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By Giovanni CorredduMusicMusic History
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Keration PC | PodCast episodes

  • L’arte dell’improvvisazione musicale (Parte 1)

    Diversi anni fa, un famoso pianista belga si sedette davanti a un pianoforte a coda da concerto nel Conservatorio Nazionale di Musica a Città del Guatemala. Stava per presentare la seconda metà del suo recital programmato a davanti a un vasto pubblico. Invece di iniziare con una selezione riconoscibile tratta da un repertorio standard, tuttavia, invitò i presenti a dare un gruppo di 5 o 6 diversi toni, o meno.

    Ad alcuni chiese in quale stile desiderassero sentirlo suonare. Preferivano quello di Beethoven, quello di Chopin o quello di Debussy? E a quale velocità? E che dire del ritmo? Era meglio eseguirli come se fosse un valzer, una marcia oppure un minuetto? Il pianista rispose creando ottime musiche improvvisate negli stili richiesti. Era un maestro della improvvisazione musicale.

    Questo genere artistico, l’improvvisazione, non appartiene a una determinata nazione, né è repertorio esclusivo di un certo popolo o tribù. Invece, l’umanità nel suo insieme ne ha sempre goduto in qualsiasi epoca storica. Infatti, la musica dell’India e del sud-est asiatico è quasi sempre improvvisata. Faubion Bowers, nel suo libro Theatre in the East, afferma: “La creazione del musicista […] esegue in quel momento e non è quasi mai la versione interpretativa della composizione scritta di un altro”. Questa musica è diversa da quella comune in Occidente, perché è senza armonia. L’accento è posto sulla linea melodica e sui modi in cui può essere abbellita. Non dimentichiamo poi la musica africana, scandita da ritmi e contro-ritmi molto complicati.

    Un semplice ascolto indicherà che l’improvvisazione è l’elemento onnipresente.

    L’improvvisazione musicale fu una caratteristica della musica europea in particolare fra il XVII e il XIX secolo. Fu inclusa nel repertorio compositivo di molti grandi compositori, come Beethoven. Oxford Companion to Music riferisce: “Davanti alla carta era uno dei più lenti e laboriosi compositori che fosse mai vissuto, ma quando le sue dita toccavano lo strumento egli volava. Il suo allievo Czerny dice di lui: ‘Le sue improvvisazioni erano sommamente belle e singolari’”.

    Avete mai sentito il detto: “Mangia come parli”? Si dice che Händel scriveva come si parla e componeva come si respira. Non abbozzò mai su carta i suoi lavori definitivi. Scriveva sempre in bella. Pertanto, i suoi spartiti erano delle vere e proprie improvvisazioni. “Scrisse la sua musica con tale impetuosità di sentimento e con tale ricchezza di idee che la mano restava sempre indietro rispetto ai pensieri”. Per stare al passo con la sua mente, doveva prendere costantemente appunti (Romain Rolland – Romàn Rollòn, in Essays on Music – Essèys on Miùs.ec).

    Bach, Mozart, Liszt, Chopin e Schubert furono altri compositori dotati di straordinarie capacità improvvisative. Si dice che Mozart, quando componeva, non utilizzasse la matita ma solo l’inchiostro e che non correggesse mai nessun aspetto degli spartiti, nemmeno di quelli scritti in fretta. Fu così che, nell’arco di poche ore, scrisse e orchestrò la sua celeberrima Piccola Serenata notturna in sol maggiore K 525.

    Che dire di oggi? Ascoltate la mia musica, e noterete che l’improvvisazione è onnipresente, sia su carta che su penna.

    5 min
  • La musica può trasmettere una filosofia? (1a parte)

    Oggigiorno la musica gioca un ruolo molto profondo nella vita quotidiana. Nell’ultimo secolo, o giù di lì, l’industria musicale si è ingrandita superando molti tipi di confini e sfornando centinaia di milioni di dischi, audiocassette, CD ogni anno, riempiendo infine il Web. Nel XIX secolo la musica si ascoltava solo partecipando a spettacoli dal vivo, come esecutori oppure come ascoltatori. Oggi, invece, è normale ascoltarla o suonarla in casa: fa parte della vita di tutti i giorni. Questo fa sorgere delle domande: la musica può trasmettere una filosofia? La musica può influenzare il pensiero o lo stile di vita di una persona?

