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  • Guido Montanari "ColtivaTo" Per non mangiare cemento in futuro
    Guido Montanari
    ColtivaTo Festival
    Festival Internazionale dell'Agricoltura
    "Per non mangiare cemento in futuro"
    https:coltivato.com



    Domenica 2 Aprile, ore 13:15
    "Per non mangiare cemento in futuro"
    Introduce e conduce Maria Lodovica Gullino

    con Guido Montanari

    Il mondo raccontato attraverso le piante

    con Antonio Pascale

    Palazzo Civico - Sala Colonne, Torino





    Il suolo, quel sottile strato di terra che permette la vita degli organismi viventi, la trasformazione dei rifiuti organici in sostanze vitali, l’assorbimento dell’acqua e la sua purificazione, è fortemente a rischio. Un modello di sviluppo disattento e improntato a rapidi profitti ha fatto sì che in questi ultimi decenni il nostro Paese abbia consumato suolo in modo esponenziale e superiore a tutti gli altri Paesi europei. Si deve prendere atto di questa situazione e avviare pratiche immediate di tutela del suolo, di deimpermeabilizzazione e ripristino della naturalità, se non vogliamo rischiare in un prossimo futuro di non avere più la risorsa fondamentale per agricoltura, allevamento e silvicoltura.


    Guido Montanari è architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, insegna Storia dell’architettura contemporanea e della città presso il Politecnico di Torino. Impegnato sui temi della difesa dei beni comuni, dell’ambiente e del paesaggio è stato assessore all’urbanistica di Rivalta di Torino (2012-2016), vicesindaco e assessore alla pianificazione del comune di Torino (2016-2019).




    "Una storia dell'architettura contemporanea"
    Guido Montanari, Elena Dellapiana
    Utet Libri
    Questo libro si propone di tracciare un inedito percorso storico e critico dell’architettura di epoca contemporanea – dalla Rivoluzione francese a oggi – considerando il progetto esteso «dal cucchiaio alla città», secondo il fortunato aforisma di Ernesto N. Rogers. A un taglio cronologico tradizionale si affianca infatti una lettura disciplinare trasversale, nella quale architettura, città, territorio, design, tecniche e interni, sono descritti in relazione alla storia sociale ed economica, come aspetti di una più ampia storia della cultura. Arricchito di immagini, approfondimenti tematici, cronologie, strumenti didattici e suggerimenti per il confronto con i campi della letteratura, della musica e del cinema, il testo si presta a essere strumento di formazione per gli studenti di architettura, di ingegneria, di design e di storia dell’arte, ma anche stimolo alla ricerca e all’approfondimento per gli studiosi e gli appassionati.





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    20 min
  • Cristina Acidini "L'arte della moda"
    Cristina Acidini
    "L'arte della moda"
    L'età dei sogni e delle rivoluzioni 1789-1968
    Forlì, Museo Civico San Domenico
    Fino al 2 luglio 2023
    http://www.mostremuseisandomenico.it




    Tintoretto, William Hamilton, George Romney, Francesco Hayez, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, James Tissot, Giovanni Boldini, Vittorio Corcos, Henry Matisse, Josef Hoffmann, Giacomo Balla, Piet Mondrian, Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Damien Hirstinsieme con Charles Frederick Worth, Ventura, Mariano Fortuny, Paul Poiret, SalvatoreFerragamo, Coco Chanel, Germana Marucelli, Valentino Garavani e Pierpaolo Piccioli, Giorgio Armani, Christian Dior per John Galliano, Gucci, Prada, Tom Ford, Cristobal Balenciaga, Yohij Yamamoto: sono soltanto alcuni dei 100 artisti e dei 50 stilisti e couturier protagonisti di L’arte della moda. L’età dei sogni e delle rivoluzioni, 1789 – 1968, la grande mostra ideata e realizzata da Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì negli spazi del Museo Civico San Domenico, fino al 2 luglio 2023.

