il posto delle parole

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  • Silvia Lippi "Kum! Festival"
    Silvia Lippi
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it


    Kum! Festival
    Dialoghi – La psicoanalisi, quando una vita ricomincia a vivere
    Con Silvia Lippi e Romano Màdera. Modera Aldo Becce



    Silvia Lippi è psicoanalista, affiliata all’associazione Espace analytique di Parigi e all’ALIPSI di Milano. È psicologa all’ospedale psichiatrico Barthélémy Durand d’Étampes, ricercatrice presso l’Università di Parigi 7 e docente titolare dell’IRPA, Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata, nelle sedi di Milano e Grottammare. Oltre a numerose pubblicazioni in Francia, nel 2017 è uscito in Italia “La decisione del desiderio”, già vincitore del Prix Oedipe le Salon 2014 e a Settembre di quest’anno l’edizione italiana della sua opera “Freud, la passione dell’ingovernabile”, edito da Feltrinelli.


    Silvia Lippi
    "Sigmund Freud. La passione dell'ingovernabile"
    Feltrinelli Editore
    www.feltrinellieditore.it

    Il genio di Freud è largamente riconosciuto non solo nel campo della psicoanalisi. Le sue teorie hanno rivoluzionato in modo definitivo il pensiero occidentale. Ma quello che colpisce nella sua opera è l'anticonformismo, che si traduce in un'audacia teorica mai provocatoria e sempre razionale. Freud scopre l'Edipo scrivendo sul sogno poco dopo la morte di suo padre. Afferma che la sessualità determina la vita umana. E colloca all'origine della vita sessuale un desiderio ingovernabile che chiama "pulsione". Malgrado la cattiva reputazione di cui egli gode all'interno del movimento femminista e fra i sostenitori delle 'gender theories, Freud ha sempre considerato tutte le forme della sessualità, a cominciare da quella del bambino, come possibili e assolutamente accettabili. Questa sua rigorosa laicità è stata ed è ancora oggi rivoluzionaria». Se Freud ha ispirato molte delle grandi menti del ventesimo secolo, come Claude Lévi-Strauss, Gilles Deleuze e Jacques Lacan, Silvia Lippi procede in senso inverso, rileggendo i concetti della psicoanalisi alla luce delle loro teorie, al fine di mostrare, ancora una volta, l'audacia e la piena attualità del progetto freudiano. Edipo, pulsione, rimozione, angoscia, trauma, sintomo: ecco le nozioni che fondano la teoria dell'inconscio di Freud, dove la determinazione sessuale si intreccia con il fenomeno del linguaggio. È appunto questa relazione enigmatica a esplodere in ogni esperienza umana e in ogni sintomo, e di conseguenza a costituire il cuore di ogni cura psicoanalitica.



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    27 min
  • Giulio Guidorizzi "Ulisse. L'ultimo degli eroi"
    Giulio Guidorizzi
    "Ulisse. L'ultimo degli eroi"
    Einaudi Editore
    www.einaudi.it


    Festival del Classico
    Circolo dei Lettori, Torino
    Sabato 20 ottobre 2018, ore 15.00
    Ulisse. L'ultimo degli eroi.
    con l’autore Giulio Guidorizzi, Università di Torino
    Ha espugnato Troia, affrontato tempeste, Ciclopi, Sirene e maghe, vagato per mare anni prima di tornare finalmente a casa. Ma il mito, come la storia, ha sempre un altro lato: l’Odissea è il romanzo originario della letteratura occidentale e Ulisse il primo vero personaggio moderno.


    Ulisse è l'eroe capace di mille tranelli che ha espugnato Troia. È il navigatore «divino» che ha molto sofferto, ha affrontato tempeste, Ciclopi, Sirene e perfide maghe, ha vagato anni per mare prima di arrivare finalmente a casa. Ma il mito, come la storia, ha sempre un altro lato.

