Inglorious Globastards - PODCAST

Inglorious Globastards - PODCAST

By Alberto Forchielli & Fabio ScacciavillaniBusinessNewsInvestingBusiness News
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Inglorious Globastards - PODCAST episodes

  • Perché i microchip provocano linflazione
    Prima di presentarvi il video sulla filiera dei microchip, vi chiediamo il piccolo favore di ISCRIVERVI AL NOSTRO CANALE.

    Ci affidiamo ancora una volta a Marco Bussi per completare la nostra panoramica sui microchip con alcuni aspetti che avevamo tralasciato nella puntata precedente.

    In questa puntata ci focalizziamo sul segmento meno nobile e innovativo del mercato dei semiconduttori. Questa lezione, sia dal punto di vista tecnologico sia dal punto di vista economico, ci permette di gettare luce sulle complessità della produzione di componenti cruciali utilizzati in 169 settori industriali.

    Vi spiegheremo quindi un fenomeno interessante per comprendere le pressioni inflazionistiche che  stiamo affrontando nel periodo post-Covid e per avere un'idea su quanto tempo occorrerà per ritornare nell'alveo della normalità.

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    1 hr 5 min
  • Una Corazzata Potemkin chiamata delega fiscale
    La cosiddetta delega fiscale era stata presentata in pompa magna come una riforma epocale che avrebbe ridisegnato il farraginoso e demenziale sistema fiscale italiano adeguandolo alle esigenze di un paese moderno.

    Al momento è stata approvata solo dalla Camera e bivacca al Senato in attesa di tempi migliori (se mai arriveranno). Poi nei successivi 18 mesi andranno approvati i decreti attuativi per iniziare a capire in concreto di cosa si tratta.

    Noi Globastardi con l'aiuto di Alessio Argiolas vi conduciamo per mano nei meandri di commi e codicilli, ma soprattutto vi spieghiamo quello che avviene nella vita reale, a dispetto delle fandonie che vi raccontano i politicanti per giustificare le loro miserabili patacche.

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    1 hr 7 min
  • Un buco nero chiamato Meloni
    Al di là della propaganda, delle velleità, delle boutade, delle accuse, in pratica cosa potremo aspettarci da un governo Meloni, o un governo nella cui maggioranza parlamentare Fratelli d'Italia fosse il partito maggiore?

    Giorgia Meloni non è un volto nuovo della politica come credono le moltitudini prive di memoria. Era ministro nel governo Berlusconi che ha portato il paese alla bancarotta nel 2011. Di quel governo era ministro Tremonti un personaggio che continua a veicolare in TV le sue idee infantili e sbagliate a beneficio di una larga platea di ignoranti frustrati. Tremonti pare essere il front runner per la poltrona di Ministro dell'Economia in caso di vittoria della destra.

    Tuttavia Meloni negli ultimi giorni ha provato a ripulirsi l'immagine con dichiarazioni che giurano fedeltà alla NATO e all'Ucraina, mentre in politica economica sembra aver virato su una posizione più responsabile (soprattutto sui conti pubblici) per non irritare i partner europei e le istituzioni dell'Unione Europea.

    Ma queste conversioni sulla via di Bruxelles (dove hanno sede l'UE e la NATO) in fondo gettano poca luce sul buco nero Meloni e sulla classe dirigente che la circonda. Basterà ventilare per posizioni da ministro qualche nome di richiamo come Fabio Panetta o Carlo Nordio per fugare i dubbi?

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    42 min
  • Missili ipersonici, microchip e la coda tra le gambe di Xi Jinping
    Ritorna sui nostri schermi Marco Bussi per sfatare i miti della propaganda che i dittatori di Cina e Russia sversano sulle menti credule.

    Annunci ripresi dalle migliaia di bot (gentilmente messi a disposizione degli autocrati da Facebook e da Twitter) e a cui abboccano, inghiottendo anche l'amo, le grandi menti della geopolitica da salotto e da talk show. Personaggi che non saprebbero distinguere un chip da una fava discettano delle mirabolanti prodezze tecnologiche della Cina o delle armi segrete con cui la Russia dominerà il globo terracqueo.

    Che la Cina sia riuscita a produrre microchip da 7 nanometri è irrilevante, come sa chiunque abbia qualche nozione, anche approssimativa, sulla complessità della catena produttiva.

