il posto delle parole

il posto delle parole

Download on the App Store

il posto delle parole episodes

  • Mirko Giulietti "Si moriva dal caldo"
    Mirco Giulietti
    "Si moriva dal caldo"
    Intrecci Edizioni
    www.intrecciedizioni.it



    È l’estate del 1974, la scuola è appena finita, i mondiali di calcio stanno per cominciare e il protagonista, un ragazzino affetto da leggera balbuzie e da un’esplicabile miscuglio di voglia di protagonismo e di passare inosservato, vede la vita della minuscola località in cui vive sconvolta dalla morte violenta e misteriosissima di una vicina: la signorina Marella, ereditiera di una bella villa di campagna ed ex cantante beat. Il ragazzino intraprende le sue personalissime indagini, prima per gioco, insieme alla sua banda di amichetti, e poi da solo, immedesimandosi nel ruolo di paladino della giustizia del suo eroe dei fumetti Tex Willer, arrivando ad un inaspettato epilogo.


    Mirco Giulietti è nato in provincia di Pesaro e Urbino, dove vive con la sua famiglia. È laureato in giurisprudenza e, dopo aver fatto il giornalista e il webmaster, lavora presso l’Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche.
    Ha scritto di storia e biografie di personaggi locali. Questo è il suo primo romanzo.


    Intrecci Edizioni è una casa editrice giovane, nata nel 2015, che vuole sfruttare tutte le peculiarità della nuova editoria elettronica e digitale. L’obiettivo è quello di dimostrare a lettori e autori che questo nuovo tipo di editoria non soltanto è vincente, ma declinabile in mille forme. Vogliamo dare la possibilità a ogni singolo libro di avere la sua chance nell’arena libraria, grazie a un approccio innovativo dalla creazione alla promozione del prodotto, e a una profonda conoscenza del mercato librario e della sua evoluzione. Siamo un editore a 360 gradi con idee nuove ma soprattutto con una particolarità che oggi non è da tutti: ascoltiamo ciò che l’Autore ha da dirci, perché ascoltandolo riusciamo a cogliere la forza del libro.


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    20 min
  • Simone Regazzoni "Kum! Festival"
    Simone Regazzoni
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it


    Kum! Festival - Ancona
    sabato 20 ottobre, h. 12.00 – Auditorium Orfeo Tamburi
    RITRATTI – Jacques Derrida. Desiderio, scrittura, sopravvivenza



    Simone Regazzoni (Genova 1975) è stato allievo di Jacques Derrida. Ha insegnato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e l’Università di Pavia. Al pensiero di Derrida ha dedicato diversi testi tra cui: “La decostruzione del politico. Undici tesi su Derrida”, il melangolo, 2006; “Derrida. Biopolitica e democrazia”, il melangolo, 2012; “Derridario. Dizionario della decostruzione”, il melangolo, 2012 (co-autore). È autore di due romanzi il cui protagonista è ispirato alla figura di Derrida: “Abyss”, Longanesi, 2014 e “Foresta di tenebra”, Longanesi, 2017.



    Simone Regazzoni
    "Jacques Derrida. Il desiderio della scrittura"
    Feltrinelli Editore
    www.feltrinelli.it

    Una meditazione sull'eredità, la letteratura e la decostruzione, per disegnare una nuova costellazione del pensiero del grande filosofo francese.

