il posto delle parole

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  • Duccio Demetrio "Foliage"
    Duccio Demetrio
    "Foliage"
    Vagabondare in autunno
    Raffaello Cortina Editore
    www.raffaellocortina.it


    Inseguire i foliage, frugarne tra gli alberi le manifestazioni, attenua i timori dell’inverno che incombe. Girovagare in autunno nei boschi, in pianura, in montagna, sulle colline, offre momenti di grande bellezza e consolazione.
    Il termine foliage invita a vagabondare alla ricerca del trascolorare delle foglie in sfumature pregne di solarità, ad ammirarle concedendosi tempo. Il mutamento della natura diventa stile di vita, arte della contemplazione e dell’attesa; il tema della fugacità è inteso non come fonte di tristezza ma come rinnovato desiderio di vita.
    Un viaggio alla scoperta della luce che anche i bagliori autunnali emanano, illustrato dai dipinti dedicati all’autunno dai grandi pittori, da Monet a Gauguin, da Van Gogh a Schiele.

    Duccio Demetrio ha insegnato Filosofia dell’educazione all’Università di Milano-Bicocca. Ha inoltre fondato e dirige la Libera Università dell’Autobiografia e l’Accademia del Silenzio ad Anghiari. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, Filosofia del camminare (2005), La vita schiva (2007), Perché amiamo scrivere (2011), La religiosità della terra (2013), Ingratitudine (2016) e Foliage (2018).




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    www.ilpostodelleparole.it
    34 min
  • Virginia Bertone "I Macchiaioli"
    Virginia Bertone
    "I Macchiaioli"
    GAM Torino
    in mostra fino al 24 marzo 2019
    www.gamtorino.it




    A cura di: Cristina Acidini, Virginia Bertone
    Coordinamento tecnico-scientifico: Silvestra Bietoletti, Francesca Petrucci


    Gli antefatti, la nascita e la stagione iniziale e più felice della pittura macchiaiola, ossia il periodo che va dalla sperimentazione degli anni Cinquanta dell’Ottocento ai capolavori degli anni Sessanta, saranno i protagonisti della mostra che per la prima volta alla GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino valorizzerà il dialogo artistico tra Toscana, Piemonte e Liguria nella ricerca sul vero.

    “I macchiaioli. Arte italiana verso la modernità”, organizzata e promossa da Fondazione Torino Musei, GAM Torino e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, a cura di Cristina Acidini e Virginia Bertone, con il coordinamento tecnico-scientifico di Silvestra Bietoletti e Francesca Petrucci, vede la collaborazione dell’Istituto Matteucci di Viareggio e presenta circa 80 opere provenienti dai più importanti musei italiani, enti e collezioni private, in un ricco racconto artistico sulla storia del movimento, dalle origini al 1870, con affascinanti confronti con i loro contemporanei italiani.

    L’esperienza dei pittori macchiaioli ha costituito uno dei momenti più alti e significativi della volontà di rinnovamento dei linguaggi figurativi, divenuta prioritaria alla metà dell’Ottocento. Fu a Firenze che i giovani frequentatori del Caffè Michelangiolo misero a punto la ‘macchia’. Questa coraggiosa sperimentazione porterà a un’arte italiana “moderna”, che ebbe proprio a Torino, nel maggio del 1861, la sua prima affermazione alla Promotrice delle Belle Arti. Negli anni della sua proclamazione a capitale del Regno d’Italia, Torino visse una stagione di particolare fermento culturale. È proprio a questo periodo, e precisamente nel 1863, che risale la nascita della collezione civica d’arte moderna - l’attuale GAM - che aveva il compito di documentare l’arte allora contemporanea.

    A intessere un proficuo dialogo con la pittura macchiaiola è la prestigiosa collezione ottocentesca della GAM, che favorisce un’inedita occasione di studio. In questa prospettiva un’attenzione particolare viene restituita ad Antonio Fontanesi, nel bicentenario della nascita, agli artisti piemontesi della Scuola di Rivara (Carlo Pittara, Ernesto Bertea, Federico Pastoris e Alfredo D’Andrade) e ai liguri della Scuola dei Grigi (Serafino De Avendaño, Ernesto Rayper), individuando nuovi e originali elementi di confronto con la pittura di Cristiano Banti, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Odoardo Borrani, protagonisti di questa cruciale stagione artistica.



