L’intelligenza artificiale «tocca già molti ambiti della nostra vita e incide su decisioni che modellano la coesistenza umana». Con queste parole, Leone XIV ha presentato la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, firmata nello stesso giorno in cui – 135 anni prima – Leone XIII promulgava la Rerum novarum, il testo fondativo della moderna dottrina sociale della Chiesa.
Uno degli ambiti toccati da questa «trasformazione», spiega il Papa, è quello del lavoro. «Oggi, l’intreccio tra automazione, robotica e IA sta trasformando rapidamente la struttura stessa del lavoro», si legge nell’enciclica. Il lavoro, ricorda il Pontefice, «non è un semplice strumento, ma esprime e accresce la dignità della nostra vita», al punto che il Magistero lo ha definito «la chiave essenziale» per comprendere l’intera questione sociale.
Ma qual è l’impatto attuale e atteso dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro e come garantire che questa trasformazione rimanga al servizio dell’uomo e non produca nuove forme di esclusione? Lo abbiamo chiesto a Claudio Lucifora, professore ordinario di Economia Politica all'Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore del Centro di Ricerca sul lavoro Crilda, e a Michele Faioli, professore associato di diritto del lavoro all’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Sviluppo e realizzazione: Gianni Augello