ITALIANO BELLO • Italienischkurs, Hörbücher & Geschichten

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ITALIANO BELLO • Italienischkurs, Hörbücher & Geschichten episodes

  • Corneglio, un coniglio speciale 🐰🇮🇹

    🐰 Corneglio, un coniglio speciale 🐰

    Corneglio è un piccolo coniglietto e ha molti fratelli: sette sorelle e cinque fratelli. Ma lui è il più giovane e la sua zampa sinistra è più corta dell‘altra. Per questo Corneglio zoppica e i suoi fratelli lo prendono sempre in giro. Dopo un dispetto lui pensa: Un giorno ve la farò vedere!

    Mentre gli altri vanno al fiume per rinfrescarsi, lui si rilassa sul prato. Osserva il cielo azzurro, ascolta il canto degli uccelli, sente il profumo dell‘erba fresca e dei fiori e sente il calore del sole sulla pelle.
    Poi vede due gatti che camminano sul prato molto vicino a lui. Lui ha paura e cerca di nascondersi. I due gatti si avvicinano e...
    «Ehi, ciao! Come va?» dice il gatto bianco, ma Corneglio non si muove.
    «Che cos‘ha?» domanda la gatta tigrata.
    «Non lo so. Ehi, tutto bene? Hai sbagliato strada?»
    Corneglio guarda in su e capisce che i due non lo vogliono mangiare.
    «No.. No.. Tutto bene. Ehm... Chi siete?» vuole sapere.
    «Sono Wali e questa è mia sorella Loki» dice il gatto bianco.
    «Ah, piacere! Sono Corneglio.»
    «E perché sei da solo?»
    «I miei fratelli sono al fiume. Prendono sempre in giro me e la mia zampa. Non mi piace. Preferisco stare da solo...»
    I gatti si guardano. Corneglio si volta e va via. E adesso ridono di me anche i gatti, pensa ed è molto triste. Ma non va lontano. Poco dopo Loki e Wali lo raggiungono.
    «Conosciamo qualcuno che dovresti incontrare» dice Wali.
    «Non lo so. Forse è meglio se mi lasciate solo...»
    Ma Loki non è d‘accordo e lo afferra prudentamente per il collo. Corneglio ha paura, però Loki e Wali attraversano solamente il bosco con lui. Quando arrivano a una radura, si fermano e Loki lo appoggia a terra.
    «Babbo! Babbo!» chiamano i due. «Babbo! BABBOOOO!»
    «Shh state zitti!» dice un grande, davvero enorme coniglio. «Non è che tutti devono sapere dove abito e che esisto davvero. Ma, e lui chi è?»
    «Il nostro nuovo amico Corneglio» dice Wali orgoglioso e sogghigna.
    «Lui vuole stare sempre da solo e sono sicura che ha un cuore d‘oro, così ho pensato che...» aggiunge Loki.
    «Ah, va bene, va bene. Ho capito.»
    «Eh? Ma... io... non ho capito» bisbiglia il coniglietto. «Chi sei tu?»
    «Io sono il coniglio di Pasqua.»
    «Noo!» dice Corneglio incredulo.
    «Sì, sono proprio il coniglio di Pasqua. Guarda!» dice e dissotterra delle uova di Pasqua colorate dal nulla.
    «Wow, mi sento già meglio!»
    «Loki ha avuto un‘idea» dice il coniglio di Pasqua. «E io penso che sia davvero un‘ottima idea! Io sono molto anziano e ho bisogno di un erede. Vorresti fare il mio lavoro? Ma devi sapere che il coniglio di Pasqua rimane sempre nascosto e non vive con altri conigli.»
    Corneglio è allibito e guarda il coniglio di Pasqua con gli occhi spalancati.
    «Non riesco a credere che tu esista davvero! Ho sempre sognato di essere il coniglio di Pasqua: dipingere le uova insieme alle mie amiche galline, trovare bei nascondigli e nascondere piccoli regali per i bambini. E non ho problemi a vivere da solo.»
    «Immagino che sia un sì» sorride il coniglio di Pasqua.
    «Purtroppo no» risponde Corneglio con le orecchie basse.
    «Perché?» domandano increduli tutti e tre.
    «La mia zampa... non... non ce la farei.»
    «Possiamo aiutarti noi» dicono i gatti. «In realtà, non sarai proprio solo. Noi siamo con te, siamo i tuoi aiutanti.»
    «Dite davvero?» Corneglio è felicissimo e piange di gioia. «Col vostro aiuto... Sì, lo farò!»
    E da quel momento Corneglio è il coniglio di Pasqua. Loki, Wali e lui sono inseparabili e il vecchio coniglio si può finalmente rilassare. Qualche volta Corneglio va a trovare la sua famiglia e i suoi fratelli adesso sono molto gentili ed orgogliosi di lui. Però Corneglio non resta lì molto tempo perché lui ama la sua nuova vita da coniglio di Pasqua.