    Il percorso prende il via con il racconto della formazione dei protagonisti, necessario per far apprezzare a pieno il contributo innovativo dei macchiaioli all’interno della storia dell’arte. Dalle opere di pittori e maestri accademici di gusto romantico o purista, come Giuseppe Bezzuoli, Luigi Mussini, Enrico Pollastrini, Antonio Ciseri, Stefano Ussi, ai giovani futuri macchiaioli come Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Cristiano Banti, Odoardo Borrani: attraverso il confronto delle opere sarà evidenziata la loro educazione tradizionale, rispettosa dei grandi esempi rinascimentali.

    A punteggiare la mostra è la partecipazione delle opere scelte alle prime Promotrici di Belle Arti e alla prima Esposizione nazionale di Firenze del 1861; sullo sfondo è la visita all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1855, che fu un avvenimento decisivo per i giovani macchiaioli, suscitando grande curiosità ed emulazione nei confronti della nuova visione “oggettiva” e diretta. In questa cornice, sarà presentato al pubblico il dialogo che sospinse alcuni artisti tra Piemonte, Liguria e Toscana a condurre le ricerche “sul...
    29 min
  • Cristina Caboni "La stanza della tessitrice"
    Cristina Caboni
    "La stanza della tessitrice"
    Garzanti Editore
    www.garzanti.it

    Interrogò il tessuto. E lui rispose. Vedeva il vestito nella sua mente e, come un pittore, ne definiva la struttura, il disegno e il colore. Gli abiti che Camilla rielaborava e confezionava erano creati sui sogni individuali di chi li indossava, capaci di infondere protezione, coraggio, sicurezza. Ciò che desiderava per sé stessa con tanta intensità, sapeva crearlo per gli altri.Bellagio è il luogo dove Camilla si è rifugiata per iniziare una nuova vita. Solo qui è libera di realizzare i suoi abiti capaci di infondere coraggio, creazioni che sono ben più di qualcosa da indossare e mostrare. Ma ora è costretta ad abbandonare tutto perché Marianne, la donna che l’ha cresciuta come una madre, ha bisogno del suo sostegno. È lei a mostrarle il contenuto di un antico baule, un abito che nasconde un segreto: vicino alle cuciture interne c’è un piccolo sacchetto che custodisce una frase di augurio per una vita felice. È l’unico indizio che Marianne possiede per ritrovare la sorella. Camilla non ha mai visto nulla di simile, ma conosce la leggenda di Maribelle, una stilista che, all’epoca della seconda guerra mondiale, era famosa come «Tessitrice di sogni». Nei suoi capi erano nascosti i desideri e le speranze delle donne che li portavano. Maribelle è una figura che la affascina da sempre: si dice che sia morta nell’incendio del suo atelier parigino, circondata dalle sue creazioni. Camilla non sa quale sia il legame tra Maribelle e la sorella che Marianne vuole ritrovare. Ma sa che è disposta a fare di tutto per scoprirlo. Sente che la sua intuizione è giusta: Parigi è il luogo da dove iniziare le ricerche; stoffe, tessuti e bozzetti la strada da seguire. Una strada tortuosa, come complesso è ogni filo di una trama che viene da lontano. Perché i misteri da svelare sono a ogni angolo. Perché Maribelle ha lottato per affermare le proprie idee. Perché seguirne le orme significa per Camilla scavare dentro sé stessa, dove batte un cuore che anche l’ago più acuminato non può scalfire.


    Cristina Caboni è una delle voci più prestigiose e stimate del panorama letterario italiano. Con i suoi romanzi come, tra gli altri, Il sentiero dei profumi e La rilegatrice di storie perdute è entrata nel cuore dei lettori. Ora torna con un libro dove i fili del passato e del presente si intrecciano. Dove gli abiti sono pieni di significati misteriosi. Dove i destini di due donne si incontrano per far volare i sogni, senza paura.



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    28 min
  • Monica Antonacci "L'istinto della cura"
    Monica Antonacci
    "L'istinto della cura"
    La mia storia di accudimento e resilienza
    Mondadori Editore
    www.librimondadori


    In una mattina di metà luglio Monica si trova a rispondere a una telefonata che annulla tutti i suoi piani. Si sta separando dal marito e insieme ai suoi tre figli sta finalmente progettando una nuova vita quando all’improvviso le comunicano che il marito è stato ricoverato d’urgenza per un aneurisma cerebrale. La situazione appare fin da subito disperata ma Monica, nonostante la storia d’amore con Giorgio sia finita per il più classico dei tradimenti, decide di rimanere al suo fianco.

