Jazz Anthology

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Jazz Anthology episodes

  • Due inediti: John Coltrane e Miles Davis
    Due inediti usciti in settembre. Blue World di John Coltrane (Impulse!) raccoglie il materiale registrato nel '64 da Coltrane con il suo classico, mitico quartetto del '61-65 come musica da film per una pellicola del regista canadese Gilles Groulx, e di cui furono utilizzati solo una decina di minuti: il film ebbe una circolazione limitatissima e la circostanza di questa seduta (l'unico caso di musica da film registrata da Coltrane) era sfuggito fino a qualche anno fa anche agli studiosi del jazz. Rubberband di Miles Davis (Rhino), di cui all'inizio di questo decennio erano affiorate un paio di tracce, presenta i brani registrati dal trombettista alla metà degli anni ottanta con giovani musicisti del giro del nipote Vince Wilburn per un album che poi la sua nuova casa discografica, la Warner, scartò, preferendo far realizzare un nuovo album di Davis a Marcus Miller. Ne uscì un album magnifico e originalissimo come Tutu: però Rubberband, indirizzato al funk e all'attualità della black music di allora, è una bella testimonianza del Miles Davis che alle soglie dei sessant'anni è goloso della black music più aggiornata e si affida alle idee di giovani talenti con sulle spalle decine di primavere meno di lui.
    1 hr
  • Tiziano Tononi ospite di Jazz Anthology
    Nel 2017 il batterista e percussionista milanese ci aveva presentato il suo album in omaggio agli Allman Brothers: questa sera ci aggiorna sulle sue ultime uscite (un album in solo e il terzo e conclusivo capitolo discografico dedicato al mondo musicale di Ornette Coleman), ci propone assaggi da due album in corso di pubblicazione, e ci parla dei suoi progetti più prossimi, come quello di un album dedicato ai nativi americani.
    59 min
  • Tiziano Tononi ospite di Jazz Anthology
    Nel 2017 il batterista e percussionista milanese ci aveva presentato il suo album in omaggio agli Allman Brothers: questa sera ci aggiorna sulle sue ultime uscite (un album in solo e il terzo e conclusivo capitolo discografico dedicato al mondo musicale di Ornette Coleman), ci propone assaggi da due album in corso di pubblicazione, e ci parla dei suoi progetti più prossimi, come quello di un album dedicato ai nativi americani.
    59 min
  • Tiziano Tononi ospite di Jazz Anthology
    Nel 2017 il batterista e percussionista milanese ci aveva presentato il suo album in omaggio agli Allman Brothers: questa sera ci aggiorna sulle sue ultime uscite (un album in solo e il terzo e conclusivo capitolo discografico dedicato al mondo musicale di Ornette Coleman), ci propone assaggi da due album in corso di pubblicazione, e ci parla dei suoi progetti più prossimi, come quello di un album dedicato ai nativi americani.
    59 min
  • Mark Dresser: Ain't Nothing But A Cyber Coup and You
    Classe 1952, nato a Los Angeles, Mark Dresser è certamente uno dei più valenti contrabbassisti della sua generazione e del jazz di ricerca posteriore al free (per quasi dieci anni, fra gli ottanta e i novanta, è stato il bassista del quartetto di Anthony Braxton), ma è anche un compositore e leader di tutto rispetto, come, se ancora ce ne fosse bisogno, questo album intelligente e vivace testimonia. E' il secondo lavoro che Dresser incide in settetto per l'etichetta portoghese Clean Feed: il primo era stato nel 2016 il molto apprezzato Sedimental You. Con lui musicisti di generazioni diverse e di diversa notorietà, ma tutti di valore: Nicole Mitchell ai flauti, Marty Ehrlich alle ance, Michael Dessen al trombone, il giovane Keir GoGwilt al violino, Joshua White al piano e Jim Black alla batteria.
    1 hr
  • Mark Dresser: Ain't Nothing But A Cyber Coup and You
    Classe 1952, nato a Los Angeles, Mark Dresser è certamente uno dei più valenti contrabbassisti della sua generazione e del jazz di ricerca posteriore al free (per quasi dieci anni, fra gli ottanta e i novanta, è stato il bassista del quartetto di Anthony Braxton), ma è anche un compositore e leader di tutto rispetto, come, se ancora ce ne fosse bisogno, questo album intelligente e vivace testimonia. E' il secondo lavoro che Dresser incide in settetto per l'etichetta portoghese Clean Feed: il primo era stato nel 2016 il molto apprezzato Sedimental You. Con lui musicisti di generazioni diverse e di diversa notorietà, ma tutti di valore: Nicole Mitchell ai flauti, Marty Ehrlich alle ance, Michael Dessen al trombone, il giovane Keir GoGwilt al violino, Joshua White al piano e Jim Black alla batteria.