    7 min
  • A2 • Un regalo di Pasqua per la mamma (Storie di Pasqua)

    🐰Un regalo di Pasqua per la mamma 🐰

    Il gatto Franz era seduto sul davanzale e guardava pensieroso fuori dalla finestra. Era un po‘ indeciso su cosa fare. Poteva uscire e andare a vedere se c’era del cibo per gatti sul terrazzo dei vicini. Poteva dormire ancora un po‘ - dormire è sempre una buona idea! Poteva fare i suoi bisogni… ma non era molto urgente. Quindi, cosa fare?

    In quel momento un movimento ha attirato la sua attenzione: uno strano animale stava attraversando il giardino. Aveva le orecchie lunghe, il pelo grigio e portava addirittura un cestino sulle spalle! Lo portava come uno zaino ed era pieno di cose rotonde e colorate.

    Devo subito andare a vedere che cosa sta facendo quello strano animale nel MIO giardino, ha pensato Franz agitato.
    Così è corso in giardino, ma l‘animale era già scomparso. Franz ha iniziato ad annusare per terra e ha notato una di quelle cose colorate sotto un cespuglio. Davvero interessante… ma che cos’è?

    L’ha esaminata molto attentamente. Non aveva odore di cibo - o almeno, non di cibo per gatti - ma gli piaceva lo stesso. Il colore era molto bello, giallo come un girasole!

    Di colpo Franz si è ricordato che aveva già visto quelle cose rotonde e colorate l‘anno precedente. Si trovavano in un bel cestino sul tavolo della mamma.

    Quindi Franz ha pensato che quella cosa fosse1 un buon regalo per lei - lo strano animale l’aveva sicuramente persa e non aveva senso lasciarla lì sotto il cespuglio. Allora Franz l‘ha presa in bocca, l‘ha portata sul terrazzo e l’ha appoggiata davanti alla porta finestra. Poi si è guardato attorno e ha notato con sorpresa che quelle cose rotonde e colorate erano dappertutto! Sotto i cespugli, sul prato, dietro gli alberi, nell’orto... una era addirittura sotto la sdraio!

    Franz le ha raccolte tutte e le ha portate davanti alla porta finestra per la mamma. Ma non è mica stato facile! Aveva fatto attenzione, ma alla fine erano tutte un po’ rotte…

    Ma sicuramente alla mamma piaceranno lo stesso, ha pensato Franz soddisfatto.
    Dopo tutto quel lavoro Franz era davvero esausto e si è addormentato sulla sdraio.

    Più tardi la mamma è andata in giardino. Quando ha visto le uova di Pasqua rotte sul terrazzo, ha sospirato. «Franz, che cosa hai combinato questa volta?»

    Le ha raccolte e le ha messe in un bel cestino. Quando Franz si è svegliato, la mamma l‘ha accarezzato.
    «Che gatto intelligente che sei!» l’ha lodato, sospirando nuovamente.
    Franz era molto contento e ha fatto taaaante fusa!

