il posto delle parole

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  • Vera Zamagni "L'urgenza di un nuovo umanesimo"
    Vera Zamagni
    "L'urgenza di un nuovo umanesimo"
    Orthotes Edizioni.
    www.orthotes.com

    Da un convegno dell’Istituto Veritatis Splendor di Bologna nasce questo volume che offre alcune riflessioni transdisciplinari sul tema del Convegno ecclesiale della Chiesa italiana sul “Nuovo Umanesimo” (Firenze 2015). Un nuovo umanesimo di ispirazione cristiana non può che nascere dalla presa d’atto della situazione dell’umano oggi, caratterizzata da un individualismo libertario che eleva desideri al rango di diritti e scambia emozioni mutevoli con obiettivi di vita, rifiutando di confrontarsi con principi e verità. Gli autori di questo volume analizzano a partire dalle loro discipline i guasti di questo paradigma, mostrando la superiorità di un umanesimo relazionale, che offre criteri di vita più felicitanti per le persone e più sostenibili per le società. L’inquadramento tematico del Cardinale Carlo Caffarra sottolinea l’urgenza (da cui il titolo del volume) di una chiara consapevolezza da parte dei cristiani di non poter condividere una “libertà senza logos”, che rende l’annuncio cristiano privo di rilevanza nella vita.

    Saggi di: Leonardo Becchetti, Sergio Belardinelli, Luigino Bruni, Cardinal Carlo Caffarra, Pierpaolo Donati, Fabio Pisani, Carmelo Vigna, Francesco Viola, Vera Zamagni.



    Vera Zamagni è studiosa di Storia economica, docente all’Università di Bologna e al SAIS-Europe di Bologna, direttrice della Scuola di Formazione all’impegno sociale e politico della diocesi di Bologna, vicepresidente della ONG Cefa di Bologna. Fra le sue più recenti pubblicazioni, un nuovo manuale di storia per i licei Una storia globale, Mondadori, 2015; il volume Perché l’Europa ha cambiato il mondo, Il Mulino, 2015; con Stefano Zamagni, La cooperazione, Il Mulino, 2008 e Famiglia e lavoro, San Paolo, 2012.


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    27 min
  • Emanuele Trevi "L'arte di trasmettere" Nathalie Sarthou-Lajus
    Emanuele Trevi
    "L'arte di trasmettere"
    di Nathalie Sarthou-Lajus
    Edizioni Qiqajon
    www.monasterodibose.it


    Qual è l’importanza del gesto di trasmettere nella vita umana? Questo atto profondo si esplicita in varie situazioni: filiazione, iniziazione, educazione... Ma trasmettere non significa solo educare o insegnare; è qualcos’altro: è passare l’essenza dell’esistenza, come si passa una palla da rugby, come si condivide una ricetta per cucinare. La trasmissione diventa lo spazio vitale di un incontro al di là di culture e generazioni, un’esperienza che apre alla conoscenza di se stessi e degli altri. Un libro brillante e profondo sull’eredità, necessaria ma a volte terribilmente ingombrante oppure assente, un libro che è anche testimonianza intima sulla connessione tra generazioni, famiglie e comunità.


    "Non è la volontà a determinare la trasmissione, lo è di più il fervore. Eppure possiamo anche
    fallire nel trasmettere ciò che ci fa vivere, come per esempio la nostra passione per la lettura,
    per la cucina o per il rugby, le nostre convinzioni politiche o religiose. Anche il fervore, che
    pure è indispensabile nella trasmissione, non è dunque sufficiente. Talvolta, addirittura, la nostra insistenza nel voler trasmettere certi nostri gusti blocca la trasmissione, come un passaggio
    che si cerca di forzare per toccare e raggiungere l’altro, e che si rivela essere un’impasse. Come se le nostre passioni non lasciassero più sufficiente spazio all’altro, al suo desiderio di appropriarsi di ciò che vorremmo donargli. L’essenziale non consiste tanto nel trasmettere a ogni costo ciò che dà sapore alla nostra vita – trascurando allora il desiderio di colui al quale la trasmissione si indirizza –, quanto nel levare gli ostacoli al gusto stesso di trasmettere, al desiderio di una vita feconda che può prendere le forme più diverse e imprevedibili."

