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In questa puntata della Minestra degli Esteri:
1. Parliamo della nuova guerra di Stati Uniti e Isreale all'Iran. In solo 24 ore lo sforzo congiunto dei due paesi ha eliminato la guida suprema Khamenei e ha destabilizzato completamente la regione. Da cosa è nato questo nuovo sanguinoso conflitto?
2. Le conseguenze dell'attacco all'Iran sono anche economiche, e pesanti. La risposta dell'Iran all'attacco ha coinvolto i grandi esportatori di risorse energetiche della zona, aumentando immediatamente i costi di tutto il mondo, compresa e soprattutto l'Italia.
3. Nella regione anche tra Afghanistan e Pakistan sta nascendo un conflitto. Tra i due paesi le tensioni durano da un po' e le accuse sempre più forti, ma ora come non mai il rischio di una guerra intensa è fattibile.
In questa puntata de la Minestra degli Esteri:
1. Trump ha fatto il tradizionale discorso dell'unione davanti a Camera e Congresso, che sarebbe un'occasione per, appunto, unire la nazione. Ma è sembrato un discorso di campagna elettorale, in vista delle elezioni di metà mandato. Di cosa ha parlato?
2. In Francia le divisioni politiche sono sempre più estremizzate, e l'uccisione di Quentin Deranque, giovane militante di estrema destra, ha infiammato il dibattito come raramente è successo. Quali sono le conseguenze reali della morte di Deranque sull'universo dei politici francesi?
3. Quattro anni fa è iniziata una guerra come l'Europa non ne vedeva dalla Seconda Guerra Mondiale, e di una guerra vera e propria parliamo. Non operazioni di peacekeeping o antiterrorismo, ma di trincee, artiglieria, e ondate di uomini al fronte che perdono la vita. Come è cambiata la guerra in questi anni, e come sono cambiate Russia e Ucraina?
In aggiunta, nella nostra newsletter su Subastack, un capitolo aggiuntivo sulla guerra in Iran e sull'uccisione della guida suprema Khamenei da parte di Isreaele e Stati Uniti.
In questa puntata della Minestra degli Esteri, ci concentreremo nel raccontare una storia diversa.
È la storia di Michele Dall'Arno, un professore di fisica teorica italiano in Giappone, che non vede i suoi tre figli dal 30 ottobre 2025, quando, tornato a casa, non li ha trovati. Un sequestro di fatto, avvenuto nell'indifferenza della legge e con la tacita complicità della tradizione giapponese.
In questo episodio della Minestra degli Esteri:
1. Sanae Takaichi ha sbaragliato i propri avversari politici dopo aver preso la decisione azzardata di sciogliere la Camera dei Rappresentanti giapponese per provare ad allargare la sua base di consenso. Domenica scorsa, il suo Partito Liberaldemocratico si è infatti assicurato 316 seggi sui 465 della Camera bassa. Numeri che, legge elettorale alla mano, potrebbero consentirgli di forma un governo senza alleati di coalizione.
2. Il ciclone Epstein continua a mietere vittime, e ora tocca a Peter Mandelson, ex ambasciatore del Regno Unito a Washington, che ha intrattenuto per anni rapporti con il finanziere newyorkese. Ma il vero trambusto nella politica britannica l'ha causato Keir Starmer e la sua difficoltà a gestire i suoi contatti con Mandelson.
3. È crisi profonda a Cuba: blackout continui , sospensione degli interventi chirurgici non urgenti, e servizi essenziali allo stremo fotografano un’isola entrata in una nuova fase d’emergenza. La cattura di Nicolás Maduro ha privato L’Avana del suo principale alleato nel continente americano, interrompendo le forniture di petrolio venezuelano da cui dipendeva gran parte della produzione elettrica. E tutto ciò che può fare il presidente Miguel Díaz-Canel è chiamare i cubani alla “resistenza creativa”. In altre parole, a trovare il modo di arrivare a fine giornata.
In questa puntata della Minestra degli Esteri:
1. Un crollo con oltre 200 vittime ha riacceso le tensioni tra Congo e Rwanda, a discapito della pace firmata e tutorata dagli Stati Uniti di Trump. Ma seppur la ragione della strage pare essere le forti piogge di queste settimane, le due nazioni hanno ricominciato ad accusarsi a vicenda.
2. Gli Epstein Files sono di nuovo qui, e stavolta con un carico di oltre tre milioni di pagine. Mentre il pubblico e i giornali scrutano l'enorme quantitativo di documenti, email, foto e video, i nomi dei potenti che hanno auto a che fare con il criminale finanziere escono velocemente allo scoperto.
3. E tra i potenti coinvolti nel ciclone Epstein, ci sta la prossima regina di Norvegia, Mette Marit, che ha avuto a che fare con il finanziere per anni. E mentre lei è coinvolta con uno scandalo, il suo giovane figlio Marius Borg Høiby è a processo per decine di capi d'accusa, tra cui stupro. La Norvegia discute il futuro della propria famiglia reale.
In questa puntata della Minestra degli Esteri:
1. L'ICE a Minneapolis è diventato un caso di rilevanza nazionale negli USA, in seguito alla seconda uccisione causata dalla forza dell'ordine migratoria e le numerose proteste. Cosa sta all'origine della crescente tensione e vittime?
