Inglorious Globastards - PODCAST

Inglorious Globastards - PODCAST

By Alberto Forchielli & Fabio ScacciavillaniBusinessNewsInvestingBusiness News
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Inglorious Globastards - PODCAST episodes

  • La parabola di Putin da Zar delle Russie a Zimbello di Samarcanda
    Al summit della Shanghai Cooperation Organization (SCO) Putin sperava di raccogliere il sostegno dei paesi esterni all'orbita occidentale, in primo luogo la Cina e l'India (a cui fornisce petrolio a forte sconto).

    Invece ne è scaturito un fiasco diplomatico: i leader riuniti a Samarcanda hanno sentito puzza di cadavere politico e si sono premurati di rimarcare la distanza da Putin.

    In Cina i media non hanno dato il minimo spazio all'evento e Xi Jinping ha reiterato il rifiuto di fornire assistenza nel conflitto in Ucraina.

    In sostanza la parabola di Putin punta al basso: l'ambizione di assurgere a nuovo Zar di tutte le Russie è sfociata nel fiasco dello zimbello di Samarcanda.

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    23 min
  • Il sovranismo atlantista col gul...asch degli altri
    Il partito di Giorgia #Meloni propugnava di uscire dall’euro, definiva la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea «comitato d’affari e di usurai» (esaltando Almirante), e sosteneva apertamente l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

    Quanto all'atlantismo ecco cosa twittava sulla Nato che schierava truppe per difendere i paesi baltici:

    Idiozia truppe NATO, anche italiane, in Lettonia. Renzi riferisca su decisione inaccettabile presa senza consultare italiani e Parlamento.

    Pochi giorni fa al Parlamento Europeo i suoi deputati hanno votato a favore di #Orbán, la quinta colonna di #Putin nell'Unione Europea. E Fratelli d'Italia era contrario alle sanzioni imposte alla Russia dopo l'invasione della Crimea.

    Come ciliegina sulla torta oggi su Rai Tre nella trasmissione della Annunziata Meloni ha ribadito che bisogna "approfondire" il rapporto tra diritto europeo e interno, cioè vuole sfasciare i fondamenti dell'UE, coronando il sogno bagnato di Putin.

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    24 min
  • Da trenta denari a 300 milioni
    Lo abbiamo ripetuto per mesi che la propaganda russa in Europa e nel resto del mondo si serviva di figuri prezzolati sia nei media che nelle istituzioni e probabilmente anche nelle Forze Armate e tra i cosiddetti ambientalisti.

    Ieri è arrivata la conferma dal Dipartimento di Stato americano che ha sintetizzato un rapporto declassificato dall'Amministrazione Biden.

    In Italia tremano diversi personaggi che ritenevano di essere troppo furbi o troppo abili a fare i finti tonti.

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    43 min
  • I russi sono in rotta, Biden rimonta, Meloni batte le pugnette con l'UE
    Come avevamo previsto poche settimane fa, gli Ucraini hanno sfondato le linee russe poco prima delle elezioni di midterm in America.

    Insieme alla mobilitazione dell'elettorato democratico sul tema incandescente dell'aborto e al calo del prezzo dei carburanti, questo successo ridà fiato alle speranze di Biden nelle elezioni di midterm (che sembravano già stravinte dai repubblicani).

    Nel frattempo in Italia Meloni a seconda dell'uditorio fa l'europeista e l'antieuropeista (latrando che la pacchia è finita). A sua volta Salvini dopo aver ripetuto a pappagallo la propaganda di Putin a Cernobbio (gettando discredito sull'Italia), oggi si proclama favorevole all'invio di armi in Ucraina.

    Uno spettacolo indecente da cui la reputazione internazionale dell'Italia di sicuro non emergerà rafforzata.

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    38 min
  • Il ricatto di Putin sul gas è stato preparato per oltre 10 anni
    La dipendenza dell'Italia dal gas russo non è un accidente imprevedibile o una casualità. La vulnerabilità al ricatto di un despota è stata scientemente perseguita per oltre 10 anni da una marmaglia assortita.

    Ne fanno parte quelli che hanno sabotato la costruzione di un rigassificatore a Brindisi, quelli che volevano impedire il TAP, quelli che hanno aizzato l'elettorato contro le trivellazioni per l'estrazione di gas e petrolio sul suolo patrio, quelli che hanno cassato il gasdotto da Israele e persino gli ambientalisti e i coltivatori diretti virulentemente contrari agli impianti eolici e fotovoltaici.

    I nomi li potete apprendere ascoltando la puntata.

    Per saperne di più ecco qualche link:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Rigassificatore_di_Brindisi

    https://www.linkiesta.it/2022/03/dimaio-italia-gas-russo-ucraina/

    https://www.genteditalia.org/2019/03/07/bloccato-anche-il-gasdotto-eastmed/

    https://www.true-news.it/economy/potevamo-avere-12-miliardi-di-metri-cubi-di-gas-da-israele-e-cipro-calenda-ma-di-maio-blocco-tutto

    https://www.radiocassinostereo.com/regione-lazio-no-ai-fotovoltaici-a-terra-liniziativa-coldiretti-approda-alla-pisana-con-la-firma-dellassessore-lombardi/

    https://www.ilmessaggero.it/viterbo/montalto_tuscania_fotovoltaico_nuovo_ricorso_di_mic_consiglio_ministri-6094231.html?refresh_ce

    https://www.ilrestodelcarlino.it/economia/gas-mare-adriatico-1.7542363

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    41 min
  • La disfida sul gas porterà disfiga a Putin
    L'esercito ucraino, dopo aver bloccato l'avanzata dei russi su tutti i fronti, sta portando avanti un'offensiva verso Kherson per liberare la Crimea.