    Nathalie Sarthou-Lajus, filosofa, dopo aver insegnato nei licei francesi, dal 2007 è vicedirettrice della rivista di spiritualità e cultura "Études", curata dai gesuiti di Francia.


    Emanuele Trevi, autore della prefazione al libro "L'arte di trasmettere"
    Figlio dello psicanalista junghiano Mario Trevi, è uno dei critici più promettenti della nuova generazione. Ha tradotto e curato edizioni di classici italiani e francesi: si ricordano testi dedicati a Leopardi, Salgari, e autori italiani del Novecento. Collabora al «Manifesto» (Alias) e alla trasmissione radiofonica Lucifero di Radio Tre, con una sezione dedicata alla poesia. Il suo libro Istruzioni per l’uso del lupo ha riscosso un notevole successo. All’uscita questo libro ottenne un successo di critica sulle pagine letterarie dei magazine e dei quotidiani più engagé. È redattore di «Nuovi Argomenti». Ha fatto parte della giuria del premio Calvino nel 2001, e del premio Alice 2002.
    Nel 2012 esce per Ponte alle Grazie il libro Qualcosa di scritto.
    È stato editore della casa editrice Fazi e ha collaborato con la casa editrice Quiritta. È sposato con la scrittrice e conduttrice radiofonica Chiara Gamberale.
    Tra le sue pubblicazioni: Istruzioni per l'uso del lupo (Castelvecchi 1994), Musica distante (Mondadori 1997) ed è fra gli autori di Figuracce (Einaudi 2014). Il suo ultimo romanzo è Il popolo di legno (Einaudi Stile Libero 2015).


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    16 min
  • Wanda Di Chiara Di Meglio "Festival Poesia Civile"
    Wanda Di Chiara Di Meglio
    "Festival Poesia Civile"
    Associazione il Ponte
    www.poesiacivile.com



    Al maestro della poesia in prosa Giampiero Neri
 nei suoi 90 anni il premio internazionale di poesia civile 2018

    Dal 24 al 28 ottobre la 14a edizione del festival internazionale di Vercelli promosso dall’associazione Il Ponte con anteprima a Milano. In programma anche una serata in ricordo di De André con Dori Ghezzi il 26 ottobre, reading di giovani voci emergenti con Franco Buffoni, festeggiato il 27 ottobre per i suoi 70 anni, il premio di traduzione di poesia civile inedita e un dibattito in poesia su guerre e migranti. Per i più piccoli un incontro con il premio Andersen Anna Lavatelli sulla Shoah venerdì 26. Premio Brassens sulla poesia in musica alla Banda Osiris e intervento del poeta e psicanalista Cesare Viviani su “La poesia è finita”. Con un documentario sul poeta svizzero Alberto Nessi.