    Troviamo una prima risposta analizzando la pubblicità della radio, della TV e di strumenti per lo streaming come Spotify. Molte pubblicità commerciali sono accompagnate da musica. Mentre ascoltiamo la musica, questi strumenti di marketing permettono di conoscere nuovi prodotti per nome, e questo nome si incide quasi indelebilmente nella nostra mente. Il metodo è simile al modo in cui bambini e neonati apprendono il linguaggio. Osservano e ascoltano i suoni attorno a loro; ascoltano in particolare i genitori mentre parlano loro, e imparano a esprimersi. Come dei registratori, imparano qualsiasi parola sentono.

    Come abbiamo visto nei precedenti episodi, nel passato la musica era usata con scopi differenti. Per esempio, per quasi tutta la storia dell’uomo è stata usata nella religione. Pensate ai Salmi della Bibbia: venivano cantati accompagnati da un arrangiamento musicale, che aiutava a memorizzare il testo. Il racconto biblico ci dice che, all’inaugurazione del tempio di Salomone, furono radunati i cantori “con cembali, cetre e altri strumenti a corda; insieme a loro c’erano 120 sacerdoti che suonavano le trombe. […] i trombettieri e i cantori” suonarono “all’unisono” (2 Cronache 5:12, 13).

    È stato ipotizzato che, in quell’occasione, sia stato cantato e suonato il Salmo 136. Questo Salmo ha una caratteristica unica: ogni verso è composto di due frasi, la seconda frase è sempre la stessa, che si ripete in tutti i suoi 26 versetti. Si aggiunga l’accompagnamento orchestrale: tutti potevano cantarlo perché conoscevano a memoria almeno metà del testo. Questa è la prova che la musica può trasmettere un messaggio. Può essere anche il mezzo per promuovere un prodotto o una filosofia, o per raccomandare uno stile di vita. Non serve che la musica contenga necessariamente delle parole.

    Questo è successo anche nella musica classica, e continua a succedere ancora oggi.

    Voglio leggervi cosa si legge nella biografia di Ludwig van Beethoven, secondo l’Encyclopædia Britannica: lui è “considerato da molti il più grande compositore che sia mai vissuto”. Poi l’enciclopedia aggiunge: “Egli rivelò più vividamente di qualsiasi suo predecessore il potere della musica di trasmettere, senza l’ausilio di parole, una filosofia della vita”. Per esempio, la sua Sinfonia Pastorale trasmette chiaramente l’amore di Beethoven per la natura. Questo dimostra che la musica può commuoverci e influenzare le nostre emozioni

    Ecco un altro esempio, quello del compositore Austriaco Gustav Mahler. Lui era molto ossessionato dalla morte, com’è dimostrato dalla sua incessante ricerca per scoprire il senso, o il significato, della vita, cosa che esprimeva nelle sue prime due sinfonie e in altre composizioni. Nella sua Sinfonia n. 1, la gioia della vita viene offuscata dall’ossessione per la morte. La sua Sinfonia n. 2 inizia esprimendo la sua ossessione per la morte, e culmina riferendosi all’immortalità, una dottrina religiosa. L’elemento religioso in queste opere è espresso in modo chiaro. Secondo voi, e qui potete lasciare un vostro commento, la confusione religiosa, le ossessioni e le nevrosi di Mahler potrebbero influenzare l’ascoltatore?

    7 min
  • Il nome di “No Man’s Sky”

    Il nome di “No Man’s Sky” (angolodiwindows.com)

    Oggi vi parlo di un videogioco, e vedremo un suo strano collegamento con il mio romanzo The Genetic Scanner — Revision 3.0.

    Algherwood: la tua vacanza a portata di mano - App su Google Play

    3 min
  • Scherzi scherzosi #01

    Oggi inizia una nuova serie, disponibile anche nel mio canale YouTube (https://youtu.be/LwE8ncJmLhE). È basata sulle Skill per Alexa che sto creando. 

    Questo è il primo episodio di “Scherzi scherzosi”.

    9 min
  • Un’idea dall’Africa per chi vuol fare live

    Si dice che viaggiare in autobus nelle campagne del Lesotho, un regno enclave della Repubblica sudafricana, sia più che affascinante. Infatti, gli autobus locali sono forniti di un altoparlante montato sul tetto. All’altoparlante è collegato un microfono posizionato all’interno del bus.

    Qualsiasi passeggero o gruppo dall’estro musicale può cantare o suonare qualche strumento senza limiti. In alcuni casi i risultati sono piuttosto esilaranti. Ma per gli abitanti del Lesotho che amano la musica i viaggi sono resi più piacevoli, evitando un silenzio soffocante (c’è già il caldo soffocante). Così i viaggiatori all’interno dell’autobus, nonché chiunque stia per la strada, è attratto da una vera e propria esperienza proveniente dagli autobus “musicali” del Lesotho.