    Putin ha perso il controllo della situazione sia sul campo che all'interno, dove la scia di "suicidi" e attentati mette a nudo la guerra tra bande che si contendono i brandelli di un potere sempre più debole.

    Il blocco delle forniture di gas in Europa e le subdole manipolazioni sul quel simulacro di mercato chiamato TTF, rappresentano le ultime mosse diperate di un despota che sente il terreno franargli sotto i piedi.

    I leader dell'Unione Europea, ad esclusione del solito Orban, dopo mesi di indecisioni e vigliaccherie hanno deciso di adottare l'unica misura capace di piegare il regime mafioso: il tetto al prezzo del gas importato dalla Russia.

    Allo stesso tempo a livello di G7 è stato approvata l'analoga misura sul prezzo del petrolio russo che per le finanze pubbliche della Russia sono ancora più importanti.

    Finalmente i paesi della Nato e il Giappone sono intenzionati seriamente a far pagare a Putin le conseguenze della guerra senza ulteriori tentennamenti o ambiguità (in cui i tedeschi sono stati invischiati).

    Si annunciano due o tre mesi difficili, ma se agli ucraini verranno consegnate tutte le armi promesse, l'esito della guerra è scontato. La sfida sul gas sarà la sfiga di Putin.

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    34 min
  • Sgasati da Putin (e dai suoi sodali in Europa)
    La crisi energetica che si è abbattuta sull'Europa ha tre cause autoinflitte:

    1) Il meccanismo di formazione dei prezzi dell'elettricità
    2) Il mercato del gas TFF che è una buffonata
    3) La transizione verde concepita da politici idioti e gestita da imbecilli ideologizzati

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    33 min
  • La scommessa sicura contro il debito pubblico italiano
    Era solo una questione di tempo prima che nei trading floors si iniziasse ad accumulare posizioni corte sul debito pubblico italiano. Ma appena tornati dalle ferie l'occasione è apparsa troppo ghiotta non solo per gli hedge funds ma per chiunque volga lo sguardo verso le finanze pubbliche del Bel Paese.

    Una combinazione di tre fattori rende le posizioni corte una one-way bet, cioè una scommessa con un solo esito. O quantomeno con un esito altamente probabile: l'aumento dei rendimenti sulle obbligazioni emesse da Via XX settembre.

    1) I tassi di interesse continueranno ad aumentare perche' le banche centrali per quanto in ritardo stanno recuperando il tempo perduto a illudersi che l'inflazione fosse temporanea.

    2) La crisi energetica colpirà duramente l'Italia che dipende in modo indecente dal gas russo

    3) La campagna elettorale ha messo in brutale evidenza che i probabili vincitori del 26 settembre non sono minimamente in grado di governare.

    Meloni è corsa a farsi intervistare da Reuters, ma non basteranno le frasi di circostanza e gli impegni scritti sull'acqua a rassicurare i mercati. Anzi la genericità delle risposte verrà probabilmente considerata una conferma dell'inaffidabilita' di chi in un delirio di presunzione ha voluto sbarazzarsi di Draghi.

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    23 min
  • Le Liste Salivali
    La composizione delle liste elettorali della Lega Nord per le elezioni del 25 settembre spiega, meglio di qualiasi analisi politica, i motivi che hanno indotto Salvini a pugnalare Draghi in combutta con Conte.

    Di fronte a malumori e fronde interne che minacciavano la sua leadership, il Capitone ha pensato che fosse meglio sbarazzarsi degli oppositori il prima possibile e infarcire il gruppo parlamentare di fedeli. Il gruppuscolo che faceva capo a Giorgetti e ai governatori di Veneto e Friuli Venezia Giulia sono stati epurati.

    Nel PD invece l'operazione "Rinnovamento GGGiovani" è finita in modo disastroso. I volti nuovi si sono rivelati in pochi giorni dei vecchi arnesi della sinistra più becera (anti- Israele) e comicamente ideologizzata (fanatica della rivoluzione bolscevica).

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    32 min
  • La scampagnata elettorale nell'assurdo
    Il PD nel suo programma predilige i temi identitari che sono il minimo comun denominatore delle varie anime rappresentate nella Campo Stretto di Letta.

    L'esclusione dalle liste del PD di quelli che una volta si chiamavano "miglioristi" conferma che il partito è ancora dominato dalle pulsioni massimaliste di cui la sinistra italiana non riesce a purgarsi.

    Nel profluvio di proclami da televendite (un salario in piu' all'anno, la flat tax, la riforma della Giustizia, la dote ai diciottenni, il salario minimo, la settimana corta) si segnala uno scambio di battute tra Crosetto e Marattin sul debito pubblico.

    Cogliamo questa occasione per spiegare alcuni concetti basilari che spesso anche illustri economisti accademici ignorano. Le componenti del Pil non sono equivalenti. Come per il debito, esiste un Pil buono e un Pil cattivo, o meglio, settori che contribuiscono a creare valore aggiunto e da cui si drenano le risorse per finanziare i servizi pubblici.

    Se non si comprende questo aspetto, i dati sul rapporto debito/Pil risultano fuorvianti. Tuttavia difficilmente temi seri troveranno spazio nella campagna elettorale, che si preannuncia come una scampagnata elettorale nell'empireo dell'Assurdo.

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    38 min

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"Inglorious Globastards" è un progetto che nasce da un idea di Fabio Scacciavillani e Alberto Forchielli. Attraverso i loro video ci raccontano la verità, sparata a bruciapelo e senza filtri, su…

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