il posto delle parole

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  • Pietro Trifone "Brutte, sporche e cattive"
    Pietro Trifone
    "Brutte, sporche e cattive"
    Le parolacce della lingua italiana
    Carocci Editore
    http://www.carocci.it/

    Le parolacce sono i palliativi verbali delle molteplici miserie e angosce che segnano l’umano arrancare. Con vivacità e ironia, il volume racconta la storia del colorito frasario volgare e mostra che il linguaggio basso e sprezzante, per la sua straordinaria potenza emotiva, esiste da sempre. Negli ultimi decenni, però, il turpiloquio ha infranto le barriere che ne regolavano la circolazione: non è più “una cosa da uomini” né una risorsa espressiva di uso marginale, ma è sconfinato dal privato al pubblico, nella fluviale comunicazione social e perfino nel dibattito politico. Ecco perché la nostra è stata definita «l’epoca d’oro dell’ingiuria».


    Pietro Trifone, insegna Storia della lingua italiana nell’Università di Roma “Tor Vergata”. Accademico della Crusca, è presidente dell’ASLI– Associazione per la storia della lingua italiana. Ha curato insieme a Luca Serianni una Storia della lingua italiana in tre volumi (Einaudi, 1993-94) e ha scritto con Massimo Palermo una Grammatica italiana di base (4 ^ ed. Zanichelli, 2020).



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    26 min
  • Andrea Arnoldi "Gli anelli del Monviso"
    Andrea Arnoldi, Elena Cischino
    "Gli anelli del Monviso"
    Le più belle escursioni con vista sul Re di Pietra
    Fusta Editore
    https://fustaeditore.it/shop/

    27 itinerari, quasi tutti ad anello, distribuiti tra le valli Varaita, Po e Pellice, con il Monviso sempre a portata di sguardo. Questa guida rivisita alcune “classiche” e percorre sentieri meno conosciuti. Ogni itinerario è corredato da un dettagliato racconto, mappe, curiosità e approfondimenti che permettono di scoprire e conoscere meglio quanto incontrato cammin facendo: dal Bosco dell’Alevè ai valloni di Chianale e di Bellino, dalla Tour Real ai Laghi Blu. Dal Viso Mozzo al Pian del Re e della Regina, dal Buco di Viso ai territori di Oncino, Crissolo e Ostana. Dalla Conca del Prà con il Rifugio Jervis ai colli della Gianna e della Croce, dai monti Granero e Manzol al Vallone dei Carbonieri e al Rifugio Barbara, solo per citarne alcuni. Molte escursioni, anche quelle dedicate ai camminatori più allenati ed esperti, sono adattabili alle famiglie con alcuni accorgimenti che permettono di accorciare o di rendere più semplice l’itinerario.





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    17 min
  • Antonio Canu "Il mondo in un carrello"
    Antonio Canu
    "Il mondo in un carrello"
    Come la nostra spesa cambia le sorti di ecologia, economia e cultura
    Il Saggiatore
    https://www.ilsaggiatore.com/


    C’è un luogo nelle nostre città in cui, volenti o nolenti, ci rechiamo tutti almeno una volta a settimana. È un luogo fatto di luci led e annunci all’altoparlante, banchi frigo e frutta variopinta, confezioni convenienza e bustine biodegradabili. Un luogo dove sembra dominare il caos ma in realtà tutto è disposto secondo un ordine calcolato. Ciò cui solitamente non pensiamo, entrando in un supermercato, è quante storie contenga. O meglio, quanto «mondo» ci sia in ognuno degli articoli che finiscono nei nostri carrelli della spesa.

    Antonio Canu ci conduce in un curioso viaggio attraverso i corridoi di un supermercato, alla scoperta delle vite di cibi e oggetti che acquistiamo ogni giorno. Spostandosi di scaffale in scaffale, Canu ci racconta da dove arriva ogni singolo prodotto e in che modo la sua presenza su questo Pianeta si è intersecata con la storia dell’umanità: dal limone, «inventato» come ibrido di cedro e arancio in India ed esportato da Cristoforo Colombo nelle Americhe, al formaggio, nato forse per caso oltre 8000 anni fa e diventato una delle pietanze fondamentali nella dieta dei nostri avi; dal tonno in scatola, figlio dell’intuizione della famiglia Florio che lo introdusse in tutti i continenti, al merluzzo essiccato, la cui fortuna si lega a quella di Erik il Rosso e dei suoi eredi; dal pollo, il cui allevamento è oggi una delle cause dei cambiamenti climatici, fino alla contraddittoria soia, assieme perno dell’alimentazione vegetariana e tra i responsabili principali della deforestazione.