    2 min
  • Musica strumentale e religione

    Testo parziale dell’episodio 

    Nel testo religioso per eccellenza, la Bibbia, la musica è onnipresente, dalle prime alle ultime pagine, dalla Genesi all’Apocalisse (o Rivelazione).

    Oxford Companion to Music riferisce: “In tutta la storia antica del popolo ebraico … la musica è menzionata con una frequenza che forse supera quella con cui è menzionata nella storia di qualsiasi altro popolo. L’allegrezza popolare in qualsiasi forma è accompagnata dalla musica”. Questo trova conferma anche nelle seguenti parole del musicologo Kurt Sachs: “Tra i libri del mondo, pochi possono vantare d’avere più importanza per la storia della musica che la Bibbia”. —The Rise of Music in the Ancient World.

    Infatti, il primo riferimento biblico alla musica si trova in Genesi 4:1, che dice: “Iubàl […] fu il capostipite di tutti quelli che suonano la cetra e il flauto”. Genesi menziona che, quando qualcuno partiva per un lungo viaggio, amici e parenti organizzavano “gioia e canti, al suono di tamburelli e cetre” (Genesi 31:27). Il tamburello si usava in occasioni allegre.

    Dato che la musica serviva per rallegrare gli animi, specialmente nelle occasioni gioiose, leggiamo che gli israeliti includevano gli strumenti musicali nell’adorazione. Il re Davide era un compositore, anzi un cantautore: scriveva sia il testo che la musica. Le sue composizioni si definiscono salmi e lui, in veste di compositore, si può chiamare salmista. Spesso i suoi testi non solo lodavano Dio ma includevano anche riferimenti diretti alla musica. Ecco un paio di esempi:

    “Déstati, o animo mio. Strumento a corda, cetra, destatevi” (Salmo 57:8).

    ‘Rendete grazie con la cetra; cantate lodi con uno strumento a dieci corde’ (Salmo 33:2).

    Davide è il musicista più famoso fra quelli menzionati nelle Scritture. Forse è stato il più grande compositore dei tempi antichi. Era un virtuoso dell’arpa. Inoltre, inventò nuovi strumenti musicali! Davide organizzò anche l’adorazione, includendo sia musica cantata che strumentale.

    La musica aveva un ruolo importante nell’antico mondo ebraico, in particolare nell’adorazione.

    Le Sacre Scritture menzionano per nome diversi strumenti musicali. Per esempio, quando Salmone inaugurò il tempio, organizzò un’orchestra composta da cembali, arpe e altri strumenti a corda; inoltre, incluse un’orchestra di 120 trombe.

    Forse nessun’altra nazione dell’antichità dedicò tanto spazio alla musica strumentale quanto gli ebrei!

    Comunque, come abbiamo visto nel precedente episodio, nel corso del tempo, alcuni gruppi religiosi hanno vietato la musica non cantata. Per esempio, Martin Lutero, Giovanni Calvino e John Knox si opposero all’uso dell’organo per accompagnare il canto nelle funzioni religiose. Affermavano che l’organo era “un vessillo di Baal” e che la musica strumentale era così poco necessaria nel culto cristiano quanto “l’incenso e il candelabro”. Comunque, i loro seguaci adottarono la musica strumentale nei servizi religiosi. Ancora oggi alcuni gruppi religiosi continuano a essere contrari alla musica strumentale nell’adorazione cristiana.

    Perché? Come abbiamo visto nel precedente episodio, le Scritture Greche Cristiane (ovvero il Nuovo Testamento), quando parlano di musica, non citano mai quella strumentale nelle occasioni religiose. Ma questo dimostra che la musica strumentale vada vietata nella religione? Ipotizziamo che i primi cristiani includessero musica strumentale quando si riunivano per adorare. Forse gli apostoli Giovanni, Paolo e Pietro non ritennero che fosse importante parlarne nelle lettere, o epistole, che scrissero.

    7 min
  • The Genetic Scanner: Capitolo XXXV

    Ci avviciniamo alla fine della nostra lunga storia. Oggi inizia una guerra mondiale sul ghiacchio. Scopriamo cosa succede in giro per il mondo.

    Vetrina letteraria di Giovanni Correddu - App su Google Play

    7 min

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