    Diretta da Gianfranco Brunelli e curata da Cristina Acidini, Enrico Colle, Fabiana Giacomotti e Fernando Mazzocca, l’esposizione è dedicata all’affascinante rapporto fra arte e moda. Il periodo preso in considerazione attraversa tre secoli: dall’Ancien Régime al secondo Novecento.

    Un racconto unico. Un percorso espositivo di confronti che comprende oltre 300 opere, tra quadri, sculture, accessori, abiti d’epoca e contemporanei. L’esposizione forlivese, la prima del suo genere, somiglia a un vero e proprio kolossal.

    Le opere, che a partire dal Settecento attraversano la Rivoluzione francese, il Romanticismo, la Macchia, l’Impressionismo, il Simbolismo e tutte le Avanguardie novecentesche fino a oggi, identificano un rapporto tra arte e moda dove l’arte rispecchia, crea e si fa moda e la moda appartiene definitivamente alle arti.

    La moda dipinta, ritratta, scolpita, realizzata dai grandi artisti. L’abito che modella, nasconde, dissimula e promette il corpo. L’abito come segno di potere, di ricchezza, di riconoscimento, di protesta. Come cifra distintiva di uno stato sociale o identificativa di una generazione. La moda come opera e comportamento. L’arte come racconto e come sentimento del tempo

    Tra le opere esposte Ritratto dell’avvocato Carlo Manna (1907) di Umberto Boccioni, Ritratto di Emiliana Concha de Ossa (1888) di Giovanni Boldini, Grande composizione A con nero, rosso, grigio giallo e blu (1919) di Piet Mondrian, Donna e anemoni (1920-1921) di Henry Matisse a cui fanno da contrappunto due completi ricamati di Giorgio Armani, il Panciotto di Marinetti (1923 – 1924) di Fortunato Depero, la Camicia Orlando (A/I 2001-02) di Gianfranco Ferré, il Delphos in seta con sopravveste in velluto (1920 circa) di Mariano Fortuny in dialogo con una Kore di tipo Eleusidella fine del II secolo, l’Abito da giorno “Linea Assira” (1961) di Germana Marucelli e un abito da sera inedito di Elsa Schiaparelli.

    Accompagnato dal catalogo edito da Dario Cimorelli Edizioni, il progetto espositivo, curato dall’architetto Alessandro Lucchi, si è avvalso della preziosa collaborazione dei più importanti musei d’arte, degli archivi, dei musei e maison di moda.

    L’esposizione forlivese porta in Italia capolavori provenienti da importanti istituzioni museali internazionali quali, tra gli altri, il Musée d’Orsay di Parigi, la Galleria Belvedere di Vienna, il Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra, la Klimt Foundation e il MAK- Museum of Applied Arts, di Vienna, la Galerie Neue Meister di Dresda, Le Domaine de Trianon | Château de Versailles, il Kunstmuseum de l’Aia, il Museum National di Cracovia, il Castello Reale di Varsavia.

    Accanto ad essi i maggiori musei italiani: le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Galleria...
    23 min
  • Antonella D'Eri Viesti "Dialoghi con l'Es"
    Antonella D'Eri Viesti
    "Dialoghi con l'Es"
    Les Flaneurs Edizioni
    https://lesflaneursedizioni.it


    Mia è una scrittrice, una donna libera, curiosa, sempre alla ricerca della bellezza. Roberto è un creativo, un uomo libero, un viaggiatore che non smette mai di sperimentare. Insieme percorrono un tratto di strada, l’uno accanto all’altra ma lontano dagli schemi delle relazioni convenzionali, dai condizionamenti dell’Ego e dai retaggi del Superego, cercando invece di vivere l’amore come un mezzo per espandersi. Ma l’Es non sempre è allineato con i nostri piani, e persino due anime libere e affamate di vita come Mia e Roberto dovranno fare i conti con le rispettive pulsioni e contraddizioni. Quali sono dunque i confini di un sentimento assoluto? Fin dove può spingersi, l’essere umano, nella sua ricerca di perfezione?