    Il mondo in un carrello ci spinge a confrontarci con il ruolo che le nostre scelte alimentari e di acquisto hanno su ciò che ci circonda. Arricchita dalle illustrazioni di Bianca Buoncristiani, quest’opera incrocia economia e antropologia, geografia e storia ambientale per offrirci un punto di vista inedito sul nostro sviluppo e sulla sua sostenibilità. Per quanto ci possa sembrare strano, il cambiamento potrebbe iniziare proprio dalla nostra prossima lista della spesa.

    «Mai avrei pensato che qualche minuto in un supermercato equivalesse a un viaggio sul Pianeta.»

    Un giro del mondo a bordo di un carrello della spesa: per scoprire le storie dei prodotti che compriamo e in che modo le nostre scelte di acquisto influiscono su tutto ciò che ci circonda.



    Antonio Canu (Roma, 1960), esperto in gestione di aree protette, giornalista e scrittore, attualmente fa parte del consiglio direttivo della Federazione italiana dei parchi naturali ed è presidente di WWF Travel. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Lettera a mia figlia sulla Terra (Einaudi, 2001), Roma selvatica (Laterza, 2015) e Andare per Parchi nazionali (il Mulino, 2019).




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    23 min
  • Leo Osslan "Elogio delle tette"
    Leo Osslan
    "Elogio delle tette"
    reali, immaginate, sognate, ricercate, temute
    Ramon Gomez de la Serna
    Fefè Editore
    https://www.fefeeditore.com/

    “Questo non è un libro pornografico” – scrive Ramón Gómez de la Serna nel prologo alla prima edizione del suo libro, nel 1918. Un secolo dopo queste parole sono del tutto condivisibili, e un’eventuale accusa di pornografia fa sorridere. Mentre invece, sempre ad un secolo di distanza, questo libro potrebbe essere accusato di “scorrettezza politica” rispetto all’attuale mainstream culturale. Ma i possibili dubbi vengono spazzati via o quanto meno passano in secondo piano, quando ci rendiamo conto della consistenza letteraria, della piacevolezza di lettura, della provocatorietà propulsiva, della visionarietà poetica, della creatività fantasmatica di cui questa centuria di racconti è impregnata.

    Ramón Gómez de la Serna – E' stato uno scrittore, giornalista, aforista, saggista, drammaturgo e biografo spagnolo, nato a Madrid nel 1888. Generalmente ascritto alla generazione del '14, anche nota come Novecentismo, è considerato l'inventore del genere letterario conosciuto come "greguería". Esponente di punta del primo Futurismo spagnolo e dei Surrealisti di quel paese.


    Leo Osslan, romano di origini russe, scrittore, poeta, giornalista-viaggiatore in oltre trenta paesi del mondo, è Direttore editoriale di Fefè Editore. Steven Teixeira e Leo Osslan sono gli autori delle Foto con l’Anima, unione di foto e testi poetici, che dal 2002 sono esposte in Italia e all’estero in mostre personali, musei, luoghi d’arte.




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    22 min
  • Luciano Bertello "Felice Bertola. Mito del balon ed eroe delle alte Langhe"
    Luciano Bertello
    "Felice Bertola. Mito del balon ed eroe delle alte Langhe"



    Sabato 16 luglio, alle 18, in piazza Molinari, a Cortemilia, il sindaco Roberto Bodrito inaugurerà la rassegna “Cortemilia è cultura”. Alle 18,30, in collaborazione con Sorì Edizioni e Ceretto, verrà presentato il libro “Felice Bertola-Mito del balon ed eroe delle alte Langhe”. Sarà presente l’ex campione di pallapugno.


    Felice Bertola è il pallonista più vincente nella storia della pallapugno professionale quindi diversi esperti lo considerano il più forte giocatore di sempre. Bertola nacque in un paese situato in una zona dove notevole è la tradizione atletica della palla pugno quindi si dedicò a questa disciplina in età infantile. L'atleta vinse i titoli italiani in diverse squadre dal 1963 al 1967 poi dal 1969 al 1972 ancora nel 1975 poi dal 1977 al 1979 ancora nel 1984 e 1986.
    Dopo l'attività agonistica Bertola è sempre chiamato il campionissimo da molti appassionati e, dopo le sue tante vittorie, ha messo la sua esperienza a disposizione della federazione di pallapugno impegnandosi in organizzazioni di eventi e competizioni pallonistiche. Nel 2006 gli conferirono l'onore di essere tedoforo trasportando la fiamma olimpica per la XX Olimpiade Invernale di Torino.