    Nell'ultima intervista rilasciata prima di morire, Jacques Derrida affermava di provare due sensazioni contrastanti, opposte, in merito al proprio lascito e alla propria eredità. Da un lato pensava che subito dopo la sua morte non sarebbe rimasto più nulla, a eccezione dei libri depositati nelle biblioteche. Dall'altro, sentiva che la sua opera non era ancora stata davvero letta, e che questa lettura restava a venire. Oggi Derrida è un autore consacrato come uno dei classici della filosofia del Novecento: un filosofo letto e commentato, su cui si è scritto e si continua a scrivere molto, e di cui è in corso di pubblicazione l'opera omnia a partire dai seminari inediti. La "decostruzione", formula con cui si è voluto riassumere il suo pensiero, è stata ricostruita dal punto di vista storicofilosofico. Temi come la decostruzione delle idee di verità e di realtà sono entrati nel dibattito pubblico. Che cosa resta da fare dunque? Occorre cominciare a leggere Derrida in modo nuovo, per provare a ereditare il cuore della sua filosofia e condurla verso l'avvenire. Si tratta, per citare Derrida, non tanto di ordinare i resti secondo la logica dell'archivista, ma di "vagliare il fuoco" per provare a portarlo. La sfida dell'eredità, la sfida per gli "eredi", è questa: provare a portare il fuoco. Quella di Simone Regazzoni non è una ricostruzione storicofilosofica del pensiero di Derrida. È un dialogo serrato, e selettivo, con Jacques Derrida, a partire dai suoi testi. Tenendo presente la sua intera produzione e gli snodi della sua biografia, che per Derrida è intimamente intrecciata al pensiero e non può essere dimenticata.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    31 min
  • Ugo Cardinale "Festival del Classico"
    Ugo Cardinale
    curatore
    "Festival del Classico"
    da giovedì 18 a domenica 21 ottobre 2018
    www.circololettori.it



    Il mondo classico, fatto di ragione ed equilibrio, cos’ha in comune con questo nostro mondo che delegittima ogni limite? È ancora possibile individuare, oggi, tracce di quella società antica in cui il bello si intreccia con il buono in un’ideale di perfezione riassunto dall’espressione kalokagathìa, termine in uso nell’Atene del 5 secolo a. C a sintetizzare la bontà morale inscindibile dalla bellezza? E, una volta trovate, come riusciamo a usarle bene nel tempo presente? Il Festival del Classico cerca anche di rispondere a questi interrogativi, riflettendo sulla strada del tempo, per individuare variazioni e cambiamenti, continuità e durata dei classici oggi.

    Comincia il linguista e critico letterario Gianluigi Beccaria, storico della lingua e saggista. Chi meglio di lui può dirci che cosa è cambiato oggi nell’eredità dei classici nella letteratura? La lectio dell’accademico della Crusca e autore, tra gli altri, di Le orme della parola, L'italiano in 100 parole, Lingua madre e L'italiano che resta. Le parole e le storie, è su quanto, e in che misura, i poeti e i narratori del presente intingano ancora la penna negli inchiostri della tradizione. Fino a non molto tempo fa, infatti, le novità di rilievo si affermavano secondo una continuità con il passato, ne sono testimoni autori come Leopardi, Carducci, Pascoli e ancora Ungaretti, Pavese e Fenoglio. È ancora così? Qualcosa è cambiato. Continuità e durata nei classici nel mestiere di scrivere è giovedì 18 ottobre, ore 17 al Circolo dei lettori.

    Quindi cosa resta dei classici se anche gli scrittori contemporanei sembrano ignorarli? Possono servirci come bussola nella prassi politica? Rispondono il filologo Luciano Canfora, il latinista Ivano Dionigi insieme a Lucio Russo, fisico, filologo e storico della scienza, venerdì 19 ottobre, ore 11 in I classici hanno futuro?, un dialogo per capire che cosa abbiano ancora da dire le antiche civiltà di Atene e Roma all’Europa, oggi meta d’arrivo di nuovi popoli, timorosa, in parte, che le migrazioni ne accelerino il tramonto, e ancora quanto, all’uomo tecnologico, perso nell’orizzontalità della rete, frastornato da input infiniti, possano interessare parole all’apparenza vetuste.

