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🐰 Corneglio, un coniglio speciale 🐰
Corneglio è un piccolo coniglietto e ha molti fratelli: sette sorelle e cinque fratelli. Ma lui è il più giovane e la sua zampa sinistra è più corta dell‘altra. Per questo Corneglio zoppica e i suoi fratelli lo prendono sempre in giro. Dopo un dispetto lui pensa: Un giorno ve la farò vedere!
🐰Un regalo di Pasqua per la mamma 🐰
Il gatto Franz era seduto sul davanzale e guardava pensieroso fuori dalla finestra. Era un po‘ indeciso su cosa fare. Poteva uscire e andare a vedere se c’era del cibo per gatti sul terrazzo dei vicini. Poteva dormire ancora un po‘ - dormire è sempre una buona idea! Poteva fare i suoi bisogni… ma non era molto urgente. Quindi, cosa fare?
In quel momento un movimento ha attirato la sua attenzione: uno strano animale stava attraversando il giardino. Aveva le orecchie lunghe, il pelo grigio e portava addirittura un cestino sulle spalle! Lo portava come uno zaino ed era pieno di cose rotonde e colorate.
L’ha esaminata molto attentamente. Non aveva odore di cibo - o almeno, non di cibo per gatti - ma gli piaceva lo stesso. Il colore era molto bello, giallo come un girasole!
Quindi Franz ha pensato che quella cosa fosse1 un buon regalo per lei - lo strano animale l’aveva sicuramente persa e non aveva senso lasciarla lì sotto il cespuglio. Allora Franz l‘ha presa in bocca, l‘ha portata sul terrazzo e l’ha appoggiata davanti alla porta finestra. Poi si è guardato attorno e ha notato con sorpresa che quelle cose rotonde e colorate erano dappertutto! Sotto i cespugli, sul prato, dietro gli alberi, nell’orto... una era addirittura sotto la sdraio!
Franz le ha raccolte tutte e le ha portate davanti alla porta finestra per la mamma. Ma non è mica stato facile! Aveva fatto attenzione, ma alla fine erano tutte un po’ rotte…
Più tardi la mamma è andata in giardino. Quando ha visto le uova di Pasqua rotte sul terrazzo, ha sospirato. «Franz, che cosa hai combinato questa volta?»
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🐰 Il gatto Franz e il cestino di Pasqua 🐰
Era la Vigilia di Pasqua. Il gatto Franz si era appena svegliato... e già si annoiava. Era notte, gli umani dormivano e il suo amico Sissi era fuori. Franz è saltato sul davanzale per vedere cosa stava combinando il suo amico in giardino. Fuori, Sissi era impegnato a giocare con quelle strane palline colorate che la mamma aveva appeso ai rami del cespuglio. Le aveva tirate giù tutte e ora le inseguiva, sparpagliandole per tutto il giardino. Franz a volte non capiva il suo amico. Perché era sempre così attivo? Meglio non aiutarlo, sarebbe troppo faticoso, ha pensato. Dovete sapere che Franz è un gatto molto pigro…
Poi si è guardato intorno. Che cosa posso fare? Ma che cosa… Lì sul tavolo c’era una cosa nuova! Era un cestino con dell’erba verde e altre palline colorate. Franz è andato subito a esaminarlo. È sicuramente un nuovo lettino per me, che bello! Ma perché ci sono tutte queste palline? Sono troppo dure, meglio toglierle. E anche questo coniglietto non va bene, mi darebbe solo fastidio mentre dormo. Alla fine il cestino era libero e Franz si è raggomitolato dentro. È davvero comodo! E si è addormentato.
La mattina la mamma si è svegliata e ha visto quello che Franz e Sissi avevano fatto. Non era molto felice che le sue decorazioni di Pasqua fossero1 rovinate, ma dopo un po‘ ha pensato che forse era più bello così, con un giardino pieno di uova e un gatto nel cestino al posto del coniglietto pasquale.
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1 fossero (congiuntivo imperfetto di essere) = erano
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Ecco i link:
🇮🇹🇩🇪 IT-DE Il gatto Franz e il cestino di Pasqua
🇮🇹🇬🇧 IT-EN Il gatto Franz e il cestino di Pasqua
EPILOGO
Cody
Padroncina ed io stavamo cercando Kira, quando abbiamo sentito abbaiare in lontananza. Ho riconosciuto subito la voce di Kira. L‘abbiamo trovata su un grande sasso in mezzo al fiume insieme ad un gatto che non si muoveva. Era bagnata fradicia ed era di nuovo lei, la Kira che conoscevo. Siamo corsi al fiume e li abbiamo aiutati a uscire. Il gatto, per fortuna, non era morto, ma era svenuto. Li abbiamo portati subito dal veterinario. Kira stava bene, aveva solo bisogno di scaldarsi un po’. Il gatto invece non stava benissimo. Aveva la febbre alta.
