ITALIANO BELLO • Italienischkurs, Hörbücher & Geschichten

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ITALIANO BELLO • Italienischkurs, Hörbücher & Geschichten episodes

  • A2 • Pasqua sulla slitta #3

    ⭐ TRE ⭐

    KIRA

    Passano alcune ore e inizia a diventare buio, ma Padroncina non torna. Cammino agitata avanti e indietro davanti alla finestra. Perché ci mette tanto? C’è qualcosa che non va, ne sono sicura. Ho un brutto presentimento.

    Basta, non riesco più ad aspettare. Apro la porta ed esco. Il freddo è davvero pungente e la neve è molto alta. Inizio a correre, ma non vedo quasi niente.
    Padroncina, dove sei?
    La strada più veloce per raggiungere la casa della nonna è attraverso il bosco. Sicuramente Padroncina ha fatto quella strada. Corro nel bosco e abbaio. La neve copre tutti gli odori e anche i rumori. Spero davvero di non perdermi...
    Fa davvero molto freddo e non sento quasi più le mie zampe. Anche il mio naso e le mie orecchie sono gelati.
    Il tempo passa e ancora non vedo Padroncina. Da quanto tempo la sto cercando?
    Inizio a sentirmi piuttosto stanca.
    Abbaio un’ultima volta, poi cado a terra e chiudo gli occhi. Non ho più le forze per correre. Forse potrei riposarmi un attimo...

    «Aiuto!»

    Una voce debole ha chiamato aiuto. Mi rialzo a fatica e abbaio.
    «Aiuto! C’è qualcuno?» La voce ora è un po’ più forte.
    È Padroncina, è la sua voce! Corro subito da quella parte. Non vedo niente, la neve continua a cadere fitta, ma tra poco troverò Padroncina, non ho dubbi.
    Ma poi... cado. Cado per alcuni secondi, secondi che sembrano durare un’eternità. Ma per fortuna l’atterraggio è morbido.
    «Kira! Oh no, anche tu qui!» Padroncina mi abbraccia e le sue lacrime mi bagnano il muso.
    Mi guardo in giro e capisco perché Padroncina è così triste. Ci troviamo in un burrone. Le pareti di fianco a noi sono alte e ripide ed è impossibile arrampicarsi.
    Oh no! Che guaio, questa proprio non ci voleva....
    Mi giro verso Padroncina e solo ora noto lo stato in cui si trova. È molto pallida e le sue labbra sono diventate viola. Oh no, oh no, non va bene! Devo portare Padroncina al sicuro!
    Esploro tutto il burrone da destra a sinistra, ma non c’è via di uscita.
    Allora torno da Padroncina, mi raggomitolo di fianco a lei e le lecco la faccia per scaldarla un po’. Pian piano la neve ci copre con un candido strato bianco. Io abbaio e abbaio, sperando che qualcuno mi senta. Ma passa il tempo e non arriva nessuno. Ho molto freddo e le mie zampe e il mio naso sono completamente gelati.
    Abbaio un’ultima volta, poi mi stringo forte a Padroncina e poco dopo perdo i sensi.

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    5 min
  • A2 • Pasqua sulla slitta #4

    ⭐ CAPITOLO 4 ⭐

    CODY

    Voliamo veloci nel cielo, ma con la neve che cade così fitta non vediamo quasi niente. Per fortuna il naso rosso di Rudolf illumina la via. Io preferisco non guardare giù. Non è la prima volta che volo sulla slitta, ma non mi ci sono ancora del tutto abituato. Inoltre Pasquale sembra avere qualche difficoltà a guidare la slitta…