    E infatti “noi e i classici”, sì, ma che valore diamo alla cultura antica? Hanno ancora un peso Omero e Virgilio oppure no? È vero, come sostengono in molti, che lo studio del greco antico e del latino sarebbe ormai del tutto inutile nelle società moderne, marcatamente orientate verso discipline e conoscenze di immediata utilità, e che il liceo classico dovrebbe essere abolito? A queste domande risponde Lucio Russo, fisico, filologo e storico della scienza, in un libro e nell’omonimo incontro Perché la cultura classica (Mondadori), venerdì 19 ottobre, ore 18 al Circolo dei lettori, attraverso una vasta gamma di esempi utili a comprendere come il debito dell’Occidente verso le civiltà greca e romana sia di gran lunga superiore a quello usualmente riconosciuto, perché ha riguardato tutti gli aspetti della cultura e non solo. Spaziando dall’astronomia alla fisica, dalla geometria alla matematica, dalla geografia all’ottica, il fisico e filologo chiarisce infatti in modo inoppugnabile come la scienza europea abbia mutuato i suoi fondamenti epistemologici – i metodi dimostrativo e sperimentale – dallo studio dei pochi trattati ellenistici che ci sono pervenuti, in particolare le opere di Archimede e gli Elementi di Euclide.
    Interviene Sandro Graffi, Università di Bologna.

    Una cosa è certa: i classici hanno lasciato un’indelebile impronta nel nostro linguaggio come sostiene Nicola Gardini, latinista, docente all’Università di Oxford, in Le 10 parole parole latine che raccontano il nostro mondo...
    24 min
  • Antonio Cerasa "Kum! Festival"
    Antonio Cerasa
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it


    venerdì 19 ottobre, h. 10.30 – Sala delle Polveri
    LO SGUARDO DI IPPOCRATE – Potenzialità e prospettive della cooking therapy
    Con Antonio Cerasa, Marco Ferrazzoli e Luca Santini
    In collaborazione con FIC e Alce Nero


    Antonio Cerasa
    Neuroscienziato, Ricercatore CNR. Autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste con impact factor, da anni si occupa di neuroscienze applicate al miglioramento delle capacità cognitive e motorie. Vincitore del premio di Divulgazione Scientifica 2017 “Giancarlo Dosi” per il libro “Expert Brain: come il lavoro modella il nostro cervello” (FrancoAngeli Editore). Antonio Cerasa è inoltre Professore Aggiunto presso Università “Magna Graecia” di Catanzaro. Materia di Insegnamento: Psicofisiologia e Psicologia delle Comunicazioni. Collabora con alcuni tra i più importanti centri di ricerca al mondo e si occupa da oltre 15 anni di Neuroscienze Cliniche e Cognitive. I suoi principali campi di ricerca sono lo sviluppo di sistemi di Riabilitazione Cognitiva, lo studio delle basi neurofisiologiche di disturbi neurologici (Parkinson, Alzheimer ed Epilessia) e Psichiatrici (Disturbi dell’Alimentazione) e lo sviluppo di algoritmi di Intelligenza Artificiale applicati alle neuroscienze cliniche. Autore e Co-autore di oltre 113 articoli (65% come primo autore) su riviste con Impact Factor.


