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  • Roberto Camurri "Qualcosa nella nebbia"
    Roberto Camurri
    "Qualcosa nella nebbia"
    NNEditore
    https://www.nneditore.it/

    Uno scrittore sceglie di ambientare i suoi romanzi a Fabbrico, un paese che non ha mai visto ma che lo attrae inspiegabilmente. È un uomo insoddisfatto e arrabbiato, odia la sua famiglia e il suo lavoro. Il suo primo libro ha avuto successo, e ora sta scrivendo nuove storie, diverse, ambientate in una Fabbrico spettrale in cui si muovono tre personaggi: Alice, che ha avuto una grottesca carriera in tv e ha scelto di tornare a vivere in paese; Giuseppe, da sempre innamorato di Alice anche se può averla solo in un perverso gioco sessuale; e Andrea detto Jack, che da bambino assiste all’arrivo di un’inquietante famiglia nella casa con cinque comignoli vicina alla sua, diventando testimone di una terribile tragedia. Invitato a un festival letterario in Olanda, lo scrittore comincia a confondere realtà e finzione, e grazie a una donna misteriosa scopre un passato che non sapeva di avere.

    Amore e amicizia, fiducia e tradimento, vita e morte: Roberto Camurri torna ai temi di A misura d’uomo in un romanzo intimo e intenso, radicalmente sincero. E con una lingua suadente e musicale, e delicati tocchi sovrannaturali, svela la natura ammaliante del passato, che ci attrae con il suo incessante richiamo ma ha il potere di liberarci dalle nostre più recondite paure.

    Questo libro è per chi conserva ancora i buffi bigliettini d’amore ricevuti alle elementari, per chi si emoziona davanti alla delicata potenza della Veduta di Delft di Vermeer, per chi sente di essere il personaggio di una storia che non può controllare, e per chi ha trovato il coraggio di attraversare la nebbia per andare incontro al suo cielo magnifico e azzurro.



    Roberto Camurri è nato nel 1982, undici giorni dopo la finale dei Mondiali a Madrid. Vive a Parma ma è di Fabbrico, un paese triste e magnifico che esiste davvero. È sposato con Francesca e hanno una figlia. Lavora con i matti e crede ci sia un motivo, ma non vuole sapere quale. Il suo libro d’esordio, A misura d’uomo (NNE 2018), ha vinto il Premio Pop e il Premio Procida ed è stato tradotto in Olanda, Spagna e Catalogna. Il suo secondo romanzo, Il nome della madre, è stato tradotto in Olanda e Germania. Qualcosa nella nebbia è il suo terzo romanzo.



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    17 min
  • Maria Giuseppina Muzzarelli "Le vie italiane della seta"
    Maria Giuseppina Muzzarelli
    "Le vie italiane della seta"
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/


    Festival del Mondo Antico, Rimini
    Venerdì 15 Luglio, ore 21.30
    Come limitare i lussi e mantenere il consenso. Una testimonianza dal medioevo
    Maria Giuseppina Muzzarelli, introduce Antonella Sambri



    Quella della seta, nel nostro paese, è una storia di ideazioni e di sperimentazioni, dove si uniscono naturalità, capacità tecnica, sacrificio e gusto per la bellezza: il cuore del «made in Italy»

    Un lunghissimo filo di seta collega idealmente, sin dall’XI secolo, il Sud con il Centro e il Nord Italia, l’Est con l’Ovest, Bisanzio con Palermo e Catanzaro, Lucca con Genova e Venezia e poi con Bologna, Firenze, Milano. L’itinerario lungo le vie italiane della seta parte dal Meridione dove la seta arrivò da Bisanzio, a sua volta giuntavi dalla Cina. Dobbiamo ai Bizantini l’avvio della coltivazione del gelso e l’allevamento del baco in Calabria, attorno all’anno Mille, e agli Arabi la tessitura serica in Sicilia, attestata nel XII secolo. L’arte della seta approdò poco dopo a Lucca, dove nel tempo conversero abili filatori e tessitori e da cui altrettanti ne partirono, ingaggiati da altre città attratte dalla produzione di un bene tanto prezioso quanto ben remunerato. Broccati, velluti, veli ornarono corti e residenze d’Europa, facendo della produzione serica italiana un’eccellenza.

