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ElenaAlquati.org episodes

  • Big soda: ecco come proteggo i miei profitti
    Le aziende produttrici di bevande zuccherate, note come Big Soda, sono sempre più impegnate nella battaglia per proteggere i loro profitti a discapito della salute pubblica.
    Dalla sponsorizzazione di eventi sportivi alla distorsione della ricerca scientifica, fino alla manipolazione delle politiche fiscali per favorire i propri interessi, Big Soda lavora attivamente pur di deragliare tutti gli ostacoli che le si pongono davanti.
    È ora che i sostenitori della salute pubblica di tutto il mondo, riconoscano la gravità del problema, e sollecitino i governi a prendere posizione, così come sta accadendo.
    5 min
  • Una banana per il mese della prevenzione del cancro al seno
    Al via il mese di ottobre dedicato alla prevenzione del cancro al seno e bastano pochi minuti di questo video per capire il potere che ormai hanno le multinazionali, con tentacoli che si sono allungati in tutto il mondo e in tutti i settori. 
    Un mondo ormai neanche più tanto nascosto, collegato con organizzazioni specifiche, social   network, pratiche che creano una conoscenza dettata da affermazioni etiche, a favore dell’industria, proteggendola.

    La tattica è semplice, basta posizionare in modo strategico i marchi di queste multinazionali. E così, come la Coca-Cola è diventata sponsor delle olimpiadi, la banana chiquita ha cambiato grafica per sponsorizzare il mese di ottobre dedicato alla prevenzione del cancro al seno: è cosi che si “purificano” i brand da tutte le associazioni negative legate alla produzione e lavorazione dei loro prodotti. 

    Ė un nostro dovere e diritto conoscere il percorso di come i prodotti vengono coltivati, lavorati e prodotti, dal punto di  partenza sino alla nostra tavola, perché se i diritti vanno rispettati, si devono rispettare i diritti di tutti, nessuno escluso.
    5 min
  • L’influenza del mercato mondiale nell’alimentazione dei bambini
    Si conclude oggi la Settimana mondiale dell'allattamento al seno, e, per questa occasione, il Fondo Mondiale per la ricerca sul Cancro, nel nome di Ioana Vlad ha approfondito questo tema rivelando quanto, il potere delle multinazionali dell’alimentazione, che ogni giorno ampliano la varietà dei loro prodotti, possano plasmare e decidere ciò che i bambini devono mangiare sin dai loro primi giorni di vita.
    Che l’allattamento al seno abbia forti benefici per la salute del bambino, è ampiamente dimostrato, ma nonostante le statistiche sull’allattamento nei primi sei mesi di vita siano in aumento, più della metà dei bambini di età inferiore ai sei mesi, a livello globale, viene nutrita con sostituti del latte materno.

    Multinazionali che ne sanno una più del diavolo, ma dovrebbero essere ugualmente ritenute responsabili nella protezione della nutrizione dei bambini, magari condannando le loro scelte di politiche di profitto, che spesso se ne fregano dell’etica e della correttezza. Fonte
    5 min
  • L'incoerenza scientifica in una forma di formaggio
    Parlando di alimentazione, niente più che parlare di formaggi, latte e latticini, è mai riuscito a dare origine a dispute di ogni genere, da quello emotivo, a quello scientifico, a quello etico. Una cosa che colpisce e che è certa, è il notevole aumento del consumo pro - capite annuo di formaggio, passato da kg. 3.1 nel  1901 a kg. 21.5 ai giorni nostri. Abbiamo provato a verificare pro e contro del formaggio, e ci sono capitate ricerche scientifiche che si contraddicevano anche sullo stesso argomento.

    Ci sono studi che hanno dimostrato quanto il formaggio abbia un effetto pro - infiammatorio,  altri antiinfiammatorio; studi che hanno dimostrato che un aumento del consumo di latte e formaggi è associato a un aumento della frattura dell’anca, altri a una riduzione della frattura dell’anca, altri ancora che un aumento del consumo di latte non ha dimostrano niente. Queste incongruenze hanno fatto si che nel grande studio di revisione del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro, e  nel  Codice Europeo non ci fossero suggerimenti al riguardo.  
    C’è una regola che abbiamo trovato per lo più unanime ed è questa: “Per stare in  salute è necessario ridurre il consumo di carne, aumentare cereali integrali, verdura e frutta”, non certo di aumentare il consumo di latte e formaggi.  

