il posto delle parole

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  • Mariella Cerutti Marocco "Fratelli allo specchio"
    Mariella Cerutti Marocco
    "Fratelli allo specchio"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    Giovedì 8 Novembre 2018, ore 18.30
    Società del Whist, Accademia Filarmonica
    Piazza San Carlo, Torino
    presentazione del romanzo "Fratelli allo specchio"
    con Mariella Cerutti Marocco, Maurizio Cucchi, Gian Arturo Ferrari, Ernesto Ferrero.



    Davide e Marco sono fratelli. Dopo la guerra si sono laureati e ora entrambi lavorano nell'azienda paterna, che da piccola officina di biciclette col tempo è diventata un'affermata fabbrica di moto. Da sempre molto legati, durante l'adolescenza sono stati inseparabili, ma il lavorare fianco a fianco ha fatto nascere tra loro una rivalità che pian piano ne ha incrinato il rapporto. Davide, il maggiore, uomo misterioso, perennemente chiuso nei suoi pensieri, si occupa della parte finanziaria dell'azienda; Marco, geniale ingegnere sempre alla ricerca di innovazioni da sperimentare, si dedica alla progettazione. Entrambi sposati, vivono una vita in apparenza serena, ma la frattura tra di loro - alimentata dalle rispettive mogli - si allarga di giorno in giorno, trasformandosi in odio e risentimento. Marco, che mal sopporta il giogo paterno e la presenza dominante del fratello in azienda, comincia a rivelare un'instabilità emotiva. La loro madre, soprannominata Mamma Piccola, ascolta con preoccupazione crescente gli sfoghi dei due fratelli. Finché, dopo un viaggio a Singapore, arriva per Davide la diagnosi di un tumore, e Marco, dimentico dei loro scontri violenti, si riavvicina al fratello. Quando Davide muore, Marco rimane solo al potere. La sua ascesa nel mondo dell'imprenditoria internazionale diviene inarrestabile, ma, di pari passo con l'affermazione economica e l'autonomia, da sempre sognata, cresce in lui la lacerazione per l'assenza del fratello e un senso di solitudine, aggravato anche dalla fine del suo matrimonio. Proprio mentre è all'apice del successo, un errore di strategia fa scendere in picchiata la sua credibilità nel mondo della finanza. Uno scivolone che avrà conseguenze drammatiche e misteriose...



    Mariella Cerutti Marocco è nata a Casale Monferrato il 30 luglio 1948. Vive e lavora a Torino. Ha esordito con la raccolta di versi Nuvole di nulla (Mondadori 2003), cui è seguito
    nel 2008 La verità del dubbio.


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    17 min
  • Angelo Scola "Ho scommesso sulla libertà"
    Angelo Scola
    con Luigi Geninazzi
    "Ho scommesso sulla libertà"
    Solferino Libri
    www.solferinolibri.it



    «Non posso dimenticare le ascese giovanili in Grigna passando dalla cresta Segantini… Credo che la via della Chiesa di oggi sia una via stretta: la chiamerei la via del crinale.»

    È lucido e consapevole, ma pieno di speranza, lo sguardo con cui il cardinale Angelo Scola racconta la sua vita, la Chiesa e l’Italia, nella profonda e sorprendente conversazione con Luigi Geninazzi: dalla riscoperta della scelta cristiana nell’adolescenza alla militanza in Comunione e Liberazione in fecondo dialogo con il «genio educativo» di don Giussani, e dalle incomprensioni con qualche autorità ecclesiastica milanese all’amicizia con Giovanni Paolo II che lo nomina vescovo a soli quarantanove anni.

    Non mancano ricordi personali e collettivi, dal travaglio della lunga malattia e dall’esperienza della psicoanalisi al passaggio tra il papato di Ratzinger, a cui fin dall’avventura di «Communio» lo lega una intensa amicizia intellettuale, e quello di Bergoglio, definito «un salutare colpo allo stomaco per le Chiese d’Europa».

    Al centro di questo ricco affresco di aneddoti e riflessioni si staglia una domanda cruciale: a che punto è la Chiesa di oggi? Tra chi riduce il cristianesimo a semplice religione civile e chi propone un puro ritorno al Vangelo, il cardinale indica una «terza via» che è quella delle implicazioni dei misteri della fede.