    Comincia così un viaggio fuori dal tempo e fuori dalla realtà, prima nel reparto di Rianimazione di un ospedale e poi nell’Unità di Risveglio per persone in stato di coma di una clinica di riabilitazione. Monica si deve confrontare con un mondo che non conosce, con termini tecnici che mai avrebbe pensato di dover sapere, studiando e facendo ricerche per provare a comprendere lo stato reale delle cose. E con la burocrazia e le sue mille contrarietà, dove ogni giorno c’è un problema da risolvere e una decisione da prendere.

    Monica fatica a spiegare agli altri come ci si sente, cosa si prova. È consapevole che Giorgio è ancora vivo, che è ancora con lei, sebbene non sappia in che forma: non reagisce agli stimoli, è un corpo abbandonato a se stesso, se prova a toccarlo l’unica reazione che ottiene è una smorfia di dolore.

    Nove mesi passati con l’angoscia e la paura che le stringono il cuore ogni volta che squilla il telefono. Nove mesi per prepararsi a una morte al rallentatore, a fotogrammi, lenta ma inesorabile, che quando alla fine arriva sarà accolta con un misto di disperazione ma anche di sollievo per quel corpo tenuto in vita solo da macchinari.

    Nove mesi vissuti a contatto con persone che condividono la stessa esperienza come una grande famiglia allargata dove le sconfitte o i successi sono di tutti, e dopo la quale, inevitabilmente, nulla sarà più come prima: «La mia famiglia è sopravvissuta. Siamo riusciti a trasformare in forza la nostra fragilità. Abbiamo affrontato un mare in tempesta ma non siamo andati a fondo, e oggi navighiamo su un vascello solido, pieno d’amore». Un storia toccante, di amore e di coraggio, che ci mostra quanto sia prezioso prendersi cura degli altri, nonostante tutto.

    Monica Antonacci è nata a Fano nel 1965, città dove è tornata a vivere di recente. È diplomata in Arte dei metalli e Oreficeria e ha lavorato nell’azienda di famiglia nel settore dell’antiquariato. Attualmente lavora come commessa. La morte del marito Giorgio, dal quale ha avuto i tre figli Samantha, Margherita e Edoardo, l’ha condotta a rivedere completamente il senso della vita e a intraprendere studi e ricerche nel campo della spiritualità. Appassionata di lettura fin da bambina, ha sempre amato scrivere storie e racconti. Con questo memoir ha vinto il concorso La tua vita in un libro di «Donna Moderna».





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    25 min
  • Loredana Prisco "Incipit offresi"
    Loredana Prisco
    "Incipit offresi"


    Scrittori in Città
    www.scrittorincitta.it

    Incipit offresi. 4^ edizione - aperte le iscrizioni
    01 dicembre 2018 - ore 16
    via Cacciatori delle Alpi 4 - Biblioteca Civica - Cuneo
    Non giudicare un libro dalla copertina ma… dal suo incipit!
    Incipit Offresi riparte alla ricerca dei nuovi talenti. Se il tuo sogno è pubblicare un libro, iscriviti al primo contest itinerante per aspiranti scrittori. La tappa di Cuneo è sabato 1 dicembre 2018.
    Per informazioni e iscrizioni:
    [email protected]
    011.8028588 | 339.5214819.



    “Mi sdraio. Un pendolo a parete, davanti a me, mi fissa. E impolverato d’ombra, fende l’aria a sinistra e destra. Quasi facesse il gesto universale con la mano di mandare via un fumo spiacevole. Quello della mia 821 blu che danzante gli sputo addosso, continuando ad osservarlo. Lo seguo con gli occhi come se dovessi farmi ipnotizzare. Mentre dal suo incedere ticchettante deriva un suono chiuso e sordo, nemmeno venisse dal suolo stesso sotto l’edificio.“

    Blue Racoon Hotel, di Mirko Vercelli, vincitore della seconda edizione di Incipit Offresi
    Edito da Undici Edizioni

    Ideato e promosso dalla Fondazione ECM – Biblioteca Archimede di Settimo Torinese, in sinergia con Regione Piemonte, torna per il terzo anno consecutivo INCIPIT OFFRESI, l’innovativo format che dà agli aspiranti scrittori l’occasione di presentare la propria idea di libro ad un gruppo selezionato di esperti che, muniti di paletta per le votazioni, promuoveranno o bocceranno gli incipit proposti.

