il posto delle parole

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  • Umberto Sebastiano "Il mondo finirà di notte"
    Umberto Sebastiano
    "Il mondo finirà di notte"
    Nutrimenti Edizioni
    https://www.nutrimenti.net/


    Tutto ha inizio con una spilla da balia che s’impiglia in un bottone, e strappa. Lei, la spilla, si chiama Kyara: sedici anni, anfibi, capelli corti e ossigenati, passo deciso mentre va alla riunione clandestina del circolo femminista di poesia. Il bottone in cui s’impiglia è Alex, che tiene moltissimo alla camicia abbottonata fino al collo perché vestirsi come un mod e suonare in un gruppo, quando hai diciassette anni a Pordenone ed è il 1981, è il modo per non lasciarsi soffocare. Lei insegue la poesia, lui il sogno della musica, e così si incontrano. Anzi, si scontrano. Talmente forte che, nell’urto, la camicia di Alex si strappa. E in quell’istante, un sentimento che nessuno dei due ha mai provato li unisce e, unendoli, proprio come una spilla da balia, li lacera. Per Alex e Kyara è una vertigine, l’inizio di un grande amore e di un viaggio alla scoperta delle gioie del corpo e degli abissi dell’anima, perché questo grande desiderio che tutto consuma è anche uno strappo alle regole del branco e di una provincia sorda, maschilista e violenta. Con una colonna sonora che dà ritmo ad amicizie e tradimenti, complotti e bassezze, genitori incapaci di capire e figli che scappano di casa, incursioni nelle parti più buie del giorno e più luminose della notte, la storia di Alex e Kyara disegna una parabola che, toccando il suo punto più alto, tocca anche quello più basso: il luogo dove l’amore e la morte si congiungono.



    Umberto Sebastiano si è occupato di cultura e spettacoli per L’Unità e ha scritto per Duel e Nocturno. Ha collaborato con Left, con L’Espresso, con il periodico digitale Doppiozero e pubblica reportage su Il Primo Amore. Ha scritto per programmi Rai e Mediaset come Target e Tempi Moderni ed è stato per molti anni uno degli autori dell’Eredità. Ha pubblicato due libri per bambini nella collana editoriale Lilliput, vincitrice del Premio Andersen 2017: Tilda e la luna e Tilda e le parole magiche, illustrati da Valeria Petrone. Nel 2020 ha scritto e ha dato voce, insieme a Silvia Costa, al radiodramma Ecfrasi della finestra, con musiche originali di Claudio Rocchetti. E sempre nel 2020 ha iniziato una collaborazione con l’artista Patrick Tuttofuoco da cui sono nati il racconto Like They Were Eternal e l’audio piece Always and Forever, realizzato insieme al musicista Nicola Ratti. Nel 2021 ha firmato i testi di La Femme Au Marteau, creazione teatrale di Silvia Costa in scena a Valence, Rennes, Parigi, Anversa e Strasburgo.



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    22 min
  • Francesca Ghedini "Lo sguardo degli antichi"
    Francesca Ghedini
    "Lo sguardo degli antichi"
    Il racconto nell'arte classica
    Carocci Editore
    http://www.carocci.it/


    L’uomo antico in tutte le sue attività quotidiane era circondato da immagini: i templi, le strade, le piazze, i teatri erano ornati da statue e da rilievi che raffiguravano gli dèi e gli uomini che avevano fatto grande la città; nelle case affreschi, mosaici, stoffe, suppellettili di lusso mettevano in scena i personaggi dell’epos e del mito e le loro leggendarie imprese; le tombe erano riccamente decorate, ora con i ritratti dei committenti, ora con immagini ispirate al loro ruolo sociale o alla grande tradizione mitica. E tutti, dall’intellettuale al politico, dalla matrona all’ancella, erano in grado di riconoscere ciò che era rappresentato e, nella maggior parte dei casi, di comprenderne il messaggio. In una società poco alfabetizzata qual era quella antica, infatti, l’immagine aveva una forza pari, se non superiore, a quella della parola scritta o recitata, ma, a differenza della parola, che è libera da vincoli e capace di narrare eventi che si svolgono in tempi e spazi diversi, essa è statica e per rendere riconoscibile un soggetto o costruire un racconto deve ricorrere a un sistema di codici comunicativi che si basano sulla piena condivisione di un patrimonio culturale comune. Ricostruire tali codici e ritrovare lo sguardo degli antichi è lo scopo di questo libro.