    E dell’impegno fattivo dei credenti per contribuire, ripartendo dalla fede, alla «nascita di una nuova Europa, inevitabilmente meticcia ma non per questo senza più identità».



    Angelo Scola è nato a Malgrate nel 1941.
    Cardinale, è stato vescovo di Grosseto, rettore della Pontificia Università Lateranense, preside dell’Istituto Giovanni Paolo II, patriarca di Venezia e arcivescovo di Milano.
    Tra le sue pubblicazioni: Uomo-donna: il «caso serio» dell’amore (2002), Una nuova laicità (2007), Buone ragioni per la vita in comune (2010), Cosa nutre la vita? (2013), Postcristianesimo? (2017).



    Luigi Geninazzi, nato a Valsolda nel 1947, è stato inviato speciale per Avvenire e testimone delle rivoluzioni democratiche dell’Europa dell’Est dalla nascita di Solidarnos´c´ in poi.
    Tra i suoi libri, L’Atlantide rossa (2013).


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    23 min
  • Fabio Calenda "I soldi sono tutto"
    Fabio Calenda
    "I soldi sono tutto"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    Roma, 2006. Moglie ricca e lagnosa, disprezzato dai suoceri, carriera in stallo: la vita di Gianni Alecci, cinquantacinque anni, è all'insegna della frustrazione. Le giornate ristagnano tra l'ufficio, in cui subisce le angherie di Riccardo Premoli, il suo direttore trentenne, e la famiglia, trascinandosi in liti costanti con la moglie Eleonora e il figlio Stefano, adolescente perditempo. Un ulteriore motivo di acredine è il confronto con il primogenito Roberto, adorato dalla madre e precocemente affermatosi all'estero come investment banker, la cui sola esistenza sembra rinfacciargli la sua mediocrità. Unico spiraglio è la sua giovanissima amante trash, Lou, con cui scorrazza in moto e consuma la tresca in uno squallido monolocale adibito a garçonnière: una tresca non di tutto riposo a causa delle pressioni della ragazza, smaniosa di trovare il suo posto al sole. Alecci medita rivalse, si arrovella sui soldi come mezzo per compiere un'ascesa sociale, essere accolto in circoli esclusivi, frequentare la gente che conta. L'occasione gliela offre un suo amico, il serpentino Alberto Lepore, avvocato di grido e sagace investitore, che gli suggerisce il canale attraverso cui ha accumulato ingenti ricchezze: Aletheia, una società di fondi offshore, gestita da un asso della finanza. Grande sarà la sorpresa di Alecci nello scoprire che il personaggio riemerge dal suo lontano passato: Vincenzo Greco, un compagno di classe ai tempi del liceo. Nasce un sodalizio che arreca frutti immediati. Dopo avere investito le sue poche migliaia di euro di risparmi, Alecci convince la moglie a mettere nel piatto l'intero patrimonio, coinvolgendo perfino l'odiata suocera a intervenire con un importo consistente. In meno di un biennio la ruota ha girato. I soldi acquisiti gli aprono gli agognati salotti. Ha acquistato perfino la fama di esperto. Finalmente si sente un vincente. Nel frattempo, lo spettro di una grave crisi si sta già materializzando. Siamo ormai nel 2008, annus horribilis per i mercati finanziari. Nel vortice della propria hybris, finge di ignorare che quello costruito da Greco sui derivati rischia di rivelarsi un castello di carte, destinato a crollare trascinando con sé i suoi sogni. Liberamente ispirato alla vicenda del cosiddetto "Madoff dei Parioli", nella quale l'autore è stato coinvolto in prima persona, "I soldi sono tutto" narra le lusinghe e i retroscena di un'incredibile truffa finanziaria.



    Fabio Calenda è nato a Parigi e ha vissuto a Roma. Ha diretto gli studi finanziari e la formazione
    in una banca d’investimento e ha collaborato per dieci anni con il supplemento finanziario del quotidiano “la Repubblica”. Ha pubblicato con Einaudi Stile Libero il fantasy thriller archeologico La porta del tempo e successivamente con Laurana Rosso totale, la storia d’amore tra due ragazzi di opposta estrazione sociale durante gli anni di piombo a Roma. Attualmente vive in Salento sul
    Capo di Leuca.