    Sarà il novantenne Giampiero Neri, tra i decani della letteratura italiana contemporanea, il premiato alla carriera nella XIV edizione del Festival internazionale di poesia civile “Città di Vercelli” giovedì 25 ottobre 2018 alle ore 21 presso il Salone del Seminario di Vercelli con reading della nuova antologia poetica Non ci saremmo più rivisti (Interlinea), che sarà distribuita in omaggio ai presenti fino a esaurimento. È prevista un’anteprima mercoledì 24 ottobre a Milano, alle ore 17,30 in Università Cattolica, nella Libreria Vita e Pensiero di largo Gemelli 1, con intervento di Franco Buffoni, introduzione di Giuseppe Langella e Davide Savio. Alla premiazione del poeta, a colloquio con Davide Savio, sarà presente con le autorità il presidente dell’associazione culturale Il Ponte Luigi di Meglio. Vi saranno inoltre intermezzi musicali di Paolo Sala alla chitarra.
    Il Festival internazionale di poesia civile di Vercelli, ammesso alla UNESCO’s World Poetry Directory, ha premiato nelle passate edizioni il siriano dissidente Faraj Bayrakdar, la poetessa-biologa Katherine Larson, la candidata Nobel Márcia Theóphilo, l’angry poet Tony Harrison, Lambert Schlechter e Ryszard Krynicki, fra gli altri, e ha deciso di premiare nell’edizione 2018 il poeta Giampiero Neri, del quale il nuovo libro Non ci saremmo più rivisti, edito da Interlinea, costituisce un’autoantologia, impreziosita da autografi e inediti dell’autore. Il poeta venerdì 26 ottobre alle ore 11 incontrerà a Vercelli anche gli studenti del Liceo Scientifico Avogadro.
    Fra gli eventi dedicati ai grandi personaggi dell’arte e della letteratura il Festival ha deciso di dedicare una serata in ricordo di Fabrizio De André, venerdì 26 ottobre alle 21 al Cinema Nuova Italia. Parteciperanno Dori Ghezzi, Giordano Meacci e Francesca Serafini a colloquio con Darwin Pastorin, con proiezioni, musica e targa in memoriam a partire dal del libro Lui, io, noi (Einaudi).
    Le nuove voci emergenti della poesia saranno protagoniste sabato 27 ottobre alle 16,30 al Museo Leone (via Verdi 30) all’incontro Lyra giovani. Reading di nuove voci della poesia italiana selezionate da Franco Buffoni. Ascolteremo, presentati da Franco Buffoni, la rivelazione di quest’anno, la giovanissima transessuale Giovanna Cristina Vivinetto (autrice di Dolore minimo) e il poeta-barman di origine albanese Julian Zhara (Vera deve morire), con interventi e letture dalla collana “Lyra giovani” edita da Interlinea di altri giovani poeti tra cui Maria Borio e Jacopo Ramonda, oltre a Marco Corsi e Maddalena Bergamin. A seguire, alle 17,45, Franco Buffoni festeggerà i primi 70 anni d’età leggendo dal suo nuovo libro La linea del cielo (Garzanti). La serata si concluderà con la proiezione del documentario “Alberto Nessi: fiori d’ombra” di Elvira Dones, con intervento dei protagonisti, e con un risotto finale in onore dei poeti.
    Si rinnova anche in questa edizione del Festival il Premio di traduzione...
    12 min
  • Sergio Givone "Sull'infinito"
    Sergio Givone
    "Sull'infinito"
    Il Mulino Editore
    www.mulino.it



    Da dove viene? E soprattutto dove va? È giunto fin lì, agli estremi confini del mondo, per poter guardare oltre: fermo e ben saldo sulla roccia, il viandante romantico di Friedrich sembra essere consapevole che l’infinito è più grande di lui, ma proprio da questa smisurata grandezza, da questa espansione soverchiante è tentato. Irraggiungibile, l’infinito è però anche irrappresentabile. Perché allora non cessa di incuriosire e tormentare pittori, filosofi, matematici e letterati, e in generale tutti i comuni mortali?

    Sergio Givone è professore emerito di Estetica nell’Università di Firenze. Tra i suoi libri recenti: «Metafisica della peste» (Einaudi, 2012) e «Luce d’addio. Dialoghi dell’amore ferito» (Olschki, 2016). È autore anche di tre romanzi, tutti pubblicati con Einaudi: «Favola delle cose ultime» (1998), «Nel nome di un dio barbaro» (2002) e «Non c’è più tempo» (2008).


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    32 min
  • Maria Fabbricatore "Giotto e il segreto di Monte Testaccio"
    Maria Fabbricatore
    "Giotto e il segreto di Monte Testaccio"
    Edizioni Efesto
    www.edizioniefesto.it



    Giotto viaggia da Assisi a Roma negli anni tra il 1298 e 1300. Conduce i lavori nella Basilica di Assisi e prepara quelli per il Giubileo del 1300, commissionati da Papa Bonifacio VIII. A Roma s'innamora di Madalena Fornarina, una Cavaliera Templare di origini veneziane che scopre di essere la figlia spuria di Bonifacio VIII. I cavalieri Templari sanno che il re francese Filippo il Bello li vorrebbe sterminare e con loro isolare anche il Papa. Insieme ai loro possedimenti in oro e immobili, c'è un Rotolo di Qumran, che contiene un segreto che può porre fine alla Chiesa cristiana. Il piano per trasferire i Rotoli da Gerusalemme a Roma è seguito dal Cardinale Jacopo Stefaneschi, ma uno dei templari a cui sono stati affidati, Giordano di Salacuti, sottrae con l'inganno il Rotolo del Candelabro, per consegnarlo a Filippo il Bello. Il destino di Madalena si incrocia con quello di Rosa Famara archeologa, che nel 2013 ritrova nel sito di Testaccio a Roma uno dei rotoli di Qumran. Viene seguita da spie e truffatori che si vogliono appropriare del Rotolo del Candelabro. Da un quadro dipinto dallo stesso Giotto,Rosa comincerà un viaggio a ritroso che la porterà a ricostruire le sorti e la vita di Madalena.