    «Hey Cody! Tutto bene?» chiede Pasquale guardandomi preoccupato.
    «Sì sì, tutto bene» dico io. Più o meno. «Senti, possiamo passare da casa mia un momento? Vorrei passare a prendere Kira. Forse sono stato un po’ duro prima… Volare sulla slitta di Babbo Natale in tua compagnia è davvero un’occasione unica!»
    «Benissimo, nessun problema» risponde lui.
    Arriviamo a casa, ma subito noto qualcosa di strano. La porta è aperta. Deve essere successo qualcosa, Padroncina non lascerebbe mai la porta aperta, non con questo freddo! Scendo di corsa, ma in casa non c’è nessuno. Dove sono Kira e Padroncina?
    «Pasquale, dobbiamo trovarle! Deve essere successo qualcosa!» dico preoccupato e inizio ad annusare dappertutto. Pasquale si concentra. Lui sa sempre dove si trova chi crede in lui.
    «Mmh, con questa neve è difficile trovare Kira... Sembra che si trovi nel bosco...»
    Inizio subito a correre. «Pasquale, seguimi!»
    Entriamo nel bosco e le renne ora galoppano dietro di me. È impossibile volare con tutti questi alberi. Anche se ho un ottimo fiuto, non è facile seguire l’odore di Kira e poi non vedo quasi niente. Ben presto perdo le sue tracce. Poi sento Kira abbaiare in lontananza. Corro subito verso la sua voce, ma all’improvviso Rudolf mi sbarra la strada.
    «Fermo!»
    «Cosa c’è? Kira è qui vicino!» urlo io.
    «Non puoi proseguire, c’è un burrone!» dice lui e fa luce con il suo naso.
    Ora che guardo bene, ha proprio ragione. A pochi passi da me c’è un profondo burrone che non avevo visto a causa della neve. Lo ringrazio e salto sulla slitta.
    «Kira deve essere caduta nel burrone, e forse anche Padroncina, andiamo a vedere!»

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    4 min
  • A2 • Pasqua sulla slitta #epilogo

    ⭐ EPILOGO ⭐

    Kira

    La luce del sole mi sveglia. Non apro subito gli occhi, è così comodo qui, sotto queste coperte calde. Potrei dormire ancora un po’... Ma poi mi alzo di scatto. Padroncina! Cody mi guarda e mi sorride.

    «Non ti preoccupare, Padroncina sta bene. Ha passato alcune ore in ospedale, ma ora è di nuovo a casa e sta riposando.»
    Io mi tranquillizzo.
    «Che... Che cosa è successo?» chiedo un po’ confusa.
    «Dovrei chiederlo a te!» dice Cody un po’ arrabbiato. «Perché tu e Padroncina non eravate a casa? Per fortuna Pasquale ed io vi abbiamo trovato in tempo!»
    Ma certo, Pasquale, le uova… ora ricordo.
    «Quindi ci avete salvato con la slitta di Babbo Natale? Il piano ha funzionato?»
    «Sì esatto. Babbo Natale ha prestato la slitta a Pasquale per consegnare le uova. Ma per fortuna ho chiesto a Pasquale di passare un attimo da casa. Siccome non c’era nessuno, vi abbiamo cercato e vi abbiamo trovato in un burrone. Eravate entrambe svenute e vi abbiamo portato subito all’ospedale.»
    Io annuisco. Meno male che erano arrivati in tempo...

    «A proposito, guarda un po’!» dice Cody indicando la finestra. Io rimango a bocca aperta. Fuori splende il sole! Che meraviglia!

    Corro alla finestra e guardo fuori. Le persone escono, si salutano e si abbracciano, i bambini giocano a palle di neve e cercano le uova in giardino. Il bianco della neve è meraviglioso illuminato dal sole.
    Poi noto che qualcuno si avvicina al nostro cancello: i genitori di Padroncina, i nonni e anche Amicone. Corriamo fuori a salutarli. Benvenuti! Che bello vedervi! abbaiamo Cody ed io.
    «Ciao Kira! Ciao Cody! Siamo venuti a trovare la vostra padroncina. È già sveglia?»
    Io corro in camera a vedere come sta. Sta dormendo tranquilla e sembra star bene. Le lecco il viso. È caldo e le labbra sono di nuovo normali. Padroncina si sveglia e mi sorride dolcemente.
    «Buon giorno Kira. Come stai? Grazie per essere venuta a cercarmi ieri» dice accarezzandomi la testa.
    Certo che sono venuta a cercarti! Proteggerti è il mio lavoro!