    L'Odissea è il primo vero romanzo della letteratura occidentale e Ulisse, il suo protagonista, è l'ultimo degli eroi, il primo personaggio moderno. Ma che uomo è stato? Ha lasciato una moglie a casa da sola con un bambino e un vecchio suocero da accudire. E come padre? Il figlio Telemaco è dovuto crescere senza di lui, prigioniero della sua ombra e condannato a non poter diventare mai davvero adulto. E le tante donne che ha incrociato nel suo viaggio? Per quanto si possano essere rivelate perfide, sono state tutte sedotte dal suo fascino e dalla sua scaltrezza e poi abbandonate: Circe, Nausicaa, Calypso. Guidorizzi ci accompagna alla scoperta di un eroe guardandolo attraverso gli occhi di chi ha partecipato solo da comprimario alla sua epica vicenda. E lo fa, come di consueto, unendo al rigore del classicista la passione e la brillantezza del narratore.

    «Dormiva Penelope quando Telemaco partí alla ricerca di suo padre. La mattina Euriclea, con le lacrime agli occhi, era salita nella sua stanza e le aveva bisbigliato all'orecchio che il figlio era salpato nella notte. Il suo cuore si era spezzato, ma non aveva gridato o pianto, non aveva detto una parola. Doveva nasconderlo finché poteva: era circondata da ancelle infedeli che la spiavano in ogni momento andando a riferire tutto ai loro amanti. I pretendenti avrebbero potuto mettere in mare una nave veloce e inseguirlo. Ma fino a sera almeno non se ne sarebbero accorti. A quel punto era veramente sola».


    Giulio Guidorizzi è professore di Teatro e Drammaturgia dell'Antichità presso l'Università degli Studi di Torino. Si occupa in particolare di teatro classico e di antropologia del mondo antico. Tra le sue opere piú recenti: le edizioni delle Baccanti di Euripide (2002) e delle Nuvole di Aristofane (2002); la traduzione della Biblioteca di Apollodoro (1995) e dei Miti di Igino (2000). Ha curato inoltre un'Introduzione al teatro greco (2003) ed è autore di una Letteratura greca (2002). Per Einaudi ha pubblicato Il mito di Edipo (2004, con Maurizio Bettini), Io, Agamennone (2016) e Ulisse (2018).



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    25 min
  • Rocco Ronchi "Kum! Festival"
    Rocco Ronchi
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it


    Kum! Festival - Ancona
    sabato 20 ottobre, h. 16.00 – Auditorium Orfeo Tamburi
    Lectio Magistralis – Kum! Dal soggetto razionale all’“anarca” populista
    con Rocco Ronchi


    Rocco Ronchi è docente di Filosofia teoretica presso l’Università dell’Aquila e presso l’Irpa di Milano. Dirige la scuola di filosofia Praxis (Forlì) e il centro di ricerca di filosofia e psicoanalisi Après coup dell’Università dell’Aquila. Tra le sue ultime pubblicazioni: Gilles Deleuze. Credere nel reale (Feltrinelli, Milano 2015); Il canone minore. Verso una filosofia della natura (Feltrinelli, Milano 2017) e Bertolt Brecht. Tre dispositivi (Orthotes, Napoli 2017).



    Rocco Ronchi
    "Come fare. Per una resistenza filosofica"
    Feltrinelli Editore
    www.feltrinellieditore.it

