Jazz Anthology

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Jazz Anthology episodes

  • Roberto Masotti: Jazz Area
    Qualche anno dopo essere stato ospite di Jazz Anthology in occasione dell'uscita del lbro in cui ha raccolto le sue foto di Keith Jarrett scattate nell'arco di diversi decenni, Roberto Masotti torna nella nostra trasmissione a presentarci Jazz Area, un libro da poco pubblicato da Seipersei. Masotti ha cominciato a fare foto di jazz alla fine degli anni sessanta; quindi nei primi anni settanta il contatto a Milano (dove poi si è trasferito) con la nuova scena del jazz italiano (Mazzon, Liguori, Gaslini) e la folgorazione per l'improvvisazione europea. Cinquant'anni dopo, e dopo tante altre esperienze (fra cui il rapporto con la Ecm e molti anni di lavoro, assieme a Silvia Lelli, come fotografi ufficiali della Scala) la passione è intatta: Masotti ci racconta il suo atteggiamento nel fotografare il jazz e l'improvvisazione e ci spiega come è nato questo libro (nella cui fisionomia non convenzionale e non asettica sembra di vedere una consonanza con le musiche non conformiste che Masotti ha seguito); ma ricorda anche quella volta che a Perugia Sun Ra, in procinto di salire sul palco di Umbria Jazz, in un fuoriprogramma che mise nel panico gli organizzatori entrò in corteo con l'Arkestra a visitare la sua mostra.
    1 hr 2 min
  • Linda Sharrock (3)
    Con Paradise (1975) siamo verso la fine della storia comune di Sonny e Linda Sharrock, e le loro strade stanno per dividersi. A parte Paradise e le registrazioni e i filmati che documentano il suo lavoro con il chitarrista, l'unico altro documento della vocalità di Linda Sharrock risalente agli anni settanta è la sua splendida partecipazione ad un brano compreso in Angel Eyes, album del pianista Joe Bonner registrato alla metà del decennio: per la prima volta nel suo canto ci sono anche delle parole. Nella discografia di Linda Sharrock c'è poi un vuoto di dieci anni. Negli anni settanta Sonny e Linda divorziano, ma la Sharrock mantiene il cognome dell'ex marito. Negli anni ottanta approda a Vienna, dove lavora per musiche da film e negli studi di incisione. Nell'85 appare in Jazz for Thinkers, un album inciso da un gruppo di improvvisatori austriaci. Poi la Sharrock avvia un intenso sodalizio artistico con il sassofonista Wolfgang Puschnig, uno dei più affermati jazzisti austriaci, che diventerà suo marito. Dei numerosi album in cui si traduce la loro collaborazione il più stimolante è proprio il primo, intestato al quartetto Pat Brothers, che con una cifra stilistica spiccatamente originale è però in sintonia con il rumorismo e il gusto per l'elettronica e per sonorità aspre delle ultime tendenze newyorkesi dell'epoca: ma in Pat Brothers, in un amalgama molto avanzato, c'è anche una forte vena melodica, e un interessante tentativo di presentare dei song, delle canzoni, in una forma contemporanea e non convenzionale. Pat Brothers testimonia anche di un importante sviluppo del lavoro della Sharrock, che comincia a scrivere dei propri testi.
    1 hr
  • Linda Sharrock (3)
    Con Paradise (1975) siamo verso la fine della storia comune di Sonny e Linda Sharrock, e le loro strade stanno per dividersi. A parte Paradise e le registrazioni e i filmati che documentano il suo lavoro con il chitarrista, l'unico altro documento della vocalità di Linda Sharrock risalente agli anni settanta è la sua splendida partecipazione ad un brano compreso in Angel Eyes, album del pianista Joe Bonner registrato alla metà del decennio: per la prima volta nel suo canto ci sono anche delle parole. Nella discografia di Linda Sharrock c'è poi un vuoto di dieci anni. Negli anni settanta Sonny e Linda divorziano, ma la Sharrock mantiene il cognome dell'ex marito. Negli anni ottanta approda a Vienna, dove lavora per musiche da film e negli studi di incisione. Nell'85 appare in Jazz for Thinkers, un album inciso da un gruppo di improvvisatori austriaci. Poi la Sharrock avvia un intenso sodalizio artistico con il sassofonista Wolfgang Puschnig, uno dei più affermati jazzisti austriaci, che diventerà suo marito. Dei numerosi album in cui si traduce la loro collaborazione il più stimolante è proprio il primo, intestato al quartetto Pat Brothers, che con una cifra stilistica spiccatamente originale è però in sintonia con il rumorismo e il gusto per l'elettronica e per sonorità aspre delle ultime tendenze newyorkesi dell'epoca: ma in Pat Brothers, in un amalgama molto avanzato, c'è anche una forte vena melodica, e un interessante tentativo di presentare dei song, delle canzoni, in una forma contemporanea e non convenzionale. Pat Brothers testimonia anche di un importante sviluppo del lavoro della Sharrock, che comincia a scrivere dei propri testi.