    Antonella D’Eri Viesti è dottoranda in Filosofia e teoria dei linguaggi presso l’Università degli Studi di Bari. Il cinema di Sorrentino, la letteratura italiana neorealista e la musica rock degli anni Settanta sono i tre vertici del triangolo in cui prende forma la sua scrittura.





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    21 min
  • Gaetano Passarelli "Breve storia del segno della croce"
    Gaetano Passarelli
    "Breve storia del segno della croce"
    Prefazione di Monsignor Giorgio Demetrio Gallaro
    Graphe Edizioni
    https:graphe.it


    Il simbolo della cristianità, il primo gesto che i fedeli apprendono da bambini; un segno dirompente che ricongiunge il divino e l’umano nel ricordo di una sofferenza che è al tempo stesso liberazione dal dolore terreno: l’atto di segnarsi nel momento del rito appare oggi un’abitudine acquisita sulla quale non ci si pongono domande. Come svela questo saggio, tuttavia, la croce si è fatta portatrice nei secoli di significati complessi, che vale la pena osservare in una prospettiva diacronica, storica e filosofica.A partire dalla discussione – agli albori del Cristianesimo stesso – fra l’opportunità di rappresentare il Figlio di Dio e l’oggetto che lo condusse a morte, il fervore spirituale e la religiosità popolare hanno costruito un intreccio ben più articolato e controverso di quanto si immaginerebbe, per condurre progressivamente al valore unificante del segno della croce come testimonianza di appartenenza a un credo che, al suo centro, non deve dimenticare di avere proprio Colui che su quella croce fu appeso.Arricchito dalla prefazione di mons. Giorgio Demetrio Gallaro, il testo interesserà tanto i credenti quanto chiunque sia desideroso di approfondire l’argomento in ottica laica.

    Gaetano Passarelli è nato a Castrovillari (Cosenza) e vive a Roma. È stato docente di Storia bizantina all’Università di Chieti e di Roma3, di Spiritualità Orientale all’Istituto Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum e di Liturgia bizantina al Pontificio Istituto Orientale. È direttore responsabile della rivista Studi sull’Oriente Cristiano. Consultore storico della Congregazione delle Cause dei Santi, conta numerose pubblicazioni scientifiche su iconografia, liturgia e storia bizantina tradotte in diverse lingue. È autore di biografie di personaggi italiani e brasiliani. È direttore della collana I condottieri della Graphe.it di Perugia e, per la stessa casa editrice, condirettore della collana Pecile.



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    28 min
  • Donatello Sandroni "ColtivaTo"
    Donatello Sandroni
    "ColtivaTo"
    Festival Internazionale dell'Agricoltura
    Torino, dal 31 marzo al 2 aprile
    https://coltivato.com



    Il Festival si propone di parlare della ”vera“ agricoltura, spesso diversa da quella immaginata, bucolica, in modo rigoroso, basato su fatti e numeri, in un’ottica di economia e lavoro, di innovazione, scienza e tecnologia, senza dimenticare i temi
    del cambiamento climatico e della sostenibilità
    che all’agricoltura sono strettamente (inter)connessi. Il tutto con spirito critico ma aperto, rivolgendosi
    a un pubblico eterogeneo e affiancando a eventi
    di carattere strettamente scientifico, come seminari, interviste e tavole rotonde, momenti puramente divulgativi, come concerti e spettacoli, visite guidate, incontri tra giovani e imprenditori.