    Lentamente, Padroncina si alza, si veste e dà il benvenuto agli ospiti. La nonna tossisce un po’, ma sembra star bene. Padroncina era riuscita a portarle le medicine, per fortuna.

    Tutti hanno portato qualcosa da mangiare e mentre il pranzo si scalda usciamo a cercare le uova. È divertente cercare le uova nella neve! Facciamo anche un coniglietto di neve e gli mettiamo una bella carota in bocca. Che buffo!
    Dopo pranzo mangiamo la colomba, il dolce tipico di Pasqua, e poi apriamo il grande uovo di Pasqua che Amicone ha regalato a Padroncina. All’interno c’è un’elegante collana con un ciondolo a forma di coniglietto. Padroncina è molto contenta e ringrazia Amicone che la aiuta subito a indossarla.

    Dopo il dolce vado fuori in giardino insieme a Cody a godermi il bel sole.

    «Kira, Cody!»
    Eh? Chi ci chiama? Mi guardo in giro, ma non vedo nessuno.
    «Quassù!»
    Alzo lo sguardo. Pasquale ci saluta sporgendosi dalla slitta.
    «Sono riuscito a consegnare tutte le uova!» esclama sorridente. «Avete trovato le vostre? Ora torno al Polo Nord per riportare la slitta a Babbo Natale, ma che ne dite di fare un giretto prima?»
    «Ma certo!» esclamiamo Cody ed io all’unisono. E così saliamo sulla slitta e voliamo nel cielo azzurro insieme al coniglietto pasquale. Che Pasqua davvero bizzarra!

    Buona Pasqua a tutti!

    Etcì! Ah, ho ancora il raffreddore. Lo prometto, nei prossimi giorni resto a casa!

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    6 min
  • A1/A2 • Il salvataggio di Pasqua #epilogo

    ⭐ EPILOGO ⭐

    DAL DIARIO DI KIRA

    Pasqua 2019

    Caro diario, che avventura! Gli agnelli erano 100. Più uno: io! 101 agnelli, come i famosi dalmata.

    Oggi è Pasqua. Il coniglietto pasquale è stato molto generoso: Cody ed io abbiamo trovato tantissime uova in giardino! Poi abbiamo pranzato da Alessandro, che ha preparato un pranzo davvero delizioso. Come dolce c‘era la Colomba, un dolce a forma di colomba tipico di Pasqua. Domani, a Pasquetta, facciamo un pic-nic al parco. Ma una cosa tranquilla, solo Padroncina, Amicone, Cody ed io. Ho vissuto abbastanza avventure per il momento!

    BUONA PASQUA!

    Pasquale è davvero adorabile! Spero di incontrarlo ancora...


    *FINE*

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    2 min
  • A1/A2 • Il salvataggio di Pasqua #5

    ⭐ CAPITOLO CINQUE ⭐

    KIRA

    Mi trovo alla fattoria di Alessandro e Leo. Padroncina e Amicone guardano sorpresi gli agnelli. Poi vedono me e Cody. Padroncina urla di gioia e corre da noi.

    «Kira! Non ci credo, sei proprio tu! Sei sana e salva!» dice lei tra le lacrime e mi dà uno, due, tre baci. Anch‘io sono felice di vederti! Ma non esagerare...
    Pasquale esce dal tunnel e poi lo chiude.
    «Ecco fatto, quei due farabutti hanno avuto una bella lezione.»
    Tutti lo guardano sorpresi.
    «Tu sei… il coniglietto pasquale? Hai salvato Kira e gli agnelli?» dice infine Amicone.
    «Solo grazie a Cody» dice lui. «Inoltre, anche Kira è stata molto coraggiosa. Una vera eroina.»
    Padroncina va da lui e lo abbraccia. «Grazie! Grazie di tutto!»
    Lui arrossisce imbarazzato.
    «Chiamate la polizia. Devono arrestare i due ladri e il loro capo. Li posso accompagnare da loro. Ora sono sicuramente svenuti. Le mie uova-bomba sono molto efficaci» dice con un ghigno.  
    Padroncina prende il cellulare e fa il numero della polizia.