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    4 min
  • Il gatto Franz e il cestino di Pasqua 🐰 (A2)

    🐰 Il gatto Franz e il cestino di Pasqua 🐰

    Era la Vigilia di Pasqua. Il gatto Franz si era appena svegliato... e già si annoiava. Era notte, gli umani dormivano e il suo amico Sissi era fuori. Franz è saltato sul davanzale per vedere cosa stava combinando il suo amico in giardino. Fuori, Sissi era impegnato a giocare con quelle strane palline colorate che la mamma aveva appeso ai rami del cespuglio. Le aveva tirate giù tutte e ora le inseguiva, sparpagliandole per tutto il giardino. Franz a volte non capiva il suo amico. Perché era sempre così attivo? Meglio non aiutarlo, sarebbe troppo faticoso, ha pensato. Dovete sapere che Franz è un gatto molto pigro…

    Poi si è guardato intorno. Che cosa posso fare? Ma che cosa… Lì sul tavolo c’era una cosa nuova! Era un cestino con dell’erba verde e altre palline colorate. Franz è andato subito a esaminarlo. È sicuramente un nuovo lettino per me, che bello! Ma perché ci sono tutte queste palline? Sono troppo dure, meglio toglierle. E anche questo coniglietto non va bene, mi darebbe solo fastidio mentre dormo. Alla fine il cestino era libero e Franz si è raggomitolato dentro. È davvero comodo! E si è addormentato.

    La mattina la mamma si è svegliata e ha visto quello che Franz e Sissi avevano fatto. Non era molto felice che le sue decorazioni di Pasqua fossero1 rovinate, ma dopo un po‘ ha pensato che forse era più bello così, con un giardino pieno di uova e un gatto nel cestino al posto del coniglietto pasquale.

    «Non tutti ce l’hanno!» ha detto facendo un grande sospiro, un po’ divertita e un po’ rassegnata. E Franz era contento di essere riuscito ancora una volta a rendere felice la sua mamma. Eh sì, sono proprio un bravo micio!

    __________

    1 fossero (congiuntivo imperfetto di essere) = erano


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    Ecco i link:

    🇮🇹🇩🇪 IT-DE Il gatto Franz e il cestino di Pasqua

    🇮🇹🇬🇧 IT-EN Il gatto Franz e il cestino di Pasqua

    3 min
  • A2 • Gatto per un giorno #epilogo

    EPILOGO

    Cody

    Padroncina ed io stavamo cercando Kira, quando abbiamo sentito abbaiare in lontananza. Ho riconosciuto subito la voce di Kira. L‘abbiamo trovata su un grande sasso in mezzo al fiume insieme ad un gatto che non si muoveva. Era bagnata fradicia ed era di nuovo lei, la Kira che conoscevo. Siamo corsi al fiume e li abbiamo aiutati a uscire. Il gatto, per fortuna, non era morto, ma era svenuto. Li abbiamo portati subito dal veterinario. Kira stava bene, aveva solo bisogno di scaldarsi un po’. Il gatto invece non stava benissimo. Aveva la febbre alta.

    La padrona del gatto è arrivata di corsa e non smetteva di ringraziare Kira e Padroncina per aver salvato il suo Romeo. Ha raccontato che Romeo aveva una grande paura dei cani, «ma forse, ora che è stato salvato proprio da un cane, avrà meno paura!» ha detto felice. Quando si è svegliato, Romeo a fissato a lungo Kira. Poi ha miagolato qualcosa, forse per ringraziare. Kira, come risposta, gli ha leccato un orecchio.

    Siamo tornati a casa e quella sera Padroncina, Kira ed io ci siamo fatti tante coccole sul divano. Kira era felice e molto stanca e si è addormentata quasi subito tra le braccia di Padroncina. Sabato non siamo andati a vedere la sfilata di Carnevale in città. Padroncina ha preferito trascorrere una giornata tranquilla insieme a noi. Né Kira, né Padroncina, né io avevamo voglia di indossare un costume.