    Maria Giuseppina Muzzarelli ha insegnato Storia medievale, Storia delle città e Storia e patrimonio culturale della moda nell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato «Guardaroba medievale. Vesti e società dal XIII al XVI secolo» (20082), «Il denaro e la salvezza» (2001), «Pescatori di uomini» (2005), «Un’italiana alla corte di Francia. Christine de Pizan, intellettuale e donna» (20172), «Breve storia della moda in Italia» (20142), «A capo coperto. Storie di donne e di veli» (20182), «Le regole del lusso. Apparenza e vita quotidiana dal Medioevo all’età moderna» (2020).



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    29 min
  • Giuseppe Balducci "Misteri d'Italia" Mario Praz
    Giuseppe Balducci
    "Misteri d'Italia" Mario Praz
    Nino Aragno Editore
    https://www.ninoaragnoeditore.it/

    Anglista, comparatista, conservatore illuminato (senza rancidumi), Praz passeggia per Roma e la osserva tranquillamente deteriorarsi. Luoghi comuni, velleità, mode e furberie, vitia tutti italiani, che Praz passa in rassegna con esempi che gli sono passati dinanzi nella vita di tutti i giorni, di una società che, sul finire degli anni Cinquanta, si parla e sparla addosso, sono l’oggetto di questo libro, straordinario nella sua icasticità. Tre articoli di racconti, aneddoti, ricordi, Misteri d'Italia è testimonianza della collaborazione di Praz al «Borghese», settimanale fondato nel dopoguerra da Leo Longanesi. La collaborazione di Praz allo storico rotocalco si limitò a soli quattro articoli – mai pubblicati in volume, a parte Retrospettiva preraffaelita confluito nel suo opus magnum La casa della vita (1958). Praz non rinuncia a posare sulla realtà che lo circonda, e che sempre meno gli somiglia, il suo occhio acuto e beffardo di irregolare, delineando un trittico che ben sintetizza lo stile e lo spirito pungente del Professore.

    Mario Praz (1896-1982), critico letterario e saggista italiano, fu tra le personalità più importanti nel campo dell'anglistica italiana, indagò, in qualità di comparatista, l'influsso della cultura italiana in Inghilterra e illustrò singole figure, aspetti, periodi della letteratura inglese. Praz ha portato nei suoi studi e nella sua scrittura l'ampiezza e l'acutezza di visione che gli sono derivate dalle ampie conoscenze di letteratura comparata sul romanticismo e sul decadentismo; ha condotto studi sui rapporti tra arti visive e letterarie, concentrandosi in particolar modo sull’influsso della letteratura e della cultura italiana in Europa, con inclusione dei rapporti tra Italia e Inghilterra e del filone degli Inglesi in Italia, quali Vernon Lee.


    Giuseppe Balducci (1992) ha studiato presso l’Università degli Studi di Bari. Si è laureato in Lettere con una tesi sulla sezione di emblematica del Fondo speciale «Mario Praz» (Fondazione Primoli, Roma) presso la cattedra di Bibliografia e Biblioteconomia. Fra i suoi lavori recenti, ha pubblicato per il mensile internazionale di studi «la Biblioteca di via Senato» (Biblioteca di via Senato, Milano) il saggio La letteratura degli emblemi e delle imprese. Mario Praz e gli Studi sul concettismo. Ha curato l'edizione italiana di Matelot (di prossima pubblicazione presso Robin Edizioni) di Pierre Loti. Suoi scritti creativi e di critica letteraria sono apparsi sulle riviste «il Borghese» (Pagine s.r.l., Roma) e «Inchiostro» (Il riccio, Verona). È membro della Society for Emblem Studies (Utrecht University) e della AIIG sez. Puglia.




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    22 min
  • Chiara Franchi "Fattore &"
    Chiara Franchi
    "Fattore &"
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/

    “Sei buona o cattiva? Impulsiva o razionale? Scegli la famiglia o la carriera?” Sono solo alcune delle domande che ci sentiamo rivolgere o rivolgiamo a noi stesse quando avvertiamo l’esigenza di definirci. Del resto, per orientarci nel mondo abbiamo spesso bisogno di dividerlo in categorie: questo o quello, bianco o nero.

    Eppure, tutte queste “o” non fanno che imporre al nostro cervello una scelta e in questo modo ci limitano. E se provassimo a liberarci di alcune “o” e a sostituirle con qualche “e”?