    1 hr
  • Mark Dresser: Ain't Nothing But A Cyber Coup and You
    Classe 1952, nato a Los Angeles, Mark Dresser è certamente uno dei più valenti contrabbassisti della sua generazione e del jazz di ricerca posteriore al free (per quasi dieci anni, fra gli ottanta e i novanta, è stato il bassista del quartetto di Anthony Braxton), ma è anche un compositore e leader di tutto rispetto, come, se ancora ce ne fosse bisogno, questo album intelligente e vivace testimonia. E' il secondo lavoro che Dresser incide in settetto per l'etichetta portoghese Clean Feed: il primo era stato nel 2016 il molto apprezzato Sedimental You. Con lui musicisti di generazioni diverse e di diversa notorietà, ma tutti di valore: Nicole Mitchell ai flauti, Marty Ehrlich alle ance, Michael Dessen al trombone, il giovane Keir GoGwilt al violino, Joshua White al piano e Jim Black alla batteria.
    1 hr
  • Stan Getz: Stan Getz '57
    L'album originario, ristampato dalla MatchBall con lo stesso titolo, uscì nel '57 ma conteneva brani incisi da Getz nell'estate del '53 (a cui la ristampa aggiunge diversi bonus dalle stesse sedute). Nel '53 il sassofonista, allora ventiseienne e già una figura di primo piano, forma un nuovo gruppo, con Bob Brookmeyer al trombone a valvole, John Williams al pianoforte, Teddy Kotick al contrabbasso e Frank Isola alla batteria. Il quintetto ha un ingaggio al Tiffany di Los Angeles, mentre in un altro club della città, The Haig, tiene banco il "quartetto senza pianoforte" di Gerry Mulligan con Chet Baker: siamo nella fase in cui si afferma il west coast jazz e i due gruppi si scambiano visite e si ascoltano a vicenda con interesse (non a caso l'anno successivo Brookmeyer e Isola saranno nel meraviglioso quartetto di Mulligan che trionfa alla Salle Pleyel a Parigi). A metà del '53 il quintetto di Getz ha poi un lungo ingaggio in un altro locale di Los Angeles, Zardi's, durante il quale ha modo di ampliare il proprio repertorio e di mettere a punto il materiale che viene inciso nel corso dell'estate.
    1 hr 1 min
  • Stan Getz: Stan Getz '57
    L'album originario, ristampato dalla MatchBall con lo stesso titolo, uscì nel '57 ma conteneva brani incisi da Getz nell'estate del '53 (a cui la ristampa aggiunge diversi bonus dalle stesse sedute). Nel '53 il sassofonista, allora ventiseienne e già una figura di primo piano, forma un nuovo gruppo, con Bob Brookmeyer al trombone a valvole, John Williams al pianoforte, Teddy Kotick al contrabbasso e Frank Isola alla batteria. Il quintetto ha un ingaggio al Tiffany di Los Angeles, mentre in un altro club della città, The Haig, tiene banco il "quartetto senza pianoforte" di Gerry Mulligan con Chet Baker: siamo nella fase in cui si afferma il west coast jazz e i due gruppi si scambiano visite e si ascoltano a vicenda con interesse (non a caso l'anno successivo Brookmeyer e Isola saranno nel meraviglioso quartetto di Mulligan che trionfa alla Salle Pleyel a Parigi). A metà del '53 il quintetto di Getz ha poi un lungo ingaggio in un altro locale di Los Angeles, Zardi's, durante il quale ha modo di ampliare il proprio repertorio e di mettere a punto il materiale che viene inciso nel corso dell'estate.
    1 hr 1 min
  • Stan Getz: Stan Getz '57
    L'album originario, ristampato dalla MatchBall con lo stesso titolo, uscì nel '57 ma conteneva brani incisi da Getz nell'estate del '53 (a cui la ristampa aggiunge diversi bonus dalle stesse sedute). Nel '53 il sassofonista, allora ventiseienne e già una figura di primo piano, forma un nuovo gruppo, con Bob Brookmeyer al trombone a valvole, John Williams al pianoforte, Teddy Kotick al contrabbasso e Frank Isola alla batteria. Il quintetto ha un ingaggio al Tiffany di Los Angeles, mentre in un altro club della città, The Haig, tiene banco il "quartetto senza pianoforte" di Gerry Mulligan con Chet Baker: siamo nella fase in cui si afferma il west coast jazz e i due gruppi si scambiano visite e si ascoltano a vicenda con interesse (non a caso l'anno successivo Brookmeyer e Isola saranno nel meraviglioso quartetto di Mulligan che trionfa alla Salle Pleyel a Parigi). A metà del '53 il quintetto di Getz ha poi un lungo ingaggio in un altro locale di Los Angeles, Zardi's, durante il quale ha modo di ampliare il proprio repertorio e di mettere a punto il materiale che viene inciso nel corso dell'estate.
    1 hr 1 min

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