C'è un verso di Orazio che i Romani usavano per dire "dall'inizio alla fine di un pasto": ab ovo usque ad mala, dall'uovo alle mele. Un'espressione così precisa, così quotidiana, che sembra scritta ieri. E invece ha duemila anni, proprio come il pane, i legumi, le uova e i frutti di mare che potete vedere oggi a Ercolano, ancora lì, carbonizzati ma intatti, come se qualcuno li avesse lasciati sul tavolo un momento fa. Il cibo non è mai soltanto bisogno. È espressione di un'intera civiltà, di come si coltiva, si cucina, si mangia insieme, si apparecchia la tavola. Grazie ad una proroga, fino al 4 Maggio 2026, il Parco Archeologico di Ercolano ospita Dall'uovo alle mele.