il posto delle parole

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  • Anna Rita Guaitoli "Sua maestà lo scarabocchio"
    Anna Rita Guaitoli
    "Sua maestà lo scarabocchio"
    Per una lettura non banale della traccia grafica
    Armando Editore
    www.armandoeditore.it


    Lo scarabocchio è il primo segno che il piccolo lascia su un foglio. È la traccia delle sue emozioni. Imperdibile dono per i genitori, lo scarabocchio rappresenta l'immagine emozionale che tutti gli adulti (insegnanti, psicologi, grafologi che siano) hanno il dovere di seguire per capire come il bimbo stia avviando il percorso della crescita, come stia vivendo le relazioni. Lo Scarabocchio (Sua Maestà) resta fondamentale espressione dell'emozionalità di ognuno, fino alla vecchiaia. L'autrice ha cercato di rilevarne l'importanza, passo dopo passo, attraverso l'aiuto prezioso dell'analisi grafologica. Tenendosi ben lontani dalle facili interpretazioni da rotocalco, si è fatto uso di tanti esempi presi dalla realtà di chi, professionista della lettura del segno, ha alle spalle decenni di ricerca sul campo. Allo scarabocchio si sono poi affiancate altre prove grafiche utilizzate in quanto elementi di comparazione e di rinforzo: da quelle dei primi rudimentali disegni a quella della scrittura. Brevi schede di approfondimento accompagnano la parte narrativa della lettura.


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    32 min
  • Giada Giustetto "Biennale Democrazia"
    Giada Giustetto
    "Biennale Democrazia"
    www.biennaledemocrazia


    I reportage dei giovani di Biennale Democrazia
    domenica 31 marzo, ore 15.00
    Camera - Centro Italiano per la Fotografia, Torino

    coordinano Giada Giustetto
    e Leonard Mazzone

    Cento classi delle scuole superiori di Torino e della provincia di Cuneo illuminano, con i riflettori dei loro video-reportage, quei fenomeni sociali condannati a restare in ombra a causa dell’immenso e disordinato flusso di informazioni che ci investe prepotentemente e costantemente. I ragazzi in sala ci orientano introducendo i lavori migliori, la cui proiezione diventa il punto di arrivo di una formazione che ha mosso i suoi passi lungo quattro sentieri tematici: Mostri, Radici, Reality, Scarti.



    Giada Giustetto insegna italiano L2 ed è formatrice di Biennale Democrazia.



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    17 min
  • Ave Appiano "Poesie a tavola"
    Ave Appiano
    "Poesie a tavola"
    Esperienze di scrittura poetica conviviale
    Cartman Edizioni
    www.cartmanedizioni.com


    "Poesie a tavola" di: Ave Appiano, Cecilia Caprettini, Chiara Caprettini, Gian Paolo Caprettini

    Le parole sanno legarsi ad altre parole, ad altre forme-pensiero, si intrecciano, si annidano nelle anse dei silenzi o nei suoni di altre voci, si prestano a trasformare il quotidiano in poesia, a concretizzare istanti, a cristallizzare momenti di felicità mentale e a farsi traccia visibile di legami profondi.

    Questo libro dimostra come scrivere poesie a tavola possa presentarsi un’operazione naturale come se, su quel foglio passato di mano in mano, si trovasse la chiave per manifestare le espressioni più intense, sincere e intime, e in modo del tutto semplice e condiviso si potesse attingere acqua pura dal pozzo. Ecco, poesia come la carrucola che nel suo fare, trasforma.

    Questi, che gli Autori presentano nel libro, sono testi creati intorno a un tavolo e nel loro insieme propongono un metodo del tutto spontaneo per trovare armonia nel gruppo attraverso impressioni e piccole vertigini che si provano nello scambio della conversazione.

    Questo libro vuole porsi dunque come un progetto-manifesto: fare Poesie a tavola, ovvero vestire la poesia del suo abito etimologico che proprio nel fare rappresenta la sua essenza. A tavola si pensa, si elabora, si produce, si consuma, si progetta, si condivide, si inventa e si racconta. E una poesia scritta può diventarne memoria.