    «Cosa facciamo con tutti questi agnelli?» chiede Amicone ad Alessandro.

    «Li riportiamo a casa» risponde lui. «E se non hanno una casa, possono restare qui con noi.»
    Chissà quanti sono? penso e inizio a contarli.
    Uno, due, tre, quattro,... quindici, sedici, diciassette,... zz zzzZ ZZZZZ ZZZ

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    3 min
  • A1/A2 • Il salvataggio di Pasqua #4

    ⭐ CAPITOLO QUATTRO ⭐

    KIRA

    Tutti guardiamo la porta e aspettiamo. Passano i secondi. I minuti.

    Poi sentiamo dei passi e delle voci.
    Arrivano.
    La porta si apre. I due uomini stanno parlando.
    «... lavoriamo tutta la notte, d‘accordo?» sta dicendo l‘uomo basso e grasso.
    «ALL’ATTACCO!»
    Corro verso la porta e abbaio aggressiva. Gli agnelli corrono dietro di me. Gli uomini sono molto spaventati e si spostano dalla porta. Noi usciamo. Il corridoio è lungo e ci sono tante porte.
    Dov’è l‘uscita? Giro a destra, poi a sinistra, poi di nuovo a destra. Alla fine del corridoio c‘è una porta, ma è chiusa. Ci fermiamo.
    «Proviamo ad aprirla!»
    Insieme proviamo ad aprire la porta. Ma niente, la porta non si apre.
    «E ora cosa facciamo?»
    «Dove volete andare, eh, brutte bestiacce?!» dice una voce dietro di noi.
    Gli uomini sono molto arrabbiati. Hanno in mano qualcosa di grigio, lungo e appuntito. Dei grossi coltelli.
    Gli agnelli tremano di paura. Non sono molto coraggiosi, gli agnelli. Ma li capisco. Quei coltelli fanno paura anche a me.

    «Ehi tu, cervello di gallina!» urla una voce.

    «Chi? Cosa?»
    C‘è una piccola esplosione e l’uomo cade a terra come un sacco di patate.
    E poi, li vedo: Cody e... il coniglietto pasquale!
    «Grande, Pasquale!» dice Cody.
    Il coniglietto pasquale ha in mano una fionda e delle uova. Devono essere delle uova-bomba! Siamo salvi!
    L‘altro uomo vuole colpire Pasquale con il coltello, ma Cody gli morde la gamba.
    «Brutto cagnaccio. Come osi…»
    Pasquale intanto apre un tunnel nel pavimento. «Forza, tutti nel tunnel! Veloci!»
    Gli agnelli saltano uno dopo l’altro nel tunnel. Io corro da Cody.
    Tutti e due gli uomini sono davvero furiosi e vengono verso di noi con i coltelli in mano. Oh-oh.
    Ma Pasquale non ha paura. Guarda il tunnel. Tutti gli agnelli sono in salvo. Allora prende tutte le sue uova-bomba e prepara la fionda.
    «Al mio tre, saltate nel tunnel. Uno, due, TRE!»
    Cody ed io saltiamo, mentre dietro di me sento una forte esplosione.

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    5 min
  • A1/A2 • Il salvataggio di Pasqua #3

    ⭐ CAPITOLO TRE ⭐

    CODY

    Kira è scomparsa. Dove sei, Kira? Perché non torni? Padroncina e Amicone la stanno cercando con la macchina. Io sono rimasto alla fattoria. Corro sul prato di qua e di là. Dopo un po’ noto un buco nella recinzione. Dove sei, Kira? Sono molto preoccupato. Cammino nel bosco tra gli alberi. All’improvviso, cado. Cado in un tunnel. Aiuto!

    Apro gli occhi e… non credo ai miei occhi. Vedo un prato verde con tanti fiori colorati, un fiume con dei pesci, un ponte elegante e una casa piccola e graziosa. Sul prato ci sono tantissime uova. Uova blu, gialle, rosse, verdi, rosa, viola... Uova di tutti i colori! Cammino verso la casa. Qualcuno canta. La porta è aperta. Entro.