    Francesca Ghedini, professore emerito di Archeologia all’Università di Padova, è autrice di qualche centinaio di pubblicazioni. Ha coordinato e diretto numerosi progetti di valenza nazionale e internazionale ed è responsabile di riviste e collane di settore. Fra i principali ambiti della sua ricerca, che hanno spaziato dall’edilizia privata romana alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano, spiccano gli studi sulle immagini come specchio della società antica anche alla luce della tradizione letteraria.



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    37 min
  • Anna Dalton "Le tre figlie"
    Anna Dalton
    "Le tre figlie"
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/




    Dopo tanti anni, il sontuoso cancello di Villa Fiorita si apre di nuovo per accogliere Margherita, Viola e Iris. Tre sorelle. Tre giovani donne che, per ragioni diverse, si sono lasciate alle spalle la casa in cui sono cresciute e tutto quello che significava per loro. Ma ora è lì che devono tornare. Perché Dalia, la loro madre, vuole scrivere un’autobiografia che racchiude tutta la storia della famiglia. Non solo i dettagli della sua luminosa carriera di attrice che, all’apice della fama, ha deciso di ritirarsi dalle scene; ma anche segreti che le tre sorelle non vogliono che vengano svelati. Perché hanno ormai la loro vita. Perché finalmente nessuno sa chi sono e non sono più circondate da giornalisti e fotografi. Perché quello che è stato è giusto che resti sepolto. La verità non sempre è la scelta giusta. Margherita, Viola e Iris hanno solo un weekend per far cambiare idea a Dalia, una donna che non le ha mai ascoltate perché sempre concentrata su sé stessa. Ma la posta in gioco è troppo alta e loro non sono più tre ragazzine. Sono cresciute e il loro futuro dipende da quello che verrà scritto in quel libro. Solo unite potranno raggiungere il loro obiettivo. Ma il rapporto tra sorelle può essere sia un rifugio sia una prigione e la famiglia a volte è un luogo in cui lasciare che ogni segreto rimanga tale per sempre.Dopo il successo dell’Apprendista geniale, La ragazza con le parole in tasca e Tutto accade per una ragione, Anna Dalton torna con un romanzo maturo e potente. La storia del legame speciale che unisce tre sorelle. La storia di una madre che ha sempre imposto le proprie scelte. Una storia che racconta le ombre che albergano in ogni famiglia e le luci che colpiscono inaspettate.











    Anna Dalton è una scrittrice e attrice italo-irlandese.
    Laureata in Lettere all’Università La Sapienza di Roma ha esordito nella narrativa con L’apprendista geniale (Garzanti, 2018) cui sono seguiti La ragazza con le parole in tasca (Garzanti, 2019) e Tutto accade per una ragione (Garzanti, 2020) terzo e ultimo romanzo della trilogia di Andrea Doyle.



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    19 min
  • Sara Cosulich "Pinacoteca Agnelli"
    Sara Cosulich
    "Pinacoteca Agnelli"
    https://www.pinacoteca-agnelli.it/la-pinacoteca/missione/

    Il nuovo corso della Pinacoteca Agnelli di Torino sta dando i suoi frutti La nuova direttrice Sarah Cosulich insieme a tutto il suo staff al femminile, ci racconta il suo progetto “per dare forma a questa nuova strada per l’arte e con l’arte, con tre progetti espositivi che esprimono un nuovo approccio alla produzione delle mostre, tutte prodotte internamente, una nuova visione della preziosa collezione permanente, da riattivare, ma anche da ripensare e mediare al pubblico”. Il tutto con una fruizione più aperta, che ingloba anche la storica pista di collaudo del Lingotto del vecchio stabilimento della Fiat e si dota di nuovi servizi come la caffetteria.


    Beyond The Collection, un inedito progetto espositivo continuativo dedicato alla rilettura e riattivazione della collezione permanente: l’istituzione parte ogni volta da un’opera diversa dello Scrigno per stabilire relazioni in grado di riflettere sulle presenze così come sulle assenze della collezione. In questo caso, a partire da un’opera di Picasso in collezione, il dialogo è tra 3 ritratti del pittore catalano degli anni Trenta raffiguranti Dora Maar, provenienti dalla Fondation Beyeler, e una serie di fotografie di Dora Maar stessa, artista fotografa, poeta e pittrice francese di origine croata, riconosciuta per i suoi collage surrealisti.