2. Trump ha spinto gli alleati degli USA tra le braccia dei loro nemici. Eh sì, perché mentre Trump mette dazi su tutto e a tutti, il Canada ha iniziato il suo processo di disgelo con la Cina, e l'Unione Europea ha firmato un proficuo patto commerciale con l'India.
3. Che fine ha fatto Zhang Youxia? L'ex de facto secondo in comando dell'esercito cinese non è più al suo posto, e girano voci di un tentato colpo di stato. La più probabile realtà? Che il numero uno dell'esercito, il presidente Xi Jinping, stia di nuovo facendo pulizia di personaggi scomodi al paese, o forse direttamente a lui.
In questa puntata de La Minestra degli Esteri:
1. Trump ama definirsi un pacificatore, e anche il suo nuovo anomalo progetto ha questo intento. La Board of Peace vuole puntare a sostituirsi all'ONU e avrà delle caratteristiche dubbiose, come la supervisione perenne non del presidente degli USA, ma da Trump nello specifico. Ah, e anche un biglietto d'ingresso per le nazioni che vogliono unirsi di un miliardo di dollari.
2. A Londra sta per essere costruita l'ambasciata cinese più grande in Europa. Il progetto esisteva già da tempo e la Cina aveva già acquistato il terreno, ma è stato rimandato a lungo perché le proteste sono molte. La nuova ambasciata sarà infatti nel centro di Londra e potrebbe essere il luogo perfetto per un centro di spionaggio.
3. Per la prima volta il governo siriano riconosce l'identità curda come parte alla pari del paese, ma questo non vuol dire che lascierà i curdi liberi di decidere il loro destino. Il presidente siriano sta spingendo i curdi a integrarsi al paese, dopo che nella guerra civile avevano trasformato il Rojava in una zona praticamente indipendente. E questa unificazione sta venendo forzata, con le buone e con le cattive.
In questa puntata della Minestra degli Esteri:
1. Il regime iraniano dice che "la situazione è sotto controllo", ma le vittime delle proteste delle ultime settimane si contano a migliaia. Cosa ha scatenato questa ondata di violenza da guerra civile, e le manifestazioni più grandi da anni nel paese?
2. Petrolio, petrolio, petrolio. Donald Trump non ha giustificato i bombardamenti di inizio gennaio con troppi ideali: agli USA serve il petrolio venezueliano. E oltre ad aver organizzato un incontro con le più grandi aziende petrolifere al mondo coordinare la conquista delle raffinerie venezuelane, è chiaro che la rischiosa mossa americana ha anche un intento di influenza sul Sud America, a scapito della Cina.
3. Si è parlato tanto di Venezuela e Iran in queste settimane, ma molto poco dello Yemen. Il paese è stravolto dalla guerra civile dal 2014, ma vengono ora a galla degli scontri nascosti tra due potenze che hanno molti interessi nel contendersi il territorio: Arabia Saudita ed Emirati Arabi.
In questa puntata della Minestra degli Esteri:
1. Per Elon Musk, l'Unione Europea è un "Quarto Reich". L'uomo più ricco del mondo non ha preso bene il Digital Services Act, il pacchetto di norme con cui Bruxelles prova a regolare il funzionamento delle grandi piattaforme digitali. Ma, per tutti i motivi per cui l'UE è criticabile, di certo non è paragonabile al Far West americano della regolazione delle grandi aziende.
2. La nuova National Security Strategy di Donald Trump è arrivata. Il documento viene redatto da tutte le amministrazioni americani ed è un manifesto di come un presidente agirà in materia estera. E Donald Trump ha voluto mettere nero su bianco la propria visione del mondo.
3. La pace tra Ruanda e Congo...non sta funzionando. Secondo Trump questa è l'ennesima pace da lui realizzata, oltre a essere l'unico veramente soddisfatto dell'accordo, non è riuscito a includere le milizie che sono il vero punto cruciale del conflitto.
In questa puntata della Minestra degli Esteri:
1. Ciclicamente torna in Europa il tema della leva obbligatoria. E ora Francia e Germania sembrino stiano iniziando a muovere qualche pezzo, soprattutto data la nuova atmosferma di tensione con la Russia. Ma che senso ha rispolverare un'idea antica e forse arcaica come il reclutamento forzato?
2. Benjamin Nethanyahu ha ufficialmente richiesto la grazia al presidente isrealiano. Nethanyahu ha varie accuse e processi in corso nei suoi confronti, e come sembra abbia incoraggiato Donald Trump stesso, ora al presidente Herzog è arrivata una richiesta ufficiale. Ma dare la grazia al primo ministro più protestato della storia di Isreale creerà un precedente molto importante.
3. In Honduras si è votato per più elezioni, ma il risultato è ancora incerto. Due dei tre candidati principali sono pari, e il sistema elettorale del paese si trova incastrato tra l'assenza di un ballottaggio e un tempo limitato per decretare un vincitore. A questo si aggiungono le grandi difficoltà del paese e le varie accuse di imbrogli...che però arrivano dal presidente degli Stati Uniti.
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