Jazz Anthology

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Jazz Anthology episodes

  • Linda Sharrock (1)
    All'anagrafe Linda Chambers, nata a Filadelfia nell'aprile del '47, afroamericana, Linda Sharrock comincia a cantare in chiesa e nei cori scolastici. Arriva a New York alla metà degli anni sessanta, studia arte e si dedica alla pittura, ma si cimenta anche col canto classico. Siamo negli anni in cui a New York il free jazz ribolle, e Linda viene attratta da questa nuova musica: partecipa a qualche concerto, poi fa parte del gruppo del sassofonista Pharoah Sanders, una delle figure di punta dell'epoca. Conosce il chitarrista Sonny Sharrock, si sposano e fanno coppia anche artisticamente. Nel '67 entrambi vengono ingaggiati dal popolare flautista Herbie Mann. Nel '69 esce Black Woman, primo album intestato a Sonny Sharrock e primo album in cui si ascolta Linda: in copertina compaiono entrambi. Sonny Sharrock è un caso più unico che raro di chitarrista nel free jazz: del suo stile non convenzionale si accorge anche Jimi Hendrix, a cui non sfugge l'affinità dell'approccio di Sharrock con il proprio (ma Sharrock non è affatto un imitatore di Hendrix); per parte sua del free jazz Linda Sharrock è uno dei rari casi di vocalist: in Black Woman, dove la musica è spesso una colata di lava incandescente, la sua vocalità non ha niente del canto jazzistico, è urlo, libertà senza freni, ma non manca, così come la chitarra di Sharrock e la musica nel suo insieme, di un forte elemento estatico, anche se declinato in maniera estrema. Nel '70 Linda e Sonny sono a Parigi, dove nella scia della bollente estate del free di cui Parigi è stata teatro nel '69, con due musicisti francesi incidono per la Byg Actuel l'album Monkey-Pokie-Boo, di nuovo intestato al solo Sonny Sharrock, di nuovo con entrambi in copertina.
    1 hr
  • Linda Sharrock (1)
    All'anagrafe Linda Chambers, nata a Filadelfia nell'aprile del '47, afroamericana, Linda Sharrock comincia a cantare in chiesa e nei cori scolastici. Arriva a New York alla metà degli anni sessanta, studia arte e si dedica alla pittura, ma si cimenta anche col canto classico. Siamo negli anni in cui a New York il free jazz ribolle, e Linda viene attratta da questa nuova musica: partecipa a qualche concerto, poi fa parte del gruppo del sassofonista Pharoah Sanders, una delle figure di punta dell'epoca. Conosce il chitarrista Sonny Sharrock, si sposano e fanno coppia anche artisticamente. Nel '67 entrambi vengono ingaggiati dal popolare flautista Herbie Mann. Nel '69 esce Black Woman, primo album intestato a Sonny Sharrock e primo album in cui si ascolta Linda: in copertina compaiono entrambi. Sonny Sharrock è un caso più unico che raro di chitarrista nel free jazz: del suo stile non convenzionale si accorge anche Jimi Hendrix, a cui non sfugge l'affinità dell'approccio di Sharrock con il proprio (ma Sharrock non è affatto un imitatore di Hendrix); per parte sua del free jazz Linda Sharrock è uno dei rari casi di vocalist: in Black Woman, dove la musica è spesso una colata di lava incandescente, la sua vocalità non ha niente del canto jazzistico, è urlo, libertà senza freni, ma non manca, così come la chitarra di Sharrock e la musica nel suo insieme, di un forte elemento estatico, anche se declinato in maniera estrema. Nel '70 Linda e Sonny sono a Parigi, dove nella scia della bollente estate del free di cui Parigi è stata teatro nel '69, con due musicisti francesi incidono per la Byg Actuel l'album Monkey-Pokie-Boo, di nuovo intestato al solo Sonny Sharrock, di nuovo con entrambi in copertina.