    Si ritiene in genere che la filosofia debba rispondere a domande concernenti il che cosa e il perché. Rocco Ronchi pensa invece che sia non solo più interessante, ma anche filosoficamente più rilevante chiedersi come: come parliamo, ad esempio, oppure come pensiamo, come godiamo, come ricordiamo una parola dimenticata, come ci creiamo un corpo, come facciamo a diventare adulti.Chi si pone le grandi questioni del che cosa e del perché non ha appreso la lezione materialistica e speculativa della più radicale filosofia del Novecento, quella che ha eletto il divenire ad assoluto, che ha smantellato l’idea di una verità trascendente e preordinata al pensiero e che, soprattutto, ha portato a termine la rivoluzione copernicana, scalzando veramente l’uomo e la sua coscienza da ogni presunta centralità. Chi invece rimette al centro la domanda pragmatica sul come fare si ritrova parte di un mondo in divenire finalmente libero dall’uomo come unità di misura ultima, un divenire che non è mancanza, bensì atto puro, vita infinita e una singolare gioia “al di là del principio di piacere”. La nuova domanda da porsi è allora pratica piuttosto che teorica, ed è una domanda critica, nella misura in cui consente di resistere al falso divenire, quello che la nostra epoca, segnata dal più sfrenato capitalismo, ha eletto a principio sovrano di tutte le cose. Come resistere a questo divenire che pone la mancanza nel cuore dell’essere, che genera ovunque miseria, insufficienza, sofferenza, anche (e soprattutto) quando promuove un’immensa ricchezza materiale?Come resistergli senza cadere vittima di nostalgie metafisiche o di fughe mistiche? Ronchi prova a rispondere in sei saggi che cercano di definire modalità di resistenza, a partire dalle tesi di altri autori (da Orwell a Sartre, da Deleuze a Lacan, da Breton a Jünger e Bataille ecc.) ossia, secondo il metodo brechtiano, “pensando nella testa degli altri”.




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    26 min
  • Elena De Silvestri "Kum! Festival"
    Elena De Silvestri
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it


    venerdì 19 ottobre, h. 19.00 – Foyer
    APERITIVO FILOSOFICO – Un lutto che rischiara il mondo
    In collaborazione con Umani Ronchi. Letture a cura dei giovani attori di Accademia 56




    Elena De Silvestri sta svolgendo il secondo anno di dottorato in Scienze Umane, curriculum di filosofia. La sua attività di ricerca si è sempre rivolta alle implicazioni, sia pratiche che teoriche, del rapporto tra filosofia e psicoanalisi. Collabora stabilmente con il “Centro di ricerca Tiresia per la filosofia e la psicoanalisi”, con la sede veronese del centro di clinica psicoanalitica “Jonas Onlus” e con le riviste ‘Imm e LETTERa.


    Centro di Ricerca. Tiresia. Filosofia e Psicoanalisi.

    www.dsu.univr.it

    l Centro lavora all’intersezione tra filosofia e psicoanalisi. Le questioni dell’inconscio e della soggettivazione, del trauma e della ripetizione, dell’immagine e della voce sono al cuore di questo incontro tra saperi e pratiche differenti, di cui il Centro esplora convergenze, divergenze, reciproche influenze.
    Le ricerche che il Centro conduce trovano espressioni diverse: il seminario permanente, le giornate di studio, la serie delle discussioni ciniche, la collana “Phi/Psy” (http://www.orthotes.com/store/index.php/phy-psy.html) e la serie “Le parole della psicoanalisi” (edite da Orthotes, Napoli)( http://www.orthotes.com/store/index.php/le-parole-della-psicoanalisi.html), la collaborazione con riviste come “Lettera” (http://www.alidipsicoanalisi.it/Rivista-Lettera/) e “L’inconscio” (https://wwwunical.academia.edu/LinconscioRivistaItalianadiFilosofiaePsicoanalisi), lo scambio con altre istituzioni sia di matrice universitaria sia radicate nel mondo della clinica e delle professioni (ALIpsi-Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi(http://www.alidipsicoanalisi.it/); Centro di ricerca Après coup dell’Università dell’Aquila; CRFP-Centro di ricerca filosofia psicoanalisi dell’Università della Calabria (http://www.unical.it/portale/strutture/dipartimenti_240/dsu/csfp/); Espace Analytique - Parigi (http://espace-analytique.org/); Fundación Juan José López-Ibor, Madrid (http://www.fundacionlopezibor.es/); IRPA-Istituto di Ricerca per la psicoanalisi applicata (https://www.istitutoirpa.it/); Jonas Onlus-Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi (http://www.jonasonlus.it/sedi-nazionali-jonas/sede-jonas-verona.html).