    Sabato 1° aprile 2023
    Circolo dei Lettori, Torino, Via Bogino
    "Perche non eistono più i pesticidi di una volta"

    La cassetta degli attrezzi con Donatello Sandroni





    La difesa delle colture è iniziata con l’utilizzo di sostanze inorganiche
    come zolfo e rame. Nei diserbi dei cereali si utilizzavano soluzioni diluite di acido solforico, mentre contro gli insetti venivano impiegati arseniati di piombo. Solo a partire dagli anni ’40 è comparsa la chimica di sintesi, ma con sostanze poco testate come il DDT. Lo sviluppo della ricerca ha poi permesso l’uso di sostanze attive più efficaci e meno tossiche, trovando oggi fortuna

    i preparati a base di microrganismi. Il dimezzamento delle sostanze di sintesi, avvenuto in soli vent’anni, ha però aperto la strada a fenomeni di resistenza.




    Donatello Sandroni è giornalista e divulgatore scientifico, laureato in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi sul fenomeno dell’eutrofizzazione delle acque. Dopo la laurea ha svolto per cinque anni attività di ricerca presso il gruppo di ecotossicologia della medesima università, conseguendo anche un dottorato di ricerca in Chimica, Biochimica ed Ecologia degli Antiparassitari.









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    22 min
  • Guia Risari "Non temere"
    Guia Risari
    "Non temere"
    Illustrazioni di Daniela Tieni
    Edizioni Lapis
    https://edizionilapis.it



    «Guardati attorno, attento a ogni cosa, curioso e felice e prendi il futuro per mano.»

    Un dialogo poetico tra un adulto e un bambino sui vari elementi che compongono l’universo. Un invito a non aver paura di aspetti della natura che possono spaventare di primo acchito, ma che in realtà regalano scoperte e piaceri. Un’esplorazione poetica ed emozionata del mondo che ci circonda, dissipa le ombre e illumina i tratti più benevoli della natura e dell’esistenza.La voce narrante invita il piccolo lettore a non temere la notte, suggerendo piuttosto di parlare alla luna e cantare alle stelle. Non devono impressionare le rocce appuntite né la grandine o il ghiaccio. Non sono minacce il bosco, per quanto oscuro e intricato possa sembrare, né la montagna coi suoi picchi. Nemmeno il vento deve far paura, anche se attorciglia i capelli e abbatte castelli di carte, perché mescola l’aria e disegna storie col respiro.Una lettura perfetta per chi voglia cimentarsi a descrivere il mondo giocando con le proprie emozioni. Un albo che porta a osservare quel che è intorno a noi con occhi diversi, partecipi e profondi.
    Età di lettura dai 5 anni


    Guia Risari, nata a Milano, si è laureata in Filosofia Morale all'Università Statale con una tesi su Jean Améry, lavorando come educatrice e giornalista per L'Unità. Si è specializzata in Modern Jewish Studies alla Leeds University con ricerche su Saadia, Maimonide, Mendelsohn, Rosenzweig, Lévinas, Jabès, Rawicz, Bauman, Rose e una tesi di M.A. sull'antisemitismo italiano. In seguito, si è trasferita in Francia, dove, oltre a scrivere e tradurre, ha insegnato e svolto ricerche in socio-critica, storia, letteratura orale e comparata delle migrazioni. Scrive e pubblica in quattro lingue. Lavora con case editrici, riviste, compagnie teatrali, radio e quotidiani. Interviene con laboratori e corsi di scrittura e lettura. Tiene conferenze e formazioni in scuole, università, biblioteche, librerie, festival.




    Daniela Tieni, nata a Roma. Si laurea in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Roma, consegue un Master in Artiterapie all’Università Roma Tre e dal 2009 si avvicina al mondo dell’editoria. Attualmente lavora come illustratrice freelance per magazine e case editrici italiane e straniere; collabora inoltre con altri artisti per progetti, mostre collettive e autoproduzioni. È stata selezionata più volte per la mostra di illustrazione della Bologna Children's Book Fair, la Biennale di illustrazione di Bratislava e la biennale di illustazione portoghese Illustrarte.