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    18 min
  • Michele Neri "Sospensione"
    Michele Neri
    "Sospensione"
    Centauria Edizioni
    www.centaurialibri.it


    Gabriele Santucci è il manager cinquantenne di una multinazionale di base a Roubaix: un impero eretto sul commercio dei letali rivestimenti in fibra d’amianto. Per un quarto di secolo Gabriele si è destreggiato tra allarmi scientifici incalzanti e acrobazie finanziarie per salvaguardare i profitti aziendali, soffocando in un lavoro, in una famiglia e in un Paese che detestava. C’era qualcosa che si frapponeva tra la sua estrema sensibilità e la consapevolezza delle proprie azioni; tra l’orrore per la vita scelta, e l’inspiegabile decisione di non tornare più in Italia, abbandonata dopo l’università. Finché, a seguito di un umiliante cedimento privato, Gabriele decide di scappare e tornare in Italia. Il viaggio lo condurrà all’origine del suo fraintendimento esistenziale e a distanza di anni dovrà fare i conti con la violenza liberatoria della verità e con le proprie, maschili illusioni di corpi e di amori.


    Michele Neri è nato a Milano. Giornalista culturale per quotidiani e periodici, ha diretto l’agenzia Grazia Neri e fondato Makadam, la prima comunità al mondo di immagini scattate con il cellulare. Ha pubblicato per Mondadori Scazzi, mémoire famigliare scritto insieme al figlio, e con Gallucci Photo Generation, indagine sulla fotografia nell’epoca dei social media.


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    18 min
  • Francesco Miano "Etica e Responsabilità"
    Francesco Miano
    "Etica e Responsabilità"
    Orthotes
    www.orthotes.com


    Cosa vuol dire essere responsabili nel nostro tempo? Su quali fondamenti riposa il concetto di responsabilità? In che termini possiamo conciliare la dimensione storica con una teoria dell’agire responsabile? Il confronto con l’avanzamento della ricerca scientifica, la pervasività del mondo dei social e le inchieste sui big data, l’aprirsi di uno scenario transumano o postumano, i conflitti religiosi e un orizzonte politico sempre più fragile non solo rilanciano la possibilità, per la filosofia morale, di farsi ancora una volta interprete elettivo del proprio tempo, ma la invitano a prendere attivamente parte alle decisioni fondamentali per la costruzione di un futuro condiviso.

    I saggi raccolti in questo volume contribuiscono a enucleare con attenzione queste nuove questioni che richiedono un agire responsabile, e più in generale offrono degli spunti importanti per orientarci in un mondo in cambiamento che ci “chiama” con urgenza a rispondere a interrogativi sempre più pressanti e talvolta inquietanti.

    Saggi di: Giulia Battistoni, Stefano Biancu, Laura Boella, Rossella Bonito Oliva, Omar Brino, Giovanna Costanzo, Ivo De Gennaro, Piergiorgio Donatelli, Luca Fonnesu, Vittoria Franco, Benedetta Giovanola, Ágnes Heller, Ralph Lüfter, Christoph Lumer, Consuelo Luverà, Francesca Marin, Francesco Miano, Roberto Mordacci, Veronica Neri, Orietta Ombrosi, Valentina Pastorelli, Igor Pelgreffi, Alice Pugliese, Loreta Risio, Aurelio Rizzacasa, Maria Russo, Virginia Sanchini, Paolo Scolari, Sarah Songhorian, Maria Silvia Vaccarezza, Lorella Ventura.