La padrona del gatto è arrivata di corsa e non smetteva di ringraziare Kira e Padroncina per aver salvato il suo Romeo. Ha raccontato che Romeo aveva una grande paura dei cani, «ma forse, ora che è stato salvato proprio da un cane, avrà meno paura!» ha detto felice. Quando si è svegliato, Romeo a fissato a lungo Kira. Poi ha miagolato qualcosa, forse per ringraziare. Kira, come risposta, gli ha leccato un orecchio.
Siamo tornati a casa e quella sera Padroncina, Kira ed io ci siamo fatti tante coccole sul divano. Kira era felice e molto stanca e si è addormentata quasi subito tra le braccia di Padroncina. Sabato non siamo andati a vedere la sfilata di Carnevale in città. Padroncina ha preferito trascorrere una giornata tranquilla insieme a noi. Né Kira, né Padroncina, né io avevamo voglia di indossare un costume.
Kira mi ha raccontato tutto quello che era successo: di quando aveva trovato il costume, che ora probabilmente si trovava da qualche parte sul fondo del fiume, del corteggiamento di quel gatto (a quel punto ho riso davvero molto) fino ad una dettagliata descrizione del salvataggio. Kira era convinta di essere tornata un cane grazie al suo gesto eroico, come gli eroi delle fiabe che spezzano l’incantesimo della regina cattiva grazie all’amore, all’altruismo e cose simili. Kira era così orgogliosa che non ho voluto raccontarle la verità. Ma che importanza aveva? Per me lei era una vera eroina.
P.S. Chi era la donna della lettera? Era forse una bis-bisnonna di Padroncina? E aveva una strega per amica? E perché mai aveva voluto avere quel costume? Forse lei amava così tanto i gatti che qualche volta voleva vivere come loro. Oppure era una supereroina che si trasformava in un gatto, come Catwoman. Chissà!
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CAPITOLO 5
Kira
Il sole stava tramontando e non sapevo dove andare. Faceva freddo e non ero abituata a dormire fuori. Sono saltata sul muretto di un ponte di pietra e mi sono seduta. Sotto di me c’era un fiume.
«Hey bellezza!»
In quel momento un cane ha abbaiato proprio dietro di noi. Mi ha un po’ spaventata, anche se io non avevo certo paura di un cane… Per fortuna, lui e la sua padrona sono andati via subito.
Mi sono buttata nel fiume senza pensarci due volte. L’acqua era gelida. Ho cercato Romeo. Non sapevo come salvarlo, visto che ero un gatto e lui era più grosso di me, ma dovevo provarci. Poi, finalmente l’ho visto. L‘ho raggiunto e l’ho afferrato dietro al collo. La riva era troppo ripida, così ho nuotato con tutte le mie forze verso un grosso sasso.
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CAPITOLO 4
Cody
Ho sentito il rumore della macchina e sono andato alla porta. C’era una cosa importante che dovevo dire a Padroncina. Era successa una cosa terribile. Padroncina, Kira è scomparsa! ho abbaiato. Lei aveva con sé quello strano gatto e l’ha appoggiato sul pavimento. Poi ha notato che Kira non era venuta alla porta a salutarla. Preoccupata, ha iniziato a chiamarla, ma Kira non arrivava.
Il gatto ha iniziato a miagolare disperatamente. Ma cosa voleva quel gatto? Era proprio strano. Ma adesso non era importante. Avevo già cercato Kira dappertutto mentre Padroncina era via, per questo l‘ho portata di sopra, in soffitta, dove l’odore di Kira era più forte. L’ho portata dove c’era una grossa scatola vuota. Lì finiva l’odore di Kira. Padroncina si è guardata un po‘ in giro e poi ha notato qualcosa nella scatola. Una lettera. Sembrava molto vecchia.
Padroncina l’ha letta ad alta voce:
28 gennaio 1891
Cara Anna,
La tua amica Amelia
Padroncina ha fissato la lettera per un minuto buono, poi è tornata giù di corsa. Evidentemente Kira aveva trovato quel costume, l’aveva indossato e… si era trasformata in un gatto? Quello strano gatto quindi… era Kira? Era incredibile, ma questo spiegava perché quel gatto era in casa nostra. Per fortuna, la lettera diceva anche come annullare l’incantesimo. Bastava un bagno. Il pensiero mi faceva ridere, Kira odiava fare il bagno…
Ma il mio sorriso è svanito in fretta. Il gatto non era più in casa. Le nostre ricerche si sono concluse davanti alla finestra aperta del bagno.