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    15 min
  • Andrea Margaritelli "Thadea. La figlia segreta di Carlo V"
    Andrea Margaritelli
    "Thadea. La figlia segreta di Carlo V"
    Rubbettino Editore
    https://rubbettinoeditore.it


    Sebbene possa apparire un romanzo, si tratta di una storia vera. È la singolare vicenda di una donna tenace che trascorse un’intera vita di solitudine nascondendo al mondo la propria identità. E poi lottò fino alla morte per essere riconosciuta. Non tanto come figlia, ma come persona, come creatura degna di esistere e di poter scandire a chiare lettere il proprio nome, prima ancora che reclamare il titolo di principessa. Si spense infine come uno stoppino esausto, e fu inghiottita nell’oblio. Non senza aver prima trovato la forza di rivolgere al cielo la sua ultima supplica: che il Tempo, con la stessa onestà del mare, potesse un giorno restituire la “pura, netta e chiara Verità”. Sorprendentemente inabissata per mezzo millennio – affiorata solo a tratti, trascurata oppure non creduta – la storia di Thadea è infine riemersa nella sua interezza. Questa seconda edizione – pubblicata da Rubbettino in occasione del cinquecentenario della nascita di Thadea – si arricchisce del testo inedito “Solo per la Verità” a firma di Maria Grazia Calandrone. A lei va un ringraziamento speciale per la generosità d’animo e per la straordinaria intensità con cui ha saputo dare voce contemporanea a una preghiera soffocata, un flebile sussurro raccolto dal passato. Nella rappresentazione teatrale le parole della poetessa si intrecciano mirabilmente alla musica di UmbriaEnsemble. Con una certa emozione sentiamo qui di restituire alla “minima indegnia e inutilissima serva Tadea” ciò che in vita le era stato negato e che tanto invece aveva desiderato. Cioè il semplice diritto di consegnare alla Storia il proprio vero nome: Thadea d’Asburgo, figlia di Carlo V Imperatore.
    Andrea Margaritelli



    Andrea Margaritelli, laureato in Ingegneria Civile presso l’Università degli Studi di Perugia, è dirigente d’azienda e coordina attività di ricerca in vari campi della tecnologia del legno. È responsabile Ricerca e Sviluppo del Gruppo Margaritelli e ha assunto per anni la direzione del Laboratorio prove sperimentali.
    Dal 2018 ricopre la carica di presidente dell’Istituto Nazionale di Architettura.Attività: ha svolto attività didattica e di formazione tecnica sul legno rivolta in modo particolare a progettisti e professionisti del settore edilizia. Come relatore ha preso parte a numerose conferenze presso varie università italiane. In veste di direttore della Fondazione Guglielmo Giordano, è attualmente impegnato in diverse iniziative volte alla promozione e divulgazione della cultura scientifica del legno con particolare riferimento ai suoi impieghi in ambito strutturale ed architettonico.




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    21 min
  • Simona Bartolena "Da Monet a Picasso"
    Simona Bartolena
    "Da Monet a Picasso"
    Capolavori della Johannesburg Art Gallery
    Palazzo Barolo, Torino - Fino al 7 maggio 2023
    https://operabarolo.it
    https://mostrajag.it

    “ Tutti discutono la mia arte e affermano di comprenderla, come se fosse necessario comprendere, quando invece basterebbe amare.”