    Seduto a un grande tavolo, c‘è il coniglietto pasquale. In una mano ha un pennello, nell‘altra un uovo.
    «Ciao! Vuoi aiutarmi a dipingere le uova?» mi chiede allegramente.
    Ma io ho un’idea migliore.

    Pasquale, il coniglietto pasquale, è un coniglio molto grande. È marrone e bianco, ha le orecchie lunghe e gli occhi neri. È simpatico e gentile. Ma adesso è molto serio. Va in cantina, prende una fionda robusta e una cintura marrone piena di uova colorate. Poi si mette una benda sulla fronte.

    «Andiamo a salvare Kira!» dice infine. 

    Usciamo e andiamo in giardino.

    «Come la troviamo? Sai dov‘è?» gli chiedo.
    «Io so sempre dov‘è chi crede in me. E Kira crede in me, lo so. A proposito, bel costume! Sei un mio fan?» E mi fa l‘occhiolino.
    Io arrossisco. Mi sento un po‘ ridicolo con questo costume da coniglio.
    Poi Pasquale chiude gli occhi e si concentra.
    Dopo pochi secondi li riapre.
    «L‘ho trovata.»

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    4 min
  • A1/A2 • Il salvataggio di Pasqua #2

    ⭐ CAPITOLO DUE ⭐

    KIRA

    Ahia... Perché mi fa male la testa?

    Apro gli occhi. Mi trovo in un posto molto strano. È sporco, buio e… è pieno di agnelli.

    «Ah, sei sveglia, meno male!» dice un agnello. «Piacere, io sono Benny.»
    «Dove… Dove mi trovo?»
    «Mi dispiace molto» dice lui. «È colpa mia se ora tu ti trovi qui, in questo posto orribile.»
    Ora ricordo.
    «Ma certo, tu sei l‘agnello che ho incontrato nel bosco! Che cosa è successo?»
    «Sono scappato, ma gli uomini mi hanno trovato. E hanno trovato anche te. Sembri un agnello…»
    In effetti indosso ancora il mio costume. Mi guardo in giro. Sono l‘unico cane. In questa stanza ci sono solo agnelli e sono tantissimi.
    «Ma perché siamo qui?»
    «Non lo so… Io voglio solo tornare a casa dalla mia mamma e dai miei amici Leo e Alessandro» dice lui triste.

    «Non ti preoccupare, Benny. Ti aiuto io a tornare a casa.»

    All‘improvviso, la porta si apre ed entrano due uomini. Uno è basso e grasso. Ha i capelli corti e neri e la barba nera. Indossa una maglietta, un paio di jeans sporchi e degli stivali di gomma. L‘altro è alto, magro e calvo. Anche lui indossa dei vestiti sporchi. Quello grasso ha in mano un grosso sacco. Lo apre e tira fuori... un agnello.

    «Ecco, questo è l’ultimo. Abbiamo abbastanza agnelli. Il capo è sicuramente soddisfatto. Andiamo a prepararci. Abbiamo molto da fare.»
    Mentre escono, uno dei due chiede: «Hai pulito i coltelli?»
    Poi la porta si chiude. Silenzio.

    «Ragazzi, dobbiamo fare qualcosa» dico io dopo un po’. «Dobbiamo trovare una via d‘uscita. Dobbiamo tornare a casa!»

    «Ma non ci sono vie d’uscita… Dopo che Benny è scappato, hanno anche aumentato la sicurezza...» dice un agnello.
    «Allora dobbiamo scappare quando loro entrano. Quando arrivano, scappiamo dalla porta. Noi siamo in tanti, loro sono solo in due!»
    «Ha ragione!» dice una voce.
    «Dobbiamo ribellarci!» dice un‘altra voce.
    «Tutti per uno, uno per tutti!» urlo io.
    «TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI!» urlano tutti gli agnelli.

    Siamo pronti.