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    27 min
  • Gianluca Cuozzo "Biennale Democrazia"
    Gianluca Cuozzo
    "Biennale Democrazia"
    www.biennaledemocrazia.it


    "Realtà riflessa. Per speculum in aenigmate"
    Giovedì 28 marzo, ore 16.00
    Teatro Carignano, Torino
    Massimo Cacciari
    introduce Gianluca Cuozzo

    Nel Secolo non è concessa visione chiara del Tutto, del passato non conserviamo che frammenti. Del futuro non abbiamo che vaghi presagi. E tutte le dimensioni del tempo si riflettono l’una sull’altra, l’una specchio dell’altra e non possiamo considerarle se non come enigmi.



    Gianluca Cuozzo insegna Filosofia teoretica all’Università di Torino, dove dirige il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione.


    Massimo Cacciari insegna Pensare filosofico e Metafisica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha scritto, fra gli altri, Il potere che frena (Adelphi 2013) e Labirinto filosofico (Adelphi 2014). Recentemente ha pubblicato, con Paolo Prodi, Occidente senza utopie (il Mulino 2016) e curato, con Raphael Ebgi, Umanisti italiani. Pensiero e destino (Einaudi 2016).




    Massimo Cacciari
    "La mente inquieta"
    Saggio sull'Umanesimo
    Einaudi Editore
    www.einaudi.it

    Predomina ancora una visione del periodo dell'Umanesimo che ne esalta, da un lato, i valori estetico-artistici, e tende a ridurne, dall'altro, il pensiero a elementi retorico-filologici. Massimo Cacciari ci fa capire come le cose siano piú complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada in realtà inserita in un progetto culturale piú ampio nel quale l'attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. Dunque una filologia che è intimamente filosofia e teologia. E i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest'ottica non iniziano con Petrarca o con i padovani, ma con lo stesso Dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del Rinascimento. C'è un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente «anti-dialettico», in cui le polarità opposte non si armonizzano né vengono sintetizzate. Massimo Cacciari





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    29 min
  • Giuliano Zanchi "Rimessi in viaggio"
    Giuliano Zanchi
    "Rimessi in viaggio"
    Immagini da una Chiesa che verrà
    Vita e Pensiero
    www.vitaepensiero.it




    Come ha efficacemente sintetizzato papa Francesco, non ci troviamo in un’epoca di cambiamento, ma in un cambiamen­to d’epoca. Un intero scenario di para­digmi e valori, nel quale la cultura cri­stiana ha potuto radicare le proprie for­me pastorali, sembra di colpo svanito. Lo stato d’animo di molti credenti è espo­sto ai rischi dello smarrimento, dell’accidia o dell’attaccamento risentito al passato. Ma i cristiani, almeno in Occidente, sono come rimessi in viaggio sulle strade di una storia nella quale testimoniare, senza acrimonia e senza pigrizia, il Dio di Gesù in compagnia di questa umanità irrequieta.
    Anche oggi, come in ogni tempo, il cristia­nesimo è possibile. Il complesso panorama di questo passaggio storico esige però luci­da consapevolezza e acuto discernimento, condizioni per essere all’altezza del compito pastorale che lo Spirito chiede alle Chiese. Le linee maestre e le prospettive spirituali tracciate dal Concilio si stanno rivelando ancor più preziose, e attendono di essere compiutamente acquisite nella mentalità comune dei credenti. Le concrete prati­che della cura pastorale hanno bisogno di essere creativamente riprese e ripensate attorno ad alcuni nuclei essenziali: la litur­gia, la parola, la carità, la trasmissione, la responsabilità. In ognuno di questi ambiti si può immaginare come, passo dopo pas­so, senza fughe in avanti e senza volgersi indietro, si può stare accanto agli uomini di oggi perché siano toccati dal mistero della grazia di Gesù.