    Unendo la sua esperienza personale e professionale a studi sul linguaggio e sulle interazioni umane, Chiara Franchi ci accompagna in un vero e proprio percorso di ridefinizione della nostra persona. Pagina dopo pagina, esercizio dopo esercizio, ci mostrerà come molte delle nostre idee, delle nostre opinioni su noi stesse e sul nostro modo di essere siano in realtà condizionate da etichette, convinzioni, aspettative.

    Ma bastano piccoli aggiustamenti, qualche “o” in meno e qualche “e” in più, perché davanti ai nostri occhi si apra una vita più ricca, piena e completa. Dove siamo buone e cattive, dove abbiamo a cuore la famiglia e il nostro lavoro, dove pancia e cervello dialogano tra loro, dove l’utile e il dilettevole, il dovere e il piacere sono categorie obsolete sostituite da “interi”più nutrienti e ricchi.

    Perché integrare esperienze diverse e soprattutto opposte è fondamentale: ci arricchisce dal punto di vista emotivo e neurofisiologico, allenando il nostro cervello e trasformandoci interiormente. Vivere esperienze integrate ci cambia, ci plasma, ci porta dritto verso la nostra evoluzione personale.

    Con Fattore Chiara Franchi ci regala un punto di vista nuovo sulla nostra vita, insegnandoci che possiamo essere tutto ciò che vogliamo, senza rinunce. Un nuovo modo di intendere la vita. Un nuovo modo di lavorare. Un nuovo modo di essere felici.



    Chiara Franchi è co-founder di HCE Luxury, la prima realtà che applica metodi neuroscientifici al mondo del lusso. Dopo una carriera come retail manager, sales manager e merchandiser nel gruppo Max Mara, è stata direttore commerciale worldwide per il gruppo Abraham Industries e general manager di Paris Texas. Attualmente divide la sua attività tra consulenze personali a manager del mondo del luxury e attività formativa e consulenza strategica all'interno delle aziende. Segue personalmente lo sviluppo di startup virtuose nel mondo della moda ed è docente di Fashion Marketing allo IED di Milano. È autrice del libro Funziona solo se brilli (Minerva).



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    29 min
  • Giuseppina Torregrossa "Chiedi al portiere"
    Giuseppina Torregrossa
    "Chiedi al portiere"
    Marsilio Editori
    https://www.marsilioeditori.it/


    Quando Eleonora Piazzese telefona per annunciare la morte improvvisa della madre, Lidia capisce, dalla viva voce della sua amica del cuore, che oltre al dolore c’è altro. Eleonora sospetta infatti che la malattia per cui la signora Aurora è morta non abbia niente di naturale. Così, quando Lidia accompagna l’amica dal fidanzato, l’ispettore Mario Fagioli, per chiedergli di investigare, il Gladiatore le consiglia di sporgere subito denuncia. Eleonora però non vuole, ha paura: si tratta pur sempre della sua famiglia. Mario insiste ma non troppo, perché nel frattempo il commissario gli ha passato un’altra rogna: Albina Santalmassi, la giornalista che nel suo seguitissimo programma televisivo si era occupata dell’indagine sulla morte improvvisa dell’amministratore di via Minimi 59, è stata aggredita proprio davanti a quel condominio, e l’indagine va chiusa il prima possibile, come al solito... Lidia però non demorde, vuole che Mario investighi – anche solo in via ufficiosa – sulla madre dell’amica, cosicché il Gladiatore si troverà stretto tra le insistenze del commissario e quelle dell’amante. Tra i fantasmi della signora Aurora e quelli di Eleonora stessa, barcamenandosi tra le bugie e le maldicenze delle vecchiette del famigerato condominio di via Minimi, Mario capirà, ancora una volta, che non c’è niente di rassicurante nelle famiglie, felici o infelici che siano. Specialmente in quelle che abitano nei condomini con portiere... Dopo il successo di Morte accidentale di un amministratore di condominio, Giuseppina Torregrossa torna con un nuovo giallo carico di tensione, mistero e ironia.