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CAPITOLO 3
Kira
L’idea di andare dal veterinario proprio non mi piaceva, ma probabilmente lui era l’unica persona che poteva aiutarmi. Almeno, lo speravo.
«Hey bellezza» ha detto una voce.
Uff, meno male… Non mi piacevano i gatti, neanche adesso. Dopo cinque minuti era il nostro turno. Il veterinario mi ha visitato, mi ha provato la febbre, mi ha guardato i denti, le orecchie e gli occhi… Niente. Per lui ero un semplice gatto in ottima salute.
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CAPITOLO 2
Kira
Perché non vedevano che indossavo un costume? E cosa era successo alla mia voce?
Guardami bene, Padroncina, non vedi che sono io, la tua Kira?
Poi mi è venuta un’idea. Probabilmente lui era l’unica persona che poteva aiutarmi. Mi sono sdraiata per terra e ho iniziato a miagolare a gran voce, rotolando a destra e a sinistra.
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CAPITOLO 1
Kira
Tutto è iniziato un freddo e nuvoloso pomeriggio di febbraio.
Stavo osservando il gatto del vicino quando ho sentito un rumore che proveniva dal piano di sopra. C’era forse un ladro in casa?
Stavo per tornare giù quando ho visto una cosa strana nella camera degli ospiti. In mezzo alla camera c‘era una scala. Non avevo mai visto quella scala. Ero molto curiosa e così sono salita. La scala portava in soffitta. Non ero mai stata qui.
Ho guardato bene: era un costume da gatto. Sembrava molto antico. Aveva le orecchie a punta, la coda lunga, i baffi… un vero e proprio gatto!
All’improvviso, il costume ha iniziato a muoversi da solo e… dopo pochi secondi lo indossavo. Stavo indossando il costume! Com’era possibile? Spaventata, sono corsa via. Che cosa era successo? Mi sentivo strana.
Ma la mia voce non era più la mia voce. Stavo miagolando. Mao mao mao!
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È quasi mezzanotte, ma stasera piove.
Piove ormai da un paio d‘ore. La giovane donna guarda fuori dalla finestra. Il cielo è scuro e le nuvole si muovono velocemente. Il vento forte fa entrare la pioggia nella sua camera. Rimette le tende davanti alla finestra per evitare che si bagni tutto e torna al tavolo, dove si trova una lucerna accesa. La luce illumina il suo volto pensieroso.
Vorrebbe uscire di nascosto per incontrare il suo amante, ma con questo tempo è impossibile. Quando torna dovrebbe cambiarsi e stendere i panni bagnati ad asciugare, ma la tunica bagnata rivelerebbe che è uscita di nascosto, e questo la metterebbe in difficoltà. Nessuno deve sapere che esce senza permesso.
Il rumore di un tuono interrompe i suoi pensieri. Ci mancava anche il temporale, pensa. La speranza che il tempo migliori diminuisce. La giovane donna si alza e comincia a camminare avanti e indietro per la camera.
Stava camminando per le strade di Roma con una sua schiava. Voleva comprare della frutta. È passata davanti ad una bancarella e si è fermata a guardare l’offerta. All’improvviso ha sentito il nitrire di un cavallo. Si è girata e ha visto un cavallo che galoppava velocemente verso di lei. Era senza cavaliere e sembrava fuori controllo. Spaventata, si è coperta la testa con le braccia. La sua schiava ha urlato. Poi, dal nulla, è apparso un ragazzo che ha afferrato le redini del cavallo e l’ha fermato, cercando di calmarlo.
Il ragazzo le ha sorriso, ma poi ha distolto subito lo sguardo. Non è permesso guardare una donna direttamente negli occhi.
Un altro tuono fa tornare la donna alla realtà. Grazie alla sua schiava di fiducia, la giovane donna è riuscita a scoprire chi è il ragazzo che le ha salvato la vita – o almeno che le ha evitato gravi ferite. Il ragazzo lavora in un panificio e quel giorno era andato a consegnare il pane a una locanda, ma aveva preso una strada diversa del solito. Stava passando vicino alle bancarelle quando aveva visto il cavallo che si era liberato.
Dopo quel primo incontro si erano visti molte volte. A volte di giorno, al panificio. Più spesso di notte, in segreto. Ma con questo temporale dubita che riuscirà a vederlo stasera.
Con un sospiro, spegne la lucerna e l’oscurità la avvolge.
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