Jazz Anthology

Jazz Anthology

By Radio PopolareMusic
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Jazz Anthology episodes

  • Sam Rivers (2)
    Alla fine degli anni cinquanta, a Boston, Sam Rivers conosce un batterista che non ha ancora quattordici anni, Tony Williams. Nonostante la differenza di età - Rivers ha più o meno trentasei anni - i due solidarizzano in numerose avventure musicali: sarà proprio l"amicizia con Williams a cambiare la vita e la carriera di Rivers. Alla fine del '62 Jackie McLean passa da Boston, vede suonare il giovanissimo Tony Williams, ne rimane impressionato e decide di portarlo a New York. A New York McLean invita ad un suo concerto il vecchio amico Miles Davis: Davis rimane anche lui impressionato da Williams. Davis è l'idolo di Williams: quando gli dicono che Miles lo chiamerà pensa ad uno scherzo: ma la telefonata arriva davvero, e nella primavera del '63 Williams diventa il fulcro del quintetto con cui Davis attraverserà da gigante gli anni sessanta. Nell'estate del '64 il sassofonista George Coleman lascia il gruppo di Davis, e Williams suggerisce a Miles di rimpiazzarlo con Sam Rivers: questa volta è Rivers a ricevere una telefonata, da Williams che lo chiama a New York. Testimoniata dal live Miles in Tokio, la collaborazione con Davis sarà breve, ma per Rivers è la svolta. Nel dicembre del '64 Rivers incide il suo primo album personale.
    1 hr
  • Sam Rivers (2)
    Alla fine degli anni cinquanta, a Boston, Sam Rivers conosce un batterista che non ha ancora quattordici anni, Tony Williams. Nonostante la differenza di età - Rivers ha più o meno trentasei anni - i due solidarizzano in numerose avventure musicali: sarà proprio l"amicizia con Williams a cambiare la vita e la carriera di Rivers. Alla fine del '62 Jackie McLean passa da Boston, vede suonare il giovanissimo Tony Williams, ne rimane impressionato e decide di portarlo a New York. A New York McLean invita ad un suo concerto il vecchio amico Miles Davis: Davis rimane anche lui impressionato da Williams. Davis è l'idolo di Williams: quando gli dicono che Miles lo chiamerà pensa ad uno scherzo: ma la telefonata arriva davvero, e nella primavera del '63 Williams diventa il fulcro del quintetto con cui Davis attraverserà da gigante gli anni sessanta. Nell'estate del '64 il sassofonista George Coleman lascia il gruppo di Davis, e Williams suggerisce a Miles di rimpiazzarlo con Sam Rivers: questa volta è Rivers a ricevere una telefonata, da Williams che lo chiama a New York. Testimoniata dal live Miles in Tokio, la collaborazione con Davis sarà breve, ma per Rivers è la svolta. Nel dicembre del '64 Rivers incide il suo primo album personale.
    1 hr
  • Sam Rivers (2)
    Alla fine degli anni cinquanta, a Boston, Sam Rivers conosce un batterista che non ha ancora quattordici anni, Tony Williams. Nonostante la differenza di età - Rivers ha più o meno trentasei anni - i due solidarizzano in numerose avventure musicali: sarà proprio l"amicizia con Williams a cambiare la vita e la carriera di Rivers. Alla fine del '62 Jackie McLean passa da Boston, vede suonare il giovanissimo Tony Williams, ne rimane impressionato e decide di portarlo a New York. A New York McLean invita ad un suo concerto il vecchio amico Miles Davis: Davis rimane anche lui impressionato da Williams. Davis è l'idolo di Williams: quando gli dicono che Miles lo chiamerà pensa ad uno scherzo: ma la telefonata arriva davvero, e nella primavera del '63 Williams diventa il fulcro del quintetto con cui Davis attraverserà da gigante gli anni sessanta. Nell'estate del '64 il sassofonista George Coleman lascia il gruppo di Davis, e Williams suggerisce a Miles di rimpiazzarlo con Sam Rivers: questa volta è Rivers a ricevere una telefonata, da Williams che lo chiama a New York. Testimoniata dal live Miles in Tokio, la collaborazione con Davis sarà breve, ma per Rivers è la svolta. Nel dicembre del '64 Rivers incide il suo primo album personale.
    1 hr
  • Evan Parker - Walter Prati: Hall of Mirrors; Evan Parker - Matthew Wright: Crepuscule in Nickelsdorf
    Il sassofonista Evan Parker è uno dei capiscuoli e maestri dell'improvvisazione radicale europea emersa negli anni sessanta. In occasione del concerto di Parker venerdì 15 novembre nell'ambito della rassegna Parade Electronique, in cui il musicista inglese si esibirà con Paul Lytton alle percussioni, Walter Prati all'elettronica e Veniero Rizzardi ai campionamenti, vi proponiamo due album in cui Parker dialoga con l'elettronica. Torniamo intanto su Hall of Mirrors, che con ospite Prati avevamo a suo tempo fatto ascoltare a Jazz Anthology: un doppio Cd che rappresenta il trentennale rapporto di collaborazione di Parker e Prati con la ristampa di Hall of Mirrors, del '90, e una nuova registrazione del 2016. ..E' uscito invece da qualche mese Crepuscule in Nickelsdorf, ricavato da un live al rinomato festival di avanguardia Konfrontationen che si tiene nella cittadina austriaca di Nickelsdorf, in cui Parker nel 2017 si è presentato col progetto Trans Map: Parker interagisce con musicisti che lavorano con giradischi, campionamenti e processamento dal vivo del suono. Parker raccomanda di suonare la musica di Crepuscule in Nickelsdorf la sera tardi, a basso volume, e lasciando che la musica inviti al sonno e a bei sogni: Jazz Anthology ve ne propone un paio di ampi brani, a voi fare l'esperimento.