    In relazione a chi siamo, dove viviamo, al nostro stato di salute, al tipo di lavoro che facciamo, alla nostra età, la domanda da porci è: ma abbiamo veramente bisogno di mangiare così tanto formaggio, latte e latticini? La risposta è  No - il che non vuol dire eliminarlo dalla dieta, ma semplicemente valutarne seriamente la necessità, la qualità, l’etica; punti che purtroppo non rientrano in uno studio scientifico.
    8 min
  • Come rendere un mondo più sicuro per Coca Cola & Co.
    Soda Science è un libro scritto da  Susanna Greenhalgh in cui si vuole portare il lettore nel profondo mondo segreto della scienza aziendale, dove potenti aziende e scienziati accademici alleati, modellano la ricerca per soddisfare le esigenze dell'industria.

    Racconta la storia di come il leader del settore Coca-Cola abbia mobilitato gli alleati del mondo accademico, per creare una scienza di difesa nei confronti delle bibite gassate sostenendo l'esercizio fisico e non la restrizione alimentare come soluzione prioritaria all'obesità: una visione accettata da pochi esperti. L'antropologa e specialista in studi scientifici Susan Greenhalgh ha scoperto un mondo nascosto con organizzazioni specifiche, social network, pratiche di creazione di conoscenza e affermazioni etiche, dedite a creare una scienza favorevole all'industria, proteggendola e spiegando come questa scienza aziendale sia riuscita ad avere una tale presa sulle nostre vite.

    La ricerca della Coca-Cola non è una scienza falsa - sostiene Greenhalgh - è vera, condotta da veri ed eminenti scienziati, ma distorta dal suo scopo. Il suo avvincente libro solleva questioni cruciali sui conflitti d’interesse nella ricerca scientifica, sui finanziamenti che si celano dietro quei messaggi familiari sulla salute, e sui modi astuti con cui le grandi aziende tendono a modellare la nostra dieta, il nostro stile di vita e la nostra salute in base alle loro esigenze.
    5 min
  • Cibo sempre più caro: eventi climatici avversi o effetto uomo?
    Oggi se ne parla tantissimo, qualsiasi nuova situazione si è o si stia manifestando su questo pianeta, su tutti livelli, è colpa degli eventi climatici.   Gli esperti si prodigano in studi, rapporti, statistiche a confronto, e chi più ne ha più ne metta.

    Ad esempio, sul TIME è recentemente stato pubblicato un articolo che mette sul tavolo sia l’olio di oliva sia il cioccolato.   Dal testo non emerge nessun riferimento al disboscamento che, in queste zone, avviene ogni anno per deliziare il mondo di un prodotto non certo di prima necessità e dannoso anche sul piano della salute (ricordiamo che nei cioccolatini sono presenti anche altri ingredienti che l’industria alimentare sapientemente aggiunge), oltre che l’impatto sul pianeta.

    Il Ghana e la Costa d’Avorio si sono mangiati più dell’ottanta per cento delle foreste per la coltivazione del cacao: che il cambiamento climatico sia dovuto anche e soprattutto a questo disboscamento scellerato?

    Siamo sicuri che sia tutta colpa degli eventi climatici? A me pare che la riflessione vada fatta su parametri completamente opposti. Ognuno deve nutrirsi del cibo del proprio territorio, perché un solo territorio non può fornire cibo a tutto il resto del mondo, soprattutto se si tratta di un prodotto trasformato dall’industria, dannoso per la salute e inutile ai fini nutrizionali: e per questo sono stati depauperati territori interi con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti. Basta aprirli.
    6 min
  • Dal 2 ottobre 2024 al via l’iniziativa Future Food-Tech a Londra
    Nutrire una popolazione in continua crescita, tenendo in considerazione il clima e la salute umana, è un argomento che sta a “cuore” a molte industrie dell’alimentazione. Sanno bene che il problema non è di poco conto, poiché si prevede un aumento della popolazione mondiale che raggiungerà 8,5 miliardi nel 2030. 

