La Divina Commedia - INFERNO e PURGATORIO

La Divina Commedia - INFERNO e PURGATORIO

By PatriziaComedy
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La Divina Commedia - INFERNO e PURGATORIO episodes

  • Purgatorio XXXII
    “Tant’eran li occhi miei fissi e attenti”
    Gli occhi, ecco, vengono introdotti i veri protagonisti del Paradiso dove il corpo non scompare, ma si nobilita a tal punto da consentire la visione ultima, quella della verità, di Dio.
    Questo non significa affatto dimenticarsi della realtà umana, della necessità di essere degni cittadini in terra per poter aspirare alla Roma celeste “quella Roma onde Cristo è romano” e a Dante viene assegnata una missione specifica “quel che vedi, ritornato di là, fa che tu ne scrive”
    3 min
  • Purgatorio XXXI
    Una Beatrice tutt’altro che dolce, vuole che Dante confessi se ed il perché si sia fatto deviare da falsi piaceri “dì, dì se questo è vero; a tanta accusa
    tua confession conviene esser congiunta”
    E Dante è colto da “confusione e paura insieme miste” e scoppia in lacrime.
    4 min
  • Purgatorio XXVIII
    Il profumo dei fiori, la dolcezza dell’aria, il canto e gli occhi che iniziano a diventare dominanti: ormai ci siamo, siamo lì dove “fu innocente l’umana radice;
    qui primavera sempre e ogni frutto”
    3 min
  • Purgatorio XXIV
    Nè ‘l dir l’andar, nè l’andar lui più lento
    facea, ma ragionando andavam forte”
    Il passo come inciampare ad essere più veloce, preludio della rapidità con cui Dante si muoverà in Paradiso, dove sarà più rapido della folgore. Preludio del Paradiso sono anche l’andar luminosità dell’angelo che comparirà alla fine di questo canto, ma ancora rimane lo stupore delle anime nell’accorgersi che Dante è lì con il suo corpo.
    “per le fosse de li occhi ammirazione
    traean di me, di mio vivere accorte.”
    3 min
  • Purgatorio XXVII
    Le fiamme, simbolo per antonomasia dell’Inferno, come reagireste allora se scopriste che, dopo aver passato l’inferno e pensare di essere se non tranquilli almeno sicuri in Purgatorio, vi venisse intimato di dover passare attraverso il foco?
    “ per ch’io divenni tal, quando lo ‘ntesi,
    qual è colui che nella fossa è messo.”
    3 min
  • Purgatorio XXII
    “Allor m’a corsi che troppo aprir l’ali
    potean le mani a spendere, e pente’mi
    così di quel come de li altri mali”

    Se l’avarizia é una delle peggiori pecche che un uomo possa avere, non é meglio aver le mani bucate.
    2 min
  • Purgatorio XX
    Insieme all’ invidia il peggiore tra i mali per il benessere della società, l’avarizia.
    “O avarizia, che puoi tu più farne,
    poscia c’ha’ il mio sangue a te sì tratto,
    che non si cura della propria carne?”
    3 min
  • Purgatorio XIX
    “ ‘Adhaesit pavimento anima mea’
    sentia dir loro con sì alti sospiri,
    che la parola a pena s’intendea.”

    Quanta fatica regna ancora in Purgatorio, la voce stenta, affanna non si può non contrapporla a quella dolce, soave dei canti paradisiaci, eppure non siamo più in Inferno.
    3 min
  • Purgatorio XIII
    “E come a li orbi non approda il sole,
    così a l’ombre quivi, ond’ io parlo ora,
    luce del ciel di sé largir non vuole; “

    Quando si dice “ non vederci dall’invidia”.
    3 min
  • Purgatorio XVIII
    Prosegue la spiegazione di Virgilio su cosa sia l'amore, positivo in potenza può divenire negativo in base al nostro agire, ma comunque "mai non posa fin che la cosa amata il fa gioire"
    Come dagli torto?
    3 min

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