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    40 min
  • Paola Farinetti "Fondazione E. Mirafiore"
    Paola Farinetti
    direzione artistica
    "Laboratorio di Resistenza Permanente"
    Fondazione E. di Mirafiore, Serralunga d'Alba



    Dal 9 novembre al 25 aprile il teatro della Fondazione ospiterà incontri, letture, spettacoli, laboratori e momenti di approfondimento culturale, indagando i cambiamenti, le energie e le speranze della società di oggi. Si alterneranno sul palco importanti giornalisti, uomini e donne di cultura, scienza, economia, politica, spettacolo per una trentina appuntamenti per quella che ormai, dopo nove anni di attività, è una vera e propria comunità che si raccoglie ogni fine settimana per indagare la contemporaneità e riflettere su valori da proteggere, attraverso linguaggi sempre accessibili al pubblico ampio e intergenerazionale che è la vera anima del luogo.
    Il Laboratorio di resistenza inizia il 9 novembre alle ore 19 con Oscar Farinetti che terrà una lezione dal titolo: Storia dei sentimenti umani tratta, una sorta di vero e proprio spettacolo che sta portando in giro per i teatri italiani. Un ideale viaggio, dalla preistoria ai giorni nostri per individuare le positività e le negatività di ogni periodo storico.

    Si prosegue il 17 novembre, alle 18.30, con Roberto Lancellotti e Stefano Proverbio, manager ex direttori di McKirsey Italia, società internazionale di consulenza, che presenteranno il libro “Dialogo sull’immigrazione” (Mondadori). Scevri da posizioni ideologiche che talvolta caratterizzano i testi legati a un tema così complicato, gli autori sfatano moltissime affermazioni che ascoltiamo o leggiamo quotidianamente su giornali o tv, sintetizzabili in una serie di luoghi comuni: gli immigrati sono troppi, ci rubano il lavoro, delinquono più di noi.

    Il 23 novembre alle 19 sarà la volta di Romano Prodi, che terrà una lezione dal titolo “Si è rovesciato il mondo! E poi?”. Romano Prodi, uomo simbolo della politica italiana negli anni a cavallo tra la fine del Novecento e l’inizio del Duemila, ci aiuterà a orientarci meglio nella confusione mondiale contemporanea. Come si può interpretare una realtà nella quale il leader del comunismo mondiale è a favore del mercato aperto, mentre un leader del capitalismo globale come il Presidente Trump è per una politica di chiusura nazionale? Questa la domanda dalla quale si partirà, per capire anche che cosa, in un quadro del genere, può fare l’Europa.

    Ermal Meta sarà ospite della Fondazione il 30 novembre, alle 19, con un intervento intitolato “Le strade della parola”. Autore di successo, compositore di canzoni da hit parade (solo negli ultimi due anni, 6 dischi di platino e 4 ori) il cantante vincitore di Sanremo racconterà il suo percorso musicale e anche le sue radici e il suo paese di origine che è l’Albania.

    Domenica 2 dicembre, alle ore 18, la Sindaca di Torino Chiara Appendino ci racconterà del valore del rispetto e della “sua” Torino, in dialogo con Oscar Farinetti, mentre sabato 8 dicembre, alle ore 18.30, lo scrittore Antonio Scurati terrà una lezione di taglio storico, ma anche letterario, incentrata sul suo ultimo libro (in vetta a tutte le classifiche) “M. Il figlio del Secolo” (Bompiani). Si tratta di un romanzo documentario nel quale Benito Mussolini si racconta in prima persona: un affresco storico che narra in maniera potente la nascita e la presa di potere del Fascismo fino all’assassinio di Giacomo Matteotti.

    Nel 2019 ricorre il cinquecentenario della morte di Leonardo Da Vinci, talento universale del Rinascimento, che ha lasciato un corpus infinito di opere da studiare, ammirare e su cui tornare a riflettere ed emozionarsi. Ce ne parlerà, giovedì 13 dicembre alle ore 19, il celebre critico d’arte Vittorio Sgarbi, con una lezione dal titolo “Leonardo Da Vinci, un genio”.

