Quando si parla di investimenti, è fondamentale capire quale sia il proprio orizzonte temporale di investimento. Questo perché, in base al tempo, è possibile adeguare il livello di rischio che si è disposti a sopportare e l’attesa di rendimento alla quale si ambisce. Al fattore tempo è intrinsecamente collegato il fattore “interesse”, sia esso semplice o composto: parliamo di interesse semplice quando si ha la somma algebrica degli interessi di ogni singolo anno calcolati esclusivamente sul capitale di partenza, mentre l’interesse composto è calcolato su quanto già accumulato negli anni precedenti. Nel breve termine, questo potrebbe non fare molta differenza, ma nel lungo periodo crea un divario incolmabile. Dobbiamo sempre ricordarci che il timing con cui si effettua un investimento non è decisivo, mentre lo è il tempo trascorso sul mercato: più l’orizzonte è lungo, maggiori sono le opportunità di rendimento e minore è il rischio di incorrere in fasi temporanee di negatività. Ovviamente il “lungo termine” non è la panacea di tutti i mali, ma è una variabile fondamentale da considerare in una strategia di investimento, in grado di trasformare una scelta finanziaria in un buon investimento.
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