    Luciano Bertello
    "Piccola storia dei tajarin"
    Viaggio affettuoso di un piatto povero diventato ricco
    Slow Food Edizioni
    https://www.slowfoodeditore.it/it/


    L'intento è chiaro. Il celeberrimo piatto piemontese, traducibile con l'italiano "taglierini" ed erroneamente assimilato ai tagliolini, è il pretesto che spinge l'autore a narrare la storia gastronomica di quel territorio un tempo povero e maledetto raccontato da Beppe Fenoglio nella Malora, la Langa. Una ricetta femminile e famigliare, di cui le donne erano fiere custodi e che costituiva quasi un requisito per potersi sposare - saper tirare la sfoglia sottilissima per tagliare tajarin simili a capelli d'angelo - percorre la storia e i suoi eventi narrando di personaggi noti e meno noti (tra gli altri Cesare Pavese, Beppe Fenoglio, Giacomo Morra), affini o meno al mondo della gastronomia, e lascia nel lettore un affresco sociale prima che culinario. I tajarin raccontano il passaggio dalla cultura contadina a quella industriale, dalla malora dei campi ai successi dell'imprenditoria: da piatto semplice e legato al pranzo in famiglia - sono sempre abbondanti non come i ravioli che vengono spesso contati - diventano protagonisti del contesto borghese soprattutto grazie al fortunato incontro con il tartufo bianco d'Alba. E infine si passa alla ricetta, secondo le osterie e secondo i cuochi stellati, sul territorio nessuno rinuncia alla sua versione dei tajarin.




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    27 min
  • Luigi Alfieri "Da Leopoli a Kiev"
    Luigi Alfieri
    "Da Leopoli a Kiev"
    in viaggio nella guerra tra Putin e Zelensky
    Cinquesensi Editore
    https://www.cinquesensi.it/


    Un instant book ibrido, a mezza strada tra un libro di viaggi comune e un reportage di guerra. Il racconto della quotidianità unito al racconto della devastazione monumentale, alla vita dei profughi. Osservazioni su paesaggi fisici e morali per raccontare cosa è diventato uno dei più bei percorsi turistici europei al tempo della guerra.
    Da Leopoli, patrimonio mondiale Unesco, capitale della Galizia asburgica, già perla del regno di Polonia, città universitaria per eccellenza, a Kiev la città più antica e più “russa” della stessa Mosca, oggi devastata dalle bombe. E oltre.

    Dal 3 al 15 maggio 2022 l’autore è passato da Leopoli a Kiev raccogliendo storie e scrivendo in diretta.


    Viaggiare dentro la guerra con l’elmetto in testa e l’insopportabile giubbotto addosso, sentire l’urlo orribile delle sirene, fermarsi davanti a palazzi un tempo belli ed eleganti ora neri di fumo e ridotti in macerie, vedere le fosse comuni, i ponti crollati, le buche lasciate dalle bombe per le strade, pensare che il prossimo passo potrebbe essere su una mina, che la morte ti sta a fianco, beffarda, ogni giorno, invisibile, ma non astratta, guardare il cielo che è azzurro come a Firenze, a Venezia, a Timbuctù o a Samarcanda, dico azzurro, pacifico, ma tra un attimo potrebbe arrivare un missile a solcarlo, vedere il freddo di una fossa comune, visitare un cimitero pieno di bandiere e ogni bandiera indica un ragazzo di vent’anni morto, stare sulla porta della chiesa e cercare di capire se quella signora che soffre di un dolore senza fondo ma tiene alto uno sguardo fiero, stringe le rose rosse tra le braccia come se fosse il corpo del suo bambino… beh, tutto questo è diverso dalla vita di tutti i giorni in Europa. È diverso da stare in un pub di Londra o in un dehor di Torino o in un bistrot di Parigi, a tremila chilometri dalla guerra, davanti al tuo giornale, semplicemente leggendo di cose lontane, senza sentire gli odori, senza vedere i colori, senza udire i rumori, senza provare ansie e paure che ti fanno assorbire la presenza della morte come una cosa sicura, che esiste, sta lì e ti può portare nel buio freddo di una tomba anonima in qualsiasi momento. Quando la sicurezza quotidiana di vivere protetti dalla normalità, come la marmotta in letargo vive protetta dalla sua tana, scompare, allora il pensiero si spinge oltre, varca nuovi confini, affronta nuove domande.
    Ti chiedi davvero cosa sia la vita.

