Jazz Anthology

Jazz Anthology

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Jazz Anthology episodes

  • Steve Lacy (13)
    Nel 1981 Lacy incide col suo sestetto l'album Songs, con testi e con la partecipazione del poeta Brion Gysin, un artista la cui vicenda risaliva al surrealismo e si era poi intrecciata con quella della beat generation: è un altra testimonianza dell'interese di Lacy per il nesso musica/parole e per la poesia, e anche del suo rapporto personale, fin dagli anni cinquanta, con molti poeti. Un poeta su cui Lacy, assieme ad Irene Aebi, lavora intensamente, mettendone in musica molte poesie, è per esempio Robert Creeley. Fra tanti duo nei quali Lacy - molto stimolato da questa dimensione ridotta - si produce, è decisamente speciale quello con una vecchia conoscenza come Gil Evans, al piano e piano elettrico, che si concretizza in un album inciso a Parigi nel 1987, Paris Blues.
    1 hr
  • Steve Lacy (13)
    Nel 1981 Lacy incide col suo sestetto l'album Songs, con testi e con la partecipazione del poeta Brion Gysin, un artista la cui vicenda risaliva al surrealismo e si era poi intrecciata con quella della beat generation: è un altra testimonianza dell'interese di Lacy per il nesso musica/parole e per la poesia, e anche del suo rapporto personale, fin dagli anni cinquanta, con molti poeti. Un poeta su cui Lacy, assieme ad Irene Aebi, lavora intensamente, mettendone in musica molte poesie, è per esempio Robert Creeley. Fra tanti duo nei quali Lacy - molto stimolato da questa dimensione ridotta - si produce, è decisamente speciale quello con una vecchia conoscenza come Gil Evans, al piano e piano elettrico, che si concretizza in un album inciso a Parigi nel 1987, Paris Blues.
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  • Steve Lacy (13)
    Nel 1981 Lacy incide col suo sestetto l'album Songs, con testi e con la partecipazione del poeta Brion Gysin, un artista la cui vicenda risaliva al surrealismo e si era poi intrecciata con quella della beat generation: è un altra testimonianza dell'interese di Lacy per il nesso musica/parole e per la poesia, e anche del suo rapporto personale, fin dagli anni cinquanta, con molti poeti. Un poeta su cui Lacy, assieme ad Irene Aebi, lavora intensamente, mettendone in musica molte poesie, è per esempio Robert Creeley. Fra tanti duo nei quali Lacy - molto stimolato da questa dimensione ridotta - si produce, è decisamente speciale quello con una vecchia conoscenza come Gil Evans, al piano e piano elettrico, che si concretizza in un album inciso a Parigi nel 1987, Paris Blues.
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  • Franco D'Andrea presenta Intervals II
    Franco D'Andrea è stato proclamato "musicista italiano dell'anno" dall'edizione 2018 del Top Jazz, il referendum tra addetti ai lavori del mensile Musica Jazz: D'Andrea è un habitué di questo riconoscimento, che ottiene per la dodicesima volta (nella puntata di Jazz Anthology del 30 gennaio 2017, che potete trovare qui in podcast, avevamo festeggiato con lui la sua vittoria, l'undicesima, nel Top Jazz 2016). Ma l'affermazione per D'Andrea quest'anno è stata doppia: il pianista infatti è risultato vincitore anche per il disco italiano dell'anno con Intervals I (che ci aveva presentato nella puntata di Jazz Anthology del 4 dicembre 2017: potete trovare anche questa in podcast). Ospite in studio, oltre a commentare questi risultati, D'Andrea ci ha presentato il suo nuovo album in ottetto Intervals II (Parco della Musica Records).
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  • Franco D'Andrea presenta Intervals II
    Franco D'Andrea è stato proclamato "musicista italiano dell'anno" dall'edizione 2018 del Top Jazz, il referendum tra addetti ai lavori del mensile Musica Jazz: D'Andrea è un habitué di questo riconoscimento, che ottiene per la dodicesima volta (nella puntata di Jazz Anthology del 30 gennaio 2017, che potete trovare qui in podcast, avevamo festeggiato con lui la sua vittoria, l'undicesima, nel Top Jazz 2016). Ma l'affermazione per D'Andrea quest'anno è stata doppia: il pianista infatti è risultato vincitore anche per il disco italiano dell'anno con Intervals I (che ci aveva presentato nella puntata di Jazz Anthology del 4 dicembre 2017: potete trovare anche questa in podcast). Ospite in studio, oltre a commentare questi risultati, D'Andrea ci ha presentato il suo nuovo album in ottetto Intervals II (Parco della Musica Records).