    Giuseppina Torregrossa è nata a Palermo. Madre di tre figli, vive tra la Sicilia e Roma. Tra i suoi libri ricordiamo Il conto delle minne (2009, tradotto in dieci lingue), La miscela segreta di Casa Olivares (2014) e, con protagonista la commissaria Marò, Panza e prisenza (2012), Il basilico di palazzo Galletti (2018) e Il sanguinaccio dell’Immacolata (2019), tutti editi da Mondadori. Nel 2021 è uscito per Feltrinelli il romanzo Al contrario. Per Marsilio, nel 2021 ha pubblicato il primo episodio della serie dell’ispettore Mario Fagioli, Morte accidentale di un amministratore di condominio.



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    21 min
  • Maristella Lippolis "La notte dei bambini"
    Maristella Lippolis
    "La notte dei bambini"
    Vallecchi Firenze
    https://www.vallecchi-firenze.it/

    "Accade in un momento imprecisato della notte: un frastuono sordo che martella nella testa e urla svegliati svegliati. Apre gli occhi e impiega qualche minuto per riconoscere la stanza, man mano che gli oggetti consueti prendono forma distaccandosi dal buio..."

    2070. Roma, irriconoscibile e semidistrutta da guerre regionali, epidemie e cambiamenti climatici che ne hanno oscurato il cielo per sempre, ora si chiama Tauersiti. La Spianata è abitata dai Nuovi, popolazione che si arrangia a sopravvivere alla mancanza di cibo e acqua, una massa senza identità formata da migliaia di persone provenienti dalle molte migrazioni dal resto del mondo. Nelle Torri intorno al perimetro vivono le caste privilegiate che detengono un potere sempre più labile e violento, condannato a estinguersi dall'incapacità maschile di riprodursi. Solo nella Spianata i bambini continuano a nascere, dilemma a cui il Potere ha cercato e cerca soluzioni violente e inefficaci. Zora, una giovane donna, raccoglie memorie e inventa storie per salvare vite. E intanto sogna di fuggire dalla città. Fuori dalla città è una zona di foreste e monti. Le condizioni climatiche sono critiche ma non come a Taursiti, e dopo i disastri provocati dall'uomo la vita sta riguadagnando i propri spazi. In questo ambiente difficile ma ricco di possibilità, abitato da animali e misteriose presenze si incrociano destini e ostinate resistenze.

    Maristella Lippolis ha esordito nella narrativa pubblicando racconti sulla rivista «Tuttestorie», diretta da Maria Rosa Cutrufelli. Vincitrice del Pre­mio Piero Chiara 1999 con la raccolta 'La storia di un’altra', in seguito ha pubblicato i seguenti romanzi:
    'Adele né bella né brutta' (Edizioni Piemme, 2008), finalista al Premio Stresa 2008
    'Una furtiva lacrima' (Edizioni Piemme, 2013)
    'Raccontami tu' (L’iguana editrice, 2017)
    Collabora con la rivista «Leggendaria», il «LetterateMagazine» e il Magfest.


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    14 min
  • Giorgio Enrico Bena "Sulle ossa del mondo"
    Giorgio Enrico Bena
    "Sulle ossa del mondo"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/

    "Sulle ossa del mondo"
    A cura di Giorgio Enrico Bena

    Racconti di: Donatella Actis, Franco Ballatore, Ludovico De Maistre, Paolo Calvino, Paolo Camera, Pierangelo Chiolero, Emilia Coppola, Fernanda De Giorgi, Giorgio Enrico Bena, Maddalena Fortunati, Guido Montanari, Giampiero Pani, Vincenzo Perri, Laura Remondino, Franca Rizzi Martini, Caterina Schiavon, Raffaele Tomasulo, Teodora Trevisan, Maria Vassallo.

    Fotografie di: Vittorio Sella, Ada Brunazzi, Luca Cagnasso, Chiara Enrico Bena, Silvia Maria Ramasso.

    Sulla Terra è disteso uno scheletro di pietra; si erge con potenza dalle pianure, come un fossile antico affiora dalla distesa del mare o delle foreste che lo ricoprono. Lungo i suoi fianchi rocciosi, l’umanità da sempre – per imprese ardimentose o per una stentata sussistenza – si confronta con una natura dura e maestosa che ispira meraviglia e sacralità e al tempo stesso sfida.