    Expert brain. Come la passione del lavoro modella il nostro cervello
    Franco Angeli Editore
    www.francoangeli.it
    Cosa hanno in comune un musicista, un architetto, un sommelier, un matematico, uno scalatore, un giocoliere, uno scacchista, un golfista, un profumiere e uno chef? Sono tutti expert brains: appartengono a quella categoria di individui che, grazie ad un estenuante allenamento, hanno sviluppato una particolare abilità ed eccellono in essa. Al punto che il loro cervello si è modellato di conseguenza. Questo volume ci accompagna, con un linguaggio leggero e avvincente, nel viaggio che ha portato le neuroscienze moderne a disegnare una nuova idea di intelligenza, in cui ha più peso l'influenza dell'ambiente che la predisposizione genetica. Al concetto di intelligenza come costrutto globale e statico si preferisce un più dinamico elenco di competenze che vengono allenate grazie alla deliberate practice (la pratica volontaria): quella serie di pratiche più o meno ludiche messe in atto per potenziare una specifica abilità in differenti domini. Ed ecco allora che il libro, partendo proprio dagli chef, spiega cosa ha in comune il loro cervello con il cervello dei musicisti o degli scalatori, piuttosto che con quello degli scacchisti, degli architetti o dei sommelier. Spiega come si diventa profumieri e come fa un prodigio a "vedere" i risultati di un'operazione matematica. Ma va anche oltre. Parla di come il cervello è in grado di tornare a funzionare dopo una lesione (impaired brain) o cosa succede quando si allena e si gonfia troppo (sculptured brain) o prova dolore (painful brain), per arrivare a spiegare che cos'è la creatività (creative brain) e come si possa studiare e quantificare anche nella vita privata. Il libro non è dedicato solo a chi ha la passione per queste professioni, ma a chiunque voglia diventare expert in qualcosa. E gli argomenti sono trattati intervallando il racconto con un immaginario dialogo con uno studente un po' troppo curioso. Forse... un futuro expert.






    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    23 min
  • Federico Leoni "Kum! Festival"
    Federico Leoni
    coordinatore scientifico
    "Kum! Festival"
    Risurrezioni
    www.kumfestival.it

    Curare. Educare. Governare.


    Si chiama KUM! Festival ed è il nuovo progetto di Massimo Recalcati: dal 19 al 21 ottobre 2018 alla Mole Vanvitelliana di Ancona.
    Il sottotitolo Curare, Educare, Governare, i tre mestieri impossibili secondo Freud, amplia il campo della riflessione e sottolinea la difficoltà e l’ambiguità del curare e del prendersi cura.

    Ancona diviene così la città in cui i temi del welfare, della politica sanitaria, del disagio, della cura e delle sue possibili declinazioni filosofiche e sociali vengono trattati all’interno del suo antico Lazzaretto.


    Mancava in Italia un luogo aperto di riflessione sul tema della cura e delle sue diverse pratiche. Abbiamo creato questo luogo situandolo nella suggestiva Mole vanvitelliana di Ancona dove ogni anno invitiamo a dialogare tra loro non solo specialisti della clinica (psicoanalisti, psichiatri, medici, pedagogisti), ma anche filosofi, antropologi, storici, scrittori, intellettuali che hanno, in forme diverse, una presa diretta sul tema della cura dei differenti volti della sofferenza: del malato, della Polis, della Terra e di noi stessi.

    La parola che identifica questo luogo è una parola antica: Kum!. Essa ricorre almeno due volte nel testo biblico. La prima a proposito delle vicende del profeta Giona. È la scena inaugurale dove Dio, rivolgendosi a Giona, lo scuote dal suo sonno profondo invitandolo ad ascoltare la parola che affida un compito: Kum!, sveglia! alzati! Si tratta di un imperativo onomatopeico che esige un movimento, una ripartenza, la responsabilità di un atto. La seconda occasione la troviamo nei racconti evangelici delle resurrezioni e delle guarigioni compiute da Gesù che rivolgendosi a Lazzaro ripete lo stesso imperativo: “Alzati e cammina!”.

    Si tratta di una parola che bene si presta a riassumere il senso generale della cura: restituire la vita alla vita, consentire la ripartenza, riaprire in modo nuovo l’orizzonte del mondo. Freud aveva incluso le pratiche della cura, insieme a quelle dell’educare e del governare, nella serie dei mestieri considerati come “impossibili”. Curare, come educare e governare, significa, infatti, confrontarsi con l’esperienza di un impossibile che impone una distanza irriducibile da ogni utopia dell’Ideale. Non esiste cura cura tipo, cura universale, cura ideale. La pratica della cura è tale solo se si rivela capace di preservare l’attenzione per il particolare, per l’uno per l’uno, per il carattere assolutamente singolare – insacrificabile ad ogni universale – dell’esistenza. Non esiste cura standard, cura anonima, cura protocollare. In questo senso ogni autentica pratica di cura ci ricorda che l’amore è sempre, come direbbe Lacan, “amore nome per nome”. È un principio che non coinvolge solo la gestione strettamente clinica dei rapporti di cura, ma si deve allargare eticamente coinvolgendo la vita collettiva della polis e delle sue istituzioni, quella dei gruppi e dei legami sociali, il nostro passato e il nostro futuro, la vita stessa della Terra.