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  • Linda Sharrock (1)
    All'anagrafe Linda Chambers, nata a Filadelfia nell'aprile del '47, afroamericana, Linda Sharrock comincia a cantare in chiesa e nei cori scolastici. Arriva a New York alla metà degli anni sessanta, studia arte e si dedica alla pittura, ma si cimenta anche col canto classico. Siamo negli anni in cui a New York il free jazz ribolle, e Linda viene attratta da questa nuova musica: partecipa a qualche concerto, poi fa parte del gruppo del sassofonista Pharoah Sanders, una delle figure di punta dell'epoca. Conosce il chitarrista Sonny Sharrock, si sposano e fanno coppia anche artisticamente. Nel '67 entrambi vengono ingaggiati dal popolare flautista Herbie Mann. Nel '69 esce Black Woman, primo album intestato a Sonny Sharrock e primo album in cui si ascolta Linda: in copertina compaiono entrambi. Sonny Sharrock è un caso più unico che raro di chitarrista nel free jazz: del suo stile non convenzionale si accorge anche Jimi Hendrix, a cui non sfugge l'affinità dell'approccio di Sharrock con il proprio (ma Sharrock non è affatto un imitatore di Hendrix); per parte sua del free jazz Linda Sharrock è uno dei rari casi di vocalist: in Black Woman, dove la musica è spesso una colata di lava incandescente, la sua vocalità non ha niente del canto jazzistico, è urlo, libertà senza freni, ma non manca, così come la chitarra di Sharrock e la musica nel suo insieme, di un forte elemento estatico, anche se declinato in maniera estrema. Nel '70 Linda e Sonny sono a Parigi, dove nella scia della bollente estate del free di cui Parigi è stata teatro nel '69, con due musicisti francesi incidono per la Byg Actuel l'album Monkey-Pokie-Boo, di nuovo intestato al solo Sonny Sharrock, di nuovo con entrambi in copertina.
    1 hr
  • Marco Cappelli; The Fictive Five
    Norvegian Landscapes (etichetta Da Vinci) è il terzo capitolo di un trittico che a Marco Cappelli, chitarrista italiano ma da una quindicina d'anni a New York (dove è inseritissimo nella scena dell'avanguardia), è stato ispirato dal noir europeo contemporaneo: il primo album era dedicato a Fred Vargas, il secondo a Maurizio De Giovanni e questo a Jo Nesbo, autore di gialli norvegese. Cappelli lo ha realizzato con il suo Acoustic Trio, con Ken Filiano al contrabbasso e Satoshi Takeishi alle percussioni, e con ospiti Oscar Noriega ai clarinetti e DJ Olive turntables ed elettronica. Filiano fa anche parte di The Fictive Five, formazione nata nel 2013 per iniziativa del sassofonista Larry Ochs, un veterano dell'avanguardia (basti citare il Rova Saxophone Quartet). Passati in marzo dall'Italia, i Fictive Five ci sono piaciuti molto dal vivo ad Area Sismica di Forlì. In coincidenza con le esibizioni italiane è uscito il loro nuovo album Anything Is Possible (Clean Feed): in quintetto, con Nate Wooley alla tromba, un secondo contrabbasso, Pascal Niggenkemper, e Harris Eisenstadt alla batteria, i Fictive Five propongono un free di alto livello, sostanzioso, che vive dentro pezzi ben architettati, con una notevole articolazione di situazioni, data da una intelligente varietà di combinazioni fra i cinque musicisti
    1 hr
  • Marco Cappelli; The Fictive Five
    Norvegian Landscapes (etichetta Da Vinci) è il terzo capitolo di un trittico che a Marco Cappelli, chitarrista italiano ma da una quindicina d'anni a New York (dove è inseritissimo nella scena dell'avanguardia), è stato ispirato dal noir europeo contemporaneo: il primo album era dedicato a Fred Vargas, il secondo a Maurizio De Giovanni e questo a Jo Nesbo, autore di gialli norvegese. Cappelli lo ha realizzato con il suo Acoustic Trio, con Ken Filiano al contrabbasso e Satoshi Takeishi alle percussioni, e con ospiti Oscar Noriega ai clarinetti e DJ Olive turntables ed elettronica. Filiano fa anche parte di