    1 hr
  • Linda Sharrock (3)
    Con Paradise (1975) siamo verso la fine della storia comune di Sonny e Linda Sharrock, e le loro strade stanno per dividersi. A parte Paradise e le registrazioni e i filmati che documentano il suo lavoro con il chitarrista, l'unico altro documento della vocalità di Linda Sharrock risalente agli anni settanta è la sua splendida partecipazione ad un brano compreso in Angel Eyes, album del pianista Joe Bonner registrato alla metà del decennio: per la prima volta nel suo canto ci sono anche delle parole. Nella discografia di Linda Sharrock c'è poi un vuoto di dieci anni. Negli anni settanta Sonny e Linda divorziano, ma la Sharrock mantiene il cognome dell'ex marito. Negli anni ottanta approda a Vienna, dove lavora per musiche da film e negli studi di incisione. Nell'85 appare in Jazz for Thinkers, un album inciso da un gruppo di improvvisatori austriaci. Poi la Sharrock avvia un intenso sodalizio artistico con il sassofonista Wolfgang Puschnig, uno dei più affermati jazzisti austriaci, che diventerà suo marito. Dei numerosi album in cui si traduce la loro collaborazione il più stimolante è proprio il primo, intestato al quartetto Pat Brothers, che con una cifra stilistica spiccatamente originale è però in sintonia con il rumorismo e il gusto per l'elettronica e per sonorità aspre delle ultime tendenze newyorkesi dell'epoca: ma in Pat Brothers, in un amalgama molto avanzato, c'è anche una forte vena melodica, e un interessante tentativo di presentare dei song, delle canzoni, in una forma contemporanea e non convenzionale. Pat Brothers testimonia anche di un importante sviluppo del lavoro della Sharrock, che comincia a scrivere dei propri testi.
    1 hr
  • Arrigo Cappelletti ospite di Jazz Anthology
    ..Qualche puntata fa Jazz Anthology ha presentato gli inediti del duo della cantante Jeanne Lee e del pianista Ran Blake; e ha in corso una serie sulla vocalist Linda Sharrock, emersa negli anni sessanta. Resta in tema anche questa puntata di Jazz Anthology, in cui il pianista Arrigo Cappelletti ci presenta un florilegio di sue collaborazioni con cantanti, all'insegna di una bella varietà di lingue e di riferimenti a culture musicali diverse: dall'Argentina al Portogallo, da Bruno Lauzi a Shostakovich. La canadese Sienna Dahlen canta in inglese, l'italiana, a lungo in Argentina, Annamaria Musajo in francese e italiano, l'italiana Nicoletta Petrus in russo, l'italiana e francese di adozione Marie Antonazzo in francese, la portoghese Alexandra nella sua lingua.
    59 min
  • Arrigo Cappelletti ospite di Jazz Anthology
    ..Qualche puntata fa Jazz Anthology ha presentato gli inediti del duo della cantante Jeanne Lee e del pianista Ran Blake; e ha in corso una serie sulla vocalist Linda Sharrock, emersa negli anni sessanta. Resta in tema anche questa puntata di Jazz Anthology, in cui il pianista Arrigo Cappelletti ci presenta un florilegio di sue collaborazioni con cantanti, all'insegna di una bella varietà di lingue e di riferimenti a culture musicali diverse: dall'Argentina al Portogallo, da Bruno Lauzi a Shostakovich. La canadese Sienna Dahlen canta in inglese, l'italiana, a lungo in Argentina, Annamaria Musajo in francese e italiano, l'italiana Nicoletta Petrus in russo, l'italiana e francese di adozione Marie Antonazzo in francese, la portoghese Alexandra nella sua lingua.
    59 min
  • Arrigo Cappelletti ospite di Jazz Anthology
    ..Qualche puntata fa Jazz Anthology ha presentato gli inediti del duo della cantante Jeanne Lee e del pianista Ran Blake; e ha in corso una serie sulla vocalist Linda Sharrock, emersa negli anni sessanta. Resta in tema anche questa puntata di Jazz Anthology, in cui il pianista Arrigo Cappelletti ci presenta un florilegio di sue collaborazioni con cantanti, all'insegna di una bella varietà di lingue e di riferimenti a culture musicali diverse: dall'Argentina al Portogallo, da Bruno Lauzi a Shostakovich. La canadese Sienna Dahlen canta in inglese, l'italiana, a lungo in Argentina, Annamaria Musajo in francese e italiano, l'italiana Nicoletta Petrus in russo, l'italiana e francese di adozione Marie Antonazzo in francese, la portoghese Alexandra nella sua lingua.