    Claude Monet








    La mostra evento che racchiude le opere originali dei maggiori protagonisti della storia dell’arte di tutti i tempi: Monet, Signac, Courbet, Degas, Cézanne, Sisley, Derain, Picasso, Matisse, Rossetti, Modigliani, Bacon, Warhol, Lichtenstein, Kentridge.A Palazzo Barolo un racconto visuale in sessantatré opere, una collezione che sarà un viaggio composito nella storia dell’arte internazionale, ma anche una suggestione culturale su una scena artistica e realtà museale poco conosciuta, come la Johannesburg Art Gallery.La mostra riflette, di fatto, proprio il percorso di crescita artistico-culturale della città di Johannesburg e in particolare della JAG, Johannesburg Art Gallery, fondata nei primi anni del 1900 dalla collezionista Dorothea Sarah Florence Alexandra Ortlepp Phillips, meglio nota come Lady Florence Phillips, con l’intento di trasformare un centro minerario, cresciuto intorno alla ricchezza dei suoi giacimenti, in una città improntata sui modelli delle capitali europee, con un museo che non fosse solo uno spazio nel quale raccogliere opere d’arte ed esporle, ma un luogo per la società civile, dove fare e promuovere cultura; un riferimento per tutti, non solo per gli appassionati d’arte. L’obiettivo di lungo termine era quello di preparare la strada per la crescita di una Scuola d’Arte Sudafricana, incentivando gli artisti locali, per una crescita culturale di tutta la popolazione.


    Next Exhibition
    in collaborazione con
    Vidi srl
    Ono Art


    Simona Bartolena, storica dell’arte contemporanea, è presidente dell’Associazione Heart – pulsazioni culturali. Curatrice di mostre ed esposizioni presso enti pubblici, associazioni culturali e gallerie, svolge il ruolo di consulente artistica per musei e istituzioni culturali. Tra i suoi ambiti di interesse vi è il processo di rinnovamento artistico avvenuto tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo Novecento, tra impressionismo e avanguardie storiche. Su questi temi è autrice di diverse pubblicazioni, tra cui: Dagli impressionisti a Picasso (a cura di, Milano 2019).





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    18 min
  • Roberto Audisio "Giornate del FAI"
    Roberto Audisio
    "Giornate del FAI"
    Fondo Ambiente Italiano
    https://giornatefai.it


    Sabato 25 e domenica 26 marzo 2023 si rinnova l’appuntamento con le “Giornate FAI di Primavera”, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Anche in questa 31ª edizione, la manifestazione di punta del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS offrirà l’opportunità di scoprire e riscoprire, insieme ai volontari della Fondazione, tesori di storia, arte e natura in tutta Italia con visite a contributo libero in oltre 750 luoghi di 400 città, la maggior parte dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it).

    A Cuneo, per questa occasione, sarà proposto un inedito itinerario ne “i luoghi del sapere” con l’apertura eccezionale (sabato e domenica ore 10:00 – 12:00 e 14:30 – 18:00), dell’ “Ex Macello”, oggi sede del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali ed Alimentari dell’Università di Torino (contributo €. 5,00 – iscritti FAI €. 3,00). L’edificio, dal caratteristico prospetto in pietra e mattoni, si affaccia sulla grande spianata di piazza Torino, sul pizzo di Cuneo, area di ingresso alla città storica. Quando nel 1800 Napoleone fece demolire le fortificazioni che cingevano Cuneo, l’edificio destinato ad Arsenale d’artiglieria, situato in prossimità della piazza d’armi, proprio sulla “punta” della città, cessò la sua funzione e venne così ceduto in affitto a un privato che iniziò i primi lavori di riparazione. È di quel periodo la proposta del Prefetto di Cuneo di riunire tutti i numerosi esercizi del commercio della carne, sparsi nell’abitato, in un solo locale soggetto all’ispezione della polizia, per evitare i ripetuti problemi alla salute dei cittadini dovuti, probabilmente, alla scarsa igiene dell’epoca. Dopo quasi duecento anni, a fine del ‘900, l’edificio ormai abbandonato diventa protagonista di una rinascita: il Comune di Cuneo lo individua infatti come nuova sede in cui creare un polo scientifico legato alla vocazione agro-alimentare della provincia, con l’insediamento del corso di laurea in tecnologie alimentari della Facoltà di Agraria dell’Ateneo di Torino. Inizia quindi un periodo di restauro del complesso che vede la demolizione del vecchio fabbricato e la costruzione al suo posto di un nuovo edificio, in modo da sfruttare tutta la superficie a disposizione adeguandola alle necessità didattiche, recuperando e restaurando la parte di fabbricato prospiciente piazza Torino. Al suo interno oggi possiamo trovare laboratori con impianti tecnologici ultramoderni, eccellenza cuneese nel campo della formazione, che saranno illustrati proprio dagli studenti che li utilizzano e dal preside, prof. Giuseppe Zeppa. Sarà inoltre possibile accedere alle antiche ghiacciaie sotterranee (su prenotazione: faiprenotazioni.fondoambiente.it, riservato agli iscritti FAI – contributo libero).