    “Da Pinocchio a Masterchef” è il titolo della lezione di Antonio Pascale, che sarà a Fontanafredda sabato 15 dicembre alle ore 18.30. Pascale, scrittore, saggista e...
    19 min
  • Riccardo Passoni "Noi continuiamo l'evoluzione dell'arte"
    Riccardo Passoni
    direttore GAM Torino
    "Noi continuiamo l'evoluzione dell'arte"
    Cuneo, Ex Chiesa di San Francesco




    “Noi continuiamo l’evoluzione dell’arte” Arte informale dalla collezione della GAM - Torino, mostra collettiva dedicata all’arte italiana degli anni Cinquanta. Curata dal direttore della GAM di Torino, Riccardo Passoni, il percorso espositivo presenta una selezione di sessanta opere di pittori e scultori italiani attivi nel secondo dopoguerra, tutte provenienti dalle collezioni del Museo torinese. L’evento prosegue la collaborazione tra la Fondazione CRC e la GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea avviata lo scorso anno con l’esposizione dedicata alla pop art “Io non amo la natura”. La mostra sarà aperta gratuitamente al pubblico fino a domenica 20 gennaio ogni settimana dal martedì a sabato, dalle ore 15,30 alle 18,30, domenica dalle ore 11 alle 18.30.


    Allestito presso i suggestivi spazi del complesso monumentale di San Francesco, restaurato e restituito alla città nel 2011 grazie a un importante finanziamento della Fondazione CRC, il percorso espositivo nasce dalla volontà di tracciare una ricerca organica su una serie di esperienze artistiche manifestatesi dopo la caduta del Fascismo e riconducibili alla corrente conosciuta come arte informale. Negli anni Cinquanta, un gruppo di artisti decisi a liberare la pittura e la scultura dal canone della rappresentazione figurativa o astratta iniziarono un nuovo percorso di ricerca fondato sulle riflessioni mosse intorno ai territori del segno, del gesto e della materia. In San Francesco saranno esposte le opere dei principali protagonisti di quella irrepetibile stagione artistica: da Alberto Burri a Lucio Fontana, da Carla Accardi a Giuseppe Capogrossi, passando per il Gruppo degli Otto (Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato e Vedova), riuniti attorno al critico d’arte Lionello Venturi. Proprio il critico modenese fornisce una definizione sulla particolare attività svolta da questi artisti, descrivendo la spaccatura del gruppo con i movimenti artistici dell’epoca e precisando la volontà di questi ultimi di uscire dal binomio tra realismo e astrattismo. Accanto a una lettura dei fenomeni pittorici dell’epoca, il percorso espositivo propone una selezione delle maggiori esperienze del periodo anche in ambito scultoreo, con opere di Mirko Basaldella, Alberto Burri, Ettore Colla, Pietro Consagra, Nino Franchina, Franco Garelli, Umberto Mastroianni, Giuseppe Tarantino. Con la mostra esce un catalogo edito da Sagep.
    “Questa mostra ci regala l’occasione di investigare su un periodo storico in cui in Italia prende avvio un nuovo percorso di ricerca espressiva - racconta il direttore della GAM di Torino nonché curatore della mostra, Riccardo Passoni -. Avremo la possibilità di rileggere in una visione di insieme il ruolo dei protagonisti di quella ricca stagione artistica che si sono affacciati consapevolmente sui nuovi temi e fermenti internazionali”.
    “Questa nuova e importante mostra prosegue la collaborazione con la GAM dopo il successo ottenuto nel 2017 con ‘Io non amo la natura’ - commenta il presidente della Fondazione CRC Giandomenico Genta -. L’evento si inserisce in un ricco calendario di iniziative artistiche e culturali che la Fondazione CRC sta promuovendo a Cuneo, Alba e Mondovì per offrire ai tutti i visitatori l’opportunità di ammirare di persona opere di artisti riconosciuti a livello internazionale”.



