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  • Ferdinando Camon "Son tornate le volpi"
    Ferdinando Camon
    "Son tornate le volpi"
    Come muore la nostra civiltà
    Apogeo Editore
    https://www.apogeoeditore.it/



    Questo è il terzo libro di poesie di Ferdinando Camon, dopo “Liberare l’animale”, premio Viareggio, e “Dal silenzio delle campagne”, entrambi pubblicati da Garzanti nel 1973 e nel 1998. “Son tornate le volpi” è un libro sulla paura. Un Occidente muto che è preda della paura. Viviamo in una storia che fa paura. Andiamo a dormire, e troviamo uno sconosciuto che dorme nel nostro letto. Ci muore una figlia e la seppelliamo, e dopo due giorni rubano la sua fotografia dalla tomba, per metterla sul passaporto delle loro bambine prostitute. Per paura gli uomini si barricano in casa. Blindano la porta che dà sulla strada, ma adesso blindano anche la porta della stanza da letto. Dormono come dentro una cassa di sicurezza. La paura solleva un sentimento di difesa verso chi fa paura, ma guardando da vicino i nuovi arrivati l’autodifesa viene spazzata via dalla pietà, come in “Negro alla posta”, dove l’autore osserva un immigrato dall’Africa profonda fermo davanti alla buca delle lettere, nella quale non osa far cadere il suo plico, perché non capisce come un francobollo colorato possa portare quel plico all’Equatore. Il salto dalla paura alla pietà indica che i punti d’osservazione sono molti e non si preoccupano affatto di andare d’accordo. Immigrazione, droga, delitti, prostituzione, mafie di terra e di mare, naufraghi, barboni, bambini rom che bruciano…: le “catastrofi quotidiane” che riempiono la nostra vita sono viste volta a volta con l’occhio dell’uomo della strada, del poliziotto che vince o che è bruciato vivo, dei mafiosi raffinati assassini, delle vittime, degli sfruttatori. Ne deriva una situazione di perenne, invasiva ambiguità, che conferma la pericolosità di quel che scrive Camon, del suo modo di raccontare i fatti. La poveraccia albanese che, per raccattare qualcosa con l’elemosina, scotta con la cicca il piede del bambino kosovaro, in modo da farlo piangere e così commuovere il buon borghese che sta passando, è oggetto di pietà o di accusa? Dire “tutt’e due”, come dice l’autore, è un alibi. La singola pietà o la singola accusa cambiano tutto, ma messe insieme lasciano tutto così com’è.


    Ferdinando Camon
    Il primo romanzo di Camon uscì in Italia con una appassionata prefazione di Pier Paolo Pasolini e fu subito tradotto in Francia per interessamento di Jean-Paul Sartre. Camon si definisce “narratore della crisi”: ha raccontato la crisi e la morte della civiltà contadina (nei romanzi “Il Quinto Stato”, “La vita eterna”, “Un altare per la madre”, premio Strega, “Mai visti sole e luna”, nelle poesie “Liberare l’animale”, premio Viareggio, e “Dal silenzio delle campagne”), la crisi che si chiamò terrorismo (“Occidente”), la crisi che porta in analisi (“La malattia chiamata uomo”, “La donna dei fili”, “Il canto delle balene”) e lo scontro di civiltà, con l’arrivo degli extracomunitari (“La Terra è di tutti”). “La malattia chiamata uomo” fu recitata a Parigi al teatro L’Aquarium per 4 anni consecutivi. Il regista Claude Miller ne ricavò un film. Camon ha lavorato nel primo Centro Anti-Droga, che aveva sede a Padova, e l’ha raccontato nel libro “La droga discussa con i ragazzi”. I suoi romanzi più recenti sono “La cavallina, la ragazza e il diavolo” e “La mia stirpe”. È tradotto in 25 paesi. In Francia, Gallimard ha tradotto tutte le sue opere in prosa e in versi. Nel 2020 è uscito il suo “Dialogo sul Comunismo” con Pietro Ingrao, che Ingrao aveva bloccato per 25 anni. Ed è uscito il pamphlet “A ottant’anni se non muori t’ammazzano”, contro l’opzione di non curare i malati troppo anziani. Nel 2022 Apogeo ha ripubblicato “Occidente” nella stesura definitiva. Le sue opere sono pubblicate anche in edizioni per ciechi, in Italia e in Francia. Nel 2016 sono state raccolte in 16 ebooks e gli è stato...
    33 min
  • Franco Giletta "L'ombra della Torre di Saluzzo"
    Franco Giletta
    "L'ombra della Torre di Saluzzo"
    L'enigma della perfetta proiezione sul Campanile di San Giovanni
    Fusta Editore
    https://fustaeditore.it/shop/