    Giuliano Zanchi è segretario generale dellaFondazione «Adriano Bernareggi» di Ber­gamo. Si occupa di temi al confine tra l’estetica e la teologia. Tra i suoi libri, ha pubblicato con Vita e Pensiero Lo spi­rito e le cose (2003), Salomone e le for­miche. La legge di tutti i giorni (2010), Il Genio e i Lumi. Estetica teologica e umane­simo europeo in François-René de Chateau­briand (2011), Prove tecniche di manuten­zione umana. Sul futuro del cristianesimo (2012), L’arte di accendere la luce. Ripensare la Chiesa pensando al mondo (2015).




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    45 min
  • Elisabetta Galeotti "Biennale Democrazia"
    Elisabetta Galeotti
    "Biennale Democrazia"
    www.biennaledemocrazia.it



    "Distanza di sicurezza"
    Domenica 31 marzo, ore 18.00
    Accademia delle Scienze, Sala dei Mappamondi

    Quando con i nostri atteggiamenti umiliamo l’altro, mortificandolo o avvilendolo, veniamo meno al dovere di rispettarci e neghiamo così il principio di eguaglianza morale degli esseri umani, che sta alla base della democrazia. Ma come esprimere rispetto: con un riguardo attivo verso l’identità degli altri, oppure mantenendo una distanza di sicurezza che eviti all’altro il dovere di esporsi? Vicinanza o distanza, empatia o opacità?



    Elisabetta Galeotti insegna Filosofia politica all’Università del Piemonte Orientale. Ha studiato a Pavia, come alunna del Collegio Ghislieri. Ha trascorso frequenti e lunghi soggiorni come research fellow in centri di ricerca di università straniere (Cambridge, Istituto Universitario Europeo di Fiesole, Institute for Advanced Study, Princeton, St. Andrews University, Harvard). Fra le ultime pubblicazioni ricordiamo: Lo spazio del rispetto (Bruno Mondadori 2012) e Political Self-Deception (Cambridge University Press 2018).




    "La politica del rispetto"
    I fondamenti etici della democrazia
    Laterza Editore
    www.laterza.it

    Le libertà liberali e i diritti politici democratici sono imprescindibili perché tutti siano considerati membri alla pari nella comunità politica in quanto condividono la condizione morale di essere persone.

    «Perché ci dovrebbe importare che le nostre libertà siano eguali, quando magari qualcuno non ne fa uso e le baratterebbe volentieri con più benessere, se non il fatto che il disconoscimento di un eguale spazio di libertà per tutti implicherebbe una minor considerazione e rispetto per alcuni? E perché dovremmo tenere all'eguale partecipazione alla vita politica, quando sappiamo che il nostro voto non fa la differenza, se non il fatto che la mancanza dei diritti politici per qualche gruppo ne afferma implicitamente la condizione di minorità e disparità, in una parola di sottomissione? La ragione per cui le libertà liberali e i diritti politici democratici siano imprescindibili, al di là delle effettive opportunità di vita offerte ai singoli, sta proprio nel loro essere segno che tutti e chiunque sono trattati e considerati membri alla pari nella comunità politica».





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    30 min
  • Leonardo Piccione "Il libro dei vulcani d'Islanda"
    Leonardo Piccione
    "Il libro dei vulcani d'Islanda"
    Storie di uomini, fuoco e caducità
    Iperborea Edizioni
    www.iperborea.com