    Poi si passa parte dell’artista svizzera Sylvie Fleury, fatta di tante ambientazioni diverse, dove c’è anche la riproduzione di una grotta che Fleury concepisce come uno spazio di trasformazione del sé. “Gli immaginari pop, ironici e seducenti di Sylvie Fleury sottolineano l’importanza di guardare a figure femminili rilevanti per la storia dell’arte”, continua Cosulich: “pioniera ma figura influente sulla scena contemporanea il progetto dedicato all’artista e prodotto dalla Pinacoteca Agnelli è la sua più importante mostra in Italia”.


    Infine la Pista 500 sul tetto del Lingotto, spazio recentemente riconvertito in giardino pensile dall’architetto paesaggista Benedetto Camerana, e ora museo en plein air e in progress. Questa prima edizione di arte sul tetto apre al pubblico con opere di sette artisti internazionali: Valie Export, Sylvie Fleury presente anche qui con una scritta al neon, Shilpa Gupta, Louise Lawler, Mark Leckey e Cally Spooner con una poetica installazione sonora che diffonde una suite di Bach per violoncello nell’immenso spazio della Rampa Sud, facendone da cassa di risonanza. L’opera di Nina Beier inaugura, invece, tra un mese com’è nello stile della Pista, in continuo aggiornamento.




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    17 min
  • Gianluca Favetto "Bjula delle betulle"
    Gian Luca Favetto
    "Bjula delle betulle"
    Aboca Edizioni
    https://abocaedizioni.it/


    È venuto al mondo nel 1933, in un piccolo broncio di mondo. In una cascina di regione Partôr appartenuta a sua madre e al padre di sua madre, i Bundëjs – Bondesio, in italiano. È nato la notte di San Lorenzo, proprio mentre una stella solcava il cielo. Bjula è l’ultimo dei Bundëjs, il settimo di sette fratelli e sorelle. A quindici anni era già alto uno e ottanta, lungo e flessuoso, come una betulla.
    Da quella terra è partito e ha girato il mondo in cerca del più tenero futuro. Ha cambiato lavori e città, ha attraversato terre lontane in cerca delle sue origini, ha bevuto, amato, vissuto mille vite che non sono la sua – o forse sì. È diventato altri, altro in giro per il mondo. Da Venezia a San Pietroburgo. Da Montréal alla Costa Azzurra. In teatro e attraverso la Transiberiana. Insieme a Brodskij e a Don Chisciotte.
    Un racconto lungo un secolo che segue il cammino delle betulle e intreccia molte vite. Alla fine tutti insieme si ritorna a casa. Ci torna anche il lettore, in compagnia di chi ha scritto la storia di Bjula e Lerbie Kane, di Blanche e Matilde, di Meku e Unurin. La loro storia, in fondo, è la sua storia. Può essere anche la tua.

    Gian Luca Favetto è scrittore, giornalista, drammaturgo. Collabora con “La Repubblica” e RadioRai. I lavori teatrali più recenti sono il trittico Atlante del Gran Kan e Fausto Coppi. L’affollata solitudine di un campione. Di narrativa ha pubblicato, fra gli altri, Italia provincia del Giro e La vita non fa rumore (Mondadori), il romanzo Le stanze di Mogador (Verdenero), le poesie Mappamondi e corsari (Interlinea), l’audiolibro I nomi fanno il mondo (Il Narratore), i racconti Diventare pioggia (Manni), Un’estrema solitudine (Effatà) e Se dico radici dico storie (Laterza). Fra il 2015 e il 2016 escono Il giorno perduto. Racconto di un viaggio all’Heysel (66thand2) scritto con Anthony Cartwright, le poesie Il viaggio della parola (Interlinea) e Premessa per un addio(NN). Nel 2018 pubblica Qualcosa che s’impara (NN) e con Leandro Agostini realizza la mostra Il teatro del mondo. A maggio 2019 esce Si chiama Andrea (66thand2).





