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  • Andrea Dematteis "Il cavaliere di Hèdonville"
    Andrea Dematteis
    "Il cavaliere di Hèdonville"
    Fusta Editore
    https://www.fustaeditore.it/

    Undici lettere scritte nella suggestiva grafia dei tempi andati, tra macchie di inchiostro e aloni bruni lungo le piegature. Ritrovate, con il mistero che celavano, sotto due secoli di polvere nel solaio di una vecchia casa.
    Lettere scritte dal fronte di guerre terrificanti, che un ignoto antenato, Giacomo Giacosa (Jacques), inviò alla giovanissima moglie Catterina (Cati) e al figlio Giuseppe, nato dopo la sua partenza.
    Jacques, che era piemontese, di Savigliano, fu arruolato da Napoleone nel 1803 e prese parte alle campagne decennali della Grande Armée, uno dei più poderosi eserciti della storia.
    Fu dichiarato morto in battaglia, a Toulouse, nel 1814. Ma proprio lì sta il mistero: stralci di una corrispondenza tenuta dal figlio mezzo secolo più tardi riferirono un segreto oscuro, ignorato per decenni. Ne emerse un dubbio atroce sulla sorte del padre, tuttora aperto perché i documenti rinvenuti nel solaio non rivelano se si scoprì la verità: Jacques sopravvisse alla guerra? E perché non fece ritorno?
    Di fronte a un enigma così toccante si avverte una spinta ad indagare e le ricerche condotte dall’autore, a Parigi e negli archivi piemontesi, forniscono riscontri convincenti per far luce sul mistero. Emergono i contorni di una vicenda davvero eccezionale, ricca di suggestioni: l’amore romantico che lega Jacques e Cati si scontra inesorabilmente con i complotti e con la guerra, in un crescente intreccio tra la Francia attraversata dagli ideali della Rivoluzione e il vecchio Piemonte nostalgico dell’ancien règime. Una vicenda che coinvolge in prima persona i grandi del periodo – Napoleone, Maria Luisa d’Austria, lo scaltro Talleyrand, Wellington – in un appassionante susseguirsi di intrighi e colpi di scena, che assume i contorni di un’incalzante spy story e tiene il lettore sul filo della tensione.


    Andrea Dematteis è nato a Torino nel 1965. Ha cinque figli e vive con la moglie Enrica sulle Alpi piemontesi, in Valle Varaita. Laurea in Medicina Veterinaria e Dottorato di ricerca in indirizzo ecologico, al termine di un intenso decennio dedicato alla professione di campo, nel 2002 assume la direzione di un Centro Ricerche universitario sulla gestione ambientale, promuovendo progetti di sviluppo sostenibile, in Italia e all’Estero.
    Docente di Ecologia presso l’Ateneo torinese per oltre vent’anni, ha pubblicato studi monografici e numerosi articoli scientifici attinenti al settore.




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    28 min
  • Mario Fortunato "Atlante delle città incognite"
    Mario Fortunato
    "Atlante delle città incognite"
    Bompiani Editore
    https://www.bompiani.it/

    Un uomo sulla sessantina che detesta il suo nome – e ha accettato di malavoglia una reunion a Londra tra vecchi compagni – si scopre capace di un gesto di insolita, furtiva solidarietà umana; una coppia in attesa di un figlio adottivo la cui euforia viene sgretolata da un lampo nella notte di Cape Town; un giovane, bellissimo cameriere di Saigon, affascinato e insieme disgustato dalla relazione con una occidentale; un legame elusivo sulla riva del Mar Nero; un imprudente amore cinquantenne tra editoria e segreti torinesi; una richiesta accorata di aiuto e un memorabile vassoio di pasticceria marocchina assortita. Ogni città incognita reca il suo segreto, il suo momento prodigioso, il suo punto di rottura. Ogni città è più che uno sfondo – è uno specchio. In questi ventuno apologhi, legati tra loro da personaggi che ritornano e cesellati da una lingua limpida e netta come un capitello, si va da Agra a Venezia, passando per Hong Kong, Los Angeles e Odessa, secondo un ordine all’apparenza alfabetico, che in realtà compone in segreto un nuovo atlante del nostro stare al mondo.
    Un viaggio anche visivo, scandito dalle illustrazioni di Claudia Peill.