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    16 min
  • Francesco Poli "Ruggeri. Opere su carta (dal 1958 al 2008)"
    Francesco Poli
    "Ruggeri. Opere su carta (dal 1958 al 2008)"



    Inaugurazione mercoledì 31 ottobre ore 18
    Mostra da mercoledì 31 ottobre a sabato 22 dicembre 2018
    Orario: martedì-sabato ore 10.30-12.30 / 15-19
    Spazio Don Chisciotte della Fondazione Bottari Lattes
    Torino (via della Rocca 37b)
    www.fondazionebottarilattes.it

    Le opere su carta di Piero Ruggeri sono al centro della nuova mostra proposta dallo Spazio Don Chisciotte della Fondazione Bottari Lattes, in occasione di Artissima e di Torino Art Week (inaugurazione mercoledì 31 ottobre, ore 18 - via Della Rocca 37b, Torino).
    Curata da Francesco Poli, organizzata dalla Fondazione Bottari Lattes in collaborazione con la Fondazione Piero Ruggeri, l’esposizione “Ruggeri. Opere su carta (dal 1958 al 2008)” presenta una trentina di lavori su supporto cartaceo, realizzati in cinquant’anni di attività, che per freschezza e qualità risultano della stessa importanza e levatura delle sue opere più note su olio. La mostra intende riportare l’attenzione su tempere o tecniche miste che da diversi anni non venivano esposte a Torino, per omaggiare l’abilità di un artista che ha fatto dell’azione sul colore e sul segno la cifra stilistica riconosciuta a livello internazionale.
    «Le opere a tempera (o a tecnica mista) su carta – spiega il curatore Francesco Poli – hanno sempre avuto nella ricerca di Piero Ruggeri un’importanza fondamentale, strettamente complementare a quelle dipinte a olio su tela. Non a caso ha realizzato, molto spesso, su supporti cartacei anche lavori di grandi dimensioni.
    L’artista – rimanendo fedele agli schemi, alle accensioni cromatiche, agli automatismi gestuali, alle articolazioni spaziali e ai contrappunti ritmici del suo tipico stile informale – attraverso le tempere arriva a realizzare delle composizioni caratterizzate da una più immediata freschezza segnica e tonale, e da una particolare levità espressiva. E questo grazie a una maggiore fluidità di esecuzione rispetto agli interventi su tela».
    “Ruggeri. Opere su carta (dal 1958 al 2008)”
    Spazio Don Chisciotte, via Della Rocca 37B – Torino
    Da mercoledì 31 ottobre a sabato 22 dicembre 2018
    Orari: martedì-sabato ore 10.30-12.30 / 15-19

    Sabato 3 novembre in occasione della Notte bianca delle Arti Contemporanea la mostra sarà aperta fino alle ore 23.
    L’ingresso alla mostra è gratuito.
    Info: 011.1977.1755; [email protected]; www.fondazionebottarilattes.it


    SUI LAVORI DI PIERO RUGGERI
    Diversi critici hanno sottolineato l’importanza dei lavori di Piero Ruggeri. Ne ricordiamo alcuni.
    Come illustrato da Marco Goldin (2001), il lavoro su carta di Ruggeri non è ancillare a quello su tela, a partire dagli anni Ottanta infatti «egli conduce parallelamente le sue due strade, senza che il lavoro su carta sia una semplice fase preparatoria per la pittura. Ruggeri invece lo intende come una seconda pienezza, dove l’idea del colore più ancora può convivere, e farsi cosa sublimata, con il segno. In queste tempere, e soprattutto in quelle dei primi anni ottanta, si sente come sotto la pelle più dilavata del colore viva l’attenzione sempre forte nei confronti del disegno, come se il colore non bastasse per sé solo ma avesse comunque bisogno di quel reticolo infinito per essere ancora più vero. Lo vediamo soprattutto in alcuni piccoli fogli, dove al solo disegno, questo sì, spesso, strato preparatorio per la pittura, si aggiungono le matite colorate. Sono quelle le opere dove più si sente il riferimento a certi padri dell’espressionismo astratto, come Gorky o De Koonig per esempio. E come questo fondo del segno operi anche nella pittura è stato da molti ripetutamente detto. […] Quanto...
    16 min
  • Fabio Viola "Homo Ludens. Giochi culturali e cultura in gioco"
    Fabio Viola
    "Homo Ludens. Giochi culturali e cultura in gioco"
    Spotlight - Biennale Democrazia



    Mercoledì 31 ottobre alle ore 18,
    Fabio Viola a Torino, Polo del ‘900, Sala ‘900
    Homo ludens. Giochi culturali e cultura in gioco.