    fb:
    https://www.facebook.com/Centro-di-Ricerca-Tiresia-Filosofia-e-Psicoanalisi-1661665744111421/



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    20 min
  • Matteo Iannacone "Bergamo Scienza"
    Matteo Iannacone
    "Bergamo Scienza"
    www.bergamoscienza.it


    Bergamo Scienza
    "La ricerca scientifica per il futuro dell'Europa"
    Sabato 20 ottobre
    Matteo Iannacone

    Dalla possibilità di osservare la dinamica delle cellule in vivo in tempo reale, allo studio sul rapporto tra cervello e linguaggio, fino alla messa a punto di super materiali ispirati al mondo naturale. La ricerca d’eccellenza di tre giovani scienziati italiani e il ruolo dell’Europa nel sostenere le menti che cambieranno.




    Matteo Iannacone ha lavorato allo Scripps Research Institute e alla Harvard Medical School prima di stabilire il suo laboratorio all'Istituto Scientifico San Raffaele. Grazie all'uso di tecniche di imaging avanzato, Matteo ha contribuito alla comprensione della dinamica delle risposte immuni ai virus. Il suo lavoro é stato pubblicato sulle riviste scientifiche internazionali piú importanti, è titolare di 6 brevetti internazionali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti importanti per il suo lavoro.

    www.iannaconelab.com



    Dinamica delle risposte immunitarie
    Armenise-Harvard Career Development Award
    ERC Starting Grant
    Matteo Iannacone, Capo Unità
    "Il nostro programma di ricerca si occupa delle complesse dinamiche delle interazioni tra virus e ospite, con un focus particolare sullo sviluppo e la funzione della risposta immunitaria di tipo adattativo. Poiché la simulazione dell’interazione tra fattori fisici, cellulari e biochimici che influenzano il comportamento delle cellule nei microvasi e nei tessuti interstiziali è ancora fuori dalla portata anche dei più sofisticati metodi in vitro, la nostra ricerca fa uso della microscopia intravitale. Accanto a questa tecnica, utilizziamo approcci molecolari, cellulari e istologici più tradizionali, ottenendo così informazioni sulle interazioni virus-ospite a livello molecolare, di singola cellula e dell’intero organismo."
    fonte: www.hsr.it




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    15 min
  • Marta Cartabia "Festival del Classico"
    Marta Cartabia
    "Giustizia e Mito"
    Il Mulino Editore
    www.mulino.it


    Festival del Classico
    Circolo dei Lettori, Torino
    Sabato 20 ottobre 2018, ore 12
    "Giustizia e Mito"
    con gli autori Marta Cartabia, giudice costituzionale e Luciano Violante, giurista, modera Gustavo Zagrebelsky, giurista
    Nella società di oggi riaffiorano dilemmi del diritto già raccontati nei miti: coscienza individuale Vs ragion di stato (Antigone), verità storica Vs verità soggettiva (Edipo), legge Vs sua opposizione (Creonte). Per quanto emancipata dal primitivo nucleo vendicativo e amministrata con molte garanzie, la giustizia infatti non risana mai del tutto i conti, né per le vittime né per i carnefici.


    Antigone, ovvero il conflitto tra coscienza individuale e ragion di stato, tra legge morale e legge positiva. Edipo, ovvero la tensione tra verità storica e oggettiva e verità soggettiva, tra domanda di giustizia e intransigenza nell’amministrarla, tra colpa, errore e responsabilità. Creonte, ovvero il contrasto tra la legge e la sua opposizione. Altrettanti dilemmi del diritto che riaffiorano continuamente nelle nostre società. Per quanto emancipata dal suo primitivo nucleo vendicativo, e oggi amministrata con molte garanzie, sancite soprattutto dalle costituzioni contemporanee, la giustizia infatti non risana mai del tutto i conti, né per le vittime né per i carnefici.