    Kira mi ha raccontato tutto quello che era successo: di quando aveva trovato il costume, che ora probabilmente si trovava da qualche parte sul fondo del fiume, del corteggiamento di quel gatto (a quel punto ho riso davvero molto) fino ad una dettagliata descrizione del salvataggio. Kira era convinta di essere tornata un cane grazie al suo gesto eroico, come gli eroi delle fiabe che spezzano l’incantesimo della regina cattiva grazie all’amore, all’altruismo e cose simili. Kira era così orgogliosa che non ho voluto raccontarle la verità. Ma che importanza aveva? Per me lei era una vera eroina.

    P.S. Chi era la donna della lettera? Era forse una bis-bisnonna di Padroncina? E aveva una strega per amica? E perché mai aveva voluto avere quel costume? Forse lei amava così tanto i gatti che qualche volta voleva vivere come loro. Oppure era una supereroina che si trasformava in un gatto, come Catwoman. Chissà!

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    4 min
  • A2 • Gatto per un giorno #5

    CAPITOLO 5

    Kira

    Il sole stava tramontando e non sapevo dove andare. Faceva freddo e non ero abituata a dormire fuori. Sono saltata sul muretto di un ponte di pietra e mi sono seduta. Sotto di me c’era un fiume.

    «Hey bellezza!»

    Romeo, il gatto rosso che avevo incontrato dal veterinario, si è avvicinato e si è seduto di fianco a me.
    «Lasciami in pace.» Non avevo proprio voglia di parlare.
    «Questo caratteraccio non si addice a una bella gattina come te.» Di fianco a me, sentivo che Romeo era molto caldo. Cosa aveva detto quella ragazza? Che forse Romeo aveva la febbre?
    «Non sono un gattina» ho detto arrabbiata.
    Lui è scoppiato a ridere. «E che cosa sei allora? Una tigre?»
    «Sono un cane! Un CANE! Sono intrappolata in un MALEDETTO COSTUME!»

    In quel momento un cane ha abbaiato proprio dietro di noi. Mi ha un po’ spaventata, anche se io non avevo certo paura di un cane… Per fortuna, lui e la sua padrona sono andati via subito.

    Mi sono girata verso Romeo, ma lui… non c’era più! Dov’era andato? Ho guardato giù ed eccolo lì, nel fiume. Ma la corrente era molto forte e sembrava in difficoltà.

    Mi sono buttata nel fiume senza pensarci due volte. L’acqua era gelida. Ho cercato Romeo. Non sapevo come salvarlo, visto che ero un gatto e lui era più grosso di me, ma dovevo provarci. Poi, finalmente l’ho visto. L‘ho raggiunto e l’ho afferrato dietro al collo. La riva era troppo ripida, così ho nuotato con tutte le mie forze verso un grosso sasso.

    Con fatica sono salita e poi ho tirato su anche Romeo, che aveva gli occhi chiusi e non si muoveva. Ero molto preoccupata per lui e ho iniziato a chiamare aiuto.
    Ero così agitata e preoccupata che non mi sono accorta che stavo abbaiando e non miagolando. Ho chiamato aiuto per dieci lunghi minuti.
    Ma alla fine qualcuno è arrivato. Padroncina e Cody ci hanno salvato.

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    4 min
  • A2 • Gatto per un giorno #4

    CAPITOLO 4 

    Cody

    Ho sentito il rumore della macchina e sono andato alla porta. C’era una cosa importante che dovevo dire a Padroncina. Era successa una cosa terribile. Padroncina, Kira è scomparsa! ho abbaiato. Lei aveva con sé quello strano gatto e l’ha appoggiato sul pavimento. Poi ha notato che Kira non era venuta alla porta a salutarla. Preoccupata, ha iniziato a chiamarla, ma Kira non arrivava.

    Il gatto ha iniziato a miagolare disperatamente. Ma cosa voleva quel gatto? Era proprio strano. Ma adesso non era importante. Avevo già cercato Kira dappertutto mentre Padroncina era via, per questo l‘ho portata di sopra, in soffitta, dove l’odore di Kira era più forte. L’ho portata dove c’era una grossa scatola vuota. Lì finiva l’odore di Kira. Padroncina si è guardata un po‘ in giro e poi ha notato qualcosa nella scatola. Una lettera. Sembrava molto vecchia.