    Sabato (ore 10:00 – 12:30 e 14:30 – 18:00) si aprirà “Palazzo della Torre” (ex Palazzo di Città), oggi sede del Conservatorio Statale G.F. Ghedini (contributo €. 5,00 – iscritti FAI €. 3,00), edificio storico che fa parte di un complesso architettonico formato dall’insieme di diversi corpi di fabbrica ben amalgamati fra loro, compresi fra via Roma, sulla quale si affaccia, le vie Armando Diaz e Savigliano. Il palazzo, ricostruito nel 1729 come segnalato da una lapide, fu la sede del municipio di Cuneo fino al 1775, quando le funzioni amministrative vennero trasferite nell’ex collegio dei Gesuiti, che si trova sul lato opposto di via Roma. I rintocchi della campana della sua torre hanno scandito per secoli la vita dei Cuneesi: i grandi avvenimenti, le ore della giornata lavorativa, il coprifuoco....
    12 min
  • Giuseppe Manfridi "L'uomo di vetro"
    Giuseppe Manfridi
    "L'uomo di vetro"
    La Lepre Edizioni
    https://lalepreedizioni.com


    Può una notte insonne trasformarsi in un'arma letale?


    Questa storia si svolge tutta in una notte, dalla tarda sera sino alle luci dell’alba. L’ambientazione è la villa sul mare, presso Roma, di Gianni Cravero, già̀ Primo Ministro della Repubblica Italiana, a suo tempo travolto da un processo di collusione con la mafia da cui venne assolto grazie alla testimonianza di una sua ex amante. Il che, salvandolo dalla condanna, finì col precipitarlo in un inferno coniugale. Nella villa, con fare smarrito, si introducono Maurizio e Federica, una coppia di amici invitati a passare lì la notte per ragioni che si collegano alla giovane figlia del padrone di casa. L’uomo di vetro racconta la capacità spiazzante e manovriera di una diabolica intelligenza politica in grado di entrare nella pancia crassa di una nazione sempre più̀ incline a un progressivo degrado ideologico nell’incultura e nella barbarie.



    Giuseppe Manfridi, scrittore e autore teatrale rappresentato in Italia e all’estero. Tra le sue commedie di maggior successo, Giacomo, il prepotente (1989), Ti amo, Maria! (1990), Zozòs (1994), La cena (in scena tuttora sin dal 1990), La partitella (1997). Di Zozòs va ricordata la straordinaria edizione londinese diretta da Peter Hall. Per il cinema ha firmato, tra varie altre, la sceneggiatura di Ultrà che, per la regia di Ricky Tognazzi, vince l’Orso d’argento a Berlino nel 1991. Debutta nella narrativa con Cronache dal paesaggio (Gremese), in gara al Premio Strega nel 2006, come avverrà̀ di nuovo nel 2008 con La cuspide di ghiaccio (Gremese). Di recente ha pubblicato Filastrocche della nera luce. Cronache della Shoah (La Mongolfiera, 2018) e, nel 2012, Il solco - Autoromanzo (Edizioni Efesto). Per La Lepre ha già pubblicato nel 2016 Anatomia della gaffe; nel 2017, Anatomia del colpo di scena, e, nel 2019, Anja, la segretaria di Dostoevskij, romanzo vincitore del Premio Dostoevskij 2021 e del premio Città di Como 2020.




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