Oggi ce l’ho con “i risarcimenti e le sanzioni pecuniarie”.Chiariamo: a fronte di un danno il risarcimento è doveroso, non c’è dubbio, “ma”.Intanto partiamo da un presupposto: per me, per quanto utile e indispensabile, il denaro ha un valore molto relativo, certamente inferiore al benessere fisico, emotivo e psichico, sicuramente inferiore alla coerenza con i propri valori, sicuramente inferiore al valore affettivo e sicuramente inferiore al valore della Natura nei suoi vari aspetti.Per farvi un esempio, ho una piccola credenza da cucina, di nessun pregio, verniciata di rosso, a pennello e pure male. Ho arredato l’intera cucina sulla misura di quella piccola credenza, imprescindibile. Quella era di mia nonna, ma quella era il SUO mobile per i miei giochi ed è rimasta il NOI cristallizzato nel tempo dell’addio.Se malauguratamente quella credenza andasse distrutta, non ci sarebbe nulla al mondo che la potrebbe sostituire, e nessuna cifra che la potrebbe ricomprare.