    Ha diretto l’Istituto italiano di cultura di Londra. Critico letterario, traduttore di autori come Maupassant, Virginia Woolf e Evelyn Waugh, ha pubblicato narrativa, saggi e memoir. I suoi ultimi libri sono Sud (Bompiani, 2020) e Autobiografia della gaffe (Neri Pozza, 2022). Nei Tascabili Bompiani sono disponibili: Luoghi naturali, L’arte di perdere peso, Il viaggio a Paros, Tre giorni a Parigi, Noi tre, Amore, romanzi e altre scoperte, Le voci di Berlino, Quelli che ami non muoiono, I giorni innocenti della guerra (nel 2007 secondo classificato al Premio Strega e vincitore dei premi Mondello e Super Mondello) e Allegra Street.



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    27 min
  • Ilide Carmignani "Notturno cileno"
    Ilide Carmignani
    "Notturno cileno" di Roberto Bolaño
    Adelphi
    https://www.adelphi.it/

    Traduzione di Ilide Carmignani.

    «Ora muoio, ma ho ancora molte cose da dire. Ero in pace con me stesso. Muto e in pace. Ma all’improvviso le cose sono emerse». L’uomo che in una notte di agonia e delirio decide di ripercorrere la propria esistenza è stato un sacerdote, un membro dell’Opus Dei, e anche un poeta e un autorevole critico letterario. Ma soprattutto ha sempre badato a tenersi al riparo da ogni rischio, e per riuscirci si è piegato a molti compromessi, ha chiuso gli occhi dinanzi a molte nefandezze, si è macchiato di molte viltà. Ha accettato e svolto coscienziosamente incarichi bizzarri, come dare lezioni di marxismo a Pinochet e ai membri della sua giunta, e ha preso parte a squisite serate letterarie in una sontuosa villa, alla periferia di Santiago, nei cui sotterranei venivano torturati gli oppositori politici al regime. E adesso che le cose e i volti del suo passato gli turbinano davanti come sospinti da un soffio infernale, «si scatena la tempesta di merda».


    Roberto Bolaño
    Scrittore cileno (Santiago del Cile 1953 - Barcellona 2003). Messicano di adozione, ha dato vita al movimento poetico d’avanguardia infrarealista (insieme con M. S. Papasquiaro), in opposizione all’establishment letterario messicano. In seguito si è trasferito in Spagna, pubblicando diversi romanzi e raccolte di racconti tra cui Estrella distante (1996; trad. it. 1999), Llamadas telefónicas (1997; trad. it. 2000), Los detectives salvajes (1998; trad. it. 2003), Nocturno de Chile (2000; trad. it. 2003), Amuleto (1999; trad. it. 2001), Una novelita lumpen (2002; trad. it. Un romanzetto lumpen, 2013). Gli eroi picareschi tipici della sua produzione traggono spunto dalle esperienze giovanili e in particolare dalla militanza in movimenti d’avanguardia non solo letteraria, ma anche politica (nel 1973, di ritorno in Cile, è stato incarcerato perché in opposizione con il regime di A. Pinochet). La recente riscoperta dell’opera di B. ha portato alla pubblicazione postuma di diverse opere, anche in Italia: si ricordano El tercer Reich (1989; trad. it. 2010); 2666 (2004; trad. it. 2007), la raccolta di versi La universidad desconocida (2007; trad. it. 2020) e Los sinsabores del verdadero policía (2011; trad. it. 2012). Nel 2016 è stato pubblicato il romanzo inedito El espíritu de la ciencia-ficción (trad. it. 2018), scritto da B. agli inizi degli anni Ottanta, mentre è del 2018 Sepulcros de vaqueros (trad. it. 2020).




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    22 min
  • Paolo Borzacchiello "Forse sei già felice e non lo sai"
    Paolo Borzacchiello
    "Forse sei già felice e non lo sai"
    Il primo manuale di crescita personale realistica e sostenibile
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/


    Non è possibile essere sempre felici e avere una vita in cui non succedono mai cose brutte. Gli imprevisti, lungo il cammino, sono tanti: guerre, pandemie, crisi economiche ma anche persone care che muoiono, altre che ci fanno soffrire o ci mettono i bastoni fra le ruote incasinandoci i piani.