    Ogni gara, della durata di un’ora, vedrà scrittori esordienti e non combattere a colpi di secondi: i primi 60’ spetteranno a tutti, gli altri 30’ dovranno guadagnarli convincendo la giuria e il pubblico della bontà del proprio manoscritto. Alla conduzione gli attori di B-Teatro, associazione culturale attiva nell’ambito dell’improvvisazione teatrale, i quali daranno vita ad un vero e proprio spettacolo di intrattenimento.

    Diverse tappe in programma nelle biblioteche e nei centri culturali piemontesi, con un appuntamento fuori Regione, a Roma, e una decina i partecipanti che potranno presentare, ad una giuria tecnica di volta in volta diversa, il proprio incipit durante ogni gara. Gli aspiranti autori che ad ogni tappa si qualificheranno tra i primi saranno ammessi alle semifinali che si svolgeranno a maggio. I finalisti si sfideranno al Salone Internazionale del Libro di Torino per aggiudicarsi un premio finale in denaro e la possibilità di vedere la propria opera pubblicata.

    La giuria tecnica, di volta in volta diversa, sarà composta da: 2/3 editori, un bibliotecario, un libraio, un lettore assiduo e uno occasionale della biblioteca ospitante. Ad ospitare le varie tappe, i portabandiera di INCIPIT OFFRESI, ossia le biblioteche e i centri culturali, luoghi privilegiati per la sperimentazione di forme associative di promozione della lettura e della scrittura, pronti a trasformarsi in spazi di comunità, stimolanti e innovativi, ideali per ospitare questo genere di format.

    Per essere ammessi al format, ogni aspirante autore dovrà presentare un incipit di massimo 1000 battute e una descrizione dei contenuti dell’opera.
    Le domande dovranno essere inviate al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected].
    Per informazioni: 011.8028588 – 339.5214819.

    La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i maggiorenni e minorenni italiani e stranieri, previa autorizzazione del genitore o tutore.




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    17 min
  • Ferdinando Boero "Ecco perché i cani fanno la pipì sulle ruote delle macchine"
    Ferdinando Boero
    "Ecco perché i cani fanno la pipì sulle ruote delle macchine"
    L'uomo e il suo rapporto con gli altri animali e le leggi della natura
    Manni Editori
    www.mannieditori.it



    Se siete “amanti degli animali” della tipologia standard, questo libro vi farà innervosire, almeno nel capitolo che parla del vostro animale preferito. Immagino che invece vi ritroverete nei capitoli che parlano di altri animali che a voi interessano meno.
    Per quel che vale, a me piacciono tutti, ma li preferisco selvatici, nel loro ambiente, e non addomesticati. Credo che sia triste vivere con umani, non essendo umani. Ma il mondo oggi è fatto così e non lo possiamo mica cambiare! Però lo possiamo guardare con occhi differenti dal solito, per capire qualcosa di più di noi stessi. Attraverso gli animali che pensiamo di amare.



    Che tipo di animale è l'uomo? E come si comporta con gli altri animali? Con quelli che mangia, con quelli che veste di cappottini firmati, con quelli verso cui prova solo ribrezzo?
    Ferdinando Boero compie un viaggio nella storia dell'uomo nella biosfera, con ironia e rigore scientifico: da quando l'Homo sapiens ha iniziato a cacciare, e poi allevare, fino alla “conversione animalista” e agli eccessi morbosi dell'epoca contemporanea.
    E ci racconta quali sono i rapporti tra le specie: dalla predazione (gli animali che cacciamo e alleviamo), alla simbiosi (l'animale con cui si convive), allo schiavismo (quello che lavora per noi) fino alla pet therapy e alla patologia di considerare un cane come un bebè.
    Dopo una carrellata tra le specie, dalle scimmie ai molluschi agli ovini agli uccelli ecc., ricca di aneddoti scientifici e divertenti, Boero spiega alcune leggi della natura, e fa qualche previsione: ci stiamo mettendo contro di esse, e se non riusciremo a fermarci, le cose si metteranno male.