    Padroncina l’ha letta ad alta voce:

    28 gennaio 1891

    Cara Anna,

    ti mando il costume con l’incantesimo che mi hai chiesto. Ricorda di non indossarlo troppo a lungo, altrimenti comincerai a credere di essere davvero un gatto. L’acqua annulla l’incantesimo, quindi fai un bagno quando vuoi toglierlo. Non usarlo se piove.
    Usalo con prudenza.

    La tua amica Amelia

    Padroncina ha fissato la lettera per un minuto buono, poi è tornata giù di corsa. Evidentemente Kira aveva trovato quel costume, l’aveva indossato e… si era trasformata in un gatto? Quello strano gatto quindi… era Kira? Era incredibile, ma questo spiegava perché quel gatto era in casa nostra. Per fortuna, la lettera diceva anche come annullare l’incantesimo. Bastava un bagno. Il pensiero mi faceva ridere, Kira odiava fare il bagno…

    Ma il mio sorriso è svanito in fretta. Il gatto non era più in casa. Le nostre ricerche si sono concluse davanti alla finestra aperta del bagno.

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    4 min
  • A2 • Gatto per un giorno #3

    CAPITOLO 3

    Kira

    L’idea di andare dal veterinario proprio non mi piaceva, ma probabilmente lui era l’unica persona che poteva aiutarmi. Almeno, lo speravo.

    Padroncina è entrata di corsa e ha spiegato la situazione alla ragazza dell’accoglienza, poi abbiamo aspettato nella sala d’aspetto.

    «Hey bellezza» ha detto una voce.

    Di fianco a me c’era un grosso gatto rosso dentro un trasportino. Era sulle ginocchia di una ragazza con i capelli viola.
    «Dici a me?» gli ho chiesto.
    Il gatto mi ha sorriso. «Certo che dico a te, bellezza. Che ne dici di fare due passi insieme stasera? Io e te, al chiaro di luna…»
    Oddio! Un gatto stava flirtando con me! «Mi dispiace, io non…»
    In quel momento la ragazza mi ha accarezzato. «Che bel gattino!»
    «Grazie» ha risposto Padroncina, «ma non è mio, penso che sia del mio vicino. È entrato in casa e all’improvviso si è sentito male.
    «Povero micino.»
    «Non ti ho mai vista, ti sei appena trasferita?» ha chiesto Padroncina. Il paese è piccolo e lei conosce praticamente tutti.
    «No, non abito qui, abito a Roma. Sono venuta a trovare un’amica. Ma stamattina Romeo non ha mangiato e mi sono preoccupata, lui mangia sempre. Mi sembra caldo, forse ha la febbre.»
    «Signorina Albachiara!» ha chiamato una veterinaria.
    «Devo andare. Mi ha fatto piacere conoscerti!»
    «Anche a me, ciao!»

    Uff, meno male… Non mi piacevano i gatti, neanche adesso. Dopo cinque minuti era il nostro turno. Il veterinario mi ha visitato, mi ha provato la febbre, mi ha guardato i denti, le orecchie e gli occhi… Niente. Per lui ero un semplice gatto in ottima salute.

    Mentre tornavamo a casa, immaginavo già la mia futura vita da gatto di strada, lontana da Padroncina e da Cody. Non potevo certo restare da loro in forma di gatto… Ma che cosa avrebbe fatto Padroncina? Avrebbe preso un altro cane? Quel pensiero mi faceva star male.
    Disperata, ho iniziato a piangere.

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    4 min
  • A2 • Gatto per un giorno #2

    CAPITOLO 2

    Kira

    Perché non vedevano che indossavo un costume? E cosa era successo alla mia voce?