    A Saluzzo, in corrispondenza del solstizio d’inverno, si verifica una perfetta proiezione dell’ombra dell’antica Torre Civica sul Campanile della Chiesa di San Giovanni.
    I due monumentali e slanciati simboli dello skyline del centro storico si fondono magicamente in una nuova realtà.

    E' un’autentica “performance” di architetture che, grazie alla luce solare, diventano dinamiche: il Campanile gotico di San Giovanni “abbraccia”, fino a contenere perfettamente in tutte le sue parti, l’ombra della Torre rinascimentale.

    Chi furono i committenti e gli artefici delle due meravigliose costruzioni? Ma, soprattutto, l’effetto è puramente casuale o è voluto?

    Per la soluzione dell’enigma, l’autore ci propone un’articolata ed approfondita analisi del prodigioso fenomeno che diventa occasione per un itinerario tra monumenti e opere d’arte saluzzesi. Attraverso l’analisi della simbologia medievale e rinascimentale celata in alcuni capolavori, si giunge a mettere in luce la presenza di una sofisticata cultura ermetica nel territorio dell’antico Marchesato.

    Nell’epoca della riproducibilità questo evento, che per tipologia e perfezione rappresenta un unicum in Europa, diviene ogni anno un turistico richiamo iconico all’arte medievale e rinascimentale di Saluzzo, la cui bellezza non finirà mai di meravigliare.



    Franco Giletta (Saluzzo, 1967), avvocato e professore di discipline giuridiche ed economiche. Artista autore di opere pittoriche oniriche e visionarie. Suoi dipinti si trovano in collezioni provate e pubbliche in Italia e all’estero. Dal 2004 una sua grande pala d’altare dedicata a Sant’Antonio Maria Claret è collocata in permanenza nella Chiesa storica di Santa Lucia del Gonfalone a Roma.
    Nel 2011 ha esposto alla 54a Biennale di Venezia, nel 2013 ha realizzato il ritratto di Lucia Bosè utilizzato per il manifesto del film Alfonsina y el mar, nel 2015 il suo Omaggio al Monviso è stato esposto nella mostra il Tesoro d’Italia a cura di Vittorio Sgarbi al Padiglione Eataly di Expo Milano 2015.
    Nel 2021 pubblica "La tavolozza di Leonardo" da Fusta Editore.


    https://ilpostodelleparole.it/libri/franco-giletta-la-tavolozza-di-leonardo/

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    36 min
  • Ottavia Niccoli "Nel campo degli zingari"
    Ottavia Niccoli
    "Nel campo degli zingari"
    Vallecchi Firenze
    https://www.vallecchi-firenze.it/

    "La seconda, coinvolgente avventura del sacerdote-investigatore Don Tamasso."


    Don Tomasso viene incaricato dal nipote di occuparsi del piccolo feudo di Cerreto sull'Appennino bolognese. Ma già lungo il viaggio si imbatte in un uomo assassinato con un colpo di archibugio. Se a ciò si aggiungono la presenza di un gruppo di zingari accampati ai margini della tenuta, oscuri traffici di contrabbando e un altro omicidio, ecco che la vacanza del sacerdote si trasforma in una brutta faccenda da sbrogliare, per ristabilire la giustizia in paese e in famiglia.


    Così comincia:
    "L'uomo era in piedi, legato, davanti a don Tamasso, al notaio e al conte Ercole. Li guardava con rabbia impotente. Sangue rappreso e sudore gli macchiavano il volto, e il pesante mantello che lo ricopriva era del tutto inadatto alla stagione, e quasi lo soffocava..."