    Dalle valli dell’arco alpino ai monti siciliani e calabresi, dall’Everest all’Ecuador e all’Afghanistan fino al sentiero degli Incas, ai monti della Cina e ai Virunga ugandesi, queste pagine ci offrono un avvincente viaggio “in quota”, ricco di storie, di personaggi e di situazioni. Un catalogo vario e a volte bizzarro di viaggiatori e viaggiatrici si inoltra fra le valli, s’inerpica sulle cime, segue percorsi di memoria, di scoperta, di avventura, incontra paesaggi indimenticabili, antiche civiltà, comunità singolari e anche la follia dell’uomo.

    A regalare ulteriore suggestione, ai diciannove racconti dell’antologia si alternano quattro portfolio fotografici.

    Introducono il libro, le splendide immagini storiche realizzate da Vittorio Sella a cavallo fra ’800 e ’900, gentilmente concesse dalla Fondazione Sella.

    Le montagne raccontate nel libro: Salar de Uyuni, Ande boliviane; Alpi Cozie, Piemonte; Bamiyan, Hindukush afghano; Monti Sicani, Sicilia; Tepui Roraima, Venezuela; Valli di Lanzo, Piemonte; Retempio, Valle d’Aosta; Valle di Susa, Piemonte; Rorà, Val Pellice, Piemonte; Everest, Tibet; Himalaya, Buthan; Monte Heng, Monti Sacri, Cina; Gorges du Verdon, Francia; Dolomiti; Majella, Abruzzo; Sila, Calabria; Virunga, Uganda; Cuzco, Perù; Taita Imbabura, Ecuador; Durmitor, Montenegro.





    Giorgio Enrico Bena nasce nel 1957 a Torino dove vive e lavora in ambito scientifico. Fin dagli anni Ottanta siinteressa a tutto ciò che riguarda il fumetto, l’illustrazione e le avanguardie artistiche del ‘900, colleziona ingombranti volumi nelle lingue più disparate e disegna. Passioni. Come quelle per il viaggio e per la fotografia naturalistica.Ha al suo attivo numerose esposizioni di disegno e fotografia. Fra queste, una collettiva del 2009 sulla caduta del muro di Berlino con artisti italiani e tedeschi, di cui è stato il curatore, e una personale di fotografia nel 2007 a Millicent (Australia).




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  • Corinna De Cesare "Biglietti alle amiche"
    Corinna De Cesare
    "Biglietti alle amiche"
    Corpi, sesso, diritti, ambizioni. Un punto e a capo nella narrazione dei fatti.
    Prefazione di Francesca Michielin
    Fabbri Editori
    https://fabbrieditori.rizzolilibri.it/


    Contributi di:
    Carlotta Vagnoli, Maria Cafagna, Grazia Rongo, Ilaria Gaspari, Eytan Ulisse Ballerini, Giulia Paganelli, Silvia Semenzin, Stella Pulpo, Isabella Borrelli, Federica Venni, Anna Zinola, Lorenzo Gasparrini, Daniele Marzano, Melissa Panarello, Francesca Michielin.


    Nei mezzi di comunicazione dominanti prevale il male gaze, ovvero il punto di vista maschile chiamato a raccontare, interpretare, giudicare una società che è invece costituita da una pluralità di individui. Ma cosa accadrebbe se accogliessimo una moltitudine di sguardi? Se ci fossero più donne, gay, queer, persone transgender e non binarie tra giornalisti, conduttori, commentatori ed editorialisti? Cosa succederebbe se smettessimo di pensare che le vite degli uomini rappresentano il percorso di tutto il genere umano? È quanto ha provato a fare la newsletter thePeriod nell’arco di tre anni con articoli, saggi e pezzi che compongono un originale e unico mosaico di voci e che sono stati selezionati e raccolti in Biglietti alle amiche, e ricomposti in un viaggio che parte dai corpi – con “Copriti che poi pensano male” di Carlotta Vagnoli e “Specchio, servo delle mie brame” di Ilaria Gaspari –, che passa dalla sorellanza – con “Noi, piccole Fleabag” di Anna Zinola e “Cosa non fare se conosci una persona trans” di Eytan Ulisse Ballerini –, dai sentimenti – con “Il benedetto flirt” di Stella Pulpo e “Non è divertente” di Isabella Borrelli – e arriva all’emancipazione – con “Le femministe che odiavano Melissa P.” di Melissa Panarello e “Vediamo se mi convinci” di Lorenzo Gasparrini. Ritroviamo qui una pluralità di sguardi che allargano l’orizzonte. Frammenti di storie per riconoscersi, ritrovarsi; per parlare di sesso, lavoro, ambizioni, mestruazioni. Per occupare lo spazio finalmente da un altro punto di vista, che potrebbe essere anche il tuo.