    Francesco Miano è professore ordinario di filosofia morale presso l’Università di Roma Tor Vergata, e attualmente è presidente della Società italiana di filosofia morale. Ha lavorato sul tema della responsabilità, a cui ha dedicato il volume Responsabilità (Napoli 2009). Ha scritto numerosi articoli pubblicati su riviste italiane e straniere su vari autori, tra cui Jaspers, Buber, Merleau-Ponty, Anders, Mounier, Guardini. Si è dedicato in particolare ai temi dell’esistenzialismo e alla filosofia tedesca del Novecento.


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    29 min
  • Aldo Becce "Kum! Festival"
    Aldo Becce
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it



    Nato a Bragado, Argentina, nel 1955. E’ psicologo e psicoterapeuta. Vive e lavora a Trieste come psicoanalista. Inizia l’esperienza clinica come membro fondatore di un servizio di psicopatologia in un ospedale della periferia di Buenos Aires, nel 1979. Ha un’esperienza decennale come psicologo nel Servizio Sociale di Muggia, provincia di Trieste. E’stato Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Trieste ed è Perito e Consulente Tecnico d’Ufficio in ambito penale e civile. Attualmente è professore a contratto nel Seminario di introduzione alla psicologia giuridica nella facoltà di psicologia dell’Università di Trieste. Supervisore- formatore degli operatori dello Spazio Giovani, servizio di Neuropsichiatria e Servizi Sociali della AUSL della Romagna, Rimini. Supervisore dell’equipe della casa La Madre appartenente alla Caritas di Trieste. Membro Analista di Alipsi (Associazione Lacaniana di Psicoanalisi) Autore del libro Scene della vita forense. Mimesis Edizioni, Milano. Presidente di Jonas Onlus, associazione fondata da Massimo Recalcati, per la ricerca e il trattamento dei nuovi sintomi psicologici.


    Aldo Raul Becce
    "Scene della vita forense. Psicanalisi lacaniana e discorso giuridico"
    Mimesis Edizioni
    www.mimesisedizioni.i
    "Quando sono chiamato a giurare per assolvere il mio compito come Perito o Consulente d'Ufficio per il Tribunale, ancora oggi mi commuovo. La Perizia o la Consulenza Tecnica iniziano con questo rito. Non si tratta di una pratica sacra, ma in qualche modo lo è. Tanti hanno giurato prima di me e tanti lo faranno dopo, perché il giurare fa parte del rito della Giustizia. Giuro, prometto attraverso la parola di adempiere al mio ruolo. Giuro che è possibile amministrare la Giustizia tra le persone. Giuro che credo nel Terzo, nella figura che si colloca tra due posizioni diverse per studiare le loro ragioni e decidere in proposito. Giuro che credo nella parola, nonostante sappia che la parola inganna, mente, ingigantisce, minimizza e sbaglia nei suoi vani tentativi di rappresentare l'irrappresentabile: il reale.




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    22 min
  • Vera Gheno "Chiodi" Agota Kristoff
    Vera Gheno
    traduttrice, con Fabio Pusterla di
    "Chiodi"
    Agota Kristof
    Edizioni Casagrande, Bellinzona
    www.edizionicasagrande.com

    Quando nel 1956, poco più che ventenne, Agota Kristof fugge dall’Ungheria con la sua bambina di quattro mesi, oltre che dal paese dell’infanzia si separa dai quaderni che raccolgono le sue prime poesie.

    Il dispiacere per la perdita di quei versi spinge l’autrice a riscriverli così come se li ricorda e forse a reinventarli. Negli anni, Kristof compone altre poesie, sia in ungherese che in francese, la sua nuova lingua, e poco prima di morire esprime il desiderio di vedere raccolte tutte queste poesie in un libro. Il desiderio si avvera nel 2017, quando le Éditions Zoé le pubblicano in un’edizione bilingue ungherese-francese, e si avvera oggi anche in italiano, grazie alle versioni di Vera Gheno e di Fabio Pusterla.
    I temi di questi componimenti sono quelli ben noti ai tanti e fedeli lettori dei romanzi e dei racconti di Agota Kristof – lo smarrimento, la perdita, l’esilio, il ricordo dell’amore, l’attesa, il desiderio – ma qui, nell’immediatezza della poesia, sembrano raggiungere un grado di intensità ancora maggiore.