    Marta Cartabia, professore ordinario di Diritto costituzionale, è attualmente Vice Presidente della Corte costituzionale. Per il Mulino ha pubblicato «L’Italia in Europa» (con J.H.H. Weiler, 2000) e curato «I diritti in azione» (2007), «Dieci casi sui diritti in Europa» (2011) e «La sostenibilità della democrazia nel XXI secolo» (con A. Simoncini, 2010); per Oxford University Press è coautrice di «Italian Constitutional Justice in Global Context».


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    30 min
  • Luigi Mariani "Bergamo Scienza"
    Luigi Mariani
    "Bergamo Scienza"
    www.bergamoscienza.it



    Bergamo Scienza
    "Bio o non Bio?"
    incontro con Luigi Mariani
    Sabato 20 ottobre, ore 09.30
    Cosa significa che un prodotto agroalimentare è realizzato con un processo biologico? Esiste una distinzione tra artificiale e naturale? Quali sono le reali conseguenze dell’uso di erbicidi e disinfestanti? Le tecniche di coltivazione del passato sarebbero in grado di soddisfare il fabbisogno calorico di 8 miliardi di persone? Tre voci autorevoli discutono verità e bugie del biologico.


    Luigi Mariani
    Agronomo con profonda esperienza nella modellazione matematica dell’agroecosistema. Presidente dell’Associazione Italiana di Agrometeorologia (1997-2006), all’Università di Milano ha insegnato a contratto Agrometeorologia (1991-2008), Agronomia (2008-2014) e Storia dell'agricoltura (dal 2016). Condirettore del Museo lombardo di storia dell’agricoltura e vicepresidente della Società agraria di Lombardia, nel 2017 ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale per il settore 07/B1-Agronomia.


    Luigi Mariani
    "Origine e viaggi avventurosi delle piante coltivate"
    Mattioli 1885
    www.mattioli1885.com
    La storia agro-climatica dell'uomo ci insegna che il variare del clima è stata un'opportunità quando l'uomo ha reagito contribuendo alle modifiche del paesaggio agricolo e residenziale in modo funzionale a quel benessere che oggi ricerchiamo e abbiamo paura di perdere. Questo libro, frutto di caffè scientifici e di evidenze raccolte in archivi anche museali, propone molteplici riflessioni anche operative sul significato di paesaggio sostenibile e sulla sua gestione. Prefazione di Ettore Capri.



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    www.ilpostodelleparole.it
    28 min
  • Lucio Russo "Festival del Classico"
    Lucio Russo
    "Festival del Classico"
    www.circololettori.it


    Festival del Classico
    Venerdì 19 ottobre 2018, ore 11
    Circolo dei Lettori
    "I classici hanno un futuro? Riflessioni sulla strada del tempo"
    con Luciano Canfora, Università di Bari, Ivano Dionigi, Università di Bologna e Lucio Russo, Università di Roma Tor Vergata

    Il mondo classico, fatto di ragione ed equilibrio, cos’ha in comune con questo mondo che delegittima ogni limite? Atene e Roma cosa dicono all’Europa, meta dell’arrivo di nuovi popoli che ne accelera il tramonto? Le parole dei classici come interessano l’uomo tecnologico che, frastornato dall’immensa rete dello spazio, ha smarrito la strada del tempo?


    Che cosa l'antichità greca e latina ci ha dato e che cosa può ancora darci.