    ___________

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    4 min
  • A1/A2 • ll salvataggio di Pasqua #1

    ⭐ CAPITOLO UNO ⭐

    KIRA

    La polizia sta ancora cercando i ladri. Hanno già rubato tantissimi agnelli. Perché? Dove li portano? Ancora non ci sono risposte…

    Padroncina guarda la TV e sembra molto preoccupata. Cody ed io siamo sul divano insieme a lei. Cody dorme. Poi Padroncina guarda l‘orologio. Sono le tre meno un quarto. Spegne la TV e si alza.

    «Kira, Cody, venite! Dovete indossare i vostri costumi.»
    Costumi? E perché?
    Andiamo in camera da letto e dopo dieci minuti siamo pronti: Cody indossa un costume da coniglio e io indosso un costume da agnello. Padroncina si mette le scarpe e poi usciamo tutti insieme. Chissà dove andiamo?

    Fuori c’è Amicone, il nostro grande amico. Ci sta aspettando davanti alla sua macchina. È una bella giornata. C‘è il sole e fa caldo. Mancano pochi giorni a Pasqua. Saliamo tutti in macchina e andiamo dal nostro amico, il cane Leo, che abita in una grande fattoria insieme al suo padrone Alessandro. Quando arriviamo, vedo che ci sono tanti altri amici e tutti indossano un costume. È una festa!

    «Quanti anni compie Leo?» chiede Padroncina ad Alessandro.

    «Tre anni. È ancora giovane e pieno di energia!» risponde lui.
    «Tanti auguri! Hai avuto una bella idea: una festa di compleanno in maschera!»
    «Grazie! Kira e Cody sono davvero carini nei loro costumi.»

    È una bellissima festa. Gli umani chiacchierano e noi giochiamo. La fattoria è molto grande, c’è un grande prato, un campo e tanti animali: galline, mucche e pecore. C‘è anche un asino.

    Padroncina e Amicone si siedono al tavolo con Alessandro e mangiano una fetta di torta.
    «Ale, come stanno i tuoi animali?»
    «Non so se avete visto il telegiornale... Gli agnelli...» risponde lui triste.
    «Oh no! Hanno rubato anche i tuoi agnelli?»
    «Purtroppo sì.»

    Io intanto vedo una bellissima farfalla. È azzurra e gialla. Mi piacciono le farfalle. La farfalla vola sul prato e io la seguo fino alla recinzione. Oltre la recinzione c’è un piccolo bosco. All’improvviso sento una voce. Viene dal bosco. Vedo che la recinzione ha un buco. Lo attraverso e vado nel bosco. Dopo un po’, dietro un cespuglio, vedo un agnello.

    «Grazie al cielo! Aiutami, ti prego!» dice lui.
    «Certo, ma... che cosa è successo?»
    Lui si guarda in giro preoccupato. «Non ho tempo di rispondere. Mi stanno inseguendo! Ma mi sono fatto male e non riesco a camminare... Mi aiuti? Sono quasi arrivato...»
    «Certo! Ma sei troppo pesante... Aspetta qui, vado a chiamare aiuto.»
    «Va bene, ma fai in fretta!», poi mi guarda bene. «Ma tu non sei un agnello. Che cosa sei?»
    «Sono un cane. Questo è solo un costum-»
    «A-ha! Ti ho trovato!» 
    Cosa succede? Chi è? Ma in quel momento sento un grande dolore e tutto diventa nero.

    ___________

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    6 min
  • A2 • Il cane Rocky e il coniglietto pasquale (Storie di Pasqua)

    🐰Il cane Rocky e il coniglietto pasquale 🐰

    Manca una settimana a Pasqua. Come al solito, Rocky è con i suoi padroncini nel bosco. Il sole splende e gli uccelli cantano. Dopo un po’ i tre fanno una pausa in un bel posto in mezzo la natura. Siccome Rocky è un cane molto impaziente, e la sua padroncina lo sa, lei lo lascia libero, così può guardarsi in giro.Si guarda attorno interessato, annusa dappertutto, finché sente un odore strano, ma familiare. Sa di pittura, pensa. Segue la traccia e arriva in una specie di grotta. Nella terra natia di Rocky, il palatinato, ci sono tante piccole grotte.

