non adottando provvedimenti troppo restrittivi, ma limitando le chiusure alle sole aziende non essenziali.
    Tuttavia, in quelle frenetiche giornate, i tentennamenti e le sottovalutazioni si registrano anche a livello centrale, come rivela un verbale del Comitato Tecnico Scientifico, dal quale emerge l’atteggiamento orientativamente prudenziale assunto anche dal premier Giuseppe Conte, il quale, in data 2 marzo, alle pressioni del professor Brusaferro, oppone l’argomento secondo cui alle zone rosse si deve sempre ricorrere con una certa cautela, poiché presentano costi sociali, politici ed economici assai elevati.
    Poi le cose sono andate come sono andate ed oggi sono oggetto di valutazione da parte della magistratura di Bergamo e, probabilmente, presto lo saranno anche da parte del Parlamento.
    Come abbiamo già avuto modo di scrivere, a noi pare francamente inopportuno ostinarsi a rivangare penalmente su fatti dinanzi ai quali non soltanto l’Italia, ma l’intero Pianeta si è rivelato del tutto impreparato...Altra questione è, invece, quella di portare serenamente a conoscenza di tutti i cittadini il maggior numero possibile di informazioni su una vicenda che li ha coinvolti in maniera così profonda. E su questo versante, il nostro impegno non verrà mai meno.
    3 min
  • Gestione della pandemia: una polemica che non vuole finire | 04/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Francamente, quella condotta dalla Procura di Bergamo sulla gestione della pandemia al suo primo manifestarsi, ci appare come un’indagine più politica che giudiziaria, dal momento che non esita a contestare le scelte fatte, in quei frangenti, dal Governo Conte, dalla Regione Lombardia e dalle massime istituzioni sanitarie: tutti accusati di non aver decretato, con la dovuta puntualità, la “zona rossa” nei comuni della Val Seriana. Cosa che poi avvenne, come tutti ricorderemo, l’8 marzo: giorno in cui fu tutta la Lombardia a fare la sua sgradita conoscenza con il lockdown. Ora la magistratura bergamasca si domanda (e risponde affermativamente) se la politica di quelle drammatiche giornate abbia mancato di salvare la vita di 4 mila cittadini, perchè troppo superficiale e poco informata. Però, se la nostra memoria non ci inganna, nel febbraio 2020, in merito alle caratteristiche del nuovo ed insidioso virus, regnava la più assoluta incertezza anche ai massimi livelli scientifici: non staremo certo qui a fare dei nomi, ma a circolare erano piuttosto numerosi i pareri di virologi che tendevano a minimizzare la portata del problema, riconducendolo spesso nell’ambito delle normali influenze stagionali.
    Il capo di imputazione è oggi quello di “epidemia colposa” e coinvolge 22 indagati, tutti ai più alti gradi delle responsabilità pubbliche: si va dall’ex premier Giuseppe Conte all’ex ministro della Salute Roberto Speranza, dal governatore della Lombardia Attilio Fontana ai vari componenti del Comitato Tecnico Scientifico.
    E’ una storia travagliata quella della gestione del Covid 19 guidata dal governo Conte 2: non si può dire, infatti, che, fin dai suoi passaggi iniziali, non le siano piovute addosso critiche dovute ad una sua presunta natura irrazionale ed autoritaria che veniva denunciata dai partiti allora di opposizione (segnatamente Lega e Fratelli d’Italia). E ci stiamo riferendo alla fase dell’emergenza sanitaria in cui – a Destra - parvero saldarsi, a livello di rappresentanza politica, gli interessi dei commercianti e delle piccole imprese che mal sopportavano le restrizioni imposte dal lockdown con quelli che diedero vita al movimento No-Vax in tutte le sue sfaccettature. Fu questo il brodo di coltura da cui nacque l’idea di promuovere, una volta finalmente giunti ad occupare le stanze di Palazzo Chigi, un’inchiesta parlamentare sul lavoro svolto dall’esecutivo Conte: idea che, non a caso (e probabilmente sulla scia dell’iniziativa bergamasca), sta prendendo corpo proprio in queste ore alla Camera. Evidentemente, alle forze politiche che avevano sempre osteggiato il lockdown, pur di dare addosso ai partiti avversari, vengono oggi utili anche le conclusioni alle quali perviene una Procura che accusa, invece, Conte e Speranza di non aver fatto il lockdown fino in fondo...
    3 min
  • Il nuovo asse Pd-M5s parte dalla manifestazione antifascista di Firenze | 03/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    L'opposizione si riorganizza dopo la vittoria di Elly Schlein alle primarie del Pd. E il nuovo asse tra Pd e M5s parte dalla manifestazione di Firenze, contro il recente passato fascista davanti al liceo del capoluogo toscano, indetta da Cgil, Cisl, Uil e molte altre sigle politiche e dell'associazionismo, dove saranno presenti Elly Schlein e il leader del M5s Giuseppe Conte. Il dialogo tra le due principali forze che si oppongono al Governo Meloni è ripartito dopo una telefonata tra Schlein e Conte, un segnale preciso di un cambio di passo, dopo l'uscita del M5s dal Governo Draghi che ha provocato la crisi politica, sfociata nelle elezioni del 25 settembre 2022 e la vittoria del centrodestra. C’è un’agenda comune di opposizione da imbastire, dal caso Piantedosi alla piazza di sabato 4 marzo contro l’aggressione squadrista al liceo Michelangiolo di Firenze. Il dialogo giallorosso, a fari spenti, riprende. È ancora presto per capire se questi primi abboccamenti riscalderanno l’asse demo-grillino, ma qualcosa si muove. Un altro segnale che arriva dalla nuova leader del Pd giunge dai rapporti europei: Elly Schlein ha parlato con la presidente popolare del parlamento Ue, Roberta Metsola, ha sentito Pedro Sanchez, il premier socialista spagnolo, che a Madrid governa con un esecutivo che tiene insieme il Psoe e i movimentisti di Podemos. Un’altra formula giallorossa, ancor più a sinistra della precedente.