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    23 min
  • Massimo Calandri "Non puoi fidarti di gente così"
    Massimo Calandri
    "Non puoi fidarti di gente così"
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/


    «Non ci restano che gli italiani.» «Stai scherzando, vero?» Nel 1973, il Sudafrica dell’apartheid cerca di rompere il boicottaggio e l’isolamento grazie al rugby, sport di cui è maestro, ma le nazionali di tutto il mondo rifiutano l’invito ad affrontare gli atleti di un Paese razzista. Solo l’Italia accetta, anche se molti dei giocatori convocati rinunciano. Nasce una squadra improbabile, giovane e inesperta, che ha un duplice desiderio: conoscere i campioni di questo gioco e usare lo sport come strumento di fratellanza universale. Infatti l’Italia pone un’unica condizione: incontrare anche i Leopards, la selezione “negra” sudafricana. Quel mese di rugby si rivela un’eccezionale avventura sportiva, umana e politica, che Massimo Calandri, valente giornalista di “Repubblica”, ha ricostruito con un preciso lavoro di archivio e con una serie di interviste ai co-protagonisti ancora in vita. La spedizione sudafricana fa scoprire ai giocatori e al grande pubblico la bellezza mozzafiato e le disumane ingiustizie di una terra straordinaria. La squadra italiana incrocia Ian Smith, suprematista bianco e dittatore dell’allora Rhodesia, poi i leader della lotta all’apartheid, Nelson Mandela e Steve Biko, trasformando ogni partita in una lotta per i diritti umani. Nove battaglie in meno di un mese contro giganti famosi per la loro violenza in campo. Un solo, storico successo: proprio coi Leopards, e l’incontro che al fischio finale diventa una grande festa nella township di Port Elisabeth. E l’improvvisa consapevolezza che lo sport può contribuire a cambiare i destini del mondo.



    Massimo Calandri (Genova, 1963) è un inviato di "Repubblica". Per Mondadori ha scritto con Carlo Pernat, Belin, che paddock.




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    20 min
  • Giovanni Casalegno "Una primavera italiana"
    Giovanni Casalegno
    "Una primavera italiana"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/



    Maya vive con gli zii a New York da quando suo padre si è reso responsabile della morte della madre, guidando ubriaco sulla neve del Monferrato. Glielo ripetono da venticinque anni, lei non ricorda. Ora il padre è morto. Un notaio l’aspetta in Italia. L’apertura del testamento darà il via a una caccia al tesoro dal premio inaspettato.

    Il padre di Maya tenta, da morto, ciò che da vivo non saputo fare: riavvicinarsi alla figlia mai più rivista dopo la tragica morte della moglie. Maya apparentemente non lo pensa mai, ma il riflesso di questa assenza l’ha resa fragile.

    Il testamento la condurrà, in un percorso progettato dal padre, a riscoprire la sua casa con l’immensa biblioteca paterna e la terra dove è nata, le colline del Monferrato, le vigne, la gente, i paesi, le chiesette romaniche. Di giorno in giorno anche la verità si farà strada a rischiarare il buio e a restituire infine il respiro pieno della vita.

    Un romanzo appassionante in cui la narrazione si intreccia con le lettere paterne, le pagine dei libri della mitica biblioteca, le chiacchiere con l’amica ritrovata, la storia del territorio, i giri in bicicletta. Le pievi di Bagnasco, Tigliole, Vezzolano, Buttigliera, Montafia, Cortazzone e Montemagno, sono anche loro protagoniste di un disvelamento al tempo stesso esistenziale e culturale: come a dire che ritroviamo la nostra vera storia solo insieme al valore delle nostre radici.

    Cara Maya,

    se stai leggendo questa lettera significa che qualcosa dentro di te è successo…

    Ho preparato questo piano con cura e con la speranza di ottenere un doppio risultato. Il primo è quello di dirti la verità. Il secondo lo scoprirai quando lo raggiungerai. Tu penserai che si tratterà della mia verità, sì, sarà la mia versione verso la quale ti accompagnerò se vorrai seguirmi. Poi sarai tu a decidere a quale lato della medaglia credere. Sono anni che voglio farlo, ma non ci sono mai riuscito. Il perché lo capirai un po’ da sola, in parte te lo dirò io. Non posso pensare di morire con l’idea che mi ossessiona da sempre, che tu possa continuare la tua lunga esistenza con la certezza di aver avuto un padre che ha commesso quello che ti hanno raccontato…












    Giovanni Casalegno,
    è nato a Chieri nel ‘62, vive a Moncucco Torinese e insegna Lettere alle Superiori. Si occupa di didattica della storia (La Nuova Italia, 2014-15, Sansoni, 2016). Ha curato due antologie di racconti per Einaudi: Nella tua carne. Racconti erotici (2009) e Storie di libri (2011). Ha scritto anche Dizionario del lessico erotico (Longanesi, 1996, poi Utet, 2000 e 2004), Scrostati gaggio. Dizionario dei linguaggi giovanili (Utet, 2004), Brutti, fessi e cattivi. Lessico della maldicenza italiana (Utet, 2005). Ha inoltre pubblicato La luna, il cibo e i falò. La cucina sulle colline di Pavese (Il Leone Verde, 2008). Per Neos edizioni ha pubblicato due racconti nelle antologie Chieri, Freisa e rubatà (2013) e Brindare alla vita (2015).