    Eppure, finora, i manuali di crescita personale ci hanno infarcito la testa con idee senza fondamento che hanno prodotto aspettative sbagliate. Ci hanno convinti che “volere è potere”, e così facendo hanno trasformato la nostra vita in una lotta costante, piena di delusioni e sensi di colpa. Ci hanno messo in testa che “la fortuna non esiste” e siamo noi ad attirare la buona e la cattiva sorte, rendendoci così incapaci di accettare il fallimento e alimentando una spirale di frustrazione.

    Con questo libro Paolo Borzacchiello spiega, in modo semplice e molto pratico, alcune dinamiche che stanno alla base delle nostre azioni quotidiane per migliorarle. Ci dice come affrontare alcune situazioni e persone che incontreremo lungo la strada, con le quali dobbiamo confrontarci tutti i giorni e verso le quali è opportuno prendere le adeguate contromisure. E ci invita ad affrontare alcune sfide che ci permetteranno davvero di crescere a livello sia personale sia professionale, in modo realistico, sostenibile e responsabile.

    “Come prima cosa, però, dobbiamo fare tabula rasa e ridefinire il campo di gioco. Come?

    Imparando a capire cosa può portarci momenti di gioia e cosa no, e scoprire, guardando dalla parte giusta, il tesoro davanti agli occhi, che, accecati dalla luce fasulla di riflettori artificiali, non abbiamo mai visto. Perché, se ridefinisci il campo di gioco, magari puoi renderti conto che forse sei già felice e non lo sai.”


    Paolo Borzacchiello è uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica. Da oltre quindici anni si occupa di studio e divulgazione di tutto ciò che riguarda le interazioni umane e il linguaggio. Autore di bestseller e podcast di successo, consulente e divulgatore, è il co-creatore di HCE, Human Connections Engineering, la disciplina che studia le interazioni umane. Ogni anno forma migliaia di persone in aula e segue la formazione di aziende, imprenditori e manager in tutto il mondo. Ha scritto e scrive per diverse testate giornalistiche, tra cui “Il Sole 24 Ore”, ed è spesso in televisione e in radio per promuovere la sua missione, “La conoscenza rende liberi”. Su Audible i suoi podcast sono tra i più seguiti e apprezzati. Ha pubblicato con Mondadori il ciclo di romanzi bestseller La Parola Magica, Il Super Senso e La quinta essenza, il saggio Basta dirlo e, con Elisa Sednaoui, Nessuno può farti star male senza il tuo permesso.






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    18 min
  • Andrea Nicastro "L'assedio"
    Andrea Nicastro
    "L'assedio"
    Solferino Libri
    https://www.solferinolibri.it/

    In un inverno del XXI secolo, quattrocentocinquantamila abitanti di una moderna città europea scoprono che la guerra esiste anche fuori dalle serie di Netflix e assomiglia ancora a quelle del Medioevo. Una violenza inattesa e spietata taglia viveri, acqua, luce, riscaldamento, Internet, telefonini e, ovviamente, uccide. C’è chi scappa, chi resta, chi combatte e chi muore, ma tutti vengono cambiati, nel profondo e per sempre. È il romanzo vero di Mariupol, la città simbolo della resistenza ucraina, raccontato da chi l’ha vissuto. Andrea Nicastro mette in scena personaggi emblematici di entrambe le parti in guerra, le loro vicende si incrociano tra le rovine della città assediata dai russi in un crescendo di distruzione che è psicologica, morale e fisica assieme. Storie vere condivise dall’autore nei giorni dell’assedio, ma anche tratte da diari inediti, interviste, incontri con i sopravvissuti che si trasformano in racconto corale. Nelle pagine si susseguono il fragore delle bombe, l’attesa nei rifugi, l’abbrutimento dei combattimenti, la vitalità come la generosità che permettono di sopravvivere. Un libro che parla dell’orrore senza tempo della guerra e porta alla luce il carattere di un’umanità costretta nell’avversità estrema a scoprirsi codarda e coraggiosa, immorale ed eroica.