The Fictive Five, formazione nata nel 2013 per iniziativa del sassofonista Larry Ochs, un veterano dell'avanguardia (basti citare il Rova Saxophone Quartet). Passati in marzo dall'Italia, i Fictive Five ci sono piaciuti molto dal vivo ad Area Sismica di Forlì. In coincidenza con le esibizioni italiane è uscito il loro nuovo album Anything Is Possible (Clean Feed): in quintetto, con Nate Wooley alla tromba, un secondo contrabbasso, Pascal Niggenkemper, e Harris Eisenstadt alla batteria, i Fictive Five propongono un free di alto livello, sostanzioso, che vive dentro pezzi ben architettati, con una notevole articolazione di situazioni, data da una intelligente varietà di combinazioni fra i cinque musicisti
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  • Marco Cappelli; The Fictive Five
    Norvegian Landscapes (etichetta Da Vinci) è il terzo capitolo di un trittico che a Marco Cappelli, chitarrista italiano ma da una quindicina d'anni a New York (dove è inseritissimo nella scena dell'avanguardia), è stato ispirato dal noir europeo contemporaneo: il primo album era dedicato a Fred Vargas, il secondo a Maurizio De Giovanni e questo a Jo Nesbo, autore di gialli norvegese. Cappelli lo ha realizzato con il suo Acoustic Trio, con Ken Filiano al contrabbasso e Satoshi Takeishi alle percussioni, e con ospiti Oscar Noriega ai clarinetti e DJ Olive turntables ed elettronica. Filiano fa anche parte di The Fictive Five, formazione nata nel 2013 per iniziativa del sassofonista Larry Ochs, un veterano dell'avanguardia (basti citare il Rova Saxophone Quartet). Passati in marzo dall'Italia, i Fictive Five ci sono piaciuti molto dal vivo ad Area Sismica di Forlì. In coincidenza con le esibizioni italiane è uscito il loro nuovo album Anything Is Possible (Clean Feed): in quintetto, con Nate Wooley alla tromba, un secondo contrabbasso, Pascal Niggenkemper, e Harris Eisenstadt alla batteria, i Fictive Five propongono un free di alto livello, sostanzioso, che vive dentro pezzi ben architettati, con una notevole articolazione di situazioni, data da una intelligente varietà di combinazioni fra i cinque musicisti
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  • Gayle/Barcella/Cabras; Xol; Exodos
    Venerdì 12 aprile nella bellissima Sala dei Giganti al Liviano di Padova - nell'ambito della stagione di concerti del Centro d'Arte - si esibiranno Charles Gayle, sax tenore e pianoforte, Manolo Cabras, contrabbasso, e Giovanni Barcella, batteria: il trio, che ha all'attivo diverse tournée in Europa, ha pubblicato nel 2017 l'album Live in Belgium (elnegocitorecords), che ascoltiamo per l'occasione. Notevolissimo sax tenore free e multistrumentista (sax alto, clarinetto basso, piano, contrabbasso, violoncello...), Gayle, che ha compiuto ottant'anni il 28 febbraio, dopo gli esordi negli anni sessanta ha trascorso una ventina d'anni come homeless e musicista di strada, a New York, ed è stato poi riscoperto e ha lavorato fra gli altri con Cecil Taylor e William Parker. Guy Bettini è un cornettista, trombettista e flicornista svizzero con una lunga vicenda nel campo della musica improvvisata, che appare in due album registrati in Svizzera nel 2017: in Xol Plays X-En (Chant Records) col quartetto Xol (con il finlandese Harri Sjostrom, sax soprano - lo ricordiamo accanto a Cecil Taylor - l'italiano Luca Pissavini, contrabbasso, e l'italiano/svizzero Francesco Miccolis, batteria); e in Heuristics (Leo Records) col quartetto Exodos (con l'italiano Fabio Martini, clarinetti e sax alto, lo svizzero Luca Sisera, contrabbasso, e l'americano Gerry Hemingway, batteria, che ricordiamo a lungo con Anthony Braxton). Due album che offrono due brillanti esempi - sensibilmente diversi tra loro - di musica improvvisata che richiede molta esperienza e molta applicazione, che, insomma, non si improvvisa...