    Massimo Recalcati, direttore scientifico



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    25 min
  • Eusebio Gnirro "Maialate"
    Eusebio Gnirro
    "Maialatte"
    Sommario semiesauriente delle maialate con pratiche sessuali inusitate
    prefazione di Giulio Mozzi
    Illustrazioni di Francesco Barcella
    Fefè Editore
    www.fefeeditore.com



    Tra Manganelli e Tinto Brass il passo è breve. Lo dimostra questo libro che tratta possibili ma improbabili pratiche sessuali alternative con spirito assai letterario. Ce ne sono una ventina, di pratiche sessuali originali, immaginabili e descritte nei minimi particolari da Eusebio Gnirro nel suo manuale. Quattro tra tutte, come esempi: l’homilophilia, ossia l’eccitazione sessuale provocata dai discorsi e, in particolare, dai sermoni; la psychrophilia, cioè il provare eccitazione per il freddo; la rhytiphilia, eccitazione sfrenata alla vista delle rughe; la knismolagnia, eccitazione per qualsiasi forma di solletico.




    Eusebio Gnirro. Un nome e un cognome che portano lo stigma di un destino intrinsecamente irrisolto: d’una condanna implicita all’incoerenza e alla contraddizione; sebbene la dissociazione esibisca un impianto affatto armonico che minaccia di relegare gli altri, la pletora dei non-eusebio-gnirro, nel regno dell’asimmetria, della bruttezza, della pochità. In greco antico Eusebio equivale a pio, in virtù dell’esser figlio dell’accoppiamento più o meno giudizioso tra eu, che vuol dire bene, e il verbo sebo, sinonimo di quel venerare che discende nientemeno dal sanscrito vanati che significa desiderare. Dunque, la sapienza che travalica gli evi sotto forma di concatenazione di parole suggerisce che tutto ciò che desideriamo è bene e tutto ciò che è bene non può assumere altra veste che quella del desiderio? Ecco allora che Gnirro, l’enigmatico cognome toccato in sorte a Eusebio, si rivela perfettamente in tono e parimenti dissonante con il nome, poiché discende da un’arcaica parola dialettale calabrese che sta a indicare il porco, facendo dell’onomatopea una figura retorica permeabile al tragico se esso termine trae origine dal terrificante gniiiiiii che fa da colonna sonora all’avanzata del roseo quadrupede verso lo scannatoio: da musica da parata per il perituro.

    Eusebio Gnirro, è l’ultima recluta dell'Officina Totore, il serraglio-manifattura ove l’ingegner Turi segrega l’autore di turno affinché attenda, in forzata autonomia, alla scrittura del testo che gli è stato affidato nell'ambito di un più ampio progetto letterario. Per saperne di più www.officinatotore.it



    Giulio Mozzi, nato nel 1960, abita a Padova. Ha pubblicato svariati libri di racconti (l'ultimo: Fiction 2.0, Laurana 2017), un paio d'opere in versi (Il culto dei morti nell'talia contemporanea, Aragno 2018) e, con Stefano Brugnolo, due fortunati libri sulla scrittura: Ricettario di scrittura creativa, Zanichelli 2000, e L'officina della parola, Sironi 2015. Dirige a Milano la Bottega di narrazione bottegadinarrazione.com


    Francesco Barcella è un giovane illustratore meneghino, che la sorte ha fatto imbattere in Eusebio Gnirro dalle parti della Scuola Mohole e dell’osteria Tuttaltrosuono.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    14 min
  • Roberta Ceretto "Lynn Davis & Patti Smith. Conspiracy of Word and Image"
    Roberta Ceretto
    "Lynn Davis & Patti Smith. Conspiracy of Word and Image"
    www.ceretto.com



    La Famiglia Ceretto, famosa per l’eccellenza dei suoi vini, torna a promuovere l’arte e la cultura contemporanea con due straordinari appuntamenti ad Alba.