    Andrea Nicastro, inviato speciale del «Corriere della Sera», ha raccontato guerre in Kosovo, Cecenia, Afghanistan, Iraq, Ucraina, crisi e colpi di Stato in Russia, Iran, Libano e Turchia, la tratta dei migranti e il traffico d’organi internazionale. Ha pubblicato Nassiriya, bugie tra pace e guerra (Ed. Riuniti 2006) e Gli Altri siamo noi. Perché tradire l’Occidente scatena il Jihad (Rubbettino 2021). Con Francesca Mineo nel 2019 ha portato in teatro Gli Altri. Storie di burqa, amore e rabbia nel secolo del jihad.



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    24 min
  • Anna Kanakis "Non giudicarmi"
    Anna Kanakis
    "Non giudicarmi"
    Baldini + Castoldi
    https://www.baldinicastoldi.it/

    È il 5 novembre del 1923. Il barone Jacques d’Adelsward Fersen sta tornando a casa, a Capri, nel suo buen retiro: Villa Lysis. Jacques è un uomo enigmatico e insoddisfatto: cocainomane, omosessuale, è un reietto, un diverso. La sua vita, benché luccicante e sofisticata, è una continua lotta contro i suoi demoni: gli mancava il talento per diventare lo scrittore che avrebbe voluto essere, ma è soprattutto la sua omosessualità ad avergli provocato un isolamento dalla famiglia, il carcere e una profonda malinconia.

    Ora, in quello che sembra a tutti gli effetti un simbolico ritorno al proprio io interiore, lo ritroviamo assieme ai suoi due amanti, Nino e Manfredo: il primo, compagno di una vita, è stato un ragazzo di strada, un manovale, e si prende cura di Jacques con compassione e affetto; il secondo, più capriccioso e volitivo, è un giovane talmente delicato da essersi guadagnato l’appellativo di “fauno”.

    Durante il viaggio non mancheranno gli incontri con amici del passato, ma anche con i fantasmi di un tempo che, alimentati dall’astinenza forzata dalla cocai- na, tornano a tormentare il protagonista e provocano in lui allucinazioni, ossessioni negative, baratri emotivi. Una domanda assilla Jacques: è possibile riscattarsi almeno alla fine? Cosa può fare un uomo per sottrarsi alla condanna degli altri e alla sua stessa mediocrità?

    Un romanzo storico affascinante e originalissimo, capace di restituire con esattezza e lirismo la vera voce di un personaggio realmente esistito e che tuttavia si dimostra in grado di travalicare il tempo: perché poco e niente sembra essere cambiato da quando Jacques Fersen, barone d’Adelsward, vagava per Capri sotto lo sguardo sdegnato della gente. Un libro feroce, commovente, raffinatissimo, che ci consente di decifrare un dolore che ci riguarda e ci appartiene ancora oggi.


    Anna Kanakis è nata in Sicilia, da padre greco e mamma messinese: un orgoglioso miscuglio di Magna Grecia e italianità. È un’attrice e scrittrice italiana. La “diversità” è l’elemento che descrive meglio il suo lavoro e la sua carriera. Entrare e uscire dalle vite di personaggi dissimili, per tradurne la psicologia e sfiorar- ne l’anima, è sempre stata una passione e una sfida. La scrittura, invece, una passione segreta. Ha pubblicato il romanzo Sei così mia quando dormi. L’ultimo scandaloso amore di George Sand (2010) e L’amante di Goebbels (2011), dove narra la storia vera di Lída Baarová, attrice cecoslovacca che fu amante di Joseph Goebbels nel 1938.



