C’è una cosa che nel lavoro - ma anche nelle relazioni - stiamo trattando come un dettaglio. E dobbiamo parlarne: le scadenze.
Il “te lo mando stasera”, “ci sentiamo domani”, “tranquillo, ci penso io”.
E poi domani diventa dopodomani, serve il messaggino di sollecito che ti fa sentire fuori posto…
Fino a quando arriva: “eh ma ho avuto un imprevisto”.
Un bel respiro…
Nessuno ci chiede di diventare delle macchine. Il punto non è il ritardo. Ma esiste una gerarchia della professionalità.
Il punto è che ogni volta che saltiamo una parola data senza struttura dietro, stiamo dicendo una cosa molto precisa: non c’è un metodo.
E quando non hai un metodo, chi lavora con te deve compensare la tua imprevedibilità.
E l’imprevedibilità, biologicamente, è ciò che distrugge la fiducia.
Nella newsletter audio di oggi vi ho messo le mie tre categorie di persone, ma chissà che non ce ne siano altre là fuori…
E non riguarda quanto si può essere creativi, ma quanto possiamo essere affidabili.