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    14 min
  • Simona Ressico "Attraverso Festival"
    Simona Ressico
    "Attraverso Festival"
    http://attraversofestival.it/

    Arti, paesaggio, cultura materiale e resiliente nei territori patrimonio dell’Umanità Unesco e del Basso Piemonte
    I biglietti per gli spettacoli a pagamento si possono comprare presso le prevendite dei circuiti www.mailticket.it

    Un Festival diffuso con quasi 40 spettacoli dal vivo tra concerti, incontri, dialoghi e contaminazioni di genere, linguaggi e artisti. Una proposta di appuntamenti di qualità e non usuali in luoghi di grande bellezza e suggestione per un unico scenario diverso per caratteristiche, ma uguale per potenzialità e armonia, che abbatte in un sol colpo le frontiere immaginarie e reali tra le province nel nome della bellezza e del paesaggio umano, agricolo e architettonico. Un Festival che nasce dal territorio e non sul territorio, dal basso e non calato dall’alto, con un programma artistico originale, pensato ad hoc, che cerca di unire sempre la qualità della proposta al giusto tasso di popolarità e si declina perfettamente sui luoghi che lo ospitano.

    Piazze, cortili, forti, auditorium, giardini e natura sono i luoghi che accolgono Attraverso che quest’anno rinnova la proposta con un grande programma, per “attraversare” l’estate insieme e ritrovare quel senso di comunità al quale due anni di pandemia hanno disabituato, accelerando anche la riflessione sul mondo, sulla complessità del presente e sui suoi rapidissimi mutamenti e le sue infinite sfide. Una riflessione che porta a ripensare come voler esistere nel mondo. Il 2022 è anche l’anno del Centenario della nascita di Beppe Fenoglio, tra gli scrittori novecenteschi più conosciuti al mondo e il più rappresentativo del territorio di Attraverso, lo scrittore e partigiano che ha regalato alla letteratura il romanzo definitivo sulla Resistenza, come ha scritto Italo Calvino, “Una questione privata”.

    Da queste premesse nasce dunque il sottotitolo della settima edizione di ATTRAVERSO: “R-esistenze”. Una parola che mette insieme il passato in terre dove la Resistenza vera, quella con la maiuscola, è stata molto importante, e il presente, e che al suo interno contiene la parola più bella di tutte, minimo comune denominatore di tutti gli uomini: esistenze.



    Ecco il programma di Attraverso Festival 2022

    sabato 9 luglio alle ore 18 Paolo Fresu a Bosio;

    - giovedì 14 luglio alle ore 21 Lella Costa a Morbello;

    - venerdì 15 luglio alle ore 18 Simone Regazzoni a Serralunga d'Alba;

    - sabato 16 luglio alle ore 18.30 Antonella Viola a Tortona;

    - martedì 19 luglio alle ore 18.30 Franco Cardini a Parodi Ligure;

    - giovedì 21 luglio alle ore 21 Roberto Mercadini e Guido Catalano a Tortona;

    - venerdì 22 luglio alle ore 21 Umberto Galimberti a Rocca Grimalda;

    - venerdì 22 luglio alle ore 21 Enrica Tesio si esibirà a Mombaruzzo in Tutta la stanchezza del mondo;

    - sabato 23 luglio alle ore 21 Alice a Gavi;

    - domenica 24 luglio alle ore 18.30 Mario Tozzi a Gavi;

    - martedì 26 luglio alle ore 21 Oscar Farinetti e Piergiorgio Odifreddi a Cassano Spinola;

    - martedì 26 luglio alle ore 21 Dargen d'Amico si esibirà a Bra;

    - mercoledì 27 luglio alle ore 21 Andrea Pennacchi a Cassano Spinola;

    - giovedì 28 luglio alle ore 21 Steve della Casa racconterà a Bergolo Il Cinema, la vita, la poesia di Pier Paolo Pasolini;

    - venerdì 29 luglio alle ore 19.30 Emiliano Poddi e Chef Mendo a Calamandrana La cena del nome della rosa, a tavola con Umberto Eco;

    - venerdì 29 luglio alle ore 21 Marco Paolini a Tortona;