    Homo ludens. Giochi culturali e cultura in gioco
    Il gioco è considerato alla base dell’organizzazione sociale di molte civiltà ed è fondamentale nello sviluppo cognitivo degli esseri umani; in anni recenti, la cultura del gioco si è diffusa in molti ambiti della vita sociale, dall’istruzione al marketing, dalla cultura all’innovazione sociale. Autore di alcuni fra i più importanti giochi di promozione culturale, Fabio Viola si interroga sui labili confini tra finzione e realtà a partire dal ruolo svolto dal gioco nella società contemporanea.
    Fabio Viola è imprenditore e docente, siede nel consiglio di DigitalFun, società incubata da Erics-son. Dal 2010 ha iniziato a interessarsi di gamification, tema che ha ispirato il blog Gamification.

    Spotlight non è solo un ciclo di incontri: il progetto prevede infatti anche il rafforzamento delle attività di formazione svolte da Biennale nelle scuole superiori di Torino e, da quest’anno, anche di Cuneo, grazie alla collaborazione con il CeSPeC - Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo.


    L’ultimo appuntamento in programma sarà giovedì 22 novembre, alle ore 18 a Torino - Polo del '900, Sala '900:
    Gad Lerner e Igiaba Scego
    Il rifiuto dell’altro. A ottant’anni dalle leggi razziali
    Le tragedie del ventesimo secolo sembravano aver fornito gli anticorpi contro l’odio razziale e il rifiu-to del diverso. Mai completamente sopite, però, la rivendicazione delle identità e la paura della con-taminazione culturale sono ormai tornate all’ordine del giorno. A ottant’anni dalle leggi razziali, il giornalista Gad Lerner e la scrittrice italo-somala Igiaba Scego dialogano sulle forme contemporanee del rigetto dell’altro: le radici storiche, i nuovi luoghi e canali di diffusione e le strategie di resistenza.


    Per ulteriori informazioni:
    www.biennaledemocrazia.it/bd-annuncia-spotlight/
    mail: [email protected]




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    17 min
  • Davide Rosso "Museo Storico Valdese"
    Davide Rosso
    "Museo Storico Valdese"

    INAUGURA IL NUOVO MUSEO STORICO VALDESE DI TORRE PELLICE,
    l’unico museo al mondo che racconta sotto tutti gli aspetti gli oltre otto secoli di storia valdese

    Taglio del nastro mercoledì 31 ottobre – giorno della Riforma protestante –
    alle ore 17,30 a Torre Pellice, via Beckwith 3

    Percorso museale che culmina nella torretta panoramica aperta sulle Valli valdesi
    mostra dell’artista Paolo Paschetto, ideatore dell’emblema della Repubblica Italiana




    Mercoledì 31 ottobre – giorno in cui in tutto in mondo si ricorda la Riforma protestante – a Torre Pellice – “capitale” delle Valli valdesi del Piemonte (Val Pellice, Val Chisone e Val Germanasca), nominata nel 2017 “Città Europea della Riforma” dalla Commissione delle Chiese Protestanti in Europa e già definita “piccola Ginevra italiana” da Edmondo De Amicis, a un passo dalla Pinerolo olimpica del 2006 – verrà inaugurato il nuovo Museo Storico Valdese.
    Grazie al contributo della Tavola Valdese (Otto per mille), della Regione Piemonte e della Società di Studi Valdesi, il sostegno degli sponsor tecnici iGUZZINI e Wunderhaus e il patrocinio del Comune di Torre Pellice, il completo rifacimento del Museo Storico Valdese – fondato con il nome di Musée Historique Vaudois nel 1889, in occasione del bicentenario del “Glorioso Rimpatrio”, il vittorioso rientro dalla Svizzera nelle Valli natie dei valdesi esiliati dal duca di Savoia Vittorio Amedeo II – è stato progettato dagli architetti Margherita BERT e MASSIMO VENEGONI, autori di numerosi interventi su strutture storiche museali quali quelle del Forte di Bard (Aosta).
    A illustrare logiche, motivazioni, linee guida, obiettivi e fili conduttori di un progetto di profonda trasformazione architettonica, espositiva e comunicativa che cambia in modo sostanziale – ad esempio attraverso la destinazione museale della torretta panoramica aperta sulle Valli valdesi – le caratteristiche di un’istituzione nata oltre un secolo fa per conservare un patrimonio che discende da una specifica identità culturale e di fede, interverranno: Sergio CHIAMPARINO, Presidente della Regione Piemonte, Eugenio BERNARDINI, Moderatore della Tavola Valdese, Erika TOMASSONE, Presidente della Fondazione Centro Culturale Valdese, Dino CARPANETTO, Presidente della Società di Studi Valdesi, Davide ROSSO, Direttore della Fondazione Centro Culturale Valdese - Museo Storico Valdese, e Daniele Jallà, Consigliere Nazionale dell’International Council of Museums ICOM Italia.
    L’appuntamento è alle ore 17,30 di mercoledì 31 ottobre a Torre Pellice, presso l’ex Convitto Valdese di via Beckwith 3, in cui nel 1989, terzo centenario del Glorioso Rimpatrio, l’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga inaugurò la sede di quella che sarebbe stata la Fondazione Centro Culturale Valdese (FCCV), a cui il Museo afferisce. Alle ore 18,45 taglio del nastro, visite guidate (info e prenotazioni: http://www.fondazionevaldese.org - 0121 932179) e apertura della mostra dell’artista protestante Paolo Paschetto (1885 -1963), vincitore del concorso per l’emblema della Repubblica Italiana, e rinfresco.