    3 min
  • Schlein chiede le dimissioni di Piantedosi sulla strage dei migranti in Calabria | 02/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    "Da lei sono giunte parole indegne sul naufragio di Cutro, quindi si deve dimettere". Inizia così il nuovo corso di Elly Schlein alla guida del Partito Democratico. "Ora ci spieghi perché la Guardia Costiera non è intervenuta. Utilizzeremo ogni atto ispettivo sulle responsabilità del ministro dell'Interno Piantedosi, ma anche dei ministri Giorgetti e Salvini sulla tragedia di Cutro", dice Schlein nel suo primo intervento alla Camera da segretaria del PD. Schlein chiede che si chiariscano dinamiche e responsabilità di quello che è accaduto, perché, in una sua testimonianza, il comandante della capitaneria di porto di Crotone ha detto che quelle persone si potevano salvare. Il PD attende le risultanze delle indagini, ma dal punto di vista delle responsabilità politiche, emette già una sentenza: dimissioni immediate del ministro dell'interno e una riflessione molto profonda di Giorgia Meloni. Secondo la ricostruzione di Piantedosi, l'assetto aereo Frontex che per primo ha individuato l'imbarcazione dopo le 22 del 25 febbraio a 40 miglia nautiche dall'Italia non aveva segnalato una situazione di pericolo o distress a bordo, evidenziando la presenza di una persona sopra coperta e altre sotto coperta e una buona galleggiabilità dell'imbarcazione. Poi c'è stato un peggioramento delle condizioni meteo. La maggioranza fa quadrato intorno al ministro, l'inchiesta prosegue e si giungerà prima o poi all'accertamento della verità. Se si dovessero però giudicare inchieste relative ad altri fatti analoghi del passato potremmo assistere al solito scaricabarile sulle responsabilità da parte delle varie istituzioni che dovrebbero vigilare ed intervenire per garantire la sicurezza in mare, così come previsto dalle leggi.
    3 min
  • I punti del programma di Elly Schlein alla guida del nuovo Pd | 01/03/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Elly Schlein è al lavoro per mettere in campo una squadra che possa trainare a sinistra il Partito Democratico. Sarà composta essenzialmente dal gruppo che l'ha seguita negli anni, dalle esperienze di OccupyPd a quelle in Europarlamento, nella giunta dell'Emilia-Romagna, fino alla vittoria delle primarie e la presa del Pd. Il programma con cui Elly Schlein lavora si basa su alcuni punti programmatici. Combattere diseguaglianze e discriminazioni attraverso "un nuovo contratto sociale". Redistribuzione di ricchezze, sapere, potere e tempo. Più investimenti nella sanità pubblica.
    Migliorare il reddito di cittadinanza. Investire nella scuola pubblica come strumento di emancipazione sociale. Ridare "dignità" al ruolo dei docenti. Meno alunni nelle classi. Più tempo pieno. Garantire libri di testo, insegnanti di sostegno, rette universitarie per i fragili. Fisco più equo ed efficiente. Spostare il carico fiscale dal lavoro alle rendite e alle emissioni inquinanti. Stop regimi di favore. Lotta agli evasori. Allineare la tassa su donazioni-successioni agli altri grandi Paesi Ue. Via la legge Fornero. Ok opzione donna. Pensione garanzia per i precari. Aiutare imprenditoria e occupazione femminile. Congedo paritario pienamente retribuito e non trasferibile tra genitori di almeno 3 mesi. Attuazione piena della 194. Accesso gratis alla RU486. Tutelare i diritti LGBTQIA+ Legge sullo Ius soli. Cambiare le politiche migratorie in Italia e in Ue, riformare il regolamento di Dublino, cancellare la Bossi-Fini. Stop finanziamenti alla Guardia costiera libica. Lotta a mafie e corruzione. Impegno per le battaglie "su cui si mobilitano le nuove generazioni" come legalizzare la cannabis e approvare una legge sul fine vita. Legge anti-emissioni. Investire su rinnovabili. Stop trivelle. No al nucleare. Efficienza energetica. Legge contro il consumo di suolo. Gestione sostenibile di risorse idriche e agricoltura. Voltare pagina "dopo gli errori del Jobs Act". Lotta a precarietà e sfruttamento. Limitare i contratti a tempo. Stop agli stage gratuiti. Salario minimo. Parità salariale. Zero morti sul lavoro entro il 2030. Sconfiggere il caporalato e il lavoro nero. Tutele per il lavoro digitale. Infine l'ultimo punto. Sostenere l'Ucraina, ma senza rinunciare alla convinzione che le armi non risolvono i conflitti. "Serve un maggiore sforzo politico e diplomatico dell'Ue insieme agli alleati e in seno alla Comunità internazionale", per arrivare "ad un cessate il fuoco e all'avvio di una Conferenza di pace". Con questo programma Elly Schlein si appresta ad affrontare l'assemblea nazionale del prossimo 12 marzo. Un programma che porta voti da sinistra ma che ne sposta altri verso il centro. Un rischio che pare calcolato.
    3 min

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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