    I missili ipersonici, come abbiamo più volte spiegato, esistono da decenni e non assicurano alcuna superiorità militare o cambio di paradigma.

    Le manovre cinesi al largo di Taiwan sono la reazione rabbiosa di un regime in gravi difficoltà, ma dal punto di vista pratico certificano l'impotenza di un esercito arretrato e vulnerabile.

    Al blocco di Taiwan l'Occidente potrebbe reagire con il blocco dello Stretto di Malacca, dove passa la maggior parte dell'import - export cinese e che quindi per il regime comunista assume un'importanza vitale.

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    1 hr
  • Il Calenda Furioso
    Un diamante è per sempre. Un Calenda parrebbe di no. Dopo aver sedotto il povero Letta, in tre giorni lo ha mollato per recuperare il ruolo di battitore libero.

    Le evoluzioni politiche del leader di Azione, squadernate nel programma di Lucia Annunziata su Rai Tre, hanno provocato un notevole sconcerto. L'Orlando era Furioso per aver perso il senno. Su Calenda non siamo in grado di asserire qualcosa di preciso in quanto alla logica delle scelte ondivaghe.

    In generale non sembra che aver cambiato diametralmente idea nel giro di pochi giorni sull'alleanza con il PD possa avere effetti benefici sulla reputazione di Calenda.

    Difficile prevedere l'evoluzione della calendeide, se in coppia con Renzi o in solitaria, ma tra gli elettori al momento la confusione ha raggiunto il livello di guardia.

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    31 min
  • Calenda, Renzi, Meloni, Putin e il dilemma del Rosatellum
    La legge elettorale italiana è un obbrobrio delirante. Su questo punto sono in pochi a dissentire. Domanda: chi l'ha concepita? E con quali intenti? Qui troverete una risposta a beneficio degli smemorati.

    Ma dal momento che andiamo a votare con queste regole, viene da chiedersi quali siano le implicazioni. In questo breve video, originariamente trasmesso in live (ma con pessima connessione e pertanto registrato di nuovo) vengono sottolineati alcuni semplici fatti.

    Le implicazioni sono piuttosto chiare: con il Rosatellum chi non si coalizza perde le elezioni in partenza. Per questo motivo si sono formate due coalizioni maggiori entrambe con elementi vistosi di disomogeneità. E' inutile fare le verginelle dai candidi manti. È la realtà.

    Ma se qualcuno preferisce ignorare la realtà e ridurre la politica a testimonianza sterile, si accomodi pure. Però onestà imporrebbe che dichiari esplicitamente quali sono le conseguenze (la vittoria schiacciante degli avversari) e che è pronto a subirle in nome della purezza politica.

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    31 min
  • I Promessi Sponsor dell’Agenda Draghi
    Mentre si incastrano gli ultimi pezzi della coalizione di centrosinistra comincia ad emergere il vero nocciolo della questione: come farà l'Italia a reggere la tempesta che si abbatterà sulla fragile economia.

    A destra riesumano il vecchio copione con le parole d'ordine trite e ritrite, flat tax, stop all'immigrazione, dentire gratis, più pensioni per tutti.

    Nel centrosinistra invece si chiede agli elettori il sostegno per proseguire nell'implementazione dell'agenda Draghi. E' un impegno abbastanza chiaro visto che si incentra sul rientro dal debito, sul completamento delle riforme in cantiere e soprattutto sul PNRR.

    In America l'Amministrazione Biden non sembra occuparsi troppo delle vicende italiane, molto meno dei media stranieri che invece manifestano poca comprensione per un paese che dopo aver messo da parte la figura più autorevole prestigiosa e capace sul piano interno e internazionale sembra dare credito alla solita compagnia di guitti.

    Del resto le miserie italiane passano in secondo piano rispetto all'acutizzarsi della crisi in Asia dove la Cina ha reagito alla visita di Nancy Pelosi a Taiwan con grandiose esercitazioni militari. Uno show imponente che pero' certifica solo la sterile frustrazione di Xi Jinping.

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    48 min
  • A Taiwan trombe di guerra, a Roma guaiti di trombati
    La speaker della Camera americana Nancy Pelosi è atterrata a Taiwan per una vistia ufficiale sull'isola ribelle che dal 1949 sfida la Cina comunista, 25 anni dopo un'analoga visita di Newt Gingrich.