    - sabato 30 luglio alle ore 19.30 Emiliano Poddi e Chef Mendo a San Cristoforo;

    - sabato 30 luglio alle ore 21 ci sarà a Calamandrana...
    17 min
  • Paola Tonussi "La casa di Claudine" Colette
    Paola Tonussi
    "La casa di Claudine" Colette
    Prefazione a cura di Paola Tonussi
    De Piante Editore
    https://www.depianteditore.it/


    I brevi racconti che compongono La Casa di Claudine di Colette sono bagliori d’oro della memoria. Se il titolo richiama il celebre ciclo di romanzi della serie Claudine che le hanno dato fama, qui la monella in grembiulino è solo un pretesto d’autore: per ribadire, a vent’anni di distanza, che Claudine è creatura sua. Ma oggi la protagonista è Colette bambina, racconto della felicità e della meraviglia d’infanzia, e con lei la famiglia di esseri originali dominata dalla madre Sido, il padre Capitano, i fratelli Achille e Léo, gli animali di questa “vecchia casa natale” nel villaggio di Borgogna, gli abitanti di Saint Sauveur. Il piccolo libro esce nel 1922. Elegia e canto dell’immaginazione, la Maison non è però semplice ricreazione del passato, è un arco lanciato tra due sponde di desiderio: qui Colette orchestra per la prima volta il mito di Sido – ritratto a metà tra realtà e ideale –, la risacca di passato e presente confluiti in un unico alveo e la ricerca di sé, con stile che incide la luce. Il mosaico di seducenti apparizioni schiude “il segreto perduto che apriva (…) un mondo di cui ho cessato di essere degna”: poiché restiamo i bambini che eravamo, per scrivere o vivere dobbiamo scuotere fantasmi, questo intende Colette. “Il bisogno veemente di toccare, vive, pellicce o foglie, piume tiepide, la commovente umidità dei fiori”: eccola, tutta qui, la grazia di Colette. La Maison mette in scena i miti del cuore.



    Colette – pseudonimo di Gabrielle Sidonie Colette – nasce a Saint-Sauveur-en- Puisaye nel 1873. A Parigi, sarà ballerina, mimo, attrice, critico musicale. Lancia mode, cammina sugli scandali. Con Chéri e La naissance du jour il genio letterario di Colette riformula canoni e splendori del romanzo. Anziana, immobilizzata al “lettozattera” nella casa al Palais- Royal, risponde a chi la sta intervistando: “Il desiderio della mia vita? E che me farei di un desiderio soltanto?”. Muore nel 1954, a Parigi.



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    24 min
  • Carlo Tosco "Festival del Mondo Antico"
    Carlo Tosco
    "Festival del Mondo Antico"
    https://antico.comune.rimini.it/


    Festival del Mondo Antico, Rimini
    Consenso / Con-senso
    Propaganda e potere dall'antichità a oggi
    Mercoledì 13 Luglio, 18.30
    L’architettura del Consenso nel gotico italiano
    Carlo Tosco







    Carlo Tosco
    "Andare per le Abbazie Cistercensi"
    Il mulino
    https://ilpostodelleparole.it/carlo-tosco/carlo-tosco-andare-le-abbazie-cistercensi/
    Nato in Borgogna all’inizio del XII secolo l’ordine cistercense ha promosso la fondazione di numerose abbazie in tutta l’Europa cristiana. Nel nostro paese ha trovato un terreno privilegiato, che ha favorito la costruzione di complessi monastici di grande bellezza, annoverati fra i vertici dell’arte e dell’architettura medievali. Ma ai cistercensi dobbiamo anche una grande opera di valorizzazione del paesaggio così come lo sviluppo e la bonifica di molti territori. Dal Piemonte alla Sicilia l’itinerario tocca i maggiori centri cistercensi in Italia: il primo, a Tiglieto vicino a Ovada, e molti altri fra cui Chiaravalle Milanese, San Galgano, Chiaravalle di Fiastra, San Martino al Cimino, per finire con l’abbazia palermitana di Santo Spirito. …la «piccola storia» delle abbazie s’intreccia sovente con la «grande storia» dei sovrani, dei papi, delle battaglie politiche e religiose che hanno segnato l’Italia medievale.




    Carlo Tosco insegna Storia dell’architettura al Politecnico di Torino. Con il Mulino ha pubblicato anche «Il paesaggio come storia» (2007), «I beni culturali» (2014) e «L’architettura medievale in Italia. 600-1200» (2016).



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