    57 min
  • Evan Parker - Walter Prati: Hall of Mirrors; Evan Parker - Matthew Wright: Crepuscule in Nickelsdorf
    Il sassofonista Evan Parker è uno dei capiscuoli e maestri dell'improvvisazione radicale europea emersa negli anni sessanta. In occasione del concerto di Parker venerdì 15 novembre nell'ambito della rassegna Parade Electronique, in cui il musicista inglese si esibirà con Paul Lytton alle percussioni, Walter Prati all'elettronica e Veniero Rizzardi ai campionamenti, vi proponiamo due album in cui Parker dialoga con l'elettronica. Torniamo intanto su Hall of Mirrors, che con ospite Prati avevamo a suo tempo fatto ascoltare a Jazz Anthology: un doppio Cd che rappresenta il trentennale rapporto di collaborazione di Parker e Prati con la ristampa di Hall of Mirrors, del '90, e una nuova registrazione del 2016. ..E' uscito invece da qualche mese Crepuscule in Nickelsdorf, ricavato da un live al rinomato festival di avanguardia Konfrontationen che si tiene nella cittadina austriaca di Nickelsdorf, in cui Parker nel 2017 si è presentato col progetto Trans Map: Parker interagisce con musicisti che lavorano con giradischi, campionamenti e processamento dal vivo del suono. Parker raccomanda di suonare la musica di Crepuscule in Nickelsdorf la sera tardi, a basso volume, e lasciando che la musica inviti al sonno e a bei sogni: Jazz Anthology ve ne propone un paio di ampi brani, a voi fare l'esperimento.
    57 min
  • Evan Parker - Walter Prati: Hall of Mirrors; Evan Parker - Matthew Wright: Crepuscule in Nickelsdorf
    Il sassofonista Evan Parker è uno dei capiscuoli e maestri dell'improvvisazione radicale europea emersa negli anni sessanta. In occasione del concerto di Parker venerdì 15 novembre nell'ambito della rassegna Parade Electronique, in cui il musicista inglese si esibirà con Paul Lytton alle percussioni, Walter Prati all'elettronica e Veniero Rizzardi ai campionamenti, vi proponiamo due album in cui Parker dialoga con l'elettronica. Torniamo intanto su Hall of Mirrors, che con ospite Prati avevamo a suo tempo fatto ascoltare a Jazz Anthology: un doppio Cd che rappresenta il trentennale rapporto di collaborazione di Parker e Prati con la ristampa di Hall of Mirrors, del '90, e una nuova registrazione del 2016. ..E' uscito invece da qualche mese Crepuscule in Nickelsdorf, ricavato da un live al rinomato festival di avanguardia Konfrontationen che si tiene nella cittadina austriaca di Nickelsdorf, in cui Parker nel 2017 si è presentato col progetto Trans Map: Parker interagisce con musicisti che lavorano con giradischi, campionamenti e processamento dal vivo del suono. Parker raccomanda di suonare la musica di Crepuscule in Nickelsdorf la sera tardi, a basso volume, e lasciando che la musica inviti al sonno e a bei sogni: Jazz Anthology ve ne propone un paio di ampi brani, a voi fare l'esperimento.
    57 min
  • Wayne Horvitz: Those Who Remain; The Snowghost Sessions
    Nella puntata del 18 marzo 2019 avevamo presentato The Wayne Horvitz European Orchestra Live at the Bimhuis, pubblicato da Novara Jazz. In questa puntata torniamo su questo protagonista del jazz d'avanguardia newyorkese degli anni ottanta e novanta (lo ricordiamo fra l'altro tastierista in Naked City di John Zorn) con due album usciti di recente. Horvitz si è nel frattempo trasferito a Seattle, e Those Who Remain (etichetta National Sawdust Tracks) è un lavoro che era stato commissionato e presentato dalla Seattle Symphony nell'ottobre 2015, con Bill Frisell come solista alla chitarra elettrica, e poi registrato nel 2016: un lavoro che è valso a Horvitz il primo premio dell'American Prize in Composition per orchestra. The Snowghost Sessions (etichetta Songlines) è stato invece registrato nel 2015 in trio ed è cointestato a Horvitz e ai suoi due partner, il contrabbassista Geoff Harper e il batterista e percussionista Eric Eagle: è l'occasione di ascoltare Horvitz come strumentista, di grande sensibilità e finezza al piano acustico, oltre che al piano elettrico, all'hammond, eccetera.
    1 hr

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