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  • Franco D'Andrea presenta Intervals II
    Franco D'Andrea è stato proclamato "musicista italiano dell'anno" dall'edizione 2018 del Top Jazz, il referendum tra addetti ai lavori del mensile Musica Jazz: D'Andrea è un habitué di questo riconoscimento, che ottiene per la dodicesima volta (nella puntata di Jazz Anthology del 30 gennaio 2017, che potete trovare qui in podcast, avevamo festeggiato con lui la sua vittoria, l'undicesima, nel Top Jazz 2016). Ma l'affermazione per D'Andrea quest'anno è stata doppia: il pianista infatti è risultato vincitore anche per il disco italiano dell'anno con Intervals I (che ci aveva presentato nella puntata di Jazz Anthology del 4 dicembre 2017: potete trovare anche questa in podcast). Ospite in studio, oltre a commentare questi risultati, D'Andrea ci ha presentato il suo nuovo album in ottetto Intervals II (Parco della Musica Records).
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  • Steve Lacy (12)
    L'interesse di Lacy per l'esplorazione dell'interplay in combinazioni molto ridotte è testimoniato in questa puntata da una serie di duo degli anni ottanta: con il percussionista giapponese Masahiko Togashi (1983); con il chitarrista britannico Derek Bailey, maestro dell'improvvisazione radicale, con cui Lacy aveva una consuetudine di lunga data (1983); con il sassofonista Evan Parker, altro caposcuola dell'improvvisazione europea, in un faccia a faccia fra sax soprani (1985); con il sassofonista afroamericano Steve Potts, per moltissimi anni nei gruppi di Lacy, che lo ammirava molto (1985); con il pianista Ulli Gumpert, uno dei maggiori protagonisti del jazz d'avanguardia dell'allora Germania dell'Est (1985).
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  • Steve Lacy (12)
    L'interesse di Lacy per l'esplorazione dell'interplay in combinazioni molto ridotte è testimoniato in questa puntata da una serie di duo degli anni ottanta: con il percussionista giapponese Masahiko Togashi (1983); con il chitarrista britannico Derek Bailey, maestro dell'improvvisazione radicale, con cui Lacy aveva una consuetudine di lunga data (1983); con il sassofonista Evan Parker, altro caposcuola dell'improvvisazione europea, in un faccia a faccia fra sax soprani (1985); con il sassofonista afroamericano Steve Potts, per moltissimi anni nei gruppi di Lacy, che lo ammirava molto (1985); con il pianista Ulli Gumpert, uno dei maggiori protagonisti del jazz d'avanguardia dell'allora Germania dell'Est (1985).
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  • Steve Lacy (12)
    L'interesse di Lacy per l'esplorazione dell'interplay in combinazioni molto ridotte è testimoniato in questa puntata da una serie di duo degli anni ottanta: con il percussionista giapponese Masahiko Togashi (1983); con il chitarrista britannico Derek Bailey, maestro dell'improvvisazione radicale, con cui Lacy aveva una consuetudine di lunga data (1983); con il sassofonista Evan Parker, altro caposcuola dell'improvvisazione europea, in un faccia a faccia fra sax soprani (1985); con il sassofonista afroamericano Steve Potts, per moltissimi anni nei gruppi di Lacy, che lo ammirava molto (1985); con il pianista Ulli Gumpert, uno dei maggiori protagonisti del jazz d'avanguardia dell'allora Germania dell'Est (1985).
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  • Steve Lacy (11)
    A partire dalla prima metà degli anni settanta Lacy dà vita a gruppi che nelle linee di fondo e nella continuità di alcune presenze saranno una costante della sua attività da allora in poi; fra i musicisti che ne fanno parte la moglie Irene Aebi, che oltre a suonare violino e violoncello, spinta da Lacy assume anche il ruolo di cantante, e il sassofonista afroamericano Steve Potts, con cui Lacy stabilisce un sodalizio destinato a prolungarsi per decenni. Negli anni settanta emerge anche l'interesse di Lacy per il rapporto musica/poesia. Nell'81 Lacy è coinvolto in un album che fa epoca, Amarcord Nino Rota, allestito dal produttore Hal Willner: con uno splendido solo Lacy interpreta Roma. Lacy spesso esplora anche la dimensione del duo, con un ventaglio molto ampio di interlocutori: alla fine dell'82 per esempo dal vivo con il batterista Muhammad Ali e con il trombonista George Lewis.
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