    Ottavia Niccoli, già docente alle Università di Bologna e Trento, è autrice di saggi su Rinascimento e Riforma editi da Einaudi e Laterza, noti e tradotti a livello internazionale. Morte al filatoio è il suo primo romanzo.





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    17 min
  • Adriana Cavarero "Orrorismo"
    Adriana Cavarero
    "Orrorismo"
    Ovvero della violenza sull'inerme
    Castelvecchi Editore
    http://www.castelvecchieditore.com/

    Gli attentati suicidi, le stragi di civili, i massacri delle guerre contemporanee: la violenza potenziata che rinnova il nostro raccapriccio quasi quotidianamente è violenza sugli inermi. Il femminile ha fatto irruzione anche sulla scena contemporanea. Donne, talvolta madri, si contano ormai tra le attentatrici suicide come tra le aguzzine della prigione di Abu Ghraib e la loro entrata in scena aumenta la ripugnanza e l’effetto si moltiplica. Quasi che l’orrore, come già sapeva il mito, avesse bisogno del femminile per rivelare la sua autentica radice. Parte da qui la riflessione di Adriana Cavarero in cui filosofia, cronaca, letteratura e mito si intrecciano per dare forma e contenuto a una vera e propria fenomenologia della violenza contemporanea.

    Adriana Cavarero
    Già ordinaria di Filosofia politica all’Università di Verona, è attualmente professoressa onoraria e presidente del comitato scientifico dell’Hannah Arendt Center for Political Studies presso lo stesso ateneo. È stata visiting professor alla New York University e alla University of California Berkeley. Tra le sue pubblicazioni Inclinazioni. Critica della rettitudine (2011), Platone (2018), Democrazia sorgiva. Note sul pensiero politico di Hannah Arendt (2019). Castelvecchi sta ripubblicando le sue opere, a cominciare da A più voci. Filosofia dell’espressione vocale (2021) e Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione (2022).





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    31 min
  • Gino Zaccaria "Meditazioni scismatiche"
    Gino Zaccaria
    "Meditazioni scismatiche"
    Il nulla e il tempo, l'infinito e l'arte
    Olschki Editore
    https://www.olschki.it/

    Il libro si articola in dodici meditazioni (inaugurate da un breve Preludio) che muovono i propri passi in quella primigenia dimensione – denominata «scisma» – grazie alla quale il pensiero può dedicarsi a uno fra i compiti che la tradizione filosofica, nell’epoca della sua fine, gli assegna: concepire il nulla in modo che il tempo, l’infinito e l’arte siano fondati e istituiti nei loro rispettivi tratti originari, e perciò stesso futuri. Tutto allora si tramuta, divenendo “scismatico”: il nulla si libera di ogni metafisica vuotezza e inizia a risuonare come l’ineludibile richiamo a prestare ascolto alla voce del dio scomparso nell’annichilimento dell’essere; il tempo si scinde sia dall’attimo che scade (“tempo-scadenza”) sia dall’eternità (“tempo-estensione”) per assumere la tempra dell’istante che, nella misura in cui genera lo spazio e i suoi luoghi, restituisce all’uomo l’attesa di un genuino abitare terrestre; l’infinito si ritrae dalla sua avvilente sterminatezza e si configura come il celeste invito all’assunzione di una retta finitudine. Così l’arte può affrancarsi dal suo odierno destino tecnico-cibernetico, che la costringe ad apparire innanzitutto come “espressione” e “creatività”, per riaversi nella sua provenienza e infine nella sua genuina aspirazione.


    Gino Zaccaria è professore di Filosofia e di Estetica all’Università Bocconi (Milano). Ha pubblicato varie monografie e saggi nei campi dell’ontologia fondamentale e dell’ermeneutica della poesia e dell’arte. Ha curato vari volumi, e condotto traduzioni da Martin Heidegger, Friedrich Hölderlin e Georg Trakl.




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    34 min
  • Marilù Oliva "I divini dell'Olimpo"
    Marilù Oliva
    "I Divini dell'Olimpo"
    Quattro incontri con gli Dei
    Solferino Libri
    https://www.solferinolibri.it/


    Dèi come noi: è proprio il caso di dirlo, parlando degli appassionati e litigiosi abitanti dell’Olimpo. I miti e le storie legati a ognuno di loro sono innumerevoli e coprono l’intera gamma dei sentimenti umani: l’amore e il desiderio, innanzitutto, ma anche la collera, l’amicizia, l’offesa, il dolore. In questo libro incontriamo quattro vere e proprie celebrities.