    Venerdì 26 ottobre alle ore 19:00, al Teatro Sociale Giorgio Busca (Piazza Vittorio Veneto 3), si terrà l’evento-incontro “Words and Music: Patti Smith with Tony Shanahan”. La serata concerto rappresenta un’occasione unica di incontro con la poetessa del rock accompagnata da Tony Shanahan. Parole, racconti e musica di una delle maggiori interpreti della musica e arte americana di tutti i tempi.

    Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
    E' consigliabile la prenotazione scrivendo a [email protected]


    Sabato 27 ottobre alle ore 17.00, al Coro della Maddalena (via Vittorio Emanuele II, 19), inaugurerà la mostra “Lynn Davis & Patti Smith. Conspiracy of Word and Image” in presenza delle due artiste.

    La mostra sarà aperta dal 28 ottobre al 25 novembre 2018, da martedì a venerdi, dalle ore 15.00 – alle 18.00 e sabato e domenica ore 10.00 – 18.00.




    “LYNN DAVIS & PATTI SMITH. CONSPIRACY OF WORD AND IMAGE ”

    La loro amicizia risale agli anni ’70, quando Lynn Davis, durante il suo primo soggiorno newyorkese, fotografò per la rivista Esquire Patti Smith. Successivamente la loro conoscenza fu incoraggiata dalla comune vicinanza a Robert Mapplethorpe, fino a diventare più vicine con l’insorgere della malattia che colpì l’artista.

    In varie occasioni in questi 30 anni hanno spesso divagato sull’idea di poter fare qualcosa insieme, magari un libro. L’anno scorso, in occasione di una mostra di Lynn Davis sugli iceberg nella galleria di Philip Johnson’s Glass House in Connecticut, partecipò anche Patti Smith e si ritrovarono. É stato naturale riprendere l’idea di una collaborazione che potesse mettere insieme le immagini della fotografa e le parole della musicista. La mostra ospitata dalla famiglia Ceretto ad Alba è il risultato di questa collaborazione portata avanti in questi mesi con entusiasmo.



    Lynn e Patti, Patti e Lynn sono unite da uno strano e insolito legame. Parte di questo legame è un condiviso spirito di eleganza lirica; parte è la sensazione che il loro lavoro offra una intensità resistente al disfacimento, come se si fosse iniziati a sacri misteri per i quali non basta alcuna spiegazione.

    Come si giunge alla loro “cospirazione”. Una cospirazione può essere pensata come lo sforzo congiunto a un particolare fine. Nel nostro caso, dopo più di quaranta anni di grande amicizia, le due donne volevano realizzare qualcosa insieme. Il risultato è questo matrimonio di scrittura e fotografia.

    Le fotografie di Lynn hanno un'intensità dovuta non solo al modo in cui inquadra/fissa un'immagine, ma anche alle dimensioni e alla perfezione della superficie della stampa. Scegliere cinque delle sue fotografie e darle a Patti è stato un atto di fiducia. Lynn era sicura che qualunque cosa Patti avesse fatto, sarebbe stata una risposta profonda e affettuosa. Così la scrittura di Patti ha disegnato sulle immagini con vigore medievale parole sue e parole di altri poeti come se si trattasse di incantesimi e iscrizioni uniche.

    La scrittura e la fotografia sono risposte emotive alla vita. Guardare queste collaborazioni diventa un’indagine all’interno dell’anima mentre queste opere reticenti e sicure si rivelano. Andando avanti, occorre che queste vengano percepite con la stessa densità con cui sono stati create svelando lentamente i loro sottili segreti.