    Chiodi

    Sopra le case e la vita
    nebbia grigia lieve

    con le foglie a venire
    degli alberi nei miei occhi
    aspettavo l’estate

    più di tutto
    dell’estate amavo la polvere la bianca
    calda polvere
    insetti e rane vi morivano soffocati
    se non cadeva la pioggia
    per settimane

    un prato e piume viola sul prato
    crescono
    gli uccelli il collo dei pozzi
    il vento stende sotto una sega

    chiodi
    puntuti e smussati
    chiudono porte montano grate
    tutt’attorno sulle finestre
    così si edificano gli anni così si edifica
    la morte




    Ti aspettavo

    Ti aspettavo in fondo alla strada nella pioggia
    andavo a capo chino ti vedevo lo stesso
    ma non riuscivo a sfiorarti la mano

    Ti aspettavo su una panchina le ombre degli alberi
    cadevano sulla ghiaia fresca
    come anche la tua ombra mentre ti avvicinavi

    Ti aspettavo una volta di notte sul monte
    crepitavano i rami quando li hai scostati
    dal tuo viso e mi hai detto che non potevi restare

    Ti aspettavo a riva con l’orecchio incollato
    a terra sentivo il tonfo dei tuoi passi
    sulla sabbia morbida poi si fece silenzio

    Ti aspettavo quando arrivavano i treni lontani
    e le persone tornavano tutte a casa
    mi hai fatto un cenno da un finestrino il treno non si è fermato




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    18 min
  • Becky Sharp "Penelope Poirot e l'ora blu"
    Becky Sharp
    "Penelope Poirot e l'ora blu"
    marcos y marcos
    www.marcosymarcos.com

    Mai tornare nei luoghi dell’infanzia a troppo tempo di distanza: rancori covati a lungo possono esplodere in tua presenza.
    Fate deluse, streghe impenitenti, orchi-mandrilli di provincia, ninfe che cantano nell’ora blu: il nuovo mystery con Penelope Poirot e Velma Hamilton è fatato.

    “Edelweiss raggiunse di nuovo il suo trono. Ah, accasciarsi su un cuscino cremisi,
    in un lungo imbrunire, rischiarato da colombe e fuochi di luce bianca,
    allo svanire dell’ora blu: dentro la sospensione di un’eternità.
    Quando addentò la torta, Edelweiss non si era mai sentita tanto viva”.

    La Signora di un borgo in bilico tra Liguria e Piemonte organizza un convegno sulle fiabe nella sua villa.
    Per Penelope Poirot è un gradito diversivo dalle incombenze imposte da tanto cognome.
    Per Velma Hamilton, la sua segretaria, è un rischiosissimo tuffo nel passato: la villa è a Corterossa, paese dei suoi nonni italiani, meta di tutte le estati della sua infanzia. È pericoloso svegliare i ricordi.
    Tornare sulle rive del lago dove Velma, un tempo, attendeva le fate.
    Ora si festeggia sull’acqua, tra profumi di griglie, e spari dal bosco accolgono il crepuscolo.
    Ma proprio sul più bello, quando si vorrebbe lasciarsi andare, c’è una testa che cade.
    Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot scopre in fretta che erano in tanti a detestare la vittima.
    Il cavalier servente, la dottoranda mascolina, il Cristo boscaiolo… insomma, tutti coloro che ruotano intorno alla villa; ma anche Velma?
    Sì, anche Velma.
    Sola contro tutti, Penelope Poirot segue accuratamente ogni pista, fino al disvelamento finale, in riva al lago, nell’ora blu.


    Becky Sharp
    Se le chiedi cosa fa, Becky Sharp ti dirà di essere un’avventuriera della parola scritta e vanterà le sue prodezze da redattrice, copy e traduttrice.
    Millanterà nobili natali nel regno della filosofia e della critica letteraria. Non paga, insinuerà di essere scrittrice, misteriosa e altresì tradotta oltralpe.
    In realtà si sospetta che si dedichi ad attività sedentarie e che nei libri, soprattutto, si nasconda.

    Marcos y Marcos ha pubblicato Penelope Poirot fa la cosa giusta, Penelope Poirot e il male inglese e Penelope Poirot e l’ora blu.



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