    Spaventata, sono corsa in camera da letto e mi sono guardata allo specchio. Di fronte a me non c’era il mio riflesso. Non vedevo un cane che indossava un costume da gatto. No, davanti a me c’era un gatto in carne e ossa, un bel micio tigrato con le orecchie a punta e i baffi. Ero senza parole. Deve essere un incubo…
    Non sapevo che cosa fare. Sono tornata lentamente in salotto. Forse si accorgono che non sono un vero gatto, forse Cody sente il mio odore…
    Padroncina è venuta da me con un sorriso. «Sei sicuramente il nuovo gatto del vicino» mi ha detto. «Sei entrato dalla finestra del bagno, vero? Ho dimenticato di chiuderla.»

    Guardami bene, Padroncina, non vedi che sono io, la tua Kira?

    Me lei non mi vedeva. Lei vedeva solo un gatto. Anche Cody non mi riconosceva. Mi guardava diffidente.
    «Hai fame, piccolo? Vieni con me, ho qui dei croccantini per cani.»
    Padroncina è andata in cucina e ha messo dei croccantini in una piccola ciotola.
    «Micino, hai fame? Ho qui da mangiare! Vieni!»
    Ma io non la ascoltavo. Pensavo invece a che cosa fare. Devo trovare una soluzione il più in fretta possibile.
    «Micio micio micio! Vieni qui!»
    Ma cosa posso fare? Chi può aiutarmi?
    «Micio, vieni!»
    Padroncina, smettila di chiamarmi, devo riflettere!
    Un momento! Io andavo sempre da Padroncina quando mi chiamava! Ero un cane ubbidiente, io! Che cosa mi stava succedendo? E poi ho capito: non solo avevo l’aspetto di un gatto, ma mi stavo anche comportando come un gatto! Oh no! Il problema era davvero serio.

    Poi mi è venuta un’idea. Probabilmente lui era l’unica persona che poteva aiutarmi. Mi sono sdraiata per terra e ho iniziato a miagolare a gran voce, rotolando a destra e a sinistra.

    «Che succede, micino? Stai male?» ha chiesto Padroncina preoccupata.
    «Devo avvisare subito il tuo padrone!»
    Ma io ho iniziato a miagolare più forte. Lei allora ha cambiato idea: ha preso le chiavi della macchina e mi ha portato velocemente dal veterinario.

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    4 min
  • A2 • Gatto per un giorno #1

    CAPITOLO 1

    Kira

    Tutto è iniziato un freddo e nuvoloso pomeriggio di febbraio. 

    Padroncina era in cucina e stava preparando le chiacchiere, un dolce tipico di Carnevale. Io ero in salotto, guardavo fuori dalla finestra e qualche volta abbaiavo. Bau!
    Cody era sdraiato davanti al camino e dormiva.

    Stavo osservando il gatto del vicino quando ho sentito un rumore che proveniva dal piano di sopra. C’era forse un ladro in casa?

    Sono andata su e sono entrata nella camera da letto. Niente. Poi sono entrata nel bagno e… trovato! La finestra era aperta e sbatteva contro il muro perché fuori c’era vento. Beh, mistero risolto. Nessun ladro.

    Stavo per tornare giù quando ho visto una cosa strana nella camera degli ospiti. In mezzo alla camera c‘era una scala. Non avevo mai visto quella scala. Ero molto curiosa e così sono salita. La scala portava in soffitta. Non ero mai stata qui.

    La soffitta era molto grande e piuttosto buia, c’era solo una piccola finestra in un angolo. Ho iniziato a camminare verso quella finestra, ma sono inciampata in una scatola. Ahi, che male!
    Il coperchio della scatola è caduto per terra. Dentro c’era… che cos’era? Sembrava un vestito.

    Ho guardato bene: era un costume da gatto. Sembrava molto antico. Aveva le orecchie a punta, la coda lunga, i baffi… un vero e proprio gatto! 

    È perfetto per Carnevale! ho pensato entusiasta. Padroncina voleva andare a vedere la sfilata di Carnevale in città sabato.