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    26 min
  • David Grieco "Miracolo a New York"
    David Grieco
    "Miracolo a New York"
    La nave di Teseo
    https://www.lanavediteseo.eu/


    L’11 settembre 2001 non era un giorno qualsiasi per morire. Gli amici e i parenti di tutti coloro che sono morti quella mattina sono destinati a non dimenticarli mai perché non hanno nemmeno
    una tomba su cui piangere o pregare. Il dottor Matthew Mason, protagonista di Miracolo a New York, non fa eccezione. Quel giorno ha perso sotto le macerie sua moglie Jodie, la madre del suo piccolo Charlie, e sebbene egli viva da tempo con un’altra donna che ha cresciuto suo figlio, Matthew trascorre le sue notti insonni a costruire con il Lego una folle, improbabile riproduzione delle Torri Gemelle. Una di quelle notti, Matthew viene chiamato al Pronto Soccorso dell’ospedale dove lavora. Si ritrova davanti a una donna che ha tentato il suicidio proprio lì. Matthew la riconosce. Jodie. Sua moglie. Non può che essere lei.
    Ma nessuno lo deve sapere. Da quel momento in poi, la vita di Matthew deraglia completamente. Ma quando perderà tutto, proprio tutto, il dottor Mason farà una scoperta sconvolgente che gli permetterà di rinascere.


    Giornalista, scrittore e regista, David Grieco ha scritto il romanzo Il comunista che mangiava i bambini (1994) – dal quale ha tratto un film intitolato Evilenko, interpretato da Malcolm McDowell – e numerosi libri di non fiction, l’ultimo dei quali è La macchinazione (2015), sulla morte di Pier Paolo Pasolini, e di questo ha diretto il film omonimo. È autore di numerose sceneggiature per il cinema, fra le quali quella di Caruso Pascoski di padre polacco con Francesco Nuti. Ha vinto svariati premi, tra i quali quello come miglior regista – unico italiano nella storia del premio – al festival americano di Tiburon e il prestigioso premio Adriana Prolo alla carriera conferito all’Associazione Museo Nazionale del Cinema.


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    20 min
  • Luigi La Rosa "A Parigi con Marcel Proust"
    Luigi La Rosa
    "A Parigi con Marcel Proust"
    Le stagioni della memoria
    Giulio Perrone Editore
    https://www.giulioperroneditore.com/

    Sul finire dell’estate e di un amore malinconico, il protagonista di questo libro rilegge la vita di Marcel Proust alla luce dell’infanzia angosciata, della giovinezza sognante e timida, degli amori sofferti e totalizzanti, del desiderio impetuoso e soprattutto attraverso i luoghi che segnarono la biografia dell’autore, ridefinendone il rapporto con Parigi e con le sue fascinazioni. Le case di famiglia, i quartieri, i salotti eleganti, la frivolezza mondana sconvolti dall’irrompere della guerra e dai ritmi travolgenti della modernità: sono le tappe di un itinerario avvincente e intenso che, di pagina in pagina, elegge la creazione letteraria a imperativo assoluto. Nulla si perde nel quadro che la letteratura
    risuscita. Nulla smarrisce l’antico significato perché tutto ritorna, tutto partecipa al disegno complessivo, ogni tessera ricollocata nel mosaico finale. Quello che Luigi La Rosa ci consegna è un ritratto fedele dell’artista, ma anche una testimonianza sull’uomo e sul genio, forse il massimo al quale la Francia abbia dato i natali. Il talento e la solitudine del quotidiano, le difficoltà e le epifanie dello spirito, gli abbagli, i segreti, le malattie e le iperboli compongono un profilo insieme unico e universale, la storia di un’esistenza tormentata, sempre ai limiti dell’eccesso, ma irrinunciabilmente devota alle ragioni della parola, della voce che si muta in racconto. A Parigi con Marcel Proust è prima d’ogni cosa un atto d’amore per il padre della Recherche e un seducente invito al lettore contemporaneo a riscoprirne il mistero, le peripezie, l’appassionante geografia.

    Luigi La Rosa
    è siciliano, vive tra Catania e Parigi. Collaboratore di riviste e quotidiani, ha curato per Rizzoli-Bur numerosi volumi e raccolte saggistiche. Solo a Parigi e non altrove e Quel nome è amore sono apparsi per i tipi di Ad est dell’equatore. Si è occupato della sezione letteraria della guida verde di Parigi di Touring Club. Per l’editore Piemme ha pubblicato L’uomo senza inverno (finalista Premio Minerva) e Nel furor delle tempeste (Premio Elmo).





