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La livella è un dispositivo utilizzato per rendere le superfici piane o ad angolo retto rispetto a un filo a piombo. La “livella” è conosciuta fin dai tempi antichi. Infatti, esistono due parole ebraiche, simili tra loro, che si riferiscono alla “livella”: mishqèleth e mishqòleth. Queste parole si potrebbero tradurre anche con l’espressione “strumento di livellamento”.
La livella era impiegata da falegnami, scalpellini e altri artigiani dei tempi antichi per ottenere la precisione orizzontale durante la costruzione di pareti e strutture varie, mentre il piombino veniva utilizzato per garantire la precisione verticale.
Sembra che i muratori egiziani impiegassero una livella dalla forma simile alla lettera “A”, dotata di un filo a piombo corto appeso alla sommità. Evidentemente quando questo coincideva con una tacca al centro della barra traversale, indicava che la superficie su cui era posta la livella era piana.
Il littore era l’ufficiale subalterno incaricato di scortare in pubblico i magistrati romani e di eseguirne le istruzioni. Il termine greco rhabdoùkhos significa “portatore di bastone”. Il termine latino corrispondente era lictor. Come segno dell’ufficio e simbolo dell’autorità del magistrato nelle colonie romane ogni lictor portava il fascio di bacchette di olmo o di betulla legato in cui era infilata una scure con la lama che sporgeva da una parte.
Alcuni dei doveri del littore erano simili a quelli di un poliziotto, ma differivano dai poliziotti odierni, visto che i littori non lasciavano mai il fianco del magistrato. Erano costantemente al suo servizio. Non erano soggetti alle richieste dirette del popolo ma solo agli ordini del loro magistrato.
I littori facevano un annuncio quando il loro magistrato stava per apparire in pubblico, sgomberavano il suo passaggio tra la folla e si assicuravano che ricevesse il rispetto dovuto al suo rango. Montavano la guardia nella sua casa.
Consegnavano i messaggi del magistrato, ordinavano ai delinquenti di presentarsi davanti a lui e arrestavano i trasgressori. In alcuni casi li flagellavano.
Tecnicamente i littori erano nominati per un anno, ma in realtà spesso il loro servizio durava di più. Erano in gran parte liberti. I littori romani erano esentati dal servizio militare e ricevevano uno stipendio per il loro servizio.
Visto che Filippi era una colonia romana, era governata dai magistrati civili imperiali. Questi ‘diedero il comando di bastonare’ Paolo e Sila. Il giorno successivo, i magistrati civili mandarono “le guardie” con l’ordine di liberarli. Ma Paolo si rifiutò di accettare. Piuttosto chiese che i magistrati civili riconoscessero il torto commesso (Atti 15:19-40).
La lite è una controversia o un’azione legale.
È sconsigliabile lasciarsi coinvolgere nei litigi altrui senza un motivo valido. Chi si intromette in una lite si può paragonare a chi afferra un cane per le orecchie. Solo chi è stupido e stolto si mette a litigare per un niente; lo fa anche semplicemente aprendo la bocca. È meglio evitare la disputa. Una persona piena d’ira litiga facilmente.
La lite distrugge un’atmosfera pacifica e può far perdere l’autocontrollo anche alle persone più mansuete. Coloro che si lasciano coinvolgere in litigi o in violente controversie possono rischiare addirittura la vita.
Il litigio ha un effetto dannoso. È meglio andarsene prima che scoppi la lite.
Il mormorio. Mormorare scoraggia e abbatte.
Le lamentele ingiustificate e ripetitive hanno spinto alcune persone a tentare il suicidio. I mormorii possono essere un pericolo mortale anche per gli stessi mormoratori.
Di conseguenza, il miglior consiglio è evitare di mormorare o lamentarsi.
All’origine, il liuto era molto simile all’arpa. Comunque, la forma permetteva di distinguere i due strumenti musicali. Spesso consisteva in poche corde tese su un manico che reggeva una cassa armonica. È stato ipotizzato che le corde, mentre vibravano, producevano toni melodiosi non dissimili dall’odierna chitarra classica. Le corde erano fatte di fibre vegetali o intestini di animali ritorti.
Il flauto è uno strumento musicale appartenente alla famiglia dei legni. Anche se non è chiaro quale strumento musicale moderno corrisponda alle terminologie antiche, molti ritengono che il “flauto” sia quello corretto o per lo meno quello che più si avvicini. Per esempio, in ebraico si dice chalìl, in greco aulòs. La radice ebraica da cui si ritiene derivi chalìl significa “perforare”, e potrebbe riferirsi al processo utilizzato per realizzare un semplice flauto, vale a dire perforare il centro di una sezione di canna, di osso o di avorio, e quindi forare a intervalli predeterminati. Le iscrizioni egiziane indicano che il quel paese esisteva una varietà di strumenti simili a flauti. Uno di essi era tenuto in posizione obliqua, appoggiando la bocca da un lato dello strumento; esisteva anche un flauto doppio, su cui la bocca era appoggiata all’estremità delle due canne.
Sembra che il greco aulòs fosse usato per indicare due diversi strumenti musicali: quelli che utilizzavano un’ancia nel bocchino e semplici canne simili a flauti. Forse chalìl era un termine generico per indicare tutti i legni, come succede oggi con i termini inglesi brass (ottoni) e woodwind (legni); ma nell’ebraico moderno chalìl è applicato esclusivamente al flauto. Da qui deriverebbe la tradizione ebraica che afferma che il termine chalìl originariamente indicava il solo flauto.
Il flauto era uno degli strumenti musicali più popolari; veniva suonato in occasioni gioiose, come i banchetti e i matrimoni. I bambini giocavano per le strade suonando il flauto. Tale strumento però era presente anche nei momenti tristi. Le persone in lutto assumevano professionisti per accompagnare con il flauto le musiche sia durante le veglie che durante i funerali.
Uno degli strumenti a fiato più amati di tutti i tempi è il flauto. Il suo suono allegro e melodioso ha sempre sollevato lo spirito di chi partecipava a riunioni di famiglia, feste e matrimoni. La voce lirica del flauto si poteva udire anche ai funerali, dove i musicisti eseguivano canzoni che facevano parte del rituale.
Uno degli strumenti a fiato più antichi è il corno ebraico, noto come shofar. Questo corno cavo di montone produceva toni forti e penetranti. Gli israeliti usavano lo shofar per radunare le truppe in battaglia e per incitare il popolo all’azione.
Fonte: The Watchtower 1/2/12
La cetra è uno degli strumenti musicali più antichi in assoluto. In aramaico era chiamata qathròhs. Sin dall’inizio è stato uno strumento a corde. È stato ipotizzato che la parola greca kitàra, che pure indica uno strumento a corde, derivi da quella aramaica. Nelle lingue moderne, la parola non ha subito un grande cambiamento: è normale dire cetra (in italiano) o zither (in inglese). Il qathròhs era incluso nelle orchestre dell’antica Babilonia (VII-VI secolo a.C.).
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