Jazz Anthology

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Jazz Anthology episodes

  • Jeanne Lee/Ran Blake: The Newest Sound You Never Heard
    Alla fine del 1961 la vocalist Jeanne Lee e il pianista Ran Blake incidono The Newest Sound Around. C'è davvero molto di nuovo nell'album: già la formula voce/pianoforte è del tutto irrituale per il jazz dell'epoca, inoltre lo stile di Ran Blake è estremamente personale, e il modo di affrontare i brani di Jeanne Lee è decisamente non convenzionale. Il risultato è sublime: ma negli Stati Uniti il duo non trova ingaggi. E' invece apprezzato in Europa, dove viene nel '63. Nel '66 a Stoccolma Jeanne Lee e Ran Blake incidono un secondo album in duo, che però non viene pubblicato: intitolato Free Standards, uscirà fuggevolmente per la Columbia quasi trent'anni dopo, disconosciuto dai due artisti (che non erano stati retribuiti), tanto da ometterlo dalle loro discografie, ragione per cui è sfuggito anche a molti appasionati; l'album è stato ristampato dalla Fresh Sound qualche anno fa. Infine Jeanne Lee e Ran Blake si ritrovano in studio di incisione per un ultimo album assieme, di nuovo in duo, alla fine degli anni ottanta. Ma alla fine del 2018 una piccola etichetta discografica, la a-side records, ha pubblicato un doppio cd di registrazioni inedite del duo, effettuate in Europa nel '66-67 dalla radio fiamminga: intitolato (giocando sul titolo del loro primo album) The Newest Sound You Never Heard, questo inedito, uno dei più importanti inediti pubblicati di recente nel campo del jazz, è una meravigliosa sorpresa, che amplia di molto il materiale a disposizione di questo duo, che è stato una delle grandi cose degli anni sessanta.
    1 hr 1 min
  • A-Septic; Fujii/Fonda/Mimmo; Roberto Ottaviano
    In questa puntata ascoltiamo brani da tre album usciti nel 2018 intestati o cointestati a musicisti italiani: Syria del duo A-Septic, cioè Stefano Ferrian, sax tenore, e Simone Quatrana, pianoforte (Amiranirecords); Triad del trio Satoko Fujii, piano, Joe Fonda, contrabbasso e flauto, e Gianni Mimmo, sax soprano (Long Song Records); e Eternal Love di Roberto Ottaviano, sax soprano, con Marco Colonna, clarinetti, Alexander Hawkins, piano, rhodes, hammond, Giovanni Maier, contrabbasso, e Zeno De Rossi, batteria (Dodicilune).
    1 hr 1 min
  • A-Septic; Fujii/Fonda/Mimmo; Roberto Ottaviano
    In questa puntata ascoltiamo brani da tre album usciti nel 2018 intestati o cointestati a musicisti italiani: Syria del duo A-Septic, cioè Stefano Ferrian, sax tenore, e Simone Quatrana, pianoforte (Amiranirecords); Triad del trio Satoko Fujii, piano, Joe Fonda, contrabbasso e flauto, e Gianni Mimmo, sax soprano (Long Song Records); e Eternal Love di Roberto Ottaviano, sax soprano, con Marco Colonna, clarinetti, Alexander Hawkins, piano, rhodes, hammond, Giovanni Maier, contrabbasso, e Zeno De Rossi, batteria (Dodicilune).
    1 hr 1 min
  • A-Septic; Fujii/Fonda/Mimmo; Roberto Ottaviano
    In questa puntata ascoltiamo brani da tre album usciti nel 2018 intestati o cointestati a musicisti italiani: Syria del duo A-Septic, cioè Stefano Ferrian, sax tenore, e Simone Quatrana, pianoforte (Amiranirecords); Triad del trio Satoko Fujii, piano, Joe Fonda, contrabbasso e flauto, e Gianni Mimmo, sax soprano (Long Song Records); e Eternal Love di Roberto Ottaviano, sax soprano, con Marco Colonna, clarinetti, Alexander Hawkins, piano, rhodes, hammond, Giovanni Maier, contrabbasso, e Zeno De Rossi, batteria (Dodicilune).
    1 hr 1 min
  • Steve Lacy (15 - fine)
    A cavallo tra la fine del secolo e l'inizio del nuovo millennio, Lacy ritrova il vecchio amico Roswell Rudd in un quartetto che viene registrato in effervescenti esibizioni dal vivo. Negli ultimi anni della sua vita Lacy continua ad esibirsi spesso in solo, anche in Italia, per esempio a Labirinti Sonori di Siracusa: un suo set in solo al festival nel 2001, con una splendida medley monkiana, si traduce in un album. Alla metà del 2003 gli viene diagnosticato un cancro. Lacy continua a suonare, negli Usa e in Europa, dall'estate fino a poco più di due mesi dalla morte, che sopraggiunge nel giugno 2004. Lacy suona benissimo fino alla fine. Non solo suona, ma stoicamente ha la forza nelle sue esibizioni di fare riferimento alla morte. Nell'autunno 2003 dà il suo addio all'Europa: in un concerto in solo a Zurigo, diventato l'album November (Intakt), esegue diversi brani che aveva composto in omaggio a persone che erano mancate: fra i brani Tina's Tune, dedicato al sassofonista tedesco Tina Wrase, che era stato stroncato dalla stessa malattia che stava portando via Lacy: Lacy esegue il brano e recita il testo da cui è corredato, un haiku sulla morte scritto da Ozaki Koyo, ucciso, nel 1903, dallo stesso male.
    1 hr 1 min
  • Steve Lacy (15 - fine)