    I cinesi l'hanno presa con l'enusiasmo che che suscita una rovinosa caduta su un cespuglio di cactus. Xi Jinping ha minacciato sfracelli in pubblico e in una video conferenza con Biden. Il Presidente USA e la sua amministrazione almeno a parole hanno tentato fino all'ultimo di dissuadere la compagna di partito. Ma la figlia di emigrati molisani ha tenuto fede alla fama di montanara dalla testa dura.

    Del resto non è una cattiva idea andare a vedere il bluff di Pechino, che su Taiwan da alcuni anni ha preso un atteggiamento ostile e provocatorio.

    Nel frattempo a Roma Calenda e Letta hanno raggiunto il tanto agognato accordo per provare a sfidare il centrodestra che parte favorito nei sondaggi. Nel gioco dei quattro cantoni quello che rischia di perdere è Renzi.

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    38 min
  • Berlusconi dal lettone di Putin alla cuccia di Meloni
    Quello che si sapeva con ragionevole approssimazione oggi viene documentato da Iacopo Iacoboni in un articolo su La Stampa.

    L'interferenza dei russi nella crisi del governo #Draghi ha lasciato tracce indelebili che inchiodano #Salvini alle sue responsabilità, ma che chiamano in causa anche Berlusconi il quale dai tempi del lettone di #Putin esibiva legami molto stretti con l'autocrate del Cremlino. Né possono essere dimenticati i peana di Meloni alla #Russia e i suoi legami con Orban, altro sodale di Putin dedito a sabotare l'Unione Europea.

    #Berlusconi comunque non pare entusiasta della candidatura Meloni a Presidente del Consiglio: la prospettiva di passare dal lettone di Putin alla cuccia di #Meloni, non lo attrae.

    La campagna elettorale sarà asperrima e il centrodestra parte con i sondaggi in poppa almeno stando alle stime dell'Istituto Cattaneo basate sui risultati delle elezioni europee combinate

    Al di là dei confini italiani le tensioni tra #Cina e #USA vengono esacerbate dalla visita di Nancy Pelosi a #Taiwan, di cui hanno sicuramente parlato Biden e Xi Jinping nell'incontro in video conferenza di ieri.

    In #Ucraina nel frattempo la guerra è in una fase di stallo. Però le armi promesse dall'Occidente e soprattutto dall'America a Zelensky soprattutto gli #HIMARS potrebbero cambiare le sorti del conflitto.

    Quando sarebbe elettoralmente più conveniente per #Biden un crollo dell'esercito russo?

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    35 min
  • La coalizione Cremlino-destra
    Berlusconi ha ammesso candidamente di abbeverarsi alle fonti di falsita' e alla propaganda becera del Cremlino come un URSSini: "Ho parlato con l'ambasciatore russo in Italia Razov. Mi ha spiegato le loro ragioni, cosa ha fatto Zelensky". E poi il Papi di Meloni ha aggiunto: "Mi ha raccontato che è stata l'Ucraina a provocare ventimila vittime nelle zone contese. E che l'invasione era necessaria perché il rischio era che l'Ucraina attaccasse la Russia".
    Insomma #Berlusconi, nell'imminenza della campagna elettorale, getta la maschera e si schiera dove batte il cuore e il portafogli: con il criminale di guerra, Vladimir #Putin, sodale di tanti anni e di tante piacevoli esperienze nelle dacie piene di accoglienti lettoni.

    Pero' in caso vincesse le elezioni la coalizione Cremlino-destra si troverebbe a dover fronteggiare una serie di avversità economiche che partono dal razionamento del gas e arrivano alla sostenibilità del debito pubblico italiano, al momento affidata all'intervento della BCE che presto finirà.

    Chissà se a quel punto il criminale di guerra verrà in soccorso dei suoi emissari in Italia asserragliati a Palazzo Chigi o a Villa Grande. Però ci sia permesso di dubitarne: le sanzioni stanno mettendo in ginocchio la Russia e il quadro economico globale segna tempesta, con l'America in recessione tecnica e la Cina ancora zavorrata dai lockdown.

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    34 min

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"Inglorious Globastards" è un progetto che nasce da un idea di Fabio Scacciavillani e Alberto Forchielli. Attraverso i loro video ci raccontano la verità, sparata a bruciapelo e senza filtri, su…

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