    LYNN DAVIS

    Fotografa americana, coetanea di Patti Smith, ha attraversato come lei gli anni ’70 dedicandosi ad una visione artistica che...
    14 min
  • Laura Fusconi "Volo di paglia"
    Laura Fusconi
    "Volo di paglia"
    Fazi Editore
    www.fazieditore.it


    Agosto 1942. Sono mesi che Tommaso attende il giorno della grande festa organizzata in paese per ammirare insieme a Camillo i prestigiatori, il mangiafuoco e le bancarelle di giocattoli nuovi. Ai due amici si unisce Lia, la bambina più bella della classe, con cui Camillo trascorre le giornate tuffandosi tra le balle di fieno e rincorrendosi per i campi. Ma Lia è la figlia di Gerardo Draghi, il ras fascista che con il suo manipolo di camicie nere spadroneggia nella zona e che esercita il suo fare prepotente anche tra le mura della Valle, la casa padronale della famiglia Draghi. La stessa in cui, cinquant’anni dopo, altri due bambini, Luca e Lidia, giocheranno tra le stanze ormai in rovina, confrontandosi con i mostri della loro fantasia e i fantasmi che ancora abitano quei luoghi. Sullo sfondo di una campagna piacentina dalle tinte delicate e dai contorni arcaici, si intrecciano le storie di un passato dimenticato e di un presente a cui spetta il compito di esorcizzarne la violenza.
    In Volo di paglia, Laura Fusconi dà prova di uno stile dai toni lirici e al tempo stesso giocosi, come lo sono i bambini protagonisti, su cui incombono le ombre del mondo degli adulti e dei loro segreti. Un potente romanzo d’esordio in cui l’attenzione all’infanzia e al suo immaginario si traduce in una scrittura di grande sensibilità e precisione.

    «La scrittura di questa autrice genera strani tremori».
    Luciano Funetta

    «Laura Fusconi ci racconta il dolore dei bambini con la misura degli scrittori di razza».
    Alcide Pierantozzi

    «È sempre più raro incontrare una nuova voce letteraria come questa».
    Gianluigi Ricuperati


    Laura Fusconi
    È nata a Castel San Giovanni (Piacenza) nel 1990. Dopo la laurea in Graphic Design&Art Direction, si è diplomata presso la Scuola Holden. I suoi racconti sono usciti su «retabloid», «effe – Periodico di Altre Narratività», «Verde rivista», «Achab» e «Horizonte». Volo di paglia è il suo primo romanzo.


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    19 min
  • Antonio Paolacci "Piano Americano"
    Antonio Paolacci
    "Piano Americano"
    Morellini Editore
    www.morellinieditore.it


    Questo libro è un paradosso letterario: è un romanzo ma non è un romanzo, il suo autore non ha mai avuto intenzione di scriverlo e le sue pagine rivelano la verità più sincera mentendo spudoratamente. Questo libro parla dello scrittore Antonio Paolacci che, nei giorni in cui sta per diventare padre, decide all'improvviso di smettere di scrivere per sempre. E così anche il romanzo a cui stava lavorando non esisterà mai, eppure prenderà vita qui, con il racconto delle avventure grottesche di un manipolo di personaggi bizzarri: una coppia impegnata a realizzare uno scherzo mediatico di portata storica, un agente segreto del tutto anomalo, un intellettuale tossicomane e perfino un uomo semi-invisibile. Questo libro è una fucina d'idee, in bilico tra la narrativa umoristica e un saggio autobiografico sull'arte stessa della narrazione, tra cinema e editoria, letteratura e realtà. Questo libro è una prova d'autore che farà discutere, irriverente e funambolico, in cui la scrittura stessa si svela e si falsifica in continuazione, ticchettando pagina dopo pagina come un marchingegno perfetto. Questo libro è una boccata d'ossigeno nel panorama letterario.