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    20 min
  • Paolo Morelli "Ridondanze"
    Paolo Morelli
    "Ridondanze"
    Exòrma Edizioni
    http://www.exormaedizioni.com/

    Un libro che ride e che danza, anfibio e generoso, pruriginoso, rivelatore, divertente e profondo, e che tratta con riguardo il lettore. Un testo che sarebbe piaciuto a Celati e a Manganelli.

    Nel rione romano di Testaccio resiste quell’attitudine a raccontare storie, per lo più comiche, capace di mettere in moto il cuore pulsante del pensiero umano: la fantasia. Considerata ormai come l’infanzia del pensiero, ne è invece l’originaria pienezza, il ponte, il primo tramite tra il noto e l’ignoto, tra quello che crediamo di sapere e l’enigmatico che non riusciamo a spiegarci. Con ogni evidenza, dice Morelli, la fantasia sta sparendo dalla faccia della terra, sostituita dall’immaginazione calcolata e meccanica.
    Uno scrittore solitario si mette in ascolto per salvare, per trasmettere, raccontando a sua volta quello che ha ascoltato, in quella specie di conversazione universale che è la letteratura: un pittore in disgrazia, un genio a colazione, un tizio scorbutico e sfortunato, uno scrittore ecologista frustrato, per finire con le massime di Carmine il barbiere, che ragiona a modo suo e poi ti sbaglia le basette.

    Dentro, una volta che Volume ha fatto saltare il lucchetto, ci stava un silenzio più un buio come si potrebbe dire, immemore e immane, chissà da quanti anni nessuno ci metteva piede.
    Menomale che il poeta Pocaluce, appena arrivati al paese nei pressi del quale si trovava la chiesetta sconsacrata, ma nei pressi neanche tanto visto che ci era costata un’ora di cammino, aveva scritto diligente sul notes: Candele!!! Un pacco o forse due o tre anzi è meglio!!! Urgente!!! Così abbiamo potuto rischiarare quell’atmosfera immota, dolente e buia, dato che le finestre erano state perfino murate, ma nemmeno troppo umida, forse perché la costruzione si trovava in una specie di fossa secca e arieggiata, esposta ai venti del nord.
    E subito, accese le fiammelle, c’è stata la danza di fuga da parte di milioni di ragni saltericchi, che quando loro sono fuggiti e i nostri occhi si sono abituati al chiarore e all’immobilità non si poteva fare a meno, non si poteva proprio fare a meno di dimenticarsi del rimanente affrescato fin sugli scuri delle due finestre e negli interstizi, e piegare la capa all’insù, perché proprio lì sul soffitto c’era la figura del santo che incombeva tuttora, grazie a un miracoloso o forse diabolico stato di conservazione, mentre le pareti all’intorno raffiguravano il Ciclo delle Quattro Notti Menomale Mai Successe in Successione, in senso antiorario, come si fa a tresette del resto.
    Ma ripeto le notti all’intorno sparivano per il momento appena entrati, perché la capa spinta dagli occhi per strana attrazione si piegava sul collo e guardava all’insù, dove c’erano i contorni che precisi è dir poco e la ferma modellazione d’una figura enorme, il plastico disaccordo del san Cipriesco eremita che riempiva anzi ingolfava il soffitto quattro per quattro, stile Kandinskij se avesse scippato la mano a Margaritone, con due occhioni sbarrati da bove e la stazza tarchiata, pelle color ambra e i piedi sproporzionati, il badile dei capelli rossi e la veste di camoscio, ritratto al momento culminante nella sua grotta puntuta, in piedi su una specie di globo che doveva rappresentare io credo l’inettitudine che arregge il mondo reale, mentre da un buco che fa da porta e finestra penetra nel piccolo ambiente un raggio lunare.