    Luigi Alfieri
    Già giornalista della Stampa di Torino e caporedattore della Gazzetta di Parma è autore di 12 libri di carattere storico, letterario e di viaggio, pubblicati con editori quali Guanda e Mazzotta e di diversi lungometraggi.
    In questi mesi difficili ha organizzato due spedizioni umanitarie a Leopoli, recandosi di persona a vivere e condividere la tremenda realtà dell’invasione russa dell’Ucraina. Il primo frutto di questa sua esperienza immersiva sono stati alcuni apprezzati servizi giornalistici dal taglio inedito. In maggio ha realizzato un lungo viaggio attraverso le città martire dell’Ucraina, Bucha, Irpin, Makar’ev, Chernihiv, Chernobyl, Hostomel. Questo libro è la somma delle tre esperienze in questa nazione, un fiore calpestato dalla storia.



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    34 min
  • Luca Fezzi "Roma in bilico"
    Luca Fezzi
    "Roma in bilico"
    Svolte e scenari alternativi di una storia millenaria
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/



    Cosa hanno in comune le mitiche vicende di Romolo, di Lucrezia e delle oche del Campidoglio, la precoce morte di Alessandro «il Grande», la titubanza di Annibale Barca dopo la clamorosa vittoria di Canne, la straordinaria vita di Gaio Giulio Cesare e il suo feroce assassinio, le decisive battaglie di Filippi, Azio, Teutoburgo, ponte Milvio e Adrianopoli?

    Si tratta di personaggi ed eventi, leggendari o reali, che hanno segnato vere e proprie svolte nella storia di Roma antica e che – per importanza e, spesso, imprevedibilità – hanno suggerito, già tra i contemporanei, interrogativi sui destini dell’uomo e del mondo, ispirando riflessioni ucroniche e controfattuali. Insomma, hanno generato quei famigerati «se» con i quali, ci è sempre stato insegnato, non bisognerebbe mai fare la storia.

    Ma quando a porseli sono uomini che la storia l’hanno fatta in prima persona, come Cesare, Napoleone o il generale Montgomery, o grandi intellettuali, quali Livio, Plutarco, Gibbon, Burckhardt o Toynbee, forse un’eccezione la meritano.

    Ne è convinto lo storico Luca Fezzi il quale, esplorando una dozzina di questi «se» – tutti rigorosamente «di autore» -, ci guida lungo il corso delle millenarie vicissitudini dell’Urbe, città «eterna» ma mai immobile, anzi, sempre «in bilico» tra scenari alternativi, spesso opposti. Potremo così chiederci se quanto avvenuto era già scritto, o se sussistevano invece, per Roma, altre possibilità e quali sarebbero state le eventuali conseguenze: per esempio, non nascere, non diventare repubblica, venire abbandonata per la vicina Veio, scontrarsi con Alessandro o soccombere ad Annibale, non conoscere le imprese di Cesare, le riforme di Augusto e di Costantino, resistere più a lungo alle pressioni dei popoli germanici.

    Con lo stesso spirito e grazie a una profonda conoscenza delle fonti, in questo percorso poco ortodosso ma assai intrigante tra momenti epocali della vicenda di Roma e del suo impero, l’autore ridà voce al controcanto delle narrazioni e testimonianze dissonanti, minoritarie, talvolta improbabili, eco lontane del perenne contrasto tra un passato irrevocabilmente unico e l’universo dei suoi infiniti ma irrealizzati possibili.



    Luca Fezzi insegna Storia romana presso l'Università degli Studi di Padova. Tra i suoi libri ricordiamo: Il tribuno Clodio (2008), Catilina. La guerra dentro Roma (2013), Modelli politici di Roma antica (2015), Il corrotto. Un'inchiesta di Marco Tullio Cicerone (2016), Il dado è tratto. Cesare e la resa di Roma (2017), tradotto in francese (Alea jacta est. Pourquoi César a-t-il franchi le Rubicon?, 2018) e in inglese (Crossing the Rubicon. Caesar and the Fate of Rome, 2020), Pompeo (2019). Da Mondadori ha pubblicato Cesare. La giovinezza del grande condottiero (2020).