    Davide ROSSO, Direttore della Fondazione Centro Culturale Valdese - Museo Storico Valdese racconta: “Il nostro è un museo con una storia di 129 anni, nato nel 1889 in occasione di un importante bicentenario, come museo del patrimonio condiviso della comunità valdese. Sono otto secoli di storia di una minoranza religiosa per molto tempo perseguitata come eretica e radicata in un piccolo e remoto territorio di montagna, ma da sempre inserita nel più ampio contesto internazionale. Con l’avvicinarsi, nel 2017, del cinquecentenario della Riforma protestante, a una trentina d’anni dall’ultimo allestimento, abbiamo cominciato a pensare che occorreva darsi strumenti nuovi per...
    20 min
  • Silvia Reichenbach "Autoritratti"
    Silvia Reichenbach
    "Autoritratti"
    Galleria Studio di Silvia Reichenbach
    Via Sant’Anselmo 34/E - Torino


    I nuovi lavori fotografici in esposizione in occasione di Artissima

    Inaugurazione
    martedì 30 ottobre 2018, ore 18

    Orari mostra
    da mercoledì 31 ottobre a domenica 4 novembre, ore 10-12 e 18-22




    In occasione di Artissima e dopo più di trent’anni di lavoro con la fotografia, Silvia Reichenbach, fedele alla continua ricerca sul tema dell’autoritratto e sui metodi di esposizione, presenta le sue ultime creazioni, in cui sperimenta nuovi supporti e tecniche fotografiche.
    L’artista, con la sua attenta e paziente cura verso i materiali, si è cimentata in fototrasposizioni su ceramica e interventi manuali su fotografie utilizzando ossidi di manganese.
    Silvia Reichenbach si è immersa nelle diverse fasi di lavorazione, con momenti di attesa assimilabili a quelli di un archeologo che scopre poco per volta la forma di un reperto proveniente da altre epoche. Le misteriose trasformazioni determinate dalla cottura in forno, ricordano la magia della camera oscura.
    La Reichenbach è tornata a esporre il suo viso, lo sguardo spesso rivolto altrove a sottolineare quanto il nascosto sia più importante del rivelato. Alludendo a ciò che è lontano dalla realtà materiale, ci offre un istante rubato all’eternità.
    In riferimento a queste serie, che rispecchiano eleganza e senso del sacro, cita le parole di Sri Ramana Maharshi: “Non più sognare di essere separati / ma rifiutare tutte le forme forzate / che ancora recano il segno d’una creatura / e mantenersi nell’abbandono al suo Essere.”
    A queste opere si aggiungono i lavori del 2013 che hanno confermato la Reichenbach tra gli artisti contemporanei di fotografia più originali e innovativi: le opere “mandala”, realizzate artigianalmente con la sabbia, in cui l’artista lascia cadere granelli di sabbia colorata sul supporto fotografico per ricreare l’immagine e per darle una nuova anima.
    “L’autoritratto non documenta un tempo o una biografia. Guardando all’interno di se stessi, ascoltando il paesaggio interiore, stando in contatto con la propria intimità, seguendo un processo di trasformazione e spogliazione, si può intravedere il mondo della coscienza e della conoscenza”. Per l’artista è questo il modo più diretto e veritiero per percepire l’essenza, attraverso la fragile situazione in cui oggetto e soggetto diventano unità.