    Qual è il valore che oggi viene attribuito alla cultura classica? è vero, come sostengono in molti, che lo studio del greco antico e del latino sarebbe ormai del tutto inutile nelle società moderne, marcatamente orientate verso discipline e conoscenze di immediata utilità, e che il liceo classico dovrebbe essere abolito? Per molti secoli, dal Rinascimento ad almeno tutto l'Ottocento, le fonti classiche hanno svolto un ruolo chiave all'interno del pensiero europeo, come è testimoniato dai numerosissimi debiti linguistici di parecchie scienze nei confronti del greco antico. Per non parlare di concetti che sono considerati fondamentali per la nostra civiltà, come quelli di «contratto sociale» e «democrazia», attinti dalla cultura greca. Poi c'è stato uno strappo. Nel corso del Novecento la conoscenza del mondo classico si è via via indebolita, fin quasi a scomparire dagli studi superiori, soppiantata da un'evoluzione della cultura verso una collezione di saperi disgiunti che sembrano aver dimenticato le radici comuni, al punto da indulgere a derive irrazionalistiche. Lucio Russo in questo saggio mostra con una vasta gamma di esempi come il debito dell'Occidente verso le civiltà greca e romana sia di gran lunga superiore a quello usualmente riconosciuto, perché ha riguardato tutti gli aspetti della cultura e non solo - come vorrebbe un diffuso luogo comune - quelli oggi classificati come «umanistici» (pensiero politico, diritto, filosofia, arte, musica e letteratura). Spaziando dall'astronomia alla fisica, dalla geometria alla matematica, dalla geografia all'ottica, l'autore chiarisce infatti in modo inoppugnabile come la scienza europea abbia mutuato i suoi fondamenti epistemologici - i metodi dimostrativo e sperimentale - dallo studio dei pochi trattati ellenistici che ci sono pervenuti, in particolare le opere di Archimede e gli Elementi di Euclide. «La tesi principale del libro» scrive Russo «è che la cultura classica, se profondamente rivisitata, potrebbe assumere di nuovo, pur se in modo diverso, quel ruolo unificante svolto in passato e per il quale non è mai stato trovato un valido sostituto.»



    Lucio Russo
    È un fisico, filologo e storico della scienza; ha studiato all'Università di Napoli dove si è laureato in fisica nel 1969.
    Dal 1984 tiene la cattedra di calcolo delle probabilità all'Università degli studi di Roma Tor Vergata. Ha trascorso periodi di studio presso l'Institut des Hautes Études Scientifiques e presso la Princeton University. Si è occupato di meccanica statistica, calcolo delle probabilità e storia della scienza. Tra i suoi libri ricordiamo: Flussi e riflussi. Indagine sull'origine di una teoria scientifica (Feltrinelli, 2003), Ingegni minuti. Una storia della scienza in Italia (Feltrinelli, 2010), scritto insieme a Emanuela Santoni, La rivoluzione dimenticata (Feltrinelli, 2013, ultima edizione), Stelle, atomi e velieri (Mondadori Università, 2015) e La bottega dello scienziato. Introduzione al metodo scientifico, Con Alessandro Della Corte (il Mulino, 2016). Nel 2018 è uscito per Mondadori...
    20 min
  • Mirko Giulietti "Si moriva dal caldo"
    Mirco Giulietti
    "Si moriva dal caldo"
    Intrecci Edizioni
    www.intrecciedizioni.it



    È l’estate del 1974, la scuola è appena finita, i mondiali di calcio stanno per cominciare e il protagonista, un ragazzino affetto da leggera balbuzie e da un’esplicabile miscuglio di voglia di protagonismo e di passare inosservato, vede la vita della minuscola località in cui vive sconvolta dalla morte violenta e misteriosissima di una vicina: la signorina Marella, ereditiera di una bella villa di campagna ed ex cantante beat. Il ragazzino intraprende le sue personalissime indagini, prima per gioco, insieme alla sua banda di amichetti, e poi da solo, immedesimandosi nel ruolo di paladino della giustizia del suo eroe dei fumetti Tex Willer, arrivando ad un inaspettato epilogo.