    1 hr
  • Gayle/Barcella/Cabras; Xol; Exodos
    Venerdì 12 aprile nella bellissima Sala dei Giganti al Liviano di Padova - nell'ambito della stagione di concerti del Centro d'Arte - si esibiranno Charles Gayle, sax tenore e pianoforte, Manolo Cabras, contrabbasso, e Giovanni Barcella, batteria: il trio, che ha all'attivo diverse tournée in Europa, ha pubblicato nel 2017 l'album Live in Belgium (elnegocitorecords), che ascoltiamo per l'occasione. Notevolissimo sax tenore free e multistrumentista (sax alto, clarinetto basso, piano, contrabbasso, violoncello...), Gayle, che ha compiuto ottant'anni il 28 febbraio, dopo gli esordi negli anni sessanta ha trascorso una ventina d'anni come homeless e musicista di strada, a New York, ed è stato poi riscoperto e ha lavorato fra gli altri con Cecil Taylor e William Parker. Guy Bettini è un cornettista, trombettista e flicornista svizzero con una lunga vicenda nel campo della musica improvvisata, che appare in due album registrati in Svizzera nel 2017: in Xol Plays X-En (Chant Records) col quartetto Xol (con il finlandese Harri Sjostrom, sax soprano - lo ricordiamo accanto a Cecil Taylor - l'italiano Luca Pissavini, contrabbasso, e l'italiano/svizzero Francesco Miccolis, batteria); e in Heuristics (Leo Records) col quartetto Exodos (con l'italiano Fabio Martini, clarinetti e sax alto, lo svizzero Luca Sisera, contrabbasso, e l'americano Gerry Hemingway, batteria, che ricordiamo a lungo con Anthony Braxton). Due album che offrono due brillanti esempi - sensibilmente diversi tra loro - di musica improvvisata che richiede molta esperienza e molta applicazione, che, insomma, non si improvvisa...
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  • Gayle/Barcella/Cabras; Xol; Exodos
    Venerdì 12 aprile nella bellissima Sala dei Giganti al Liviano di Padova - nell'ambito della stagione di concerti del Centro d'Arte - si esibiranno Charles Gayle, sax tenore e pianoforte, Manolo Cabras, contrabbasso, e Giovanni Barcella, batteria: il trio, che ha all'attivo diverse tournée in Europa, ha pubblicato nel 2017 l'album Live in Belgium (elnegocitorecords), che ascoltiamo per l'occasione. Notevolissimo sax tenore free e multistrumentista (sax alto, clarinetto basso, piano, contrabbasso, violoncello...), Gayle, che ha compiuto ottant'anni il 28 febbraio, dopo gli esordi negli anni sessanta ha trascorso una ventina d'anni come homeless e musicista di strada, a New York, ed è stato poi riscoperto e ha lavorato fra gli altri con Cecil Taylor e William Parker. Guy Bettini è un cornettista, trombettista e flicornista svizzero con una lunga vicenda nel campo della musica improvvisata, che appare in due album registrati in Svizzera nel 2017: in Xol Plays X-En (Chant Records) col quartetto Xol (con il finlandese Harri Sjostrom, sax soprano - lo ricordiamo accanto a Cecil Taylor - l'italiano Luca Pissavini, contrabbasso, e l'italiano/svizzero Francesco Miccolis, batteria); e in Heuristics (Leo Records) col quartetto Exodos (con l'italiano Fabio Martini, clarinetti e sax alto, lo svizzero Luca Sisera, contrabbasso, e l'americano Gerry Hemingway, batteria, che ricordiamo a lungo con Anthony Braxton). Due album che offrono due brillanti esempi - sensibilmente diversi tra loro - di musica improvvisata che richiede molta esperienza e molta applicazione, che, insomma, non si improvvisa...
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  • Phillip Johnston: Diggin' Bones; The Adventures of Prince Achmed
    La fama del sassofonista Phillip Johnston, uno dei protagonista della nuova scena di avanguardia newyorkese emersa negli anni ottanta, è legata soprattutto al brillante gruppo Microscopic Septet di cui è stato co-fondatore (all'inizio ne ha fatto parte anche John Zorn). Nel 2005 Johnston si è trasferito a Sidney, dove lavora con diversi dei migliori musicisti australiani. Con alcuni di loro ha dato vita a Phillip Johnston and the Coolerators, di cui Diggin' Bones è l'album di esordio. Johnston ha una lunga esperienza come autore di musica da film e di musiche per film muti (e sul tema dei film muti ha scrito anche saggi ed è intervenuto a convegni). The Adventures of Prince Achmed è una brillante e godibilissima colonna sonora realizzata per dare una veste musicale contemporanea (quella originale era di carattere sinfonico) al film dallo stesso titolo, un pionieristico esempio di cinema di animazione creato nel 1926 in Germania dalla regista Lotte Reiniger con una tecnica che si rifaceva a quella delle ombre cinesi.
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