    Paolo Morelli (1951) è nato e vive a Roma. Tra i suoi libri Vademecum per perdersi in montagna (nottetempo, 2003), Er Ciuanghezzù ( nottetempo, 2004), Caccia al cristo (DeriveApprodi, 2010), Il trasloco (nottetempo, 2010), Racconto del fiume Sangro (Quodlibet, 2013), L’arte del fallimento (Sossella, 2014). È nell’antologia La terra della prosa (a cura di A. Cortellessa) e in 12 Apostati...
    21 min
  • Marco Buticchi "Il serpente e il faraone"
    Marco Buticchi
    "Il serpente e il faraone"
    Longanesi Editore
    https://www.longanesi.it/


    Dalle sabbie dell’Egitto del faraone eretico Akhenaton sino ai tragici eventi del Novecento, una storia il cui filo rosso ha inizio nella tomba di un re bambino vissuto quasi tremila e cinquecento anni fa.

    4 novembre 1922: nella Valle dei Re, viene scoperta la tomba di Tutankhamon. La febbre dell’antico Egitto infiamma il mondo intero. L’egittologo Howard Carter e il suo finanziatore, il conte di Carnarvon, si trovano d’improvviso al centro dell’attenzione e, accanto alla curiosità di scoprire i segreti di una civiltà così lontana e misteriosa, si scatenano ben presto invidie, voci malevole e leggende di maledizioni.
    In Europa, intanto, nonostante il primo conflitto mondiale sia da poco terminato, sembra si corra incontro a una nuova, terribile guerra. A ravvivare le braci è, in particolare, il crescente antisemitismo, alimentato anche dal servizio segreto zarista, l’Ochrana, che fa redigere un falso documento – i Protocolli dei Savi anziani di Sion – per gettare di­scredito sulla finanza ebraica. Ma quando le manovre occulte di queste forze eversive sembrano a un punto morto, la scoperta del sepolcro del faraone bambino giunge come una provvidenziale soluzione. Non soltanto per via dei favolosi tesori che contiene, ma anche per i papiri perduti, quei papiri che – a detta dei responsabili della spedizione archeologica, Carnarvon e Carter – «sarebbero stati in grado di stravolgere i fondamenti delle religioni».
    1341 a.C.: Nasce Tutankhamon, figlio di Akhenaton, il faraone eretico. Crescere a corte per il piccolo erede al trono è un continuo districarsi tra insidie e congiure, ma il peggio accade quando suo padre è costretto a scomparire. Nei pochi anni che gli restano, Tut custodirà gelosamente i papiri segreti che narrano il vero destino del faraone Akhenaton e del fratellastro, l’ebreo Mosè. Una verità preziosa, ma scomoda per il giovanissimo sovrano, suo malgrado al centro di spietate manovre e cospirazioni.

    Una cavalcata inarrestabile dalle sabbie dei deserti degli antichi egizi alle colline del Mediterraneo alla ricerca del più prezioso tesoro di ogni tempo. Un fiume tumultuoso che corre senza sosta dai fasti dei faraoni alle radici del male del secolo scorso.



    Marco Buticchi, il maestro italiano dell’avventura, è nato alla Spezia nel 1957 e ha viaggiato moltissimo per lavoro, nutrendo così anche la sua curiosità, il suo gusto per l’avventura e la sua attenzione per la storia e il particolare fascino dei tanti luoghi che ha visitato. È il primo autore italiano pubblicato da Longanesi nella collana «I maestri dell’avventura» (accanto a Wilbur Smith, Clive Cussler e Patrick O’Brian), in cui sono apparsi con grande successo di pubblico e di critica Le Pietre della Luna (1997), Menorah (1998), Profezia (2000), La nave d’oro (2003), L’anello dei re (2005), Il vento dei demoni (2007), Il respiro del deserto (2009), La voce del destino (2011), La stella di pietra (2013), Il segno dell’aquila (2015), La luce dell’impero (2017), Il segreto del faraone nero (2018), Stirpe di navigatori (2019) e L’ombra di Iside (2020), disponibili anche in edizione TEA, oltre a Scusi bagnino, l’ombrellone non funziona (2006) e a Casa di mare (2016), un appassionato ritratto del padre, Albino Buticchi. Nel dicembre 2008 Marco Buticchi è stato nominato Commendatore dal Presidente della Repubblica per aver contribuito alla diffusione della lingua e della letteratura italiana anche all’estero.



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