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    43 min
  • Nicola Campogrande "MiTo Settembre Musica"
    Nicola Campogrande
    "MiTo Settembre Musica"
    https://www.mitosettembremusica.it/it



    Un cartellone comune tra Torino e Milano che esplora le relazioni tra la musica e la luce attraverso grandi capolavori e creazioni inedite. 116 concerti per la sedicesima edizione, con ospiti internazionali, eccellenze nazionali e programmi appositamente impaginati per un Festival sempre più inclusivo.

    Seguendo il filo conduttore del tema “Luci”, tutti i programmi dei concerti sono impaginati appositamente per proporre al pubblico una nuova esperienza d'ascolto, indagando le relazioni tra la musica e la luce: si tratta di sinestesie tra suoni e immagini che a volte emergono esplicitamente dalle indicazioni scritte dal compositore in partitura, come chiaro, scuro o luminoso, e altre volte sono il frutto di riflessioni suggerite dall'ascolto della musica.
    «L’idea, il gioco della luce è applicato a un cartellone che, volutamente, propone molti capolavori, pagine fondamentali, capisaldi della musica classica – spiega il direttore artistico Nicola Campogrande. Perché, soprattutto in un periodo complicato e drammatico come quello che stiamo attraversando, ci sembra bello e importante fare una sorta di appello ai brani che hanno segnato la storia, invitandoli metaforicamente ad essere con noi, a manifestarsi in sala da concerto come punti fermi, appigli culturali».
    Questa edizione intende, quindi, “illuminare” le grandi pagine della storia della musica attraverso accostamenti inediti, interpretazioni originali e nuove chiavi di lettura, anche con brani in prima esecuzione.

    Alcuni dei pilastri su cui si fonda l'edizione 2022 – ovvero internazionalità, capisaldi della musica classica e novità – sono già evidenti nella serata d'apertura del Festival intitolata “Luci immaginarie”, in programma lunedì 5 settembre all'Auditorium “Giovanni Agnelli” del Lingotto di Torino e martedì 6 settembre al Teatro alla Scala di Milano. Protagonista una grande compagine rinomata nel mondo come la londinese Philharmonia Orchestra diretta per l'occasione da John Axelrod, che propone capolavori come Peer Gynt di Grieg e Shéhérazade di Rimskij-Korsakov, abbinate alla prima esecuzione italiana di The imagined forest della giovanissima e pluri-premiata compositrice inglese Grace-Evangeline Mason. O ancora nel concerto conclusivo tutto mozartiano dal titolo “Cristalli”, sabato 24 settembre al Conservatorio di Torino e domenica 25 settembre al Conservatorio di Milano, dove la Mahler Chamber Orchestra, formazione europea nata nel 1997 sotto l’egida di Claudio Abbado, presenta senza direttore un programma inusuale con Leif Ove Andsnes in veste di solista.
    Tra gli ulteriori appuntamenti sinfonici da non perdere si segnalano il graditissimo ritorno al Festival, nella doppia veste di direttrice d'orchestra e soprano, della canadese Barbara Hannigan, che sul podio dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia propone la Sinfonia Il miracolo di Haydn e la Quarta Sinfonia di Mahler cantando nel Lied finale Das himmlische Leben (La vita celeste), il 16 al Teatro Dal Verme di Milano e il 17 all'Auditorium del Lingotto di Torino. Immancabile l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, guidata dal suo Direttore ospite principale, lo statunitense di origini messicane Robert Trevino, che affianca la Symphonie Fantastique di Berlioz alla prima italiana di The wonder of life di Régis Campo, il 9 all'Auditorium Rai di Torino e il 10 al Conservatorio di Milano. Concerto festoso, poi, per celebrare i duecento anni di indipendenza del Brasile con i giovani dell'effervescente Neojiba Orchestra - Orchestra Giovanile dello Stato di Bahia, diretta da Ricardo Castro, insieme a un'istituzione del pianoforte come la portoghese Maria João Pires che suona il Terzo Concerto op. 37 di Beethoven. Ritmi, colori e strumenti sudamericani sono parte della serata...
    27 min
  • Marco Antonio Bazzocchi "Cento"
    Marco Antonio Bazzocchi
    "Cento"
    Un grattacielo di racconti
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/




    Festival del Mondo Antico, Rimini
    Venerdì 15 luglio, ore 18:30
    Cento. Un numero, un mito.
    Con Marco Antonio Bazzocchi.
    Letture di Marinella Manicardi



    Come navigare dentro un numero, perdersi e ritrovarsi precipitando da un sogno all’altro.