    Il primo è Zeus, padre di tutti gli dèi, nonché di molti figli illegittimi nati dai suoi continui tradimenti e da avventure erotiche letteralmente leggendarie. Poi ci sono due delle sue predilette, la combattiva Atena e la frivola Afrodite, diversissime tra loro ma entrambe con il vizio di intervenire nelle vicende umane, in soccorso ai loro protetti, portando quasi sempre lo scompiglio. E infine c’è un dio ombroso, a cui spesso non si rende giustizia: Ade dal fascino discreto, sovrano del regno dei defunti ma anche marito fedele e innamorato. Attorno a loro si intrecciano le storie della complessa e decisamente disfunzionale «famiglia» olimpica: dalle vicende più note, come il famoso aneddoto della mela di Paride che contrappose tre dee di primo piano, a quelle meno ricordate, come la fanciullezza di Atena in Libia.

    La Grecia antica non è mai stata così moderna: con una narrazione colta e accattivante, ricca di fonti e ricostruzioni, Marilù Oliva apre per noi il tesoro di ricchezze simboliche e interpretative che fanno dell’Olimpo una inesauribile fonte di rivelazioni: su noi stessi, sui nostri comportamenti, sulle relazioni che viviamo e sulle debolezze che possiamo superare.



    Marilù Oliva è scrittrice, saggista e docente di lettere. Ha scritto due thriller e numerosi romanzi di successo a sfondo giallo e noir. Ha co-curato per Zanichelli un’antologia sui Promessi sposi e realizzato due antologie patrocinate da Telefono Rosa, nell’ambito del suo lavoro sulle questioni di genere. Collabora con diverse riviste ed è caporedattrice del blog letterario Libroguerriero. Per Solferino ha pubblicato i titoli L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre (2020), Biancaneve nel Novecento (2021), Le sultane (2021) e L’Eneide di Didone (2022).

    www.mariluoliva.net




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    21 min
  • Giancarlo Dimaggio "Stranamore ha la meglio"
    Giancarlo Dimaggio
    "Stranamore ha la meglio"
    Monogamia, poiliamore, infedeltà e uno psicoterapeuta
    Baldini + Castoldi
    https://www.baldinicastoldi.it/

    Qual è il destino delle relazioni amorose che aspirano alla stabilità? La monogamia è fatta per durare e, se davvero dura, ci rende felici? E che dire del poliamore: può essere un’alternativa naturale, forse più conforme ai nostri tempi? E dell’infedeltà?

    Con il suo approccio narrativo e divulgativo, Giancarlo Dimaggio affronta il tema dei rapporti d’amore adottando una prospettiva inedita. Racconta storie i cui protagonisti sono poliamorosi, monogami sacrificali, infedeli ben strutturati o infedeli tormentati che hanno bussato alla porta dello psicoterapeuta. L’autore registra cosa dicono la ricerca, l’antropologia evoluzionista e la psicoterapia sulle diverse forme di relazione che potremmo abitare nell’arco della nostra esistenza. Poi combina storie di vita e conoscenze scientifiche, riflettendo sui princìpi ai quali la nostra società si è abituata da tempo e che da soli non bastano più a spiegare le nostre scelte in fatto di relazioni. Infatti, cosa ci motiva a essere monogami, infedeli, poliamorosi? Si tratta di decisioni dettate da sistemi di valori? Lo sguardo del terapeuta vi legge altro: automatismi, scelte motivate dalla genetica, dalla storia personale. Oppure, come avviene nelle storie qui raccontate, dalla sofferenza, dall’impossibilità di intraprendere una strada nuova.

    Una volta le favole terminavano con la formula di rito: e vissero felici e contenti. E se fosse arrivato il momento di aggiornare quel finale?

    Un saggio che si legge come un romanzo, appassionante, avvincente, capace forse di aprire gli occhi: di gettare luce sulle relazioni che abbiamo, che abbiamo perduto e che avremo.