    A cavallo tra la fine del secolo e l'inizio del nuovo millennio, Lacy ritrova il vecchio amico Roswell Rudd in un quartetto che viene registrato in effervescenti esibizioni dal vivo. Negli ultimi anni della sua vita Lacy continua ad esibirsi spesso in solo, anche in Italia, per esempio a Labirinti Sonori di Siracusa: un suo set in solo al festival nel 2001, con una splendida medley monkiana, si traduce in un album. Alla metà del 2003 gli viene diagnosticato un cancro. Lacy continua a suonare, negli Usa e in Europa, dall'estate fino a poco più di due mesi dalla morte, che sopraggiunge nel giugno 2004. Lacy suona benissimo fino alla fine. Non solo suona, ma stoicamente ha la forza nelle sue esibizioni di fare riferimento alla morte. Nell'autunno 2003 dà il suo addio all'Europa: in un concerto in solo a Zurigo, diventato l'album November (Intakt), esegue diversi brani che aveva composto in omaggio a persone che erano mancate: fra i brani Tina's Tune, dedicato al sassofonista tedesco Tina Wrase, che era stato stroncato dalla stessa malattia che stava portando via Lacy: Lacy esegue il brano e recita il testo da cui è corredato, un haiku sulla morte scritto da Ozaki Koyo, ucciso, nel 1903, dallo stesso male.
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  • Steve Lacy (15 - fine)
    A cavallo tra la fine del secolo e l'inizio del nuovo millennio, Lacy ritrova il vecchio amico Roswell Rudd in un quartetto che viene registrato in effervescenti esibizioni dal vivo. Negli ultimi anni della sua vita Lacy continua ad esibirsi spesso in solo, anche in Italia, per esempio a Labirinti Sonori di Siracusa: un suo set in solo al festival nel 2001, con una splendida medley monkiana, si traduce in un album. Alla metà del 2003 gli viene diagnosticato un cancro. Lacy continua a suonare, negli Usa e in Europa, dall'estate fino a poco più di due mesi dalla morte, che sopraggiunge nel giugno 2004. Lacy suona benissimo fino alla fine. Non solo suona, ma stoicamente ha la forza nelle sue esibizioni di fare riferimento alla morte. Nell'autunno 2003 dà il suo addio all'Europa: in un concerto in solo a Zurigo, diventato l'album November (Intakt), esegue diversi brani che aveva composto in omaggio a persone che erano mancate: fra i brani Tina's Tune, dedicato al sassofonista tedesco Tina Wrase, che era stato stroncato dalla stessa malattia che stava portando via Lacy: Lacy esegue il brano e recita il testo da cui è corredato, un haiku sulla morte scritto da Ozaki Koyo, ucciso, nel 1903, dallo stesso male.
    1 hr 1 min
  • Steve Lacy (14)
    Nel ’92 a Berlino Lacy suona in duo con Evan Parker e con Lol Coxhill, e con entrambi in trio, tutti e tre al sax soprano. La lunga intesa di Lacy con Mal Waldron si traduce fra l'altro nel '93 in un album, Let's Call This... Esteem, ricavato da un concerto in duo dello stesso anno al festival del jazz di Oxford: fra i brani naturalmente c'è, immancabile, Monk. Nella stessa formula del duo sax soprano/pianoforte, Lacy nel '96 ha su Monk un interlocutore straordinario in Misha Mengelberg, uno dei cinque pianisti con cui si confronta in duo nell'ambito del Workshop Freie Musik, una delle manifestazioni annuali di musica improvvisata organizzate a Berlino dalla etichetta tedesca Fmp, grande riferimento dell'improvvisazione radicale europea.
    1 hr
  • Steve Lacy (14)
    Nel ’92 a Berlino Lacy suona in duo con Evan Parker e con Lol Coxhill, e con entrambi in trio, tutti e tre al sax soprano. La lunga intesa di Lacy con Mal Waldron si traduce fra l'altro nel '93 in un album, Let's Call This... Esteem, ricavato da un concerto in duo dello stesso anno al festival del jazz di Oxford: fra i brani naturalmente c'è, immancabile, Monk. Nella stessa formula del duo sax soprano/pianoforte, Lacy nel '96 ha su Monk un interlocutore straordinario in Misha Mengelberg, uno dei cinque pianisti con cui si confronta in duo nell'ambito del Workshop Freie Musik, una delle manifestazioni annuali di musica improvvisata organizzate a Berlino dalla etichetta tedesca Fmp, grande riferimento dell'improvvisazione radicale europea.
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  • Steve Lacy (14)
    Nel ’92 a Berlino Lacy suona in duo con Evan Parker e con Lol Coxhill, e con entrambi in trio, tutti e tre al sax soprano. La lunga intesa di Lacy con Mal Waldron si traduce fra l'altro nel '93 in un album, Let's Call This... Esteem, ricavato da un concerto in duo dello stesso anno al festival del jazz di Oxford: fra i brani naturalmente c'è, immancabile, Monk. Nella stessa formula del duo sax soprano/pianoforte, Lacy nel '96 ha su Monk un interlocutore straordinario in Misha Mengelberg, uno dei cinque pianisti con cui si confronta in duo nell'ambito del Workshop Freie Musik, una delle manifestazioni annuali di musica improvvisata organizzate a Berlino dalla etichetta tedesca Fmp, grande riferimento dell'improvvisazione radicale europea.
    1 hr

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