    Ferdinando Boero

    È nato nel 1951 a Genova. Biologo marino, insegna Zoologia all’Università del Salento.
    Collabora con accademie europee e ha ruoli di consiglio in Marevivo, WWF Italia, Pro Natura, FAI. Ha ricevuto onorificenze in Francia, Inghilterra e Italia e scrive su “La Stampa”, “Il Secolo XIX”, “Nuovo Quotidiano di Puglia”, “Internazionale”, “Focus”, “il Tascabile” di Treccani.
    Ha pubblicato centinaia di articoli scientifici, monografie e tre libri divulgativi: Ecologia della bellezza, Ecologia ed evoluzione della religione (Besa 2006 e 2008) e Economia senza natura. La grande truffa (Codice 2012).



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    28 min
  • Paolo Bertinetti "Spie, film e romanzi"
    Paolo Bertinetti
    "Spie, film e romanzi"
    Sabato 17 novembre 2018, Savigliano (Cuneo)

    Si terrà sabato 17 novembre a Savigliano (CN), nella splendida cornice dell’auditorium della Crusà Neira (piazzetta Misericordia, Savigliano) la prima edizione sperimentale di “SPIE, FILM & ROMANZI”, rassegna letteraria e cinematografica del romanzo di spionaggio.

    Nato da una idea di Paolo Bertinetti, già preside della Facoltà di Lingue e Letterature Moderne dell’Università di Torino ed insigne studioso di letteratura inglese, il festival intende creare occasioni di contaminazione culturale, aprendo il dibattito su temi di assoluta attualità.



    L’evento, patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, dalla Città di Savigliano e dalla Pro-Loco locale, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Savigliano, della Banca Cassa di Risparmio di Savigliano Spa e della SISTEMI2 di Cuneo avrà inizio (sempre alla Crusà Neira) alle ore 10 del sabato mattino con un convegno, aperto in particolare agli studenti delle scuole superiori e universitari, dal titolo “Spionaggio e cybercrime: tra romanzo e realtà”, convegno moderato da Paolo Bertinetti e al quale parteciperanno, come relatori, il Questore di Cuneo dottor Emanuele Ricifari, Alberto Agù, amministratore delegato della società informatica Sistemi2 e Nino Aragno editore saviglianese di fama internazionale.La rassegna proseguirà nel pomeriggio di sabato, alle ore 16, sempre alla Crusà Neira, con una conversazione di Paolo Bertinetti con la scrittrice Ottavia Casagrande (già autrice del romanzo “ Quando si spense la notte” a corredo e commento della presentazione del libro di John Le CARRE’ “Un passato da spia”. Conclusioni a cura di Enrico Verra (segretario di AIACE, l’associazione torinese di cinefili d’essai) che introdurrà e commenterà la proiezione del film (in visione sempre alla Crusà Neira) “La spia che venne dal freddo”. A seguire un aperitivo per tutti.



    “Negli ultimi anni della mia attività didattica a Torino ho registrato particolare interesse su questo nuovo filone letterario” riferisce lo stesso Bertinetti “Ho così deciso di proporre, proprio qui a Savigliano, sede decentrata dell’Università degli Studi di Torino, questo progetto, per ora in edizione sperimentale, per coltivare aggregazione su queste tematiche narrative. Ringrazio tutti gli sponsor della manifestazione, gli enti sostenitori e in particolare il Sindaco di Savigliano e la Fondazione CRS con il suo Presidente Sergio Soave per la sensibilità dimostrata su un nuovo prodotto culturale che potrà esser ulteriormente sviluppato nei prossimi anni”.

    Tutti gli eventi della rassegna saranno ad ingresso libero.



    Paolo Bertinetti
    "Agenti segreti. I maestri della spy story inglese"
    Edizioni dell'Asino
    I poteri combattono a colpi di maschere e di pugnali, le guerre si combattono anche con le spie. Grandi romanzieri inglesi, da Conrad a Greene, da Ambler a le Carré, dice Bertinetti, le hanno raccontate meglio di tutti. Prefazione di Goffredo Fofi.