    Giancarlo Dimaggio, psichiatra e psicoterapeuta, didatta della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC). Si occupa di narcisismo da più tempo di quello che avrebbe mai pensato. Insegna psicoterapia in Italia e all’estero. Scrive per il «Corriere della Sera» e «Mente&Cervello».



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    18 min
  • Edoardo Crisafulli "33 ore. Diaro di viaggio dall'Ucraina in guerra"
    Edoardo Crisafulli
    "33 ore"
    Diario di viaggio dall'Ucraina in guerra.
    Vallecchi Firenze
    https://www.vallecchi-firenze.it/

    Cosa succede in Ucraina? Perché l’odio atavico fra Russi e Ucraini?
    Ce lo racconta un testimone d’eccezione: Edoardo Crisafulli, diplomatico, premio Elsa Morante “Culture europee” 2022."


    Questo instant book è un diario di viaggio a cavallo fra la narrazione e il saggio. Cronaca, letteratura e storia si intrecciano in maniera creativa e coinvolgente. L’autore – addetto culturale dell’Ambasciata d’Italia a Kiev – rielabora i pensieri che gli frullavano in mente durante il rocambolesco viaggio per fuggire dall’operazione speciale scoppiata, con gran fragore di missili e bombe, il 24 febbraio 2022. Una fuga in macchina, dalla capitale ucraina sotto attacco alla Moldavia, porta d’ingresso per l’Unione Europea. 33 ore, senza pause, mentre i paracadutisti russi scendevano dal cielo e le infrastrutture ucraine venivano polverizzate dagli attacchi. Tutti i fatti raccontati sono veri, così come i momenti più intensi.

    Edoardo (Teddy) Crisafulli (Rimini, 1964), nato in una famiglia mista (madre anglo-irlandese, padre di origine siciliana e per metà ungherese-tedesco), dal 2001 è addetto culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Dal 2020 dirige l’Istituto Italiano di Cultura di Kiev. Ha diretto gli Istituti di Cultura di Haifa (durante la seconda Guerra del Golfo, l’Intifada e la guerra di Hezbollah contro Israele), di Damasco (agli inizi della guerra civile) e di Beirut (quando incombeva la minaccia terroristica dell’ISIS). È stato inoltre vicedirettore dell’Istituto di Cultura italiana a Tokyo. Ha studiato Lingue e letterature straniere a Urbino, Linguistica a Birmingham e italianistica/teoria della traduzione a Dublino (University College Dublin), dove ha conseguito il dottorato con una tesi su H. F. Cary, il maggior traduttore britannico della Divina Commedia. In precedenza ha insegnato lingua e cultura italiana in Irlanda (University College Dublin), in Arabia Saudita (Università King AbdulAziz di Gedda) e in Gran Bretagna (Manchester University). Ha pubblicato quattro libri - The Vision of Dante, Igiene verbale (per i tipi della Vallecchi), Le ceneri di Craxi, La fede nel dialogo – nonché molti saggi accademici in vari ambiti disciplinari: Dante in inglese, sociolinguistica, storia politica italiana, dialogo interreligioso. Nel 2016 ha esordito nella narrativa con la raccolta di racconti La Kamikaze e altri racconti del passaggio. Collabora con il Blog della Fondazione Nenni, con l’Avanti! e Mondoperaio. Nel 2022 ha ricevuto il premio Elsa Morante, sezione “Culture europee”.



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  • Davide Vicari "Io credo in Dio e in Bernabé Ferreira"
    Davide Vicari
    "Io credo in Dio e in Bernabé Ferreira"
    Vallecchi Editore
    https://www.vallecchi-firenze.it/

    "Un romanzo sul calcio, forse il solo che parla con dovizia di particolari di tutti i Campionati Mondiali"


    Un romanzo sul calcio, forse il solo che parla con dovizia di particolari di tutti i Campionati Mondiali dal 1930 al 2018. Perché il protagonista ha questa sola, meravigliosa ossessione che lo rinfranca dal grigiore della sua esistenza solitaria e dall’impossibilità di essere normale: è indifferente a sua madre, non ha conosciuto il padre che è morto prima che lui nascesse, non ama la moglie fedifraga, non ama i figli, forse prova qualcosa per la giovane badante. Gli rimane la passione che trasmette come un virus a un suo simile impegnato a difendersi da un altro virus che si sta diffondendo in tutto il mondo, il COVIDl 9. Cento anni di avvenimenti, sconvolgimenti, immobilismo, un percorso lungo i tempi che cambiano.