    Future Food – Tech è un luogo d’incontro e di riferimento per il settore della tecnologia alimentare; offre un forum dove i leader del settore possono collaborare, condividere idee e creare una rete di contatti, così da poter promuovere innovazione e sviluppo necessari alla creazione di un sistema alimentare più sano, trovando soluzione per il superamento degli ostacoli.

    Il ruolo dei governi e delle organizzazioni non governative (ONG), sarà centrale nelle discussioni, poiché svolgono elaborazione di linee guida nazionali, raccomandazioni alimentari e regole standard del settore, necessari affinché le organizzazioni stesse possano raggiungere obiettivi di sostenibilità e profili nutrizionali. 

    Forse un po’ di conflitto di interesse è presente, e mi chiedo: “dopo milioni di anni di evoluzione senza nutrizionisti e senza industria alimentare, siamo sicuri che questi congressi siano pensati per migliorare l’esistenza dell’essere umano e non i loro profitti?

    Date dell’evento: 2 – 3 ottobre 2024 Luogo: Intercontinental Lonton, The 02
    Fonte di approfondimento
    5 min
  • Dalle giubbe rosse all’industria alimentare: la storia di un insetto
    Si chiama Cocciniglia. Nel mondo dell’alimentazione è più conosciuta con la sigla E120, uno dei tanti additivi  alimentari che colora di rosso aperitivi, make-up, dolci, e molto altro.

    Chimicamente è un sale di alluminio presente nell’ acido carminico estratto dalla Cocciniglia, e servono qualcosa come 80mila insetti per fare 1 Kg di prodotto. Molte aziende lo hanno tolto dalla produzione per motivi etici, sostituendolo con un prodotto di sintesi creato in laboratorio.

    Voglio raccontarti la sua storia.
    9 min
  • Giornata mondiale per la ricerca sul cancro: intervista D.ssa Mondino
    Oggi è la giornata mondiale per la ricerca sul cancro e ho pensato di preparare questa intervista con la D.ssa Aurelia Mondino sui determinanti  commerciali , i quali valutano il modo in cui i prodotti delle industrie, influenzano il benessere generale e l'equità sanitaria, non solo del singolo consumatore ma di intere società, estendendo il problema alle politiche e all'economia globale.  

    Ė stato recentemente pubblicato un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che raccoglie i dati sui Determinanti commerciali di malattie croniche non trasmissibili in Europa,  e mostra come queste attività stiano danneggiando la nostra salute causando  19 milioni di morti all'anno in tutto il mondo. Dati impressionanti che non sono da sottovalutare.  

    Ma ascoltiamo questa intervista. Buona visione.
    17 min
  • Giornata mondiale per la ricerca sul cancro: i determinanti commerciali
    I determinanti commerciali della salute valutano il modo in cui i prodotti delle industrie commerciali, influenzano il benessere generale e l'equità sanitaria, non solo del singolo consumatore ma di intere società, estendendo il problema alle politiche e all'economia globale.  

    Ė stato recentemente pubblicato un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che raccoglie i dati sui Determinanti commerciali di malattie croniche non trasmissibili in Europa,  e mostra come queste attività stiano danneggiando la nostra salute causando  19 milioni di morti all'anno in tutto il mondo.

      Solo in Europa, il 61,3%  dei decessi da malattie croniche non trasmissibili possono essere attribuiti direttamente a fattori di rischio legati a diete dannose, inattività fisica, consumo di alcol e tabacco, che equivale a 2,7 milioni di decessi all'anno, ovvero più di 7.400 morti al giorno. Molti di questi decessi (90%) potrebbero essere prevenuti semplicemente riducendo l'esposizione ai prodotti  commerciali dannosi.
    6 min

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