    «Qui da noi ogni dieci anni in media compare una nuova montagna o un nuovo campo di lava a cui tocca trovare un nome. È il Paese stesso a renderci creativi.» Così lo scrittore Hallgrímur Helgason ha spiegato quella ricchezza letteraria e quel gusto del narrare che accompagnano l’intera storia d’Islanda, e che sono all’origine di questo libro. Una raccolta di 47 storie legate in vario modo ad altrettanti vulcani, che spaziano dalle avventure dei primi colonizzatori dell’isola alle imprese di esploratori estremi, dalle antiche saghe norrene alle missioni della NASA nei canyon «lunari» degli altipiani interni, alternando scienza, poesia, cronaca e leggenda. Il viaggio di William Morris nella mitica Snæfellsnes, il «match del secolo» tra Bobby Fischer e Boris Spassky nella Reykjavík del ’72, il mistero che avvolge la spedizione Von Knebel nel cratere di Askja si affiancano all’epopea dello schiavo caraibico che divenne il primo islandese nero della storia, alle attuali sfide dei vulcanologi per prevedere le eruzioni, allo studio dei tunnel di lava che potrebbero aprirci una strada verso Marte. Il libro dei vulcani d’Islanda è un viaggio curioso intorno all’unicità geologica di un’isola che conta trenta diversi sistemi vulcanici attivi, di tutte le tipologie conosciute. È il ritratto di un Paese che è «un esperimento, prima naturale e poi umano», e che per questo ha attirato attraverso i secoli studiosi, avventurieri e poeti, diventando un bacino inesauribile di storie. Grandiosi protagonisti o impassibili spettatori delle vicende narrate, signori di una terra in cui il creato si crea, si distrugge e si trasforma ogni giorno, i vulcani ci ricordano che il suolo su cui camminiamo non è eterno, che non c’è eternità negli sforzi umani, nell’arte e nella scienza. Ma al tempo stesso ci offrono un contatto vivido con la «creazione», con l’imprescindibile guerra tra gli elementi che è all’origine della vita sul nostro pianeta, e racchiudono forse la nostra via d’accesso all’universo.


    Leonardo Piccione (1987) è nato in pieno inverno nella Murgia barese. Dopo un dottorato in Scienze statistiche ha pensato fosse il momento di affiancare ai numeri le parole. Autore di reportage narrativi e sportivi per diverse testate cartacee e digitali, coltiva da anni un rapporto d’elezione con l’Islanda, di cui ha approfondito la natura e la cultura, maturando l’idea di questo libro. Attualmente si divide tra Corato e Húsavík, dove, mentre attende che un vulcano erutti, collabora con il Museo dell’Esplorazione.



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    26 min
  • Renzo Sicco "Biennale Democrazia"
    Renzo Sicco
    "Biennale Democrazia"
    www.biennaledemocrazia.it



    Giovedì 28 marzo 2019, ore 21.00
    "Visibinvisibili"
    Teatro Le MusicHall
    soggetto e regia di Renzo Sicco
    spettacolo di Assemblea Teatro
    Chi sono? Chi li conosce? Se ne sente parlare, ma soltanto quando fanno naufragio, quando muoiono, ovvero quando “fanno notizia”. Sono in tanti, attraversano le acque del Mediterraneo in cerca di sopravvivenza, scappano dalla fame e dalla guerra. Sono i giovani africani e gli sfollati del Sud del mondo che ignoriamo, emarginiamo, criminalizziamo per il nostro disagio verso la diversità. La realtà dei migranti, attraverso le loro voci, disvelata sul palco di un teatro.


    Assemblea Teatro è una compagnia teatrale che opera a Torino dal 1967. Da oltre cinquant’anni realizza importanti iniziative producendo spettacoli che porta con successo in Europa e nel mondo con significativi riconoscimenti. Cura rassegne teatrali, produzione di eventi ed esposizioni artistiche.
    Renzo Sicco, direttore artistico di AssembleaTeatro
    www.assembleateatro.com






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    19 min
  • Pier Paolo Giannubilo "Il risolutore"
    Pier Paolo Giannubilo
    "Il risolutore"
    Una vita estrema
    Rizzoli Editore