    Davide Vicari è nato in Italia lo scorso secolo. Laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza, è Patrocinante in Cassazione e davanti alle Giurisdizioni Superiori. Ha pubblicato racconti su quotidiani e riviste. Col collega Davide Tassinari ha scritto Anche le società vanno in galera (Foschi editore). Ha pubblicato il romanzo breve Il dittongo viene dal Congo (Foschi editore) utilizzando lo pseudonimo di Leonidas Von Icari. Poi è stata la volta de Il pallone rosso, (Booksprint Edizioni). A seguire Il drago di dihuk (Minerva Editore Bologna) ambientato nell’Iraq dell’ultimo conflitto e ispirata da un incredibile fatto vero. Infine, per i tipi della Novecento Editore Cittadino modello, ambientato in un assai prossimo futuro apocalittico, tra Daesh e democrazia.




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  • Stefano Zecchi "In nome dell'amore"
    Stefano Zecchi
    "In nome dell'amore"
    Le molte forme di un sentimento antico e misterioso
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/


    Che cosa significa amore? E se diciamo: «Ti amo», cosa desideriamo comunicare? Sono domande che avevano poco ascolto quando, in tempi non lontani, le grandi utopie storiche dominavano il discorso pubblico, mentre la sfera dei sentimenti era e doveva rimanere una questione privata. Poi, tramontate le speranze di trasformazione radicale della società, quel mondo di affetti personali relegati, quasi nascosti, in un angolo, è riemerso, mostrando la sua forza e condizionando la vita pubblica. Oggi «tutto avviene nel nome dell’amore», fino a esasperarne il significato e tradendo il valore di quelle domande.

    Il libro di Stefano Zecchi mette ordine a ciò che chiamiamo – con sincerità o ostentazione – «amore», accompagnandoci in un viaggio alla scoperta dei diversi modi di viverlo e comprenderlo. Dai grandi miti alla filosofia, ai testi della nostra classicità, passando per gli immortali romanzi ottocenteschi, i film e le canzoni dei nostri giorni, Zecchi ragiona sulla natura del sentimento più affascinante e contraddittorio: amore passionale, romantico, sentimentale, vanitoso; amori sbagliati, impossibili, disperati.

    Dopo aver indagato le trasformazioni che il linguaggio dei sentimenti ha subito dal secolo scorso a oggi, Zecchi riflette su come siano cambiate le relazioni in seguito alla rivoluzione sessuale, sul matrimonio e sul divorzio, ma anche sui nuovi significati della maternità e sulla continua evoluzione della figura paterna. E poiché «l’amore ci interroga sul senso del futuro, su ciò che lasceremo alle generazioni che verranno», esso si esprime anche nella cura della Terra dei figli. Il viaggio si conclude riannodando i fili che congiungono l’amore alla bellezza, perché «il bene si comprende attraverso il significato del bello e l’amore trova nella bellezza la sua espressione più vera».


    Stefano Zecchi, già professore ordinario di Estetica all’Università degli Studi di Milano, dopo essere diventato ordinario di Filosofia teoretica all’Università degli Studi di Padova, è stato membro del Gruppo di lavoro interministeriale per il Patrimonio Mondiale dell’unesco e presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera. È presidente del Museo delle Scienze di Trento. Romanziere e saggista, svolge da oltre trent’anni una regolare attività di editorialista su quotidiani e settimanali. Da Mondadori ha pubblicato, tra gli altri, i saggi L’artista armato (1998), L’uomo è ciò che guarda (2005, premio Hemingway), Le promesse della bellezza (2006), Il lusso (2015), Paradiso Occidente (2016) e i romanzi Quando ci batteva forte il cuore (2010, premio Acqui Storia, e premio delle Biblioteche di Roma), Rose bianche a Fiume (2014), L’amore nel fuoco della guerra (2018, premio Niccolò Tommaseo) e Anime nascoste (2020).






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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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