    100 non è un numero che concede confidenza. Anzi, con quella sua aria di completezza, sembra indicare una sfera dentro la quale è impossibile vedere. Ma 100 è stampato nella nostra mente come il numero che tiene insieme grandi opere come la Commedia e il Decameron, e che ci riporta a molte raccolte e a una sorta di enciclopedia di combinazioni. Immaginiamo allora un condominio di parole, e un lettore libero di scendere e salire alla ricerca di autori e racconti. Su e giù per le scale incontrerà non solo Dante e Boccaccio, ma anche Georges Perec, con il suo «La vita, istruzioni per l’uso», un romanzo ambientato proprio in un condominio di 10 piani. E poi Calvino, e poi Manganelli con la sua «Centuria» di cento microromanzi di una pagina. Il cento è il perimetro di uno spazio immaginario. È il numero con cui la mente ha l’illusione di entrare in rapporto con la perfezione.

    Marco Antonio Bazzocchi insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea nell’Università di Bologna. Tra i suoi volumi con il Mulino: «Leopardi» (2008), «Esposizioni. Pasolini, Foucault e l’esercizio della verità» (2017) e «Con gli occhi di Artemisia. Roberto Longhi e la cultura italiana» (2021).





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  • Alessandro Barbaglia "La mossa del matto"
    Alessandro Barbaglia
    "La mossa del matto"
    L'Iliade di Bobby Fischer
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/


    “Cosa succede a chi rifiuta il mondo per giocare solo a scacchi se poi gli scacchi lo fanno diventare campione del mondo?” La mossa del matto è la storia di una vita, quella di Bobby Fischer, e il tentativo di rispondere a questa domanda partendo dalla ricostruzione della finale del campionato mondiale di scacchi del 1972, la sfida del secolo, quella tra il “matto” americano – Bobby Fischer – e il campione in carica: il leggendario scacchista russo Boris Spasskij.

    Giocata in piena Guerra Fredda, quella sfida USA-URSS è molto di più di una “semplice” partita di scacchi. E se Spasskij è un gentiluomo, un fine stratega, uno che sa come va il mondo, Fischer è un essere furioso. Di più: Bobby Fischer è una contraddizione vivente. Ha un quoziente intellettivo molto al di sopra della media ma crede ai predicatori radiofonici che profetizzano la fine del mondo, non ha la licenza elementare ma è un genio degli scacchi, un gioco che ha monopolizzato la sua esistenza da quando, a sette anni, ha imparato a muovere i pezzi su una scacchiera di plastica leggendo il foglietto delle istruzioni. Le sue bizzarrie sono innumerevoli: tutti lo aspettano a Reykjavík, sede del campionato, ma lui non c’è. Si fa attendere finché non verranno accolte alcune sue peculiari richieste, tra cui quella di aumentare il premio in denaro per il vincitore.

    Fa pensare ad Achille che, offeso, rifiuta di prendere le armi: se ne sta nella sua tenda, ritirato nel cuore del conflitto di cui è il baricentro. I suoi nemici sono i Troiani, quelli di Fischer sono i Russi. L’assedio dura dieci anni, e il dominio troiano resiste, al pari di quello sovietico sulla scacchiera. E le analogie non finiscono qui…

    Barbaglia, a cinquant’anni esatti dai fatti, ci offre una ricostruzione dettagliatissima della sfida del secolo, sulla base di un imponente materiale documentario. E la illumina con lo sguardo dello scrittore, che in questo scontro epico riconosce le figure archetipiche di uno dei miti fondativi della nostra cultura, l’Iliade, in cui si scontrano la ferocia di un guerriero assetato di sangue e l’intelligenza calcolatrice di uno stratega.


    Alessandro Barbaglia è nato nel 1980 e vive a Novara. Per Mondadori ha pubblicato La Locanda dell'Ultima Solitudine, finalista al premio Bancarella, L'Atlante dell'Invisibile, Nella balena, e Scacco matto tra le stelle, con cui ha vinto il premio Strega Ragazzi.
    Ha inoltre curato l'antologia di poesia Che cos'è mai un bacio? I baci più belli nella poesia e nell'arte (Interlinea, 2019) e, per il canale podcast pocketstories.it, racconta "Storie vere al 97%" da cui è stata tratta una raccolta di racconti. Ha collaborato con Arturo Brachetti alla scrittura del podcast "Et Voila".




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