    Mirco Giulietti è nato in provincia di Pesaro e Urbino, dove vive con la sua famiglia. È laureato in giurisprudenza e, dopo aver fatto il giornalista e il webmaster, lavora presso l’Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche.
    Ha scritto di storia e biografie di personaggi locali. Questo è il suo primo romanzo.


    Intrecci Edizioni è una casa editrice giovane, nata nel 2015, che vuole sfruttare tutte le peculiarità della nuova editoria elettronica e digitale. L’obiettivo è quello di dimostrare a lettori e autori che questo nuovo tipo di editoria non soltanto è vincente, ma declinabile in mille forme. Vogliamo dare la possibilità a ogni singolo libro di avere la sua chance nell’arena libraria, grazie a un approccio innovativo dalla creazione alla promozione del prodotto, e a una profonda conoscenza del mercato librario e della sua evoluzione. Siamo un editore a 360 gradi con idee nuove ma soprattutto con una particolarità che oggi non è da tutti: ascoltiamo ciò che l’Autore ha da dirci, perché ascoltandolo riusciamo a cogliere la forza del libro.


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    20 min
  • Simone Regazzoni "Kum! Festival"
    Simone Regazzoni
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it


    Kum! Festival - Ancona
    sabato 20 ottobre, h. 12.00 – Auditorium Orfeo Tamburi
    RITRATTI – Jacques Derrida. Desiderio, scrittura, sopravvivenza



    Simone Regazzoni (Genova 1975) è stato allievo di Jacques Derrida. Ha insegnato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e l’Università di Pavia. Al pensiero di Derrida ha dedicato diversi testi tra cui: “La decostruzione del politico. Undici tesi su Derrida”, il melangolo, 2006; “Derrida. Biopolitica e democrazia”, il melangolo, 2012; “Derridario. Dizionario della decostruzione”, il melangolo, 2012 (co-autore). È autore di due romanzi il cui protagonista è ispirato alla figura di Derrida: “Abyss”, Longanesi, 2014 e “Foresta di tenebra”, Longanesi, 2017.



    Simone Regazzoni
    "Jacques Derrida. Il desiderio della scrittura"
    Feltrinelli Editore
    www.feltrinelli.it

    Una meditazione sull'eredità, la letteratura e la decostruzione, per disegnare una nuova costellazione del pensiero del grande filosofo francese.

    Nell'ultima intervista rilasciata prima di morire, Jacques Derrida affermava di provare due sensazioni contrastanti, opposte, in merito al proprio lascito e alla propria eredità. Da un lato pensava che subito dopo la sua morte non sarebbe rimasto più nulla, a eccezione dei libri depositati nelle biblioteche. Dall'altro, sentiva che la sua opera non era ancora stata davvero letta, e che questa lettura restava a venire. Oggi Derrida è un autore consacrato come uno dei classici della filosofia del Novecento: un filosofo letto e commentato, su cui si è scritto e si continua a scrivere molto, e di cui è in corso di pubblicazione l'opera omnia a partire dai seminari inediti. La "decostruzione", formula con cui si è voluto riassumere il suo pensiero, è stata ricostruita dal punto di vista storicofilosofico. Temi come la decostruzione delle idee di verità e di realtà sono entrati nel dibattito pubblico. Che cosa resta da fare dunque? Occorre cominciare a leggere Derrida in modo nuovo, per provare a ereditare il cuore della sua filosofia e condurla verso l'avvenire. Si tratta, per citare Derrida, non tanto di ordinare i resti secondo la logica dell'archivista, ma di "vagliare il fuoco" per provare a portarlo. La sfida dell'eredità, la sfida per gli "eredi", è questa: provare a portare il fuoco. Quella di Simone Regazzoni non è una ricostruzione storicofilosofica del pensiero di Derrida. È un dialogo serrato, e selettivo, con Jacques Derrida, a partire dai suoi testi. Tenendo presente la sua intera produzione e gli snodi della sua biografia, che per Derrida è intimamente intrecciata al pensiero e non può essere dimenticata.




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