    Rocky cammina pian piano nella grotta e l’odore di pittura diventa sempre più intenso. E poi… Rocky non crede ai suoi occhi. Di fronte a lui c’è un coniglietto piccolo e carino che dipinge delle uova di tanti colori. Sembra molto stressato e anche lui è pieno di pittura. Quando il coniglietto lo vede, si nasconde velocemente dietro un angolo. Rocky fa qualche passo avanti prudentemente e dice: «Non devi avere paura, il mio nome è Rocky e non ti faccio del male.»
    Il coniglietto guarda un po’ scettico da dietro l’angolo e poi saltella verso Rocky.
    «Ciao Rocky, io sono... ah, lascia stare, tanto non mi credi.»
    Rocky è un po’ confuso e vuole sapere chi ha di fronte. «Chi sei? Dai dimmelo! Certo che ti credo.»
    «Il mio nome è Pasquale e sono…. sono il coniglietto pasquale.»
    Per un attimo Rocky è senza parole, ma poi è felicissimo. «Fantastico, piacere di conoscerti! Devi sapere che conosco anche una renna di Babbo Natale. Sono onorato di incontrare il coniglietto pasquale di persona.»
    Pasquale è molto sollevato, ma sembra anche un po' triste. Rocky gli chiede che cosa succede e il coniglietto risponde:
    «Sai Rocky, tutti i miei coniglietti aiutanti non possono aiutarmi quest’anno perchè hanno l’influenza, per questo devo dipingere tutte le uova da solo e manca solo una settimana a Pasqua.»
    Rocky riflette un attimo… e poi gli viene un’idea.
    «Che ne dici se porto qui i miei padroncini, loro potrebbero chiedere aiuto ai loro amici e io ai miei amici, e poi possiamo dipingere le uova tutti insieme!» 
    Il coniglietto pasquale lo guarda un po' scettico. Rocky lo nota naturalmente, e aggiunge: «Il tuo nascondiglio è un segreto e non diciamo niente a nessuno, lo prometto!» 
    Pasquale si fa coraggio e alla fine accetta. Rocky corre velocemente dai suoi padroncini e abbaia agitato: Venite con me! Per un momento entrambi sono un po’ confusi, ma poi lo seguono. Rocky presenta i suoi padroncini a Pasquale. Pasquale spiega il suo problema e la padroncina di Rocky non ci pensa due volte. Tira fuori velocemente il suo cellulare e scrive dei messaggi. Poi si mette d’accordo con Pasquale per incontrarsi il giorno dopo. La mattina dopo sono tutti puntuali da Pasquale. Rocky e la sua padroncina hanno radunato tutti gli aiutanti: Ellie, Daniel, Kira e Cody, Scotty, Bruno e Romeo. Ma anche Karin con i gatti Franz e Sissi, Julia e Stephanie sono pronti. Insieme iniziano di dipingere le uova di tanti colori. Tutti si divertono e ridono molto. E grazie agli aiutanti, le uova sono pronte in tempo. Pasquale e Rocky le impacchettano con cura, perché Pasquale deve nasconderle nei giardini dei bambini. Ringrazia ancora tutti gli aiutanti e saluta. Visibilmente sollevato, con un bagaglio pesante, Pasquale parte per il suo lungo viaggio per portare un sorriso sui visi dei bambini.

    La domenica di Pasqua Rocky va in giardino perché vuole godersi il sole. Ma un familiare odore di pittura arriva al suo naso. Segue l’odore e trova un graaaande cestino di Pasqua nascosto sotto un cespuglio. Nel cestino ci sono delle uova colorate, biscotti e un osso dall’aspetto delizioso. Sotto c’è un biglietto su cui c’è scritto:


    Grazie Rocky! Senza te e i tuoi amici non ce l'avrei fatta.
    Buona Pasqua!

    Il tuo Pasquale

    6 min

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