    59 min
  • Linda Sharrock (2)
    Una volta lasciato il gruppo di Herbie Mann, con cui lavorano nel '69-70, Sonny e Linda Sharrock suonano nell'area di New York con gruppi propri che portano diversi nomi. Nell'estate del '73 c'è una seduta di incisione in cui registrano musica per un breve documentario su James Baldwin del fotografo turco Sedat Pakay. Da una session della primavera del '74 per la stazione radio WCKR si può cogliere che la musica di Sonny e Linda non è più l'improvvisazione estrema dei loro due album ma si sta orientando verso una direzione più pop, verso una black music più agevole. Nell'estate del '75 Sonny e Linda registrano per la Atlantic il materiale per un nuovo disco, Paradise, album finalmente cointestato ad entrambi e con in copertina un bellissimo primo piano di Linda: una copertina seducente che può far pensare ad un Lp di disco music. In Paradise il clima, rispetto agli album precedenti, è decisamente cambiato: Sonny e Linda stanno cercando una impostazione più accattivante, ma l'album (che in ogni caso passa pressoché inosservato) riesce in realtà ad essere commerciale fino ad un certo punto, perché sia la chitarra di Sonny che la vocalità di Linda continuano ad andare in una direzione non convenzionale. Anni dopo il chitarrista si sarebbe adddirittura rammaricato che il disco fosse stato ristampato, perché (affidato al produttore turco Ilhan Mimaroglu) riteneva non offrisse una buona rappresentazione della sua musica dell'epoca: ma in effetti Paradise, con una combinazione estremamente gustosa, e anche gustosamente stravagante, della chitarra di Sonny e della vocalità di Linda con stilemi più commerciali tipici della black music di allora, è un album unico, originale e godibilissimo.
    1 hr 1 min
  • Linda Sharrock (2)
    Una volta lasciato il gruppo di Herbie Mann, con cui lavorano nel '69-70, Sonny e Linda Sharrock suonano nell'area di New York con gruppi propri che portano diversi nomi. Nell'estate del '73 c'è una seduta di incisione in cui registrano musica per un breve documentario su James Baldwin del fotografo turco Sedat Pakay. Da una session della primavera del '74 per la stazione radio WCKR si può cogliere che la musica di Sonny e Linda non è più l'improvvisazione estrema dei loro due album ma si sta orientando verso una direzione più pop, verso una black music più agevole. Nell'estate del '75 Sonny e Linda registrano per la Atlantic il materiale per un nuovo disco, Paradise, album finalmente cointestato ad entrambi e con in copertina un bellissimo primo piano di Linda: una copertina seducente che può far pensare ad un Lp di disco music. In Paradise il clima, rispetto agli album precedenti, è decisamente cambiato: Sonny e Linda stanno cercando una impostazione più accattivante, ma l'album (che in ogni caso passa pressoché inosservato) riesce in realtà ad essere commerciale fino ad un certo punto, perché sia la chitarra di Sonny che la vocalità di Linda continuano ad andare in una direzione non convenzionale. Anni dopo il chitarrista si sarebbe adddirittura rammaricato che il disco fosse stato ristampato, perché (affidato al produttore turco Ilhan Mimaroglu) riteneva non offrisse una buona rappresentazione della sua musica dell'epoca: ma in effetti Paradise, con una combinazione estremamente gustosa, e anche gustosamente stravagante, della chitarra di Sonny e della vocalità di Linda con stilemi più commerciali tipici della black music di allora, è un album unico, originale e godibilissimo.
    1 hr 1 min
  • Linda Sharrock (2)
    Una volta lasciato il gruppo di Herbie Mann, con cui lavorano nel '69-70, Sonny e Linda Sharrock suonano nell'area di New York con gruppi propri che portano diversi nomi. Nell'estate del '73 c'è una seduta di incisione in cui registrano musica per un breve documentario su James Baldwin del fotografo turco Sedat Pakay. Da una session della primavera del '74 per la stazione radio WCKR si può cogliere che la musica di Sonny e Linda non è più l'improvvisazione estrema dei loro due album ma si sta orientando verso una direzione più pop, verso una black music più agevole. Nell'estate del '75 Sonny e Linda registrano per la Atlantic il materiale per un nuovo disco, Paradise, album finalmente cointestato ad entrambi e con in copertina un bellissimo primo piano di Linda: una copertina seducente che può far pensare ad un Lp di disco music. In Paradise il clima, rispetto agli album precedenti, è decisamente cambiato: Sonny e Linda stanno cercando una impostazione più accattivante, ma l'album (che in ogni caso passa pressoché inosservato) riesce in realtà ad essere commerciale fino ad un certo punto, perché sia la chitarra di Sonny che la vocalità di Linda continuano ad andare in una direzione non convenzionale. Anni dopo il chitarrista si sarebbe adddirittura rammaricato che il disco fosse stato ristampato, perché (affidato al produttore turco Ilhan Mimaroglu) riteneva non offrisse una buona rappresentazione della sua musica dell'epoca: ma in effetti Paradise, con una combinazione estremamente gustosa, e anche gustosamente stravagante, della chitarra di Sonny e della vocalità di Linda con stilemi più commerciali tipici della black music di allora, è un album unico, originale e godibilissimo.
    1 hr 1 min

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