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Gramsci e la rivoluzione in occidente nel dibattito della terza internazionale
Primo di due incontri sull'attualità del pensiero gramsciano
Relazione di Paolo Cassetta
La gentrificazione e la turisticizzazione dei centri storici, l'abbandono delle periferie.
Il Tramondo della città
Airbnb città merce
La quinta edizione del Festival Achtung Banditen alla Sapienza di Roma cadeva nel quarantennale del Settantasette. Impossibile non legare direttamente questi due momenti, tornando a riflettere sugli anni Settanta. Lo abbiamo fatto costruendo un momento di dibattito che si è rilevato, alla fine, una delle migliori iniziative culturali e politiche a cui abbiamo potuto assistere in questi anni. Per la prima volta dopo tanto tempo è stato possibile ragionare di anni Settanta distanti tanto dal liquidazionismo regressivo quanto dall’estasi acritica, ambedue fenomeni tipici di questi tempi: ne è uscita fuori una discussione finalmente originale, stimolante, divertente, profonda. Riportiamo qui l'intervento di Paolo Cassetta sul movimento del 1977 e sugli studenti medi durante quell'anno di lotte.
Secondo incontro dei 2 seminari dedicati alla questione organizzativa comunista e la questione del Partito nelle tre internazionali operaie con Domenico Moro e il Collettivo Militant
Primo incontro dei 2 seminari dedicati alla questione organizzativa comunista e la questione del Partito nelle tre internazionali operaie con Domenico Moro e il Collettivo Militant
Presentazione con Collettivo Noi Saremo Tutto Genova, Collettivo Militant, BPM, Portuali di Genova, PRC, UDS, Emilio Quadrelli e Falce e Martello
No Lenin No Party. “Seminari sul Leninismo”. Relazione interna del gruppo di studio sul contenuto del testo e una con un ospite esterno.
In questo secondo appuntamento il "L'estremismo, malattia infantile del comunismo".
No Lenin No Party. “Seminari sul Leninismo”. Relazione interna del gruppo di studio sul contenuto del testo e una con un ospite esterno.
In questo terzo appuntamento il "L'imperialismo, fase suprema del capitalismo".
Intervista a Paolo Persichetti che abbiamo realizzato come contributo per la campagna “La tortura è di Stato: rompiamo il silenzio!“. Una delle ragioni per cui è nato questo comitato, come recita il nome stesso, sta nella sua volontà di rompere il silenzio. E di farlo attivamente. Quel muro di silenzio complice e di omertà che ha, nei fatti, coperto e protetto l’applicazione di queste pratiche nei confronti di molti militanti delle organizzazioni rivoluzionarie. E di buttare giù con esso tutti i tabù, le paure e gli spettri che, a distanza di decenni, ancora sopravvivono. La rottura del muro di silenzio come primo passo, condizione preliminare per la crescita di un’ampia mobilitazione di massa in grado di porre una barriera forte e decisa contro la repressione. Un’altra delle ragioni sta nella volontà di evidenziare come la pratica della tortura nel nostro paese non fosse il frutto dell’iniziativa individuale o delle fantasie sadiche dei singoli poliziotti, ma la messa in atto di un preciso progetto repressivo che ha le sue radici nella progressiva evoluzione in senso sempre più autoritario degli apparati dello Stato. Il progetto repressivo di uno Stato, per nulla democratico, che ha sfoderato un intero arsenale per mantenere intatti tutti i privilegi della classe dominante: l’utilizzo del terrore e delle stragi, la tortura come mezzo investigativo, il carcere come strumento di applicazione di pene corporali (e non solo). E che, al momento giusto, sarà sempre pronto a ripetere perché connaturato alla sua natura di classe.
No Lenin No Party. “Seminari sul Leninismo”. Relazione interna del gruppo di studio sul contenuto del testo e una con un ospite esterno.
In questo primo appuntamento il "Che fare?".
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