    Antonio Paolacci è nato nel 1974 e vive a Genova. È editor e consulente editoriale. Ideatore e direttore di alcune collane di narrativa e saggistica, ha curato anche premi letterari e rassegne. Ha tenuto corsi di scrittura creativa in diverse città italiane. Dal 2014 insegna scrittura creativa alla scuola Officina Letteraria di Genova. Come autore ha scritto: Flemma (Perdisa Pop, 2007 - Morellini Editore, 2015), Salto d’ottava (Perdisa Pop, 2010), Accelerazione di gravità (Senzapatria, 2010), Tanatosi (Perdisa Pop, 2012) e Piano Americano (Morellini, 2017). Per saperne di più o contattarlo: antoniopaolacci.blogspot.it


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    21 min
  • Angela Lombardo "La vita dolce"
    Angela Lombardo
    "La vita dolce"
    DeA
    www.deaplanetalibri.it


    Quante volte abbiamo rimandato un’occasione di felicità come se fosse l’inizio di una nuova dieta o l’iscrizione in palestra? E se fosse oggi il momento giusto per concedere a noi stessi il diritto ad avere la vita che vogliamo? Per riconoscere ai nostri bisogni profondi la stessa importanza dei doveri di cui ci facciamo carico?

    È proprio questo il contenuto del messaggio di Epicuro, il maestro fondatore dell’unica scuola che come materia d’insegnamento principale ha la gioia di vivere. La vita dolce accompagna i lettori in un imprevedibile viaggio alla scoperta dell’ironica saggezza di Epicuro, della potente eleganza di Lucrezio e della comicità di Orazio, che risplendono in nuova traduzione capace di restituirne la voce fresca e viva. L’autrice fa dialogare i maestri antichi con la realtà contemporanea e con amici vecchi e nuovi – come Omero, Peggy Guggenheim, Hugh Grant, Arthur Rimbaud e la nonna di Jay-Z – che ci insegnano a lasciarci alle spalle i pensieri inutili per assaporare la poesia della vita.

    Per conquistare questa gioia, fondata sull’amicizia, sul godimento dei piaceri più autentici e sulla capacità di imparare a scegliere quello che ci fa stare meglio, non bisogna fare fatica né tantomeno stravolgere la propria vita: basta qualche esercizio semplice ma non banale, come guardare in faccia le stelle, offrire un caffè al vicino di casa o imparare a essere disobbedienti.

    Grazie a questo libro riscopriremo i segreti della saggezza mediterranea, che sono da sempre nel nostro dna culturale e che troppo spesso la frenesia della nostra vita ci porta a dimenticare, entrando nel giardino di Epicuro come a una festa «senza liste all’ingresso, dove puoi arrivare vestito come ti pare, toglierti le scarpe e sederti sull’erba a chiacchierare fino a tardi».



    Cosa significa oggi carpe diem?

    Come possiamo riscoprire i segreti dell’arte della gioia che appartiene da sempre alla cultura mediterranea?

    Cos’ha da dire a ciascuno di noi una lettera sulla felicità scritta in un giardino ateniese del iv secolo a.C.?

    «Né edonisti né asceti, noi allievi epicurei del XXI secolo siamo liberi di prenderci tutto il pane e le rose che possono esserci utili per nutrire il corpo e l’anima con amore, rispetto e senso della misura.»


    Angela Lombardo è nata a Catania. Dopo gli studi classici si è trasferita a Milano, dove lavora come editor. La vita dolce, il suo primo libro, sarà pubblicato anche in Francia e in Spagna.


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    25 min

About il posto delle parole

From the publisher's feed

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

www.ilpostodelleparole.it

Diventa un supporter di questo podcast:

More shows like il posto delle parole

Giorno per giorno by Corriere della Sera – Francesco Giambertone

Giorno per giorno

47 Listeners

Le voci del Mulino by Società editrice il Mulino

Le voci del Mulino

0 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

35 Listeners

Ma perché? by OnePodcast

Ma perché?

16 Listeners