    Scrive Daniel Girardin nel catalogo della GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea: “La grande forza delle fotografie di Silvia Reichenbach è di superare qualsiasi idea di voyeurismo e di esibizionismo assumendo la presenza vigile di una forma di bellezza originaria che impone rispetto ed emozione. E silenzio”.
    Silvia Reichenbach è nata e vive a Torino. Si è diplomata presso l’Art Teachers Training College in Israele specializzandosi in pittura e fotografia. Ha insegnato arte e fotografia, lavorato nel campo del restauro, collaborato con musei e case editrici. Sviluppa progetti educativi e conduce atelier sull’identità e la conoscenza di se stessi. Ha partecipato e svolto workshop di autoritratto e autobiografia e da diversi anni partecipa attivamente ai percorsi di scrittura autobiografica e di raccolta di storie. Viaggia e raccoglie impressioni dal mondo attraverso la fotografia. Da più di trent’anni ha posto al centro della sua ricerca artistica il tema dell’autoritratto, ma si è dedicata anche alla creazione di opere in cui convivono espressioni artistiche diverse - quali danza, video, musica, poesia - in collaborazione con altri artisti. Tra i suoi lavori multimediali: De-venir, Festival Internazionale, Ferrara (2010); Entrée interdite, Festival International du Films de Femmes, Créteil (2008); Sœur-elles, La Piattaforma, teatrocoreograficotorinese&co, Torino (2006). Nel maggio 2013 a Torino ha creato e fondato Bhuman Shah...
    14 min
  • Piero Colaprico "Il fantasma del ponte di ferro"
    Piero Colaprico
    "Il fantasma del ponte di ferro"
    Rizzoli Editore
    www.rizzoli.eu



    Milano, 1985. Il maresciallo Pietro Binda è in pensione, ma non è rimasto con le mani in mano: ha aperto un’agenzia investigativa nello studio di casa e continua a inseguire la verità, costi quel che costi. E quando una splendida ragazza russa si presenta da lui con un nuovo indizio su un caso mai dimenticato e solo ufficialmente risolto, l’ex carabiniere dovrà tornare indietro nel tempo, al 1972, in una Milano ammantata dalla scighera e ancora scossa dall’attentato di piazza Fontana. E a un corpo decapitato, appeso in bella vista sotto un ponte dei navigli. La testa è a qualche isolato di distanza, un misterioso messaggio in cirillico nascosto tra le labbra. Un caso che si intreccia alla scomparsa di una celebre violinista russa, intorno al quale si agitano i fantasmi della Guerra fredda, agenti segreti e carabinieri che conoscono come le loro tasche le strade della città e si portano dietro pistole e segreti. Tredici anni dopo l’apparente soluzione del caso, Binda ha l’occasione di dare finalmente giustizia ai troppi morti di una storia crudele, ma dovrà immergersi di nuovo nel mondo sfuggente dove la ragion di Stato e la ragione criminale si confondono e forse s’assomigliano. Dopo Scerbanenco e il suo Duca Lamberti, Piero Colaprico racconta attraverso gli occhi e la voce di Binda una Milano torbida e oscura, che sa rinascere sempre dalle sue ceneri, anche dalle più sporche.


    Piero Colaprico è caporedattore de “la Repubblica” di Milano, dopo una vita da inviato speciale. Ha coniato il termine “Tangentopoli” prima di Mani Pulite. È autore della serie di romanzi con protagonista il maresciallo Pietro Binda: Quattro gocce di acqua piovana, La nevicata dell’85, La primavera dei maimorti (con Pietro Valpreda), L’estate del Mundial e La quinta stagione.


    IL POSTO DELLE PAROLE
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