    All’improvviso, il costume ha iniziato a muoversi da solo e… dopo pochi secondi lo indossavo. Stavo indossando il costume! Com’era possibile? Spaventata, sono corsa via. Che cosa era successo? Mi sentivo strana.

    Sono corsa giù da Cody e Padroncina. Aiuto!
    Cody si è alzato di scatto e ha iniziato ad abbaiare. Padroncina ha detto: «Un gatto! E tu da dove vieni?»
    Ma non vedete che è un costume? Aiutatemi a toglierlo! ho abbaiato.

    Ma la mia voce non era più la mia voce. Stavo miagolando. Mao mao mao!

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    4 min
  • B1 • È quasi mezzanotte - seconda parte

    È quasi mezzanotte, ma stasera piove.

    Piove ormai da un paio d‘ore. La giovane donna guarda fuori dalla finestra. Il cielo è scuro e le nuvole si muovono velocemente. Il vento forte fa entrare la pioggia nella sua camera. Rimette le tende davanti alla finestra per evitare che si bagni tutto e torna al tavolo, dove si trova una lucerna accesa. La luce illumina il suo volto pensieroso.

    Vorrebbe uscire di nascosto per incontrare il suo amante, ma con questo tempo è impossibile. Quando torna dovrebbe cambiarsi e stendere i panni bagnati ad asciugare, ma la tunica bagnata rivelerebbe che è uscita di nascosto, e questo la metterebbe in difficoltà. Nessuno deve sapere che esce senza permesso.

    Guarda le luci e le ombre che danzano sulle pareti. La fiamma tremola a causa del vento che entra dalla finestra, nonostante le tende di stoffa pesante.
    Ripensa all’ultimo incontro con il suo amante. Agli abbracci forti. Le viene la pelle d’oca al solo pensiero. Si sono visti solamente un paio di giorni fa, ma le sembra un’eternità.

    Il rumore di un tuono interrompe i suoi pensieri. Ci mancava anche il temporale, pensa. La speranza che il tempo migliori diminuisce. La giovane donna si alza e comincia a camminare avanti e indietro per la camera.

    Ripensa al loro primo incontro.

    Stava camminando per le strade di Roma con una sua schiava. Voleva comprare della frutta. È passata davanti ad una bancarella e si è fermata a guardare l’offerta. All’improvviso ha sentito il nitrire di un cavallo. Si è girata e ha visto un cavallo che galoppava velocemente verso di lei. Era senza cavaliere e sembrava fuori controllo. Spaventata, si è coperta la testa con le braccia. La sua schiava ha urlato. Poi, dal nulla, è apparso un ragazzo che ha afferrato le redini del cavallo e l’ha fermato, cercando di calmarlo.

    «Tutto bene, signorina?» le ha chiesto.
    La donna l’ha guardato sorpresa. Da dove è saltato fuori così velocemente?
    «Sì, grazie, tutto bene. Mi sono solo spaventata.»

    Il ragazzo le ha sorriso, ma poi ha distolto subito lo sguardo. Non è permesso guardare una donna direttamente negli occhi.

    Ma quei pochi secondi in cui la donna ha visto i bellissimi occhi del ragazzo le sono bastati per sapere che lo voleva rivedere. Il ragazzo le ha sorriso di nuovo, l’ha salutata e ha riportato il cavallo al suo proprietario, mentre la donna lo seguiva con lo sguardo.

    Un altro tuono fa tornare la donna alla realtà. Grazie alla sua schiava di fiducia, la giovane donna è riuscita a scoprire chi è il ragazzo che le ha salvato la vita – o almeno che le ha evitato gravi ferite. Il ragazzo lavora in un panificio e quel giorno era andato a consegnare il pane a una locanda, ma aveva preso una strada diversa del solito. Stava passando vicino alle bancarelle quando aveva visto il cavallo che si era liberato.

    Dopo quel primo incontro si erano visti molte volte. A volte di giorno, al panificio. Più spesso di notte, in segreto. Ma con questo temporale dubita che riuscirà a vederlo stasera.

    Con un sospiro, spegne la lucerna e l’oscurità la avvolge.


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