    Col tempo sarebbe giunto a pensare di poter fare tutto ciò che voleva senza doverne rispondere a nessuno, e avrebbe finito col prenderci gusto.Due vite. Più nomi di quanti un uomo possa ricordare. Un bagaglio pieno di segreti inconfessabili. Per oltre vent’anni, la storia di Gian Ruggero Manzoni – pronipote di Alessandro e cugino dell’irriverente Piero – è stata una messinscena dai toni tragici, un buco nero da cui nessuno sarebbe potuto uscire vivo. Figuriamoci raccontarla.Fino all’incontro con Pier Paolo Giannubilo, un’onda d’urto da cui è nato questo romanzo, il ritratto impietoso e intimo di un uomo qualunque con un cognome fatale che ha saputo fare di sé, del bambino Palla di grasso bullizzato dai coetanei a Lugo di Romagna, un’inspiegabile leggenda. Dalla militanza nella Bologna del ’77, segnata dall’amicizia con Tondelli e Pazienza e dal clima libertino del Dams, al reclutamento nei Servizi, dalle missioni under cover in Libano a quelle nei Balcani in fiamme, passando per ingaggi da killer, prodezze erotiche e sogni d’artista affascinato dalle avanguardie degli anni Ottanta: Ruggero firma ogni suo gesto con l’inchiostro dell’eccesso, dannato e insieme eroe, fuori da ogni schema e per questo irresistibile, sempre disposto a tutto pur di restare umano. Con struggente lucidità Giannubilo ci racconta ciò che dell’altro gli fa più paura come se si stesse guardando allo specchio, mettendo a nudo le contraddizioni che rendono unica una vita. Nelle sue pagine la grande Storia abbraccia la vicenda avventurosa di un irregolare fino a rendere impossibile riconoscere dove finisca l’una e inizi l’altra. Ed è questo il punto esatto dove si fa letteratura.


    Pier Paolo Giannubilo è nato nel 1971 e vive a Campobasso, dove insegna in un liceo. È autore di saggi, racconti e romanzi, fra cui Corpi estranei (2008).



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    19 min
  • Marco Missiroli "Fedeltà"
    Marco Missiroli
    "Fedeltà"
    Einaudi Editore
    www.einaudi.it


    «Che parola sbagliata, amante. Che parola sbagliata, tradimento».

    Siamo sicuri che resistere a una tentazione significhi essere fedeli? E se quella rinuncia rappresentasse il tradimento della nostra indole piú profonda? La fedeltà è un'àncora che ci permette di non essere travolti nella tempesta, ma è anche lo specchio in cui ci cerchiamo ogni giorno sperando di riconoscerci. Marco Missiroli lo racconta andando al cuore dei suoi personaggi: lui, lei, l'altra, e l'altro. Noi stessi. Preparatevi a leggere la vostra storia.

    Romanzo candidato Premio Strega 2019

    «Il malinteso», cosí Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università insieme a una studentessa: «si è sentita male, l’ho soccorsa», racconta al rettore, ai colleghi, alla moglie, e Sofia conferma la sua versione.
    Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, cosí come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel presunto tradimento per lui si trasforma in un’ossessione, e diventa un alibi potente per le fantasie di sua moglie. La verità è che Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo insegue per sé. Lui vorrebbe scrivere, non ci è mai riuscito, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre.
    La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Per lei tutto si complica una mattina qualunque, durante una seduta di fisioterapia. Andrea è la leggerezza che la distoglie dai suoi progetti familiari e che innesca l’interrogativo di questa storia: se siamo fedeli a noi stessi quanto siamo infedeli agli altri? La risposta si insinua nella forza quieta dei legami, tenuti insieme in queste pagine da Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di trasmettere il senso dell’esistenza.
    In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, e una Rimini in cui sopravvive il sentimento poetico dei nostri tempi, il racconto si fa talmente intimo da non lasciare scampo. Con una scrittura ampia, carsica, avvolgente, Marco Missiroli apre le stanze e le strade, i pensieri e i desideri inconfessabili, fa risuonare dialoghi e silenzi con la naturalezza dei grandi narratori.


    Marco Missiroli è nato a Rimini e vive a Milano. Ha vinto il Premio Campiello Opera Prima con il suo romanzo d'esordio, Senza coda (Fanucci 2005; Feltrinelli 2016). Per Guanda ha pubblicato Il buio addosso (2007), Bianco (2009) e Il senso dell'elefante (2012; Premio Selezione Campiello). Ha pubblicato il bestseller Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli 2015), con cui ha vinto il Premio Super Mondello. Per Einaudi ha pubblicato Fedeltà (2019). I suoi libri sono stati tradotti in numerosi Paesi. Collabora con il «Corriere della Sera».




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Un quotidiano culturale
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