    Corinna De Cesare, è stata per quindici anni giornalista del “Corriere della Sera”. Autrice, scrittrice e podcaster, nel 2019 ha fondato thePeriod – newsletter femminista che oggi conta dodicimila iscritti e raccoglie i contributi di decine tra scrittori, giornalisti e attivisti–, un progetto editoriale che punta a cambiare l’informazione in Italia smontando i processi che concorrono a legittimare nella società sessismo e discriminazioni. Nel 2021 ha pubblicato con Salani il suo romanzo d’esordio, Ciao per sempre.



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  • Alfredo Accatino "Outsiders 3"
    Alfredo Accatino
    "Outsiders 3"
    Giunti Editore
    https://www.giunti.it/


    Ancora altri, nuovi, geniali, incredibili Outsiders. I primi due libri della serie hanno aperto una breccia e riportato alla luce artisti dimenticati o mai visti, fatto capire che è ancora possibile allargare gli orizzonti della storia dell’arte. Per scoprire, alla fine, che la creatività più innovativa del Novecento è stata prodotta da quelli che la gente chiamava pazzi, froci, ebrei, ubriaconi, drogati, depressi, contestatori e puttane. Storie che non lasciano indifferenti, spesso vite difficili. Ma insieme a molte storie dolorose troverete anche vicende positive, che parlano di speranza e della capacità di affrontare la vita con il sorriso.




    Alfredo Accatino È uno dei più noti e premiati creativi italiani, autore di grandi eventi in tutto il mondo, dalle Cerimonie Olimpiche e Paralimpiche di Torino 2006 a quelle di Expo Milano 2015, ma anche di show, progetti culturali, live experience. Scrittore, autore televisivo e polemista, ha al suo attivo una vasta e variegata produzione editoriale. Figlio del pittore e teorico dell’educazione artistica Enrico Accatino, con cui collaborò alla realizzazione di numerose pubblicazioni, è autore di un blog di successo, Il Museo Immaginario – Outsiders, e dell’omonima rubrica su “Art e Dossier”. Con il precedente volume, Outsiders, ha fatto conoscere per la prima volta in Italia autori e storie dimenticate, proponendo un approccio nuovo e originale alla storia dell’arte del Novecento.




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  • Giusi Mainardi "Vermouth di Torino"
    Giusi Mainardi
    "Vermouth di Torino"
    Kellermann Editore
    https://www.kellermanneditore.it/it/homepage


    Il Vermouth di Torino è per eccellenza un simbolo dell’aperitivo in tutto il mondo. Nasce nel 1700 dalla maestria dei liquoristi torinesi, poi diventa un prodotto esportato ovunque. Immagini indimenticabili sono state create da importanti artisti per la sua réclame. Stupende etichette con la loro speciale grafica ne hanno portato e ne portano il nome in mille Paesi. Questo vino sta vivendo un’epoca di grande apprezzamento, tanto da aver ottenuto dall’Unione Europea il riconoscimento dell’Indicazione Geografica che identifica e sancisce il legame con una terra, una tradizione, un “saper fare” unico. Bevuto puro o in celeberrimi cocktail, il Vermouth di Torino è protagonista di un racconto avvincente che parte dalla mondana “ora del Vermouth” tipica di Torino, per giungere al moderno rito sociale dell’“happy hour".



    Giusi Mainardi è docente di Storia della Vite e del Vino presso il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Torino.
    Nel suo lavoro approfondisce le valenze storiche, culturali e simboliche che riguardano il mondo della vite e del vino. È autrice di numerosi libri di storia enologica e di centinaia di articoli specialistici. Ha ricevuto premi nazionali e internazionali per la sua attività. Coordina la collana Storia della vite e del vino in Italia per l’Accademia Italiana della Vite e del Vino.
    È socio ordinario dell’Accademia di Agricoltura di Torino, dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino e socio corrispondente dell’Accademia dei Georgofili di Firenze.




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