    Paolo Bertinetti
    "Il romanzo inglese"
    Laterza Editore
    Il romanzo inglese, con la sua varietà di forme, linguaggi, generi e sottogeneri, costituisce una delle principali ricchezze del patrimonio letterario europeo. Questo libro aiuta il lettore a orientarsi con sicurezza all'interno di questa amplissima produzione letteraria, dai 'fondatori' del Settecento agli scrittori contemporanei. Un efficace invito alla lettura delle opere di Defoe e Fielding, di Dickens e George Eliot, delle sorelle Brontë e Hardy, di Joyce, Woolf, le Carré e molti altri.



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    26 min
  • Roberto Manfredi "Artisti in galera"
    Roberto Manfredi
    "Artisti in galera"
    opere di Tom Porta
    postfazione di Ezio Guaitamacchi
    Skira Editore
    www.skira.net


    “Questo libro è solo un’esplorazione. Non intende assolvere né condannare nessuno. Documenta solo fatti realmente accaduti a tanti artisti che sono divenuti testimoni e protagonisti della cultura di intere generazioni. Non sono biografie di artisti comunemente definiti ‘maledetti’, sono solo persone che hanno scelto di percorrere strade diverse, percorsi estremi e pieni di insidie per sentirsi ‘disperatamente’ più vivi e dare un senso alle loro esistenze, molto spesso bruciate in un lampo”.

    Il lato oscuro dello star system è sempre stato ignorato, nascosto, persino censurato. “Più stelle che in cielo” era il motto della Metro-Goldwyn-Mayer ma molte di quelle stelle sono cadute, precipitate in abissi esistenziali, crimini e scandali che le hanno condotte in un mondo senza luce: il carcere!

    Il viaggio nel buio ha coinvolto anche tantissimi artisti della musica, dal jazz al rock fino all’hip hop e alle frange più estreme del death metal. Per molti di loro l’esperienza carceraria è stata persino formativa, per altri devastante, come nel caso di Phil Spector che se pur gravemente malato, è destinato a morire in prigione.

    Artisti in galera è un percorso nel “braccio” della musica e nel “braccio del cinema”, epoche e esperienze diverse, di artisti diversi, ma in qualche modo collegati tra loro: vite percorse su un filo di lana, molte volte in opposizione allo stesso sistema che li ha eletti a icone per intere generazioni.

    I fatti, i dati e le testimonianze raccolte sono il risultato di lunghe ricerche iconografiche dell’autore, Roberto Manfredi, appassionato biografo e autore televisivo.



    Roberto Manfredi ex produttore discografico, produttore e autore televisivo, documentarista, scrittore. Produttore esecutivo degli home video Mistero buffo di Dario Fo e Storie del signor G di Giorgio Gaber. Ha lavorato con Paolo Conte come produttore dell’album Un gelato al limon, Roberto Benigni, Enzo Jannacci, Gianfranco Manfredi, Nanni Ricordi, Fabrizio De Andrè, Maurizio Crozza, Piero Chiambretti, Serena Dandini, Vittorio Sgarbi e tanti altri.

    Per la televisione ha scritto più di trecento interviste ad artisti musicali, attori e registi cinematografici e personaggi dello spettacolo e della cultura, italiani, e internazionali, è stato autore di format quali Markette, Fuori Orario, Top Secret, Night Express e tanti altri. Ha scritto sei libri tra i quali Talent Shop. Dai talent scout ai talent show (2010); Skan-zo-na-ta. La canzone umoristica e satirica italiana da Petrolini a Caparezza (2016); Cesare Monti. L’immagine della musica (2018).



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    25 min
  • Graziella Bernabò "Mi sento in un destino"
    Graziella Bernabò
    "Mi sento in un destino"
    Antonia Pozzi
    Diari e altri scritti
    a cura di Graziella Bernabò e Onorina Dino
    Ancora Edizioni
    www.ancoralibri.it



    Una nuova edizione dei diari di Antonia Pozzi attentamente verificata sui manoscritti e corredata di un ricco apparato critico. Brucia, in queste pagine, il fuoco che ha fatto ardere tutta la sua breve vita: dalla più tenera, ma già pensosa, adolescenza alla precoce maturità, trascorsa in contatto con l’avanzato ambiente intellettuale del filosofo Antonio Banfi. Ne emerge il ritratto «dal di dentro» di una giovane donna impegnata, con una determinazione spesso drammatica, nel progetto di una vita autentica e aperta agli altri e di una poesia veramente sua. Una poesia del tutto ignorata nel contesto culturale in cui Antonia Pozzi era inserita; oggi, invece, letta con straordinario interesse in Italia e nel mondo. Nel presente volume sono riportati anche altri suoi scritti in prosa: i passi più significativi della tesi di laurea su Flaubert, alcuni testi narrativi e le pagine critiche su Aldous Huxley. Materiali che, insieme ai diari, ne restituiscono appieno la fisionomia di intellettuale inquieta e moderna.


    Antonia Pozzi, nata a Milano nel 1912, morì suicida nel 1938. Di famiglia agiata, poté viaggiare molto in Italia e all’estero. Negli anni Trenta fece parte dell’ambiente culturale che gravitava intorno al filosofo Antonio Banfi e sviluppò una viva attenzione ai problemi sociali. Le sue poesie sono state pubblicate postume in varie edizioni e traduzioni, accolte tutte con profondo interesse. Una grande attenzione hanno suscitato anche i suoi scritti in prosa: le pagine di diario sopravvissute, le molte lettere e la tesi di laurea su Flaubert. Antonia Pozzi ha lasciato inoltre una consistente produzione fotografica di riconosciuto valore artistico.





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    www.ilpostodelleparole.it
    31 min
  • Marco Amerighi "Le ore contate"
    Marco Amerighi
    "Le ore contate"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    È l’estate del 1985 e a Badiascarna, un minuscolo borgo arroccato sulle colline toscane lontano dalle città d’arte e dai vitigni da cartolina, Sauro Terra inganna il tempo andando a caccia di ramarri e confidandosi con il poster di David Bowie appeso in camera. A quattordici anni non sa che fare della propria vita, ma una cosa gli è chiara: da grande sarà l’esatto contrario di suo padre.

    Da quando è stato mandato in pensione anticipata dalla centrale geotermica NovaLago, Rino Terra ha tagliato i ponti col mondo e ora si perde tra i boschi declamando strambi opuscoli di militanza comunista. Anche se ancora non può saperlo, i suoi polmoni sono pieni di fibre d’amianto; l’amianto che si è staccato dai vapordotti della NovaLago e che, come una nevicata invisibile, sta ricoprendo tutta Badiascarna. Stufo di stare sempre appresso a quel padre, Sauro convoca i suoi amici – Momo, un mingherlino timoroso di tutto; il Dottore, con gli occhi di ghiaccio e la strafottenza di chi non ha nulla da perdere; e il Trifo, un ragazzo problematico che prima di addormentarsi ha delle visioni inquietanti – e fonda un gruppo punk. Che importa se la loro sala prove è la cella frigo di un mattatoio? O se nessuno di loro sa suonare? Quando alla band si unisce anche Bea, una magnetica ragazza dai capelli di grano, tutto sembra perfetto. La notte prima del concerto d’esordio, però, l’improvvisa scomparsa del Trifo spazza via i sogni del gruppo.

    Vent’anni dopo, a Badiascarna nulla è cambiato: gli operai della centrale si ritrovano ancora nell’unico bar e i vapordotti scintillano al sole ricordando agli abitanti il destino a cui andranno incontro. Solo Sauro, nel suo appartamento di città, sembra diverso, lontano anni luce dal ragazzo che era. Ma quando una telefonata lo informa che Rino, il padre che nel 1985 lo ha cacciato di casa senza un apparente motivo, sembra svanito nel nulla, Sauro accetta di tornare a cercarlo. Anche se non vuole ammetterlo, quel viaggio è la sua ultima occasione per trovare una risposta alle domande che non hanno mai smesso di torturarlo: perché suo padre lo ha allontanato da casa? Cosa ne è stato del Trifo? E che fine hanno fatto i suoi compagni di allora?

    Alternando il presente della ricerca di Rino ai giorni dell’estate che cambiò per sempre la vita di quattro ragazzi di provincia, Amerighi ci consegna un libro dalla rara forza descrittiva, capace di mettere in scena i sogni e i tormenti dell’adolescenza. Un romanzo che indaga la forza dell’amicizia, il dramma del tradimento e quel passaggio all’età adulta da cui raramente si esce indenni.



    Marco Amerighi (Pisa, 1982) è laureato in Letteratura spagnola e ha conseguito un dottorato in Letterature straniere moderne. Vive a Milano, dove lavora come traduttore letterario per varie case